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Glen Morgan ci porta nella nuova casa di X-Files
(3) commenti
10.02.2016  21:01.39
 
Mulder e Scully in una scena di Home Again

Me lo aspettavo. C’erano stati dei segnali che mi avevano fatto pensare che in questo episodio avremo perso qualcuno. Ne avevo anche parlato con un paio di persone. “Senti, ho una teoria. Devi aiutami a demolirla”, ma alla fine nessuno ci è riuscito.

Glen Morgan ha confezionato una storia straziante e bellissima. Una storia piena di riferimenti al suo “Home”, a “One Breath” e “Beyond the Sea”. Una storia, anche questa, diretta soprattutto a chi ha seguito la serie fin dall’inizio.

“Home Again” è un episodio standalone. Pensato originariamente per essere trasmesso come il secondo di questa nuova stagione, avrebbe dovuto essere il primo caso che Mulder e Scully si trovano ad affrontare una volta tornati all’FBI, ma così non è stato… però il punto centrale di questo episodio non è affatto il mostro della settimana.

Glen Morgan ha riportato in questa stagione l’adorata madre di Scully, Margaret, per poi strapparcela via subito. Ma un perdita così grande doveva avere un senso, non poteva essere gratuita. Era questo pensiero che mi faceva riflettere nei mesi scorsi, quando il dubbio si era insediato nella mia mente e speravo di essere in errore.

Margaret, Maggie, lascia sua figlia essendo pienamente consapevole della sua forza interiore. Conosce la sua storia, sa cosa ha passato, sa che sua figlia sarà in grado di superare il dolore, fortissimo, della sua perdita. I suoi ultimi pensieri sono infatti rivolti ai più deboli: quel figlio, Charlie, che non sente da tempo e William.
Margaret conosce il dolore che consuma sua figlia e sa che può liberarsene in un solo modo. È per questo che le sue ultime parole sono rivolte a Mulder. Maggie sa che sua figlia non sarà mai sola, ma sa anche che i due troveranno la forza per affrontare la sfida più grande della loro vita solo rimanendo insieme. Le sue parole sono un monito e una spinta. Mulder e Scully devono proteggere loro figlio. Devono assicurarsi che stia bene. Non possono lasciarlo andare senza lottare per lui. È questo che Maggie, la mamma che tutti noi abbiamo desiderato avere almeno una volta, vuole dire a sua figlia e all’uomo che le è accanto da tempo.

Scully ha perso sua madre, ma Mulder e Scully devono affrontare quotidianamente la perdita del proprio figlio.

È come se Chris Carter avesse ascoltato anni di discussione tra noi fan e abbia confezionato questa nuova stagione per noi, puntando molto, se non tutto, su uno dei grandi misteri rimasti senza risposta: il destino di William. A questo punto, la storyline principale, quella che lega il percorso che Mulder e Scully compiono nella nuova stagione, sembra davvero essere questa. E aggiungo, anche un po’ a sorpresa.

Il mistero del destino di William non ci è ancora stato svelato, ma nel frattempo questi nuovi episodi ci mostrano, visivamente, quello che Mulder e Scully stanno passando, ci raccontano i loro pensieri e le loro emozioni, ci lasciano intuire quello che devono aver affrontato nel periodo in cui erano lontani da noi, ci fanno capire che il loro legame non potrà mai spezzarsi, ci raccontano di un’intimità fatta anche di chiamarsi per nome durante i momenti più difficili.

X-Files non è mai stato tutto questo. X-Files è la serie che ha fatto del “non detto” una filosofia, un mantra. X-Files raramente mescolava Mitologia e mostri della settimana in uno stesso episodio. Le cose erano quasi sempre ben distinte e separate. Questo nuovo corso, se così vogliamo chiamarlo, risulta sicuramente più intimo e maturo, non scade mai nella banalità e mantiene ben saldi lo stile e l’impronta della serie originale e anzi, li rinnova con questo nuovo tipo di racconto.

Mulder e Scully sono due personaggi più maturi che nascondono un legame impossibile da spezzare dietro un’apparente separazione. Sono sempre uguali a quelli che abbiamo imparato a conoscere, ma è passato del tempo, e così come è passato per loro, è passato anche per gli attori che li interpretano e per gli autori che danno loro voce, quindi, come accade a tutti, anche loro sono cambiati, sono diversi.

Gli autori, tutti, hanno davvero fatto un eccellente lavoro di scrittura che di episodio in episodio ci lascia sempre di fronte ad un’ora di televisione come se ne vedono poche. Nonostante in “Home Again” il dolore sia preponderante, Morgan, come tutti gli altri autori che lo hanno preceduto, mostra di essere ancora totalmente nelle corde dei personaggi creati da Chris Carter. Nell’episodio non mancano infatti momenti più leggeri con battute di Mulder o espressioni divertite e di sfida di Scully.

E poi ci sono loro, David Duchovny e Gillian Anderson. Ce li abbiamo solo noi.
Nel corso degli anni ci siamo abituati a vederli interpretare Mulder e Scully, ma in questi episodi stanno davvero superando loro stessi. La loro intesa sembra essere ulteriormente cresciuta e maturata (non chiedetemi come sia possibile, ma è evidente che sia così). In questa nuova stagione li abbiamo visti essere l’uno la spalla dell’altra e spaziare dalla commedia al drama nel giro di poche scene.
Per quanto riguarda “Home Again”, una menzione particolare va al lavoro di Gillian Anderson, perché un autore come Glen Morgan può scrivere una storia così solo se ha lei nel cast. Un plauso va però anche a David Duchovny, il supporto del suo Mulder, discreto e sempre presente, è stato fondamentale per la perfetta riuscita dell’episodio.

La scena finale, con le emozioni laceranti di Scully e il dolore silenzioso di Mulder, mentre entrambi salutano Margaret per l’ultima volta sulla riva di un lago, è davvero un passaggio straziante e bellissimo. Mi ha ricordato molto la scena in cui la famiglia Scully si riunisce per dare l’ultimo saluto al Capitano Acab, in riva al mare, in “Beyond the Sea”.  Anche quella era una cerimonia riservata per pochi intimi, perché, come ci disse Margaret, “questo è  quello che lui desiderava, solo la famiglia.”
Ecco, che Mulder e Scully fossero una famiglia noi lo sapevamo, ma questa è un’altra di quelle cose che, per la prima volta, gli autori hanno scelto, non so quanto consapevolmente, di farci vedere.

Per questo motivo voglio chiudere le mie sconclusionate riflessioni su “Home Again” (fin’ora questo è stato per me il commento più difficile da scrivere riguardo la nuova stagione) con le parole del monologo finale di Scully che, per quanto mi riguarda, entra di diritto nella lista dei più belli dell’intera serie.

“So perché mia madre ha chiesto di Charlie, anche se non faceva più parte della sua vita. Prima di andarsene voleva assicurarsi che stesse bene. Lo ha fatto nascere. Gli ha dato la vita. Ne è responsabile.
Ed è per questo che ci ha detto quello che ci ha detto. Voleva essere sicura che ci saremmo presi cura di William, anche se non possiamo vederlo. So che come genitori abbiamo fatto un enorme sacrificio per mantenerlo al sicuro. Lo abbiamo dato in adozione per il suo bene. Ma non posso fare a meno di pensare a lui, Fox. Non ci riesco.
Credo che tu troverai le tue risposte. Troverai le risposte ai misteri più grandi, e io sarò lì con te quando accadrà. Ma i miei misteri… non avrò mai le mie risposte. Non saprò mai se pensa a me, o se ha mai avuto paura e ha desiderato che fossi con lui. Dubita di sé stesso perché lo abbiamo abbandonato? Che domande ha per me? Le stesse che ho io riguardo questa moneta?
E voglio credere… ho bisogno di credere…  che non lo abbiamo trattato come spazzatura.”


Gillian Anderson e David Duchovny nella scena finale di Home Again
 
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Articolo scritto da francesca

Beyond the Sea X-Files Stagione DIECI Diario di bordo
 
 
 
Commenti all'articolo
 

Mi associo ai bellissimi commenti e rilancio. Sì, il mostro c’è, ed è un mostro del nostro tempo: si chiama RESPONSABILITA’; in un’epoca de-responsabilizzata come questa, parlarne diventa quasi sovversivo. La responsabilità verso le proprie azioni, verso le proprie cre-azioni, che siano idee, oggetti o figli. Una parola che ormai la società contemporanea sembra aver passato nel dimenticatoio, qui invece ritorna preponderante e urgente, perché urgente è il destino di William. Il ricordo del loro figlio, che aleggia sugli episodi, qui deflagra dirompente e diventa la colonna portante di “Home Again”. Tutto l’impianto registico di questo episodio è di grande pathos e coinvolgimento emotivo; trovo geniale l’uso di una microcamera per la soggettiva di Dana che scende in fretta le scale, ne cogliamo lo smarrimento, quasi fossimo immersi nella sua angoscia. Qui ci troviamo al cospetto di uno script che tocca vette emozionali forse mai prima raggiunte: e se diventare “maturi” significa produrre anche dei dialoghi come questi, allora sono contenta di maturare anch’io, e pazienza se non faccio più le scale di corsa coi tacchi. Maturità significa anche gran lavoro d’attori: Gillian consegna agli annali della serie un’interpretazione a dir poco magistrale, di un’intensità da togliere il fiato, tanto da farmi sorgere il sospetto che dentro ci sia un che di autobiografico (e spero tanto di no); avendo io stessa vissuto la medesima esperienza, è stato un sofferto attimo di empatia rivederla trasportata sullo schermo, nella medesima luce livida, e in quella sofferenza mi ci sono riconosciuta. La medaglietta di Margaret mi ha fatto ricordare un’altra medaglietta, quella apparsa in “Milagro” (il vero punto di non ritorno nella relazione tra Scully e Mulder). Dana non è sola, non lo è mai stata praticamente fin dall’inizio (vedi “One Breath”) e non lo sarà mai; e, qualsiasi cosa accada, avrà sempre la certezza di poter affondare il viso sul petto, ora veramente possente, di quell’Uomo (sì, con la “U” maiuscola, lo ribadisco!) che le sta accanto dal 1993, una vita fa; tragica Dana, annientata dal dolore, che sembra quasi sparire nel suo abbraccio, uno scricciolo spaventato che ha però trovato il suo rifugio sicuro. Fox, dal canto suo, si dimostra ancora una volta in grado di assorbire tutta la sofferenza della sua compagna e di interiorizzarla. Interpretazione altrettanto magistrale di David, tutta giocata in sottrazione, il suo dolore trattenuto traspare invece dai suoi gesti e dai suoi sguardi, senza bisogno di troppe parole, a questo punto superflue. Ci si chiede come sia possibile che la loro intesa sia ulteriormente cresciuta e maturata: io credo che sia la maturità stessa, anagrafica, di David e Gillian, oltre al grande affiatamento tra colleghi che si stimano e si vogliono bene, che renda possibile questa magia. Solo due attori che si conoscono reciprocamente da oltre vent’anni, possono mettere in scena un’interpretazione che va al di là della semplice finzione, talmente realistica che, nel monologo finale (da brivido) ci lascia con un pesante groppo in gola. Posso osare? Un capolavoro.

 

Laura il 15/03/2016 22:20:06

Meraviglioso. Intenso. Commovente. ❤

 

xfjane il 12/02/2016 22:09:49

Una puntata stupefacente. Sconvolgente, dove mistero, un po' splatter forse, ma davvero belli e geniale, si mischia alla storia personale. Mai come in questo x files, è evidente come la famiglia di scully ora è mulder e viceversa. Non hanno nessun altro, se il loro rapporto si è basato sempre sulla fiducia reciproca, ora lo sarà anche di più. Ci saranno sempre l'uno per l'altro. Mulder con il suo "sono qui" e scully che dice a mulder che sarà al suo fianco quando troverà le risposte che cerca. Le lacrime mi scendono da sole. Questa breve stagione mi sembra sempre più uno stuzzichino prima del pranzo vero e proprio. E spero davvero che sia così, le premesse sono davvero ottime. E David e Gillian sono fenomenali, i loro personaggi gli sono cuciti indosso, in questo episodio poi Gillian davvero è superba!

 

Adele il 12/02/2016 01:49:22
 
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