#2X01 Little Green Men - Uomini Verdi

#2X01 Little Green Men - Uomini Verdi
di Glen Morgan, James Wong
diretto da David Nutter


Mulder viaggia fino a Puerto Rico per anticipare una squadra militare che vuole distruggere le prove di un incontro alieno.
Con il progetto X-files ufficialmente sciolto, Mulder e Scully ritornano nel corpo investigativo dell'FBI. Gli agenti, avendo svelato strani casi includendo gli extraterrestri e il paranormale, possono a malapena nascondere la loro noia. Credendo di essere sorvegliati, si incontrano nel parcheggio del Watergate Hotel. Lì Mulder confessa a Scully che è molto depresso per via della sua missione di ritrovare tracce che provino che sua sorella è rapita dagli alieni anni prima. Rimpiange che, nonostante i numerosi incontri ravvicinati con gli UFO, non sia ancora in possesso di elementi concreti che provino l’esistenza degli extraterrestri. Sta perdendo interesse nello scoprire la verità. Più tardi Mulder è convocato al Campidoglio dal senatore Richard Matheson, un protettore degli X-files, che lo mette al corrente di un grande segreto: un radio telescopio abbandonato a Porto Rico è stato il luogo di un incontro con un UFO.

Mulder vola a Porto Rico immediatamente, sperando di battere la squadra dei berretti blu addetti al ritrovamento UFO, prima che possano requisire prove sul contatto avvenuto. Forzando l’ingresso con facilità, entra e trova una bobina che gira su un registratore. Uno spaventato portoricano di nome Jorge traccia a Mulder un'immagine che sembra essere un extraterrestre che ha osservato sul posto.

Quando Mulder non si presenta per il lavoro, Scully inizia un'indagine. Cerca nel suo appartamento e trova un pezzo di carta contenente una successione di segnali, una trasmissione radio proveniente dallo spazio profondo, un codice di trasmissione di rumore di fondo galattico trenta volte più forte. Il Dr. Kip Traitsky dice a Scully che solo una manciata di radio telescopi sono attivati per la ricerca di questi segnali. Scully cerca all’interno delle liste di volo e ne trova una contenente uno pseudonimo di Mulder, "George E.Hale”. Quel volo è legato a Porto Rico. I progressi di Scully si interrompono quando un uragano colpisce l’isola. La sua preoccupazione cresce quando si rende conto che altri agenti dell’FBI la seguono.

Mulder e Jorge ascoltano la bobina mentre la forza dell’uragano si intensifica. Improvvisamente, Jorge sente un rumore che lo terrorizza. Scappa dall’edificio. Mulder gli corre dietro, ma dopo una breve ricerca trova il corpo dell’uomo senza vita, la sua espressione è di paura. Sentendosi più solo che mai, Mulder registrale sue opinioni su un nastro. Si chiede ad alta voce ciò che farebbe se si venisse a trovare faccia a faccia con una vita extraterrestre. Qualche attimo più tardi, una fortissima, accecante forza scuote la costruzione. Mulder guarda spaventato ciò che sembra essere un alieno che gli va incontro. E’ investito da una luce accecante.

Quando Mulder riprende conoscenza, Scully è al suo fianco. Capiscono subito che i berreti blu sono arrivati. Convinti che i berretti li avrebbe uccisi, i due si arrampicano verso una jeep lì vicino e guidano nella landa desolata. I berretti aprono il fuoco, colpendo la jeep. Mulder guida abilmente e scappa giù per una strada. Quando torna a Washington, Mulder è rimproverato da Skinner per il lavoro perso. Mulder si oppone al controllo illegale del suo telefono. Mulder è confermato al suo lavoro. Più tardi, lui e Scully ascoltano la bobina, solo che la trovano vuota. 
Attori Protagonisti
DAVID DUCHOVNY - Agente Speciale Fox Mulder
GILLIAN ANDERSON - Agente Speciale Dana Scully

Attori Co-Protagonisti
RAYMOND J. BARRY - Senatore Richard Matheson
WILLIAM B. DAVIS - L'Uomo che Fuma
MIKE GOMEZ - Jorge Concepcion
MITCH PILEGGI - Vice Direttore Walter Skinner
VANESSA MORLEY - Samantha (8 anni)
MARCUS TURNER - Fox Mulder (12 anni)
LES CARLSON - Dott. Troisky
FULVIO CECERE - Aiutante di campo
DERYL HAYES - Agente Morris
DWIGHT MCFEE - Comandante
LISA ANNE BELEY - Studente
GARY HETHERINGTON - Lewin
BOB WILDE - Rand 

Trasmesso la prima volta in TV
USA 16/09/94
Italia 08/10/95
#
  • Manifesto del viaggiatore – il manifesto che Scully cerca nel tentativo di localizzare Mulder contiene i nomi di molti X-Philes -- Paulette Alves, Donald Anglin, Sylvia Bartle, Kinh Berreman, Sarah Brice, Kelly Brown, Tere Carstensen, Gail Celio, Cliff Chen, Hayden Dawson, Lori Dawson, Harle Erickson, Garn Ferguson, Jodi Giannini, Jan Gompf, Pat Gonzales (che mantiene le FAQ di X-Files), Jeff Gostin, Charles Grant (autore di racconti di X-Files), Betty Grant, George E. Hale (uno dei pseudonomi di Mulder) George Ellery Hale: Progettista del telescopio Hale nel Sud California, Andrew Harrison, Melissa Harris, Linda Lee Hill, Scott Hill, Eliza Hofmann
  • Il Senatore Richard Matheson deve il suo nome al popolare autore di fantascenza Richard Matheson.
  • 1013 - Il numero 1013 viene mostrato ripetutamente nella colonna dei segnali in successione.

Scarica il Flash Player per vedere il filmato.

We Wanted to Believe
scritto da Mark Snow su musiche di Johann Sebastian Bach

Concerto Brandeburghese Num. 2 in Fa Maggiore
di Johann Sebastian Bach
SCENA 1

(L’episodio si apre con delle immagini dello spazio. C’è una voce che parla fuori campo.
us Nella versione italiana questa voce è quella di Franco Zucca, il doppiatore che presta la voce al vicedirettore Skinner a partire dalla stagione tre di X-Files, ma nella versione originale dell’episodio questa voce fuoricampo è quella di Mulder.)

VOCE FUORI CAMPO: Volevamo credere. Volevamo chiamarli. Il 22 agosto e il 15 settembre 1977 due sonde spaziali furono lanciate dalla base missilistica di Cape Kennedy in Florida, erano state chiamate Voyager.

(Un satellite attraversa lo spazio. Si vedono dei pianeti, delle lune e delle stelle fino a che l’inquadratura si sposta fuori dalla Via Lattea. L’immagine si restringe nell’angolo in basso a destra dello schermo mentre il “Concerto Brandeburghese di Bach Numero 2” inizia a suonare.)

VOCE FUORI CAMPO: Ognuna delle due portava un messaggio.

VOCE DI KURT WALDHEIM: Porto il saluto dei popoli del nostro pianeta. Ci siamo avventurati nell’universo oltre il nostro sistema solare alla ricerca di pace e amicizia...

(La voce di Waldheim continua a parlare mentre alcune immagini scorrono sullo schermo: un diagramma di un gruppo di aminoacidi, il disegno del sistema muscolare dell’uomo, la mappa del mondo, un diagramma matematico e altri diagrammi di bambini non ancora nati.)

VOCE FUORI CAMPO: Un disco dorato con la registrazione di immagini, musica e suoni del nostro pianeta, progettato in modo da poter essere compreso, se mai intercettato, da una civiltà extraterrestre tecnologicamente avanzata.

(Si sente la voce di una donna parlare un’altra lingua in sottofondo mentre appare la foto del pianeta Terra e la misura del suo diametro di 12756 chilometri.)

VOCE DI BAMBINO: Ciao dai bambini del pianeta Terra.

(L’immagine si trasforma in quella del vero pianeta Terra visto dallo spazio e si allontana.)

VOCE FUORI CAMPO: Quattordici anni dopo il lancio, Voyager superava il piano orbitale di Nettuno uscendo così dal sistema solare. Nel frattempo non erano stati inviati altri messaggi. Non era previsto.

(La scena torna sulla Terra, ad una serie di osservatori astronomici puntati verso il cielo.)

Volevamo ascoltare. Il 12 ottobre 1992 la NASA iniziava il “Rilevamento di Microonde ad Alta Risoluzione”...

(A video scorrono delle immagini dell’Osservatorio di Arecibo.)


SCENA 2
ARECIBO IONOSPHERIC OBSERVATORY
ARECIBO, PUERTO RICO

VOCE FUORI CAMPO: ...un programma decennale in cui un radiotelescopio avrebbe esaminato dieci milioni di frequenze alla ricerca di trasmissioni provenienti da intelligenze extraterrestri.

(All’esterno dell’osservatorio si sentono i versi degli animali provenire dalla foresta.)

Un anno dopo, il neoeletto senatore del Nevada, Richard Bryan, faceva approvare un emendamento che annullava il progetto.

(Sul muro del locale si può leggere la scritta “Arecibo Ionospheric Observatory – Arecibo, Puerto Rico – Control Room.)

Io volevo credere, ma le attrezzature vennero portate via.

(All’interno della sala controllo i macchinari sono spenti e ricoperti da teli di nylon.)

Gli X-Files vennero chiusi. Chiusero i nostri occhi, le nostre voci furono fatte tacere, le nostre orecchie ormai non possono ascoltare ciò che potrebbe venire dallo spazio più remoto.

(Un macchinario si accende e inizia ad emettere dei suoni. Si attiva anche una trasmittente che sembra stia ricevendo un qualche tipo di segnale. Da una stampante escono dei tabulati. Il registratore a bobine si attiva e il “Concerto Brandeburghese di Bach Numero 2” inizia a risuonare nella sala controllo. La voce della registrazione sembra usurata dal tempo.)

VOCE DI KURT WALDHEIM: Porto il saluto dei popoli del nostro pianeta. Ci siamo avventurati nell’universo oltre il nostro sistema solare alla ricerca di pace e amicizia per comunicare le nostre conoscenze...


SIGLA


SCENA 3 LONGSTREET MOTEL
WASHINGTON, D.C.
INTERCETTAZIONE #5A21147


(Mulder è seduto ad un tavolo e sta trascrivendo una conversazione tra due uomini proveniente da un registratore. C’è una busta di semi di girasole aperta sul tavolo e Mulder li sta mangiando. I gusci dei semi sono sparsi attorno alla sedia sul pavimento della stanza.)

UOMO #1: Walter e io siamo andati in un locale di spogliarelli.
UOMO #2: Ah, sì? Vi siete divertiti?
UOMO #1: Ah, una serata di fuoco! E poi sai, c’era Venerdì.
UOMO #2: Aah, ci siete andati venerdì?
UOMO #1: Ma noo! Venerdì è il nome della spogliarellista!
UOMO #2: Sì, sì, è veroo, la conosco.
UOMO #1: Insomma c’era lei in pedana, ballava quella canzone di Springsteen, “Come Out And Play”, (ridendo) azzeccata!

(us In realtà la canzone è degli Offspring, così come viene detto nella versione originale dell'episodio, ma qui il pezzo viene attribuito a Bruce Springsteen.)

UOMO #2: (ridendo) Molto eccitante! Continua!
UOMO #1: Insomma comincio a darle delle mance forti, pezzi da cinque dollari, mi metto lì sulla pedana davanti a lei.
UOMO #2: Apprezzava?
UOMO #1: Oooh! Quando la canzone è finita c’erano quaranta dollari sulla pedana (ridono). Per fortuna che la canzone non è lunga! (ridono)


SCENA 4
F.B.I. ACADEMY
QUANTICO, VIRGINIA


(Un cadavere è sistemato su un tavolo coperto da un lenzuolo, solo la testa è esposta. Si vede una linea tratteggiata disegnata sulla fronte. Scully è in piedi di fronte al cadavere ed indossa abiti da medico. Una classe di studenti prende appunti mentre lei parla.)

SCULLY: È consigliabile iniziare un’autopsia con l’apertura della scatola cranica. Il cranio viene aperto con un taglio orizzontale circa tre centimetri sopra la linea delle sopracciglia.
STUDENTESSA: (rivolta a Scully) Qualcosa non va?
SCULLY: Quello che quest’uomo immaginava, i suoi sogni e speranze, quello che ha amato, quello che ha visto e sentito, i suoi più bei ricordi, e anche le sue paure, in qualche modo è tutto quanto racchiuso in questa piccola massa di tessuti e fluidi organici.
STUDENTESSA: Si sente bene, agente Scully? Ha fatto un discorso un po’ inquietante.


SCENA 5
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.


(Mulder gira un angolo e cammina lungo un corridoio pieno di gente. Scully spunta da un altro angolo e lo vede arrivare verso di lei. Sorride e gli si avvicina.)

SCULLY: Buongiorno, agente Mulder. (Mulder continua a camminare e svolta l’angolo da cui era arrivata Scully. Scully lo guarda andare via preoccupata. Mulder arriva alla sua scrivania e vede la fotografia di Samantha a faccia in giù. La rialza e toglie il post-it attaccato sulla foto. Mulder fissa la fotografia.)


SCENA 6
WATERGATE HOTEL & OFFICE COMPLEX

(Scully fa avanti e indietro nel parcheggio. Sente una porta che si apre e vede un uomo camminare verso di lei. È Mulder.)

MULDER: Quattro dollari per un’ora di parcheggio sono un’estorsione, mi auguro che sia un incontro da almeno quarantacinque minuti.
SCULLY: (sospira) Sai Mulder, quando ti ho visto... là in fondo mi sei sembrato lui.
MULDER: Lui chi?
SCULLY: Il nostro informatore.
MULDER: È morto, Scully, ho assistito al suo funerale ad Arlington, ero a distanza di sicurezza, guardavo con un binocolo molto potente. Ho trovato la fotografia girata, volevi parlarmi? Cosa hai scoperto?
SCULLY: Avevo voglia di parlarti, ma non ho scoperto niente.
MULDER: È pericoloso vederci solo per fare due chiacchiere, dobbiamo dare per scontato che siamo sorvegliati.
SCULLY: Non credo, non ho notato alcun indizio.
MULDER: No, no, ovviamente no. Quella è gente che ci sa fare.
SCULLY: Ho preso tutte le precauzioni del caso, sono tornata più volte sui miei passi per controllare che nessuno mi seguisse e non ho notato niente di sospetto. Gli X-Files sono stati chiusi e noi abbiamo avuto altri incarichi. (sospira) Che cosa ti fa pensare che si interessino ancora a noi?
MULDER: E allora perché sei venuta qui di nascosto?
SCULLY: Perché sapevo che soltanto così avresti accettato di vedermi.
MULDER: Che cosa vuoi?
SCULLY: Volevo sapere se stai bene. Oggi in corridoio mi sarai passato a dieci centimetri, ma in realtà eri lontano chilometri.
MULDER: Mi hanno assegnato alla sorveglianza elettronica. Esaltante. Frodi bancarie, frodi assicurative, truffe alla previdenza.
SCULLY: Mulder, lo so che ti senti... frustrato, che senza le risorse del dipartimento ti è quasi impossibile...
MULDER: No, non è...
SCULLY: Allora cos’è? Quando il dipartimento ci ha fatto chiudere tu hai detto che saresti andato avanti fino a che la verità non fosse emersa. Forse ora hai cambiato idea.
MULDER: Sei mai stata a San Diego?
SCULLY: Sì.
MULDER: Hai visitato l’osservatorio di Monte Palomar?
SCULLY: No.
MULDER: Dal ‘48 e fino a pochi anni fa è stato il più grande telescopio del mondo. L’idea e il progetto erano di un brillante astronomo, si chiamava George Ellery Hale. In realtà l’idea gli era stata data una sera mentre stava giocando a biliardo, un elfo si era arrampicato sulla sua finestra e gli aveva detto di farsi dare i soldi per il telescopio dalla fondazione Rockefeller.
SCULLY: E hai paura di avere passato anche tu la vita a vedere degli elfi?
MULDER: Nel mio caso sono... (Mulder si accovaccia appoggiandosi ad un pilastro di cemento) piccoli omini verdi.
SCULLY: Ma Mulder, in questi anni lavorando con gli X-Files non hai visto solo elfi.
MULDER: Ma non ho niente in mano. Vedere non è sufficiente, dovrei avere qualcosa di più concreto, prove inconfutabili. Del resto, me l’hai insegnato tu.
SCULLY: Il rapimento di tua sorella, ecco una cosa concreta.
MULDER: Sto cominciando a chiedermi se... sia mai veramente avvenuto.
SCULLY: Mulder, anche se gli elfi di George Hale fossero stati solo nella sua fantasia il telescopio è stato costruito. Dai, non mollare.

(Mulder è visibilmente sconsolato.)

SCULLY: E la prossima volta... ci incontriamo all’aperto, eh.

(Scully se ne va. Mulder rimane in silenzio, sospira e guarda un cartello che riporta la scritta “Questo parcheggio è riservato allo staff del Watergate Hotel”.)


SCENA 7
27 NOVEMBRE 1973
CHILMARK, MASS.
8:53 PM

(La tv è accesa e il videoregistratore sta riproducendo un nastro, si vede Nixon in un angolo. Un giovane Fox è sdraiato a terra e sta giocando a Stratego con Samantha, che è seduta dall’altro lato del gioco. Il ragazzo muove un pezzo.)

GIORNALISTA: (voce proveniente dalla tv) ...di avere cancellato la conversazione fra il presidente Nixon e Haldeman mentre trascriveva il nastro incriminato. La Woods ha testimoniato che la cancellazione riguardava soltanto cinque minuti della conversazione, ma il nastro aveva un vuoto di otto minuti. Incalzato dalle domande del senatore Howard Baker, Haldeman...
SAMANTHA: (con aria rassegnata, dopo che Mulder muove una pedina) Scout.
GIORNALISTA: ... ha ripetuto la spiegazione ufficiale della Casa Bianca, secondo cui Rose Mary Woods avrebbe cancellato per errore la registrazione. Il senatore...
SAMANTHA: (indicando il televisore) Dobbiamo sentire questa roba?
MULDER: Lascia, incomincia “Il Mago” alle nove.
SAMANTHA: Mamma e papà hanno detto che potevo vedere il film, brutto muso.
MULDER: Loro adesso sono dai Galbran e hanno detto che ero io che comandavo.
GIORNALISTA: ... il nastro non sarebbe stato cancellato intenzionalmente.

(Samantha si alza, si avvicina al televisore e cambia canale.)

MULDER: Ehi, non ti permettere sai?
SAMANTHA: AAAAAH!!!

(Mulder riporta il canale dove prima.)
GIORNALISTA: Le riunioni della commissione continueranno domani nel pomeriggio, si prevede che saranno ascoltati alcuni testimoni di rilievo dalle cui dichiarazioni ...

(Mulder si alza in piedi.)

MULDER: Io guardo “Il Mago”.

(Improvvisamente salta la corrente nella casa e i ragazzi si ritrovano al buio.)

MULDER: Ecco, hai visto? È saltato il fusibile.

(Un quadro appeso al muro inizia a vibrare.)

SAMANTHA: Fox!

(Le pedine di Stratego vibrano sul pavimento, così come le foto appoggiate sul mobile. La spina elettrica scoppia ed emette scintille. Dall’esterno provengono luci intermittenti molto forti. Mulder guarda fuori. Il lampadario oscilla. La porta di casa si apre e Mulder si ritrova a fissare una luce abbagliante dalla quale sembra emergere una figura aliena. Samantha urla e il ragazzo si gira di scatto. La bambina è sollevata da terra, incosciente, e viene trasportata all’esterno della casa. )

MULDER: (urlando) Samantha! Samantha! (Mulder si arrampica su un mobile per prendere una pistola nascosta in una scatola. Getta a terra la scatola e la pistola esce fuori. Mulder vede di nuovo la strana figura sulla porta di casa e sua sorella mentre viene trascinata via senza che lui possa fare niente.)

MULDER: (con voce alterata) Samantha! Samantha!


SCENA 8
APPARTAMENTO DI MULDER

(Mulder si sveglia di soprassalto. Si alza dal divano per chiudere le persiane alla finestra. Un uomo apre la porta del suo appartamento.)

UOMO: Andiamo al Campidoglio.


SCENA 9
UFFICIO DEL SENATORE RICHARD MATHESON

(Si sente il "Concerto Brandeburghese Numero Due” suonare mentre l’uomo apre la porta ed entra, seguito da Mulder. Il Senatore Matheson è al suo stereo, con la faccia rivolta verso il muro.)

UOMO: Senatore Matheson?

(Mulder si siede di fronte alla scrivania del senatore mentre l’uomo che l’ha accompagnato se ne va.)

SENATORE MATHESON: Ciao, Fox. Lo sai che cos’è?
MULDER: È Bach. Concerto brandeburghese, numero tre.
MATHESON: Due.
MULDER: Per fortuna non si tratta di un quiz a premi.
MATHESON: E conosci il significato di questo brano?
MULDER: Dunque, ecco, se ricordo il corso di storia della musica del professor Ganz, Bach era un genio della polifonia...
MATHESON: Questo è il primo brano della selezione musicale che si trova a bordo della sonda Voyager. Il primo. Fra quattro miliardi e mezzo di anni, quando il sole, esaurito il suo combustibile si ingrandirà fino ad inghiottire la Terra, questi splendidi suoni saranno ancora là fuori, in viaggio. Fra quattro miliardi e mezzo di anni. (sorride) Questo se il Voyager non sarà stato intercettato. Tu pensa, Fox, se un’altra civiltà là nello spazio sentisse questa musica; non potrebbero non pensare che la Terra sia un posto meraviglioso. Mi piacerebbe che questo potesse essere il nostro primo contatto con un’altra forma di vita.
MULDER: So di averla delusa. Lei mi ha appoggiato anche a rischio della sua reputazione e mi rendo conto che quando ci hanno chiuso lei non poteva farci nulla. Tutto quello che posso dire è che ci eravamo vicini. A che cosa, non lo so.

(Matheson sorride.)

MULDER: (sorpreso) Che cosa? Perché sta...?

(Matheson gli fa cenno di fermarsi, prende un block notes e scrive qualcosa.)

MATHESON: Ti piace Bach, Mulder?
MULDER: Io vivo per Bach.
MATHESON: Allora riascoltiamolo.

(Il senatore consegna a Mulder il block notes. Sopra c’è scritto “Potrebbero ascoltarci”. Matheson va allo stereo e fa ripartire la musica. I due si allontanano dallo stereo e continuano la conversazione.)

MATHESON: Credo di non doverti spiegare cos’è il “Rilevamento di Microonde ad Alta Risoluzione”.
MULDER: La ricerca di segnali radio extraterrestri, hanno chiuso anche quello.
MATHESON: Devi andare al radiotelescopio di Arecibo, a Porto Rico. Cercherò di prendere tempo per quanto mi è possibile, ma la mia stima è che avrai al massimo ventiquattro ore. Non credo che riuscirò a tenere lontani più a lungo i Berretti Blu della Squadra di Recupero UFO. Sono stati autorizzati ad usare le armi a discrezione.
MULDER: Cosa vado a cercare?

(Matheson consegna a Mulder un foglio che riporta una stampa effettuata da un computer.)

MATHESON: Un contatto.


SCENA 10
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.


(Skinner è alla sua scrivania. Un registratore è acceso e si sente la seguente conversazione.)

SKINNER: Quando ha visto l’ultima volta l’agente Mulder?
SCULLY: Ieri.
SKINNER: Dove?
SCULLY: L’ho incontrato in corridoio.
SKINNER: Vi siete parlati?
SCULLY: No. Ma che c’è? È nei guai?
SKINNER: Non si è presentato alla sua postazione stamattina e non si sa dove si trovi attualmente.
SCULLY: (molto preoccupata) Signore, mi offro volontaria per partecipare alle ricerche...
SKINNER: No, non c’è bisogno.

(L’Uomo che Fuma ferma il nastro con la registrazione.)

SKINNER: No, lei non sa dov’è.
UOMO CHE FUMA: Come fa ad esserne così sicuro?
SKINNER: Se lo sapesse non sarebbe così preoccupata.

(L’Uomo che Fuma apre il suo pacchetto di sigarette e nota che sono finite; lo mostra a Skinner.)

SKINNER: Spiacente, io non fumo.

(L’Uomo che Fuma accartoccia il pacchetto.)

UOMO CHE FUMA: Lo troverà.


SCENA 11
ARECIBO, PUERTO RICO

(Mulder è seduto sul retro di un furgone, ha gli occhiali da sole ed indossa una camicia e dei pantaloni di jeans. Il furgone si ferma. Mulder salta giù, prende il suo zaino e va dall’autista.)

MULDER: (rivolto all’autista) Gracias.
AUTISTA: De nada.

(Mulder è davanti al cancello del radiotelescopio. Un cartello riporta la scritta “National Astronomy & Ionosphere Center – Arecibo, Puerto Rico – NO TREPASSING”. Mulder riesce ad aggirare l’ostacolo inoltrandosi nel bosco e giunge così all’ingresso di una sala di controllo. Estrae un registratore e inizia ad annotare vocalmente quello che vede.)

MULDER: Non rilevo tracce recenti di alcun tipo all’esterno della sala controllo... che è chiusa con una catena.

(Mulder estrae una tenaglia dallo zaino e forza il lucchetto della porta d’ingresso. Entra nella sala controllo.)

MULDER: L’elettricità è stata staccata, ma le luci sul quadro di controllo sono accese lo stesso. La stanza è di circa nove metri per quattro. Non si direbbe che sia stata occupata di recente. C’è un certo odore di muffa, l’aria è viziata. Se qualcuno è stato qui da poco, non ha lasciato nessuna traccia.


SCENA 12
APPARTAMENTO DI MULDER

(Scully sta ascoltando i messaggi registrati sulla segreteria telefonica di Mulder.)

VOCE DI DONNA: Mulder? Prima mi perseguiti perché vuoi cenare con me e poi non ti fai vedere. Sei uno schifoso, va’ all’inferno! (Scully accende il computer di Mulder, ma è necessaria una password per poterlo utilizzare.)
SCULLY: (voce fuoricampo) Ci vuole il codice di accesso. Mulder, lo spettrale. Spooky. (Scully digita la parola “Spooky” – spettrale, ma non è quella giusta.) Accesso negato. La sorellina! Samantha. (Scully digita il nome, ma anche in questo caso l’accesso è negato) Niente. Non fidarti di nessuno. (Scully digita “TRUSTNO1” e questa volta il computer accetta la password. Sul computer compare un documento molto simile a quello che il senatore Matheson aveva consegnato a Mulder in precedenza)
SCULLY: (osservando il documento) Latitudine galattica?

(Scully sente dei passi provenire dall’esterno dell’appartamento e capisce che sta arrivando qualcuno, così stampa in fretta il documento e spegne il computer. Entrano due uomini dell’FBI.)

AGENTE FBI #1: Posso chiederle che cosa ci fa qui, agente Scully?
SCULLY: Mi state seguendo?
AGENTE FBI #1: La casa dell’agente Mulder è sotto sorveglianza. La prego, ci spieghi perché si trova qui.
SCULLY: Il vicedirettore mi ha detto che Mulder se n’era andato.
AGENTE FBI #1: Allora?
SCULLY: Allora quando lui non c’è, do io da mangiare al suo pesciolino.
AGENTE FBI #2: (rivolto al suo collega guardando il foglio stampato da Scully) Questo che diavolo è?
AGENTE FBI #1: Sembrerebbe un test di stampa del computer.

(L’uomo accartoccia il foglio e lo getta nel cestino. Scully apre il barattolo di cibo per i pesci e ne rovescia il contenuto sulla mensola.)

SCULLY: Accidenti...
AGENTE FBI #1: (rivolto a Scully) Lo butti nella vasca e andiamo.
SCULLY: Troppo cibo gli fa male.
AGENTE FBI #1: Capirai...

(Scully raccoglie dal cestino il foglio accartocciato. Lo usa per pulire la mensola dal mangime per pesci. Fa finta di gettarlo di nuovo, ma in realtà lo nasconde nel risvolto della giacca dell’impermeabile ed esce dall’appartamento.)


SCENA 13
NATIONAL ASTRONOMY & IONOSPHERE CENTER
ARECIBO, PUERTO RICO


(Mulder riavvolge il nastro dall’inizio e beve un sorso d’acqua. Accende la torcia e rivolge la luce verso la porta del bagno. Va verso la porta e la apre. All’interno c’è un uomo che inizia subito ad urlare verso di lui, spaventato.)

UOMO: (in spagnolo) No me lastime! No me lastime! [Non farmi del male!]
MULDER: Tu chi sei? Chi sei? Che ci fai qui?
UOMO: Por favor, no me lastime! Yo tengo mucho miedo! [Per favore, non farmi del male! Ho molta paura!]
MULDER: Non ti faccio niente, su, calmati. (si avvicina all’uomo) Calmati.

(L’uomo è quasi in lacrime)

UOMO: Tenemos que irnos aqui. [Dobbiamo uscire di qui.]
MULDER: Capisci la mia lingua? (L’uomo fa cenno di no con la testa) Come ti chiami? (in spagnolo) Nombre. Nombre.
UOMO: Jorge. Me llamo Jorge Concepcion.
MULDER: Jorge, dimmi perché hai paura. Che cosa hai visto?
JORGE: Luces en el cielo. Rojo, azul, anaranjaro. Pense que una avioneta habia entrado de los arboles. Pero cuando llegue... vi hombres... como animales... pero no hombres. Me agarraron y me pusieron aqui. Todavia estan en el bosque! [Luci nel cielo. Rosse, azzurre e arancioni. Pensavo che fosse un aeroplano finito in mezzo agli alberi. Ma quando mi sono avvicinato... ho visto degli uomini... come animali... ma non uomini. Mi hanno preso e mi hanno rinchiuso qui. Sono ancora fuori nel bosco!]
MULDER: Jorge, no comprendo. Hai detto uomini? Hombres?

(Jorge prende un pennarello dalla tasca di Mulder e disegna sul muro la faccia stilizzata di un alieno.)


SCENA 14
U.S. NAVAL OBSERVATORY
WASHINGTON, D.C.

(Il professor Troisky sta osservando la pagina stampata dal computer di Mulder. Scully siede dall’altra parte della scrivania, di fronte a lui.)

TROISKY: Si direbbe il segnale Wow.
SCULLY: Il segnale Wow?
TROISKY: L’università dell’Ohio ha un radiotelescopio, con cui si ricercano segnali provenienti da intelligenze extraterrestri. Nell’agosto del ‘77 Jerry Ehman si è visto uscire dalla stampante un tabulato simile a questo. Era così eccitato che ha scritto ‘Wow’ sul margine.
SCULLY: Di che si trattava?
TROISKY: Di un segnale trenta volte più forte del segnale galattico di fondo. Era arrivato sulla frequenza di ventun centimetri che non può essere utilizzata da nessun satellite. Il segnale era intermittente, come l’alfabeto Morse. E, più importante ancora, il segnale sembrava attivarsi quando entrava nel raggio del telescopio. Era la prova più solida dell’esistenza di intelligenze extraterrestri. Ma questo qui, è ancora meglio. Dove l’ha preso?
SCULLY: Speravo potesse dirmelo lei. Non viene dall’università dell’Ohio?
TROISKY: (sospira) Non posso dirlo. C’è qualche altro radiotelescopio che fa ricerche analoghe qua e là: l’università di Berkeley ne ha uno, la Società Planetaria ne ha uno a Harvard e uno in Argentina , la NASA ha due osservatori, a Glodstone (ndr, in realtà è Goldstone) in California e a Arecibo a Porto Rico.


SCENA 15
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.

(Scully controlla le liste passeggeri dei voli in partenza da Washington, DC e diretti nei luoghi dove sono presenti i radiotelescopi elencati dal professor Troisky. Nella lista dei passeggeri del volo per San Juan, partito il 7 luglio, è presente un passeggero di nome George E. Hale, proprio come l’astronomo citato qualche giorno prima da Mulder.)

SCULLY: Mulder.


SCENA 16
NATIONAL ASTRONOMY & IONOSPHERE CENTER
ARECIBO, PUERTO RICO


(I macchinari sono scoperti e accesi. Jorge li osserva, mentre Mulder, seduto a un tavolo, osserva degli stampati ed inizia a registrare le sue note con il registratore.)

MULDER: Segnale di martedì, ore sei e trenta. La stretta banda di frequenza e l’esatta collimazione con il diagramma di radiazione, indicano che la fonte è a una distanza superiore a quella lunare, ma lo stesso messaggio è stato... (Mulder si interrompe bruscamente e si gira verso Jorge). No! Non toccare il bottone rosso! (in spagnolo) No tocar el rojo! (Jorge si allontana dal macchinario) Grazie.
MULDER: (riprende a registrare) Lo stesso messaggio è stato ritrasmesso quattro ore dopo, su una banda larga, il che vuol dire che la fonte era molto vicina; a pochi chilometri.

(All’improvviso si aziona un registratore ed inizia a trasmettere il messaggio registrato nelle sonde Voyager. Mulder si alza. Jorge è spaventato. Si sente la musica di Bach in sottofondo. La registrazione sembra come rovinata dall’usura del tempo.)

VOCE DI KURT WALDHEIM: Porto il saluto dei popoli del nostro pianeta. Ci siamo avventurati nell’universo oltre il nostro sistema solare alla ricerca di pace e amicizia per comunicare le nostre conoscenze e apprendere da quelle altrui...

JORGE: (spaventato) Son ellos! Han regresaron! [Sono loro! Sono tornati!]
MULDER: (rivolto a Jorge) Sta calmo, è solo un nastro registrato!
JORGE: Vamanos! Vamanos immediamente, por favor! [Andiamo! Andiamocene subito, per favore!]
MULDER: Ma dove vuoi andare?! Non vedi che fuori c’è una tempesta?!

(La registrazione si trasforma in un rumore assordante che pervade la stanza. Mulder e Jorge si coprono le orecchie con le mani.)

MULDER: Non aver paura, siamo al sicuro. (Mulder spegne il registratore) Non aver paura. Non devi aver paura.

(Mulder si gira, ma Jorge è scappato fuori, lasciando la porta aperta. Mulder si reca alla ricerca di Jorge nella foresta sotto la tempesta.)

MULDER: (gridando) Jorgeee! Torna indietro! Jorge! Jorgeee!

(Mulder trova Jorge seduto per terra, appoggiato ad un albero. L’uomo è morto, sembra di pietra. Sul volto ha un’espressione di terrore e le braccia sono alzate come per difendersi da qualcosa.)


SCENA 17
AEROPORTO INTERNAZIONALE DI MIAMI

(Scully è seduta. Ripiega il giornale che stava leggendo.)

ANNUNCIO: I passeggeri del volo 160 al cancello 16. Attenzione: ultima chiamata per il volo 937, ultima chiamata per il volo 937, imbarco immediato.

(Scully tira fuori uno specchietto dalla sua borsetta. Mentre fa finta di rifarsi il trucco, con lo specchio scruta le persone dietro di lei.)

ANNUNCIO: Attenzione prego: il signor Morgan in partenza per Boston si presenti all’ufficio passeggeri. Ripetiamo: il signor Morgan in partenza per Boston, all’ufficio passeggeri per comunicazione urgente.

(Scully si alza e inizia a camminare. Un uomo e una donna sembrano seguirla, ma si fermano quando si accorgono che lei sta tornando indietro. Scully si ferma ad un telefono pubblico e fa una chiamata. Nell’appartamento di Mulder suona il telefono e parte la segreteria telefonica.)

SEGRETERIA TELEFONICA: Salve, risponde Fox Mulder, lasciate un messaggio per favore.
SCULLY: (al telefono) C A cinque diciannove sette zero cinque nove cinquanta.

(Seduto alla scrivania di Mulder c’è uno degli agenti visti in precedenza che prende nota del messaggio. Scully riaggancia. )

ANNUNCIO: Attenzione: i passeggeri in transito da New York per Fort-de-France, Martinica, si rechino al varco dogana per espletare le formalità doganali. Ripetiamo: passeggeri in transito da New York a Fort-de-France al varco dogana.

(Scully scorge di nuovo l’uomo e la donna che la sorvegliano. Sospira e fa un’altra telefonata, questa volta al “Servizio ora esatta”.)

SERVIZIO ORA ESATTA: Servizio ora esatta. Ora della costa orientale: sono le 17:47.
ANNUNCIO: Attenzione: i passeggeri del volo 235 al cancello 2, imbarco immediato. Ripetiamo: volo 235 imbarco immediato al cancello 2. I passeggeri che non avessero ancora effettuato il check-in sono pregati di affrettarsi.

(L’uomo e la donna si alzano, prendono i loro bagagli e si dirigono verso il telefono dov’era Scully, ma lei è sparita.)

AGENTE FBI IN BORGHESE: (rivolto alla sua collega) Tanto sappiamo dove è diretta, a Saint Croix, col volo Caribbean 519. Parte alle 7:05, dall’altro terminal.

(Scully li osserva dall’alto e poi si reca alla biglietteria).

SCULLY: (rivolta all’operatrice) Un biglietto per il volo delle sei e mezza per San Juan.


SCENA 18
NATIONAL ASTRONOMY & IONOSPHERE CENTER
ARECIBO, PUERTO RICO


(Il corpo di Jorge è sul tavolo. Mulder lo osserva e poi inizia ad annotare quello che vede con il suo registratore. Il suo respiro è pesante.)

MULDER: Oggi è il... ore 22:30. Nonostante io non sia un patologo, registrerò le mie osservazioni riguardo al cadavere nel caso che con la decomposizione si perdessero elementi probatori. Il soggetto, o potrei dire la vittima, è un maschio ispanico, di età non definibile. Sul corpo non risultano tracce evidenti di ferite, neanche i segni di una forte scossa elettrica. I capelli non sono bruciacchiati, né ci sono scottature di alcun tipo. Non ci sono... non ci sono tracce di punture causate da aghi o da sonde, come spesso accade nei casi di rapimento da parte di alieni. Il soggetto è stato ritrovato in posizione seduta. Il rigor mortis era già avanzato, nonostante fosse passata meno di mezz’ora. L’intera superficie cutanea è alterata dalla pelle d’oca. Il corpo mostra i segni di uno spasmo cadaverico intensissimo. L’espressione riflette... mio Dio, Scully, è come se fosse morto di paura...

(Mulder spegne il registratore, come per riflettere, ma lo riaccende dopo pochi istanti.)

MULDER: Ancora una volta, Scully, ci vogliono prove, e prove concrete forse non ci sono. I tabulati con il messaggio ricevuto indicano chiaramente il contatto con un’altra forma di vita, eppure non posso vederli. E se anche li vedessi sarebbero veramente loro? Come faccio a sapere che non si tratta di un satellite militare segreto? Sono pur sempre dati trasmessi dal Voyager. Gli extraterrestri sono davvero riusciti a intercettarlo? Oppure è soltanto uno scherzo giocato (Mulder butta a terra i tabulati) per chi vuole credere? Sono stato mandato qui da una di quelle persone. Il nostro informatore diceva “non fidarti di nessuno”. Questo è difficile, sai? Sospettare di tutti quanti, di ogni cosa, è frustrante. Cominci a dubitare anche di quello di cui sei certo.

(Mulder si siede.)

Prima... potevo confidare solo in me stesso. Poi ho capito che potevo confidare anche in te, ma loro sono riusciti a dividerci. La mia vita finora è stata mossa solo dal bisogno di rivedere mia sorella, e di incontrarli. Ma che cosa farei se questo succedesse davvero? (Mulder osserva il cadavere di Jorge. C’è un tuono e il corpo inizia a tremare sul tavolo. Tutte le attrezzature della base iniziano a tremare. C’è l’interruzione della corrente elettrica e strane luci colorate arrivano dall’esterno. La stampante inizia a buttare fuori nuovi tabulati ed un suono metallico pervade il locale. Il registratore a bobine si mette in funzione. Mulder riaccende il suo registratore e ascolta parte delle note registrate alcuni istanti prima.)

VOCE DI MULDER REGISTRATA:Sono stato mandato qui da una di quelle persone. Il nostro informatore diceva “non fidarti di nessuno”. (La porta esterna si apre all’improvviso. All’esterno c’è sempre la tempesta.)

MULDER: (gridando) No!

(Mulder corre alla porta, la chiude e la blocca dall’interno. Fa cadere uno dei macchinari per bloccare la porta. Il cadavere di Jorge cade dal tavolo. Una luce accecante arriva dall’esterno. Il chiavistello della porta si apre, apparentemente, da solo. Mulder indietreggia, estrae la pistola dal suo zaino e la punta verso la luce. Il macchinario che bloccava la porta viene spazzato via. La porta si apre e la luce invade il locale. Mulder preme il grilletto, ma la pistola non spara alcun colpo. All’esterno si scorge una figura alta e longilinea. Mulder controlla la pistola, ma il caricatore è pieno di pallottole. Mulder rimane impietrito con lo sguardo rivolto verso la figura.)

(Più tardi, la luce di una torcia illumina il volto di Mulder disteso sul pavimento. Scully è arrivata alla base e ha trovato Mulder. Mentre lo sta osservando, Mulder si sveglia.)

SCULLY: Ero convinta che fossi morto. Mulder, sono Scully, Dana Scully, ti ricordi di me?

(Mulder si alza.)

MULDER: Sono venuti, sai? Quelli che hanno preso lei, erano qui.
SCULLY: Qui... (toccando la testa di Mulder) o qui?
MULDER: Sul nastro. Questo nastro. Stavolta ce l’ho, ho la prova! (Mulder si dirige verso i tabulati) Le trasmissioni, è tutto qui!
SCULLY: La prova di che cosa?
MULDER: Di un contatto. Questi tabulati, è tutto qui. E quel poveretto... (Mulder scopre il corpo di Jorge) dovremmo esaminare il corpo e avremo altre prove.

(Dall’esterno provengono dei rumori.)

SCULLY: E questi sono loro?
MULDER: No, è un’altra cosa.

(Mulder esce all’esterno ed osserva la strada con un binocolo. Vede sopraggiungere dei veicoli militari.)

MULDER: I Berretti Blu, la Squadra di Recupero UFO. Ci ammazzeranno. Portiamolo via.
SCULLY: Non abbiamo tempo.
MULDER: Aiutami.
SCULLY: Non riusciremo mai a far uscire da Porto Rico un cadavere.

(Mulder controlla i tabulati con il segnale del contatto.)

SCULLY: Mulder, dobbiamo andarcene. Le prove non contano niente se sei morto. (Mulder prende la bobina del registratore ed entrambi escono dalla base. I Berretti Blu arrivano mentre Mulder e Scully fuggono a bordo di un’auto.)

COMANDANTE BERRETTI BLU: A terra, muoversi!

(I militari sparano all’auto in fuga e mandano in frantumi il lunotto posteriore.)

COMANDANTE BERRETTI BLU: Cessate il fuoco! Tutti sul camion e scendiamo la collina.
SOLDATO BERRETTI BLU: Sì, signore!
COMANDANTE BERRETTI BLU: Muoversi! Avanti, muoversi!

(Mulder e Scully scappano attraverso la foresta con la macchina, i militari si lanciano al loro inseguimento, ma non riescono a raggiungerli.)

COMANDANTE BERRETTI BLU: Al diavolo.


SCENA 19
UFFICIO DEL VICEDIRETTORE WALTER SKINNER
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.


(L’Uomo che Fuma passeggia fumando nell’ufficio del vicedirettore. Skinner si rivolge, arrabbiato a Mulder.)

SKINNER: Ha lasciato la sua postazione, abbiamo dovuto mandare un altro agente a sostituirla, ma ormai era tardi, mesi e mesi di lavoro buttati via. Ma cosa le è saltato in testa? Il suo comportamento può avere quattro esiti: censura, trasferimento, sospensione, radiazione.
MULDER: So che avere abbandonato la mia postazione comporta azioni disciplinari e sono pronto ad accettare i vostri provvedimenti.
SKINNER: ...ma?
MULDER: Ne avevo abbastanza per arrestare quei sospetti dopo soli tre giorni di sorveglianza, avrei potuto incastrarli per una dozzina di frodi bancarie, ma lei mi ha lasciato lì. Mi sorprende che si sia accorto che me ne ero andato. E poi il mio telefono è stato messo sotto controllo, illegalmente.

(Skinner e l’Uomo che Fuma si scambiano uno sguardo. L’Uomo che Fuma spegne la sigaretta e si reca vicino a Mulder.)

UOMO CHE FUMA: Tu qui hai chiuso. Fa’ le valigie e vattene.
SKINNER: (rivolto all’Uomo che Fuma) Fuori di qui. Le ho detto di andarsene.

(L’Uomo che Fuma accende una sigaretta ed esce dalla stanza.)

SKINNER: (rivolto a Mulder) Può ritornare alla sua postazione.
MULDER: Ma come? Stava per incriminarmi. Vuole che esegua quegli arresti?
SKINNER: Abbiamo bisogno di altre prove. Continui la sorveglianza.

(Mulder esce dalla stanza.)


SCENA 20 LONGSTREET MOTEL
WASHINGTON, D.C.
INTERCETTAZIONE #5A21147


(Mulder e Scully ascoltano la bobina presa ad Arecibo.)

MULDER: Dovrebbe essere a questo punto.

(Il registratore non emette suoni. Mulder prova a mandare avanti e indietro il nastro, ma non c’è niente.)

MULDER: Si è cancellato tutto il nastro.
SCULLY: Una scarica elettrica entrata nella presa durante la tempesta può averlo smagnetizzato, cancellando tutto quello che c’era.

(Mulder prende la bobina e la appoggia sul tavolo.)

SCULLY: Così di nuovo non hai niente.
MULDER: Potrò non avere gli X-Files, Scully, ma ho ancora il mio lavoro.

(Mulder si alza ed armeggia col registratore.)

Ho ancora te. E ho ancora me stesso.

(Mulder si siede. Si infila le cuffie al collo e si rimette a lavorare al caso che gli era stato assegnato, ascoltando la registrazione.)

UOMO #2: E qual è la differenza fra il ballo sul tavolo e quello sulle ginocchia?
UOMO #1: (divertito) In quello sulle ginocchia ti stanno tutte addosso.
UOMO #2: (eccitato) Mmm... e un ballo sulle ginocchia quanto costa?

(Scully sorride e prende la mano di Mulder, poi si alza per andarsene.)

UOMO #2: Va bene, va bene. Senti, di... (balbetta) dimmi qual è il posto migliore, qual è?
UOMO #1: Il Paramount. Ma devi essere pronto a spendere.
UOMO #2: Ah, beh. Ci vado. Mercoledì! (ride) Lei balla?

(Sulla porta, Scully si volta e scambia uno sguardo d’intesa con Mulder prima di uscire.)

UOMO #1: No, no. Non andare mercoledì, è la sera dei dilettanti.
UOMO #2: (fingendosi interessato) La sera dei dilettanti? Cariiinooo.
UOMO #1: Già, ma con loro c’è poco da dilettarsi.
UOMO #2: (ride) Sì, giusto.
UOMO #1: (ride) Se sei disposto a spendere, le ragazze ti vengono tutte addosso.
UOMO #2: No, no, no, no fammi capire, fammi. Sono nude?
UOMO #1: Sì, certo!
UOMO #2: Accidenti! Ma, ma c’è anche quella che mi dicevi, vero?
UOMO #1: Quasi sempre.
UOMO #2: (ride)

(Mulder riprende la bobina di Arecibo, la mette di nuovo sul registratore per ascoltarla ancora, ma il nastro è sempre vuoto.)

Trascrizione effettuata da Mattia


Arecibo Ionospheric Observatory - Arecibo, Puerto Rico

Longstreet Motel - Washington, D.C.

FBI National Academy - Quantico, Virginia

FBI Headquarters - Washington, D.C.

Watergate Hotel & Office Complex

U.S. Naval Observatory - Washington, D.C.

Miami Internationl Airport

Chilmark, Massachusetts


Per ulteriori informazioni sugli eventi accaduti in questo episodio consulta la timeline di questa stagione
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IN BREVE

[Mulder] Prima potevo confidare solo in me stesso, poi ho capito che potevo confidare anche in te, ma loro sono riusciti a dividerci.

[Mulder] Io volevo credere. Ma le attrezzature vennero portate via. Gli X-Files vennero chiusi. Chiusero i nostri occhi. Le nostre voci furono fatte tacere. Le nostre orecchie ormai non possono ascoltare ciò che potrebbe venire dallo spazio più remoto.


 
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