Le fanfic di X-Files

Con le ali rotte

Post TT
Autore: Viovio
Pubblicata il: 25/09/2009
Tradotta da: Angelita
Rating: G, per tutti
Genere:
Sommario: Post TT
Note sulla fanfic: Vedete... Anche se non ci sembra, sono una patita di Mulder...E questo nella mia scala di valori Ŕ sceso dopo aver visto TT... E' sceso per la bella scenetta che mi fa accelerare il sangue e che menziono nella ff... Oggi mi sono alzata con il piede pro-Scully...Ora vedrete...

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"…And how high can you fly with broken wings?…"


Le sensazioni sono quelle cose stupide che qualche volta stordiscono il nostro sistema nervoso...Ma... Che cosa sono i sentimenti? Che diavolo sentiva lei ogni notte, ogni giorno...? Che cosa sentiva nel vedere che tutti i giorni erano i calchi perfetti degli altri?

Semplicemente rimpianto e il sapore appiccicoso e perverso dell'impotenza...perchè i sentimenti, per quanto si voglia, non si possono cambiare...lei amava quell'uomo con tutte le sue forze... Lo stesso uomo che era capace di distruggerla con frasi sfuggenti e sguardi vuoti...L'uomo per cui aveva abbandonato completamente tutto, incluso ciò che più apprezzava...La maggior parte delle volte sopportava la sua stupida impulsività, tollerava i suoi abbandoni e le sue gelide risposte...Sapeva che lui l'amava...Ma era una persona istintiva, viscerale...Molte volte incosciente di come la sua impulsività potesse far crollare il cuore della donna che l'amava...
Dormiva tra le sue braccia ogni notte, sentendo il ritmo del suo cuore sotto le guance. Era sempre stato così, lei non gli era mai venuta meno.Ora stavano solo loro due, andando controcorrente, fuggendo dal mondo per salvarlo...Da sei mesi erano due sconosciuti, sepolti sotto nomi che non erano i loro perchè i loro erano morti. E sì, la maggior parte delle volte lei accoglieva i suoi baci lenti, le sue eterne carezze e i suoi sguardi risanatori e perfetti...Ma oggi il cielo era troppo coperto e la burrasca lontana minacciava di sotterrare la terra e l'anima dei mortali.
All'alba si era svegliata senza di lui in un piccolo appartamento sperduto in uno stato ancora più sperduto. Era qualcosa che era abituato a fare normalmente: andare via senza dare spiegazioni...Lasciarla al margine... pensare che era solo la sua lotta, solo un suo rischio... Pensare che solo lui perdeva e lei stava lì semplicemente per consolarlo...

'Semplicemente non posso. Questo è molto più grande di noi...'

'Ma siamo noi che affrontiamo questo...Tu ed io...Mulder... Questo è ciò per cui sto lottando. Per te e per me...'

Brutto, orribile, esasperante. Ogni volta che sentiva la sua assenza all'altro lato del letto, non poteva evitare che quell'immagine le attraversasse la mente, soffocandola, sentendo lo stesso brivido cupo e vicino che sentì quel giorno nella cella gelida...Lei gli chiese di lottare per loro due, si inginocchiò ricordandogli che era anche la sua lotta, che anche lei aveva perso tutto ciò che aveva...Forse era la prima volta che Dana Scully aveva supplicato il suo compagno...Forse era la prima volta che gli aveva chiesto qualcosa... Rimanendo con l'anima nuda ai suoi piedi, quasi piangendo con le ali rotte davanti ai suoi occhi...Che cosa aveva ottenuto come risposta? Un rifiuto, uno sguardo incollato al suolo...un'immagine perduta e troppo dolorosa che le faceva desiderare di piangere ogni volta più spesso...Io lo amo, ma lui ama di più la sua verità...Questo era ciò che voleva credere, questo era ciò che costatava quando lui non pensava che lei prima di tutto era un essere umano... E allora per con un movimento improvviso che le era completamente estraneo, mosse senza volere tutti i suoi muscoli. Si pulì le lacrime, saltò giù dal letto e si vestì rapidamente. Le tende erano aperte e nemmeno la luce faceva atto di presenza in quel mattino nuvoloso e grigio. Cercò la valigia nell'armadio e ci mise alcune cose senza nemmeno avvertire che all'altro lato della stanza, appoggiato alla cornice della porta uno spettatore muto, deluso, ma rassegnato a perderla era presente alla scena.
Fox Mulder era cosciente che non la meritava... Aveva temuto sempre che sarebbe arrivato il momento in cui lei non lo avrebbe sopportato più...L'amava... Come a nessun'altro al mondo...Sognava, naturalmente sognava di darle la felicità che lei desiderava...Sognava, sognava di poter lasciare indietro i suoi demoni, cercare suo figlio, vederlo crescere. Ma qualcosa si interponeva...LA SUA OSSESSIONE...Il suo tacito impegno con il mondo...La sua colpevolezza...La sua lotta, la sua verità...la sua maledetta e distruttiva verità...Non aveva potuto salvare sua sorella, ma avrebbe salvato sei miliardi di persone...Perchè? Per redimersi? Per vendicarsi? Non lo sapeva...Forse semplicemente dipendeva dalle sui presentimenti... Presentimenti che avvolgendosi in una spirale eterna finivano sempre col fare male a lei...Forse era questo il motivo per cui non cercava nemmeno d'impedirle di andare via...Continuava a stare lì, guardandola mentre lei ancora non si era resa conto che lo stava facendo...A che cosa sarebbe servito costringerla a stare al suo fianco? Solo per ucciderla un altro poco. Dio, come l'amava! Come gli sarebbe piaciuto essere diverso! L'avrebbe persa, avrebbe perso quello di cui aveva più bisogno a questo mondo...sarebbe morto perchè lei non sarebbe stata al suo fianco per dargli forza e coraggio... Ma non era giusto...era da troppo tempo che era ingiusto con lei...Danneggiando a colpi di dolore e tristezza le ali del suo sacro angelo... Togliendole tutto, amandola e distruggendola nello stesso tempo...
Girandosi, lei vide i suoi occhi feriti nella penombra. Non seppe cosa dire, ma le parole erano un di più e la valigia nella sua mano sinistra manifestava le sue intenzioni con un'evidente chiarezza. Tutto sarebbe stato più facile se lui non fosse apparso. L'intensità dei suoi occhi era opprimente. Dana finì col abbassare lo sguardo. Aveva bisogno solo di tre parole...E sarebbe rimasta...desiderò che le dicesse...Ma supplicò il cielo rigato di piaggia che non le pronunciasse...

"Ho sempre saputo che ti saresti allontanata da me..." Giusto quando era uscita dalla porta, passando accanto a lui e sfiorandolo lievemente, i leggeri sussurri di lui si arrampicarono per l'aria.

Lei guardò indietro, solo un attimo... Lui continuava a non muoversi, dietro di lei. Lei stava ferma, volendo parlare senza riuscirci...Dicendo tutto con i suoi occhi azzurri ed enormi... Poi si girò e avanzò con passo deciso fino all'entrata...nessuno la seguì e volle morire.
Il rumore della porta si diffuse per l'aria dell'appartamento. Mulder fece uno sforzo enorme per non correrle dietro. Questa volta no, non oggi...Aveva diritto di essere felice. Si chinò e la sua fronte cominciò a dare piccoli colpi contro il muro. Pianse, ma non poteva uscire a cercarla, non come lo fece quella sera d'estate in quel corridoio.
Arrivò il momento in cui non ne poté più. La stava perdendo e né l'orgoglio, né la verità né il suo amore per lei erano abbastanza forti per far sì che questo accadesse.
Si alzò da terra con una contrazione elettrica e incontenibile. Scese le scale correndo, senza pensare, sentendo solo come aveva fatto un milione di volte prima.
La scorse da lontano, persa nella strada deserta, avvolta dalle gocce di piaggia, correndo e piangendo come l'acqua dal cielo.

"Dana.." Gridò, ma lei non guardò indietro. Mulder non poteva smettere di correre, di desiderare di raggiungerla per chiederle di non lasciarlo solo."Scully, per favore...Aspetta..." Con uno sforzo improvviso delle sue gambe, riuscì ad arrivare a toccarla, a prendere il suo braccio. Lei continuava ad essere distante, assente, a guardare la spessa pioggia, dandogli le spalle.

" Per favore... Non voglio che tu vada via senza nemmeno cercare..." Allora, si girò bruscamente, affrontandolo.Con lacrime enormi sul viso che si univano ai goccioloni che si precipitavano dall'alto.

" Senza nemmeno tentare cosa? Che rimanga? Per che cosa vuoi che rimanga? Per continuare a farmi del male? Sai tutto quello che ho perso per te?" Mulder era inzuppato, guardando con occhi indescrivibili le fattezze di lei." Ho perso tutto, assolutamente tutto... la mia famiglia, la mia vita... Mio figlio, Mulder, mio figlio... Ho abbandonato mio figlio per te e tu non vuoi renderti conto che per quanto forte io passa apparire, a volte non lo sono, a volte oltre ad amarti io anche ho bisogno di te..." Come piangeva! Gridava volendolo colpire sul petto, dicendo parole che non credeva di poter dire, colpevolizzandolo per tutto, uccidendolo... Sfogandosi per potersi sentire viva.
"Scully lo so... lo so e per questo stavo facendoti andar via, ma non posso..." L'abbracciò senza rimedio, lasciandosi cadere per terra fino quasi a mettersi in ginocchio. " E non ti ho mai chiesto perdono...Ma se non mi aiuti, non potrò mai vincerli e arrivare ad essere felice con te e con William..." lei gli scivolò tra le braccia, fino a terra e entrambi rimasero inginocchiati sul cemento bagnato." Perdonami...Per favore, perdonami..." Scully lo baciò sulla fronte e sulle labbra...Sulle palpebre chiuse per le lacrime e sulla bocca coperta dalla pioggia... e semplicemente , si rese conto che non poteva andare via che l'amava troppo...Non poteva andare via perchè aveva la speranza che un giorno le cose sarebbero cambiate e che insieme avrebbero potuto essere felici. E così, continuarono a stare ancora un poco sotto la pioggia... Chiedendosi perdono, ritornando a nascere... Aggiustando le loro ali per poter un giorno spiccare il volo insieme.
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