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#8X01 Within - Arrivare
#8X01 Within - Arrivare
Scully e Skinner iniziano la ricerca di Mulder, ma un nuovo agente assegnato al caso della scomparsa di Mulder interferisce nelle loro indagini.
 
Un uomo nudo galleggia in un liquido dal color miele. E' scosso da degli sporadici spasmi. Una specie di cordone ombelicale gli viene estratto dalla bocca e subito dopo rantola alla ricerca di aria. L'uomo è Mulder. Gli occhi di Scully si aprono immediatamente, ed ansima spaventata. Scully è seduta sul suo letto d'ospedale, e si rende conto che la visione di Mulder era solo un incubo.

La mattina successiva, si veste per andare al lavoro, ma rimane paralizzata di fronte allo specchio. Guarda fisso verso se stessa come se vedesse una persona che non conosce. Più tardi, cammina lungo i corridoi dell'FBI, immersa negli stessi agitati pensieri, quando entra nell'ufficio di Mulder. Vedendo un gruppo di agenti che svuota gli armadietti degli X-File si riprende. E' incredula nello scoprire che stanno cercando di trovare degli indizi riguardanti la scomparsa di Mulder. Lei e Skinner si dirigono direttamente dalla persona che ha istruito la caccia all'uomo - Kersh, di recente promosso a condirettore. Egli si aspetta la loro cooperazione in qualità di principali testimoni di fronte all'agente John Doggett, il capo della task force di ricerca. Kersh gli ordina di non fare riferimenti ad alieni perché se lo faranno ci rimetteranno il posto di lavoro. I due si dirigono verso l'ufficio operativo della task force. Benchè Skinner sia riluttante a mentire, Scully lo convince che solo rimanendo nell'FBI può aiutare Mulder. Mentre Scully aspetta di essere ascoltata, l'agente seduto accanto a lei avvia una conversazione. Dopo aver ammesso di aver conosciuto Mulder in precedenza, l'agente cerca di far dubitare Scully del suo partner e della vita segreta che lui le ha tenuto nascosta. Lei comprende che l'agente è Doggett, il capo della task force. 

Tornata al suo appartamento, Scully esamina la biografia di Doggett all'interno dell'FBI. La sua carriera è contrassegnata da encomi come Marine e Detective presso il Dipartimento di Polizia di New York. Mentre legge queste informazioni, la sua faccia acquista una strana espressione. Scully corre immediatamente in bagno per dar sfogo alla nausea. Mentre in seguito lascia un messaggio nella segreteria della madre, sente un rumore nel ricevitore e comincia ad avere dei sospetti quando vede un uomo che l'osserva dalla strada. Scully chiama Doggett accusandolo della sorveglianza, ma lui appare confuso dalle sue accuse. Notando un'ombra sotto la porta, afferra la sua pistola per inseguire l'uomo, ma si imbatte nel suo padrone di casa che aveva appena visto Mulder nell'edificio. Scully corre di nuovo nel suo appartamento. Benchè non sia là, si rende conto che il suo computer è stato rubato dalla sua scrivania. Quindi decide di andare nell'appartamento di Mulder, vuoto e silenzioso. Anche il suo computer risulta essere, stranamente, mancante. Prende una delle sue camicie spiegazzate, come se cercasse di instaurare un collegamento con Mulder, e si sdaraia sul suo letto disfatto, con ancora la camicia in mano. Nella sua malinconia, chiude gli occhi. L'immagine di Mulder riappare, ma questa volta si trova su una sedia con la sua testa e gli arti immobilizzati. Le sue guance sono mantenute in tiro. Un'apparecchiatura metallica con due protuberanze si allunga verso ciascuna delle sue narici mentre una punta da trapano fora la parte superiore del suo palato. Egli lotta disperatamente contro la tortura, urlando per il dolore. 

Skinner, nel frattempo, ha un incontro notturno con i Guerrieri Solitari sotto ad un trio di parabole satellitari, alle quali sono collegati. Hanno identificato dell'attività ufologica nel Nord-Ovest del Pacifico, e sebbene tentino di identificare la rotta della nave spaziale dopo che ha rapito Mulder, sfortunatamente non sono in grado di determinare la sua successiva posizione. La mattina seguente, Scully si sveglia nel letto di Mulder e vede Doggett in piedi di fronte a lei. Lei lo rimprovera di averla seguita, ma in realtà lui è venuto per cercare degli indizi. Le consegna una ricevuta di un autonoleggio che ha trovato nei cassetti di Mulder e le chiede dove il suo partner sarebbe potuto essere andato. La loro conversazione viene interrotta da una chiamata. E' stato registrato un ingresso di Mulder nell'edificio dell'FBI la scorsa notte. 

Tornati all'FBI, gli uomini di Doggett interrogano Skinner riguardo l'ingresso con il badge di Mulder. Gli agenti aprono una cassa contenente la lapide di famiglia di Mulder. Vi sono incise le date di decesso di William, Teena e Samantha. In fondo ne è stata aggiunta un'ultima: "FOX MULDER 1961-2000." Scully è scossa, e guarda fisso verso la pietra tombale incredula e colma di dolore. Doggett legge dalla cartella medica di Mulder che l'anormale attività del suo cervello (vedi episodio #7X01 The Sixth Extinction - La sesta estinzione I) lo stava uccidendo. Mulder si era sottoposto a controlli regolari per curare l'aggravarsi della sua salute. Doggett presume che, con il suo lavoro e la sua vita minacciati, Mulder abbia rubato i computer e gli archivi e che quindi abbia inscenato la sua scomparsa per coprire il suo fallimento negli X-Files. Quando Skinner afferma di aver assistito al rapimento, Scully prega Doggett di non tener conto della storia di Skinner. Nell'ufficio di Skinner le mappe dei Guerrieri Solitari mostrano che la nave ora può essere nel deserto dell'Arizona, ma non sanno dare altre risposte. Langly ipotizza che forse la nave stia cercando un altro rapito, e quel commento fa venire un'idea a Scully. Il prossimo sarà Gibson Praise (apparso nell'episodio #6X01 The Beginning - Il principio) perché gli alieni stanno eliminando le prove della loro esistenza. In un altro ufficio nello stesso tempo, un fascicolo viene fatto scivolare sotto la porta di Doggett. All'interno c'è il file relativo a Gibson Praise. Doggett raduna la sua squadra per organizzare le ricerche. Pensa che Mulder stia cercando Gibson. Per trovare Mulder quindi basta trovare il ragazzo, l'ultima volta visto in Arizona. 

Ancora una volta, Mulder giace immobilizzato sulla sedia. Una lama rotante discende sul suo torace. Mentre grida, Scully si sveglia dal suo sonno. E' in un'auto assieme a Skinner, che guida senza meta attraverso il deserto dell'Arizona. Non vedono l'elicottero volare sopra di loro. All'interno dell'elicottero, Doggett riceve un avviso via radio da uno dei suoi agenti che lo informa che Gibson è stato rintracciato presso la scuola per sordi di Flemingtown. Nel frattempo, Scully nota un tremolio nell'aria calda dell'Arizona. Sebbene pensi che se lo stia immaginando, non comprende che quello che vede è vero ed è l'astronave. Skinner scopre che una scuola è nelle vicinanze e vi si dirigono. Il preside viene avvisato del fatto che l'FBI sta cercando Gibson. Doggett atterra vicino alla scuola, ma Gibson è scomparso. Scully e Skinner arrivano, e rimangono sorpresi nel vedere Doggett. Lei gli chiede che cosa sta facendo là, e Doggett risponde, "cerco di trovare Mulder". Gibson striscia fuori dal retro ma viene fermato da un uomo non identificato. Doggett segue le due serie di impronte nella sabbia, trovando l'uomo che ha afferrato Gibson. Doggett estrae la sua pistola e grida "Lascialo andare!" L'uomo che tiene Gibson si gira verso Doggett. E' Mulder.

CONTINUA 
Attori Protagonisti
DAVID DUCHOVNY - Agente Speciale Fox Mulder
GILLIAN ANDERSON - Agente Speciale Dana Scully
ROBERT PATRICK - Agente Speciale John Doggett

Attori Co-Protagonisti
Mitch Pileggi - Vicedirettore Walter Skinner
James Pickens, Jr. - Condirettore Kersh
Tom Braidwood - Frohike
Dean Haglund - Langly
Bruce Harwood - Byers
Kirk B.R. Woller - Agente Gene Crane
Jeff Gulka - Gibson Praise
Jonathan Palmer - Preside
Marc Gomes - Agente Danny Mosely
Christine Firkins - Thea Sprecher
Marty Zagon - Sig. Coeben
Jo-Ann Dean - Segretaria
Dondre Whitfield - Agente 

Autori
Chris Carter

Diretto da
Kim Manners

Trasmesso la prima volta in TV
USA 05/11/00
Italia 22/04/01
#8X01 Arrivare#8X01 Arrivare

jokes Il nuovo personaggio di Robert Patrick, l'agente John Doggett, prende il nome dal co-commentatore dell'annunciatore sportivo Vin Scully, Jerry Doggett. Vin Scully è l'uomo dal quale prende nome Dana Scully.

jokes 1013 - il numero del fascicolo di Gibson Praise è 1013-113 (13/10 è il compleanno di Chris Carter).

jokes Questo episodio è dedicato alla memoria di Jim Engh, membro della troupe che rimase ucciso durante le riprese di questo episodio. Sei altri membri della troupe rimasero coinvolti nell'incidente, fulminati mente giravano da un'impalcatura.

[Skinner] Non posso giocare con la vita di Mulder.
[Scully] E come conta di aiutarlo, se consegnerà a Kersh il potere di distruggerle la carriera. No, lo troveremo in un altro modo.
[Scully] La mia teoria è che lei non l'ha incontrato neanche di sfuggita. Ho indovinato o no? John Doggett… Il minimo che poteva fare è qualificarsi.
[Doggett] Ero giusto sul punto, mi creda.
[Scully] Lietissima agente Doggett.
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Scully's Theme
scritto da Mark Snow
SCENA 1

(C’è un suono sordo, una specie di battito cardiaco. La luce è fioca, color miele, e sembra che ci sia del movimento. Si intravedono delle mani. E’ un uomo. Una specie di cordone ombelicale viene estratto dalla bocca dell’uomo. E’ Mulder. Rantola alla ricerca d’aria e sputa del liquido. In quell’istante Scully si sveglia nel suo letto d’ospedale. Era soltanto un incubo, o forse no.)


SIGLA
SCENA 2
APPARTAMENTO DI SCULLY

(Scully è nel bagno. Si guarda allo specchio e si allaccia la camicetta. I suoi capelli sono ancora bagnati. Il suo volto non ha espressione, ma trasmette milioni di emozioni. Più tardi la vediamo camminare lentamente per il corridoio dell’FBI. Esce dall’ascensore ed entra nell’ufficio degli X-Files. Dentro, quattro uomini stanno mettendo sottosopra l’ufficio. Scully è furiosa.)

QUARTIER GENERALE FBI

SCULLY: Ma che diavolo...? (Gli uomini alzano un attimo lo sguardo verso di lei, poi continuano con il loro lavoro. Scully entra nell’ufficio.) Che ci fate qui? (nessuna risposta) Siete sordi o parlo arabo? Che ci fate qui?
AGENTE: Raccogliamo materiale.
SCULLY: Perché?
AGENTE: Per cercare eventuali indizi per la caccia all’uomo.
SCULLY: Quale caccia all’uomo? In che senso caccia all’uomo?
AGENTE: Che fa mi prende in giro?
SCULLY: Qui non c’è un accidente, è una perdita di tempo se cercate Mulder. Mi ha sentito o no?!
AGENTE: Noi eseguiamo solo gli ordini.
SCULLY: E chi sarebbe l’imbecille che ve li ha dati?

(Più tardi Scully entra nell’ufficio di Skinner piuttosto adirata. Skinner è al telefono, anche lui arrabbiato, e fa un cenno a Scully mentre lei sta entrando. )

SKINNER: (al telefono) Se anche fosse, qualcuno poteva almeno avvisarmi! (sbatte giù la cornetta)
SCULLY: C’è una squadra nell’ufficio di Mulder, cercano indizi per avviare la caccia all’uomo, lo sapeva?
SKINNER: No che non lo sapevo, me lo hanno comunicato due minuti fa, l’ordine non è partito da questo ufficio.
SCULLY: E’ un inutile spreco di tempo e di risorse umane, così ci areniamo.
SKINNER: Le ho detto che farò il possibile per ritrovarlo e giuro che non mi arrenderò. Stia tranquilla. Pensi alla gravidanza, l’ultima cosa che voglio è che lei rischi di comprometterla.
SCULLY: Senta, c’è qualcosa che mi sfugge. Il coordinatore degli X-Files è lei, chi può avviare un’indagine senza consultarla?
SKINNER: Il condirettore fresco di nomina.

(Suona il telefono. Sul display appare la scritta KERSH EXT 562. Scully e Skinner si scambiano un’occhiata. Più tardi, entrano entrambi nell’ufficio di Kersh, mentre questo è intento a mettere in ordine la sua nuova scrivania.)

KERSH: Buongiorno signori, grazie per la sollecitudine. Veniamo subito al punto. Un nostro agente è scomparso e dobbiamo concentrare i nostri sforzi per ritrovarlo. Vivo e in buona salute. Su questo siamo tutti d’accordo immagino.
SKINNER: Mi sembra più che ovvio, signore.
KERSH: Bene. Per quanto mi riguarda è un momento delicato. Ho già l’agenda zeppa di impegni. Per tanto, vi ringrazio sin d’ora per la vostra collaborazione.
SCULLY: Quale collaborazione? Mi permetto di rammentarle che siamo noi le persone più qualificate e competenti per dirigere le indagini, signore.
KERSH: La vostra conoscenza di fatti e circostanze vi pone in cima alla lista dei testimoni per il momento. Sarete invitati a rilasciare una deposizione.
SCULLY: In qualità di testimoni o di indiziati?
SKINNER: Chi la raccoglierà?
KERSH: Il capo della squadra che ho allestito. L’agente speciale John Doggett. L’ho già avvisato del vostro arrivo.

(Scully e Skinner si guardano perplessi. Si voltano e stanno per uscire, ma Kersh si toglie gli occhiali e ha ancora qualcosa da dire ai due.)

KERSH: Un’ultima cosa. Se esce un solo fiato da queste mura a proposito di alieni, di rapimenti extraterrestri o di qualunque assurdità che rischi di esporci al pubblico ludibrio, il vostro desiderio di trovare Mulder passerà in secondo piano, perché sarete occupati a cercare un nuovo impiego. (si rimette gli occhiali) Andate pure.

(Scully e Skinner escono dall’ufficio di Kersh. Stanno camminando in fretta per il corridoio e sono piuttosto seccati.)

SCULLY: Roba da matti!
SKINNER: Non gliene frega un accidente di Mulder, quello pensa solo a parare il culo all’FBI!
SCULLY: Stapperebbe una bottiglia di champagne se fosse certo di non ritrovarlo!

(us La battuta di Scully in lingua originale è "Why do I get the feeling they'd be happy if we never found him at all?" che significa "Perché ho la sensazione che sarebbero felici se non lo trovassimo affatto?")

SKINNER: (si ferma davanti ad una porta) So cosa ho visto, ce l’ho ancora davanti agli occhi quell’immagine, e se vogliono una deposizione dovranno fare i conti con la verità!
SCULLY: No, Kersh è stato chiaro. Non gli interessa la verità e se non sta al suo gioco la taglierà fuori!
SKINNER: Tanto mi taglierebbe fuori lo stesso. Non posso giocare con la vita di Mulder.
SCULLY: E come conta di aiutarlo se consegnerà a Kersh il potere di distruggerle la carriera? No, lo troveremo in un altro modo.

(Scully e Skinner entrano nella stanza per fare la deposizione. L’agente Crane va loro incontro.)

AGENTE CRANE: Vicedirettore, si accomodi la aspettavamo. (rivolto a Scully) Lei dovrà attendere il suo turno, lì in fondo c’è qualche sedia, la manderò a chiamare.

(Skinner segue l’agente Crane. Scully rimane a guardarlo per un attimo, poi si volta e va a sedersi su una sedia rossa. Due sedie più in là, un agente sta leggendo un fascicolo. Scully guarda attraverso il vetro il vicedirettore Skinner che parla con degli agenti. L’uomo che era seduto vicino a Scully le porge un bicchiere d’acqua.)

UOMO: Un bicchiere d’acqua? Temo che sarà lunga.
SCULLY: Grazie. (accetta il bicchiere con aria un po’ interrogativa)
UOMO: (si risiede) E’ lei che lavorava in coppia con Mulder?
SCULLY: Sì.
UOMO: Qui dentro si respira un’aria inquisitoria non crede?
SCULLY: Perché è stato convocato?
UOMO: Io? L’ho conosciuto ai tempi dell’accademia. Sono a caccia di informazioni per ricostruire il profilo caratteriale.
SCULLY: Mica lavorava qui da ieri, c’è poco da ricostruire mi pare.

(us La battuta in lingua originale è "I'd say they have all the character profile they need on him" che significa "Direi che hanno tutto il profilo caratteriale di cui hanno bisogno".)

UOMO: Vogliono scavare più a fondo. La conoscenza è scarsa fra colleghi anche se si lavora a stretto contatto, parlo della vita privata, abitudini e consuetudini, amici e amanti. Il nostro tempo libero di solito è avvolto nel mistero.

(us La prima parte della battuta in lingua originale dice "Certainly his reputation" che significa "Certamente la sua reputazione")

SCULLY: Per quanto mi riguarda lo conosco un po’ come tutti.
UOMO: Certo, mi rendo conto. Non do mai troppo credito ai pettegolezzi però....
SCULLY: Quali pettegolezzi, scusi?
UOMO: Voci che girano. (Scully lo guarda stupita) Insomma, dicono che Mulder non si è mai fidato di lei fino in fondo, che la trovava troppo ambiziosa.
SCULLY: (sorride) E questa da dove sarebbe uscita?
UOMO: Beh, l’ha confidato ad alcune colleghe più d’una volta. (Scully è incredula) Eh, credevo che lei ne fosse al corrente.
SCULLY: No. In tempi recenti?
UOMO: Non so, sono voci di corridoio. (Scully, un po’ imbarazzata, non dice niente. E’ evidente che quell’uomo non le piace. C’è un attimo di silenzio.) Che fine ha fatto secondo lei? Parlo di Mulder. Ce l’avrà una teoria.
SCULLY: Vuole sapere la mia teoria? La mia teoria è che lei non l’ha incontrato neanche di sfuggita. Ho indovinato o no? (gli gira il cartellino) John Doggett. Il referente della task force istituita da Kersh. Il minimo che poteva fare è qualificarsi.
DOGGETT: (con un ghigno soddisfatto stampato in faccia) Ero giusto sul punto mi creda.

(Scully si alza e rovescia in faccia a Doggett il bicchiere d’acqua che lui le aveva offerto in precedenza.)

SCULLY: Lietissima, agente Doggett.

(Doggett rimane un po’ di sasso, Scully butta il bicchiere e se ne va dalla stanza sbattendo la porta. Tutti i presenti guardano Doggett.)


SCENA 3
APPARTAMENTO DI SCULLY

(Fuori piove a dirotto. Scully è davanti al suo computer e sta cercando informazioni su John Doggett. Digita il nome sulla tastiera e appare la sua scheda dell’archivio dell’FBI. Scopre che è nato ad Atlanta, in Georgia, e che è stato nel corpo dei marines dal 1977 al 1983, nella 24-esima unità anfibia. La sua storia lavorativa indica che è stato poliziotto a New York dal 1987 al 1995 poi si è diplomato nel 1995 ed è entrato a far parte dell’FBI. Mentre sta leggendo, Scully inizia a sentirsi strana. Si toglie gli occhiali, corre nel bagno e alza la tavoletta. L’immagine si sposta sul lavandino, ma si sente chiaramente che sta dando di stomaco. Effetto della sua gravidanza. Alcuni istanti dopo, Scully tira lo sciacquone e si dà una rinfrescata. Poco dopo, è di nuovo nel suo salotto e sta digitando un numero di telefono. Sta chiamando sua madre, ma risponde la segreteria telefonica.)

SEGRETERIA: Sono Margareth Scully, lasciate un messaggio.
SCULLY: Mamma, sono Dana, scusa se è un po’ che non mi faccio viva però il lavoro è quello che è e, come se non bastasse, si è aggiunta all’improvviso un’altra cosa che voglio dirti di persona. Cioè vorrei... a dire il vero non so neanche se sei in città e se ascolterai questo messaggio, però avrei... ho bisogno di vederti a quattr’occhi, di stare un po’ con te. (Scully inizia a piangere) Mi si è aperta una voragine sotto i piedi in un istante e... ho bisogno del tuo conforto.

(us In lingua originale, la battuta di Scully termina nel modo seguente "But, um... but I really need to see you and talk to you. There's a lot of stuff that's going on with me right now and, um... and I just really need to talk." che significa "Ma, um... ma ho veramente bisogno di vederti e di parlare con te. Ci sono diverse cose che mi riguardano e, um... e ho davvero bisogno di parlare.")

(Scully sta per continuare, ma sente un click nella linea)

SCULLY: Mamma?

(Sente un altro click e poi silenzio. Scully sospira e mette giù il telefono. Si alza e dalla finestra vede un uomo dall’altra parte della strada che la guarda. Lei si sposta immediatamente dalla finestra e compone un numero al telefono.)

DOGGETT: (al telefono) John Doggett.
SCULLY: La avverto, mi lasci in pace!
DOGGETT: (piuttosto sorpreso) Come scusi? Chi parla?
SCULLY: Le consiglio di procurarsi un mandato!
DOGGETT: Ma quale mandato? Chi è??
SCULLY: Quante telefonate ha intercettato? Quanti agenti ha messo sotto sorveglianza?
DOGGETT: E’ lei agente Scully?
SCULLY: Grazie. Ha risposto a tutte le mie domande.

(Scully sbatte giù il telefono arrabbiatissima. Si volta e vede delle ombre sotto la porta. L’ombra è davanti al suo appartamento e si muove. Scully prende la pistola, apre la porta e va nel corridoio. Guarda a destra e a sinistra, ma non c’è nessuno. Percorre il corridoio, scende le scale fino al piano inferiore. Entra. Dietro di lei c’è una finestra aperta da dove provengono dei rumori. Lei punta la pistola e un uomo si affaccia.)

SCULLY: Fermo! Niente scherzi! Scavalchi la finestra con le mani bene in vista!
UOMO: D’accordo. Non si scaldi, sono io. L’amministratore.

(us La battuta in lingua originale è "Okay, I'm coming. It's me, your landlord." che significa "Ok, sto arrivando. Sono io, il suo padrone di casa." e quindi non l'amministratore.)

SCULLY: (sospira) Oh, mi scusi.
UOMO: Ero sul tetto a regolare l’antenna ed è venuto giù il diluvio.
SCULLY: Non volevo spaventarla, signor Coberman. C’era qualcuno che origliava alla mia porta e quando l’ho aperta era sparito. Ha visto qualcuno che fuggiva?
UOMO: Sì. Il suo amico, quello che lavora con lei. Alto, capelli bruni.
SCULLY: Cosa? Non... Parla di Mulder?
UOMO: Sì, Mulder.

(Scully corre al suo appartamento.)

SCULLY: Mulder? Sei qui?

(Scully chiude la porta e si guarda attorno. Non c’è nessuno. Quando si volta verso la scrivania, Scully si accorge che il suo portatile è sparito.)


SCENA 4
APPARTAMENTO DI MULDER

(Scully entra in casa di Mulder. Entra e accende le luci. Guarda sulla scrivania e si accorge che anche il computer di Mulder è sparito. Scully entra allora nella stanza da letto e trova una sua camicia appoggiata sul letto. La prende tra le mani, la stringe a sé, si stende sul letto e chiude gli occhi.)

(Si vede Mulder in un luogo indefinito. E’ seduto su una sedia di metallo, nudo, con mani e gambe legati da cinture e chiodi. La sua testa è bloccata e ci sono dei ganci che tirano le guance, tre per ogni lato del viso. E’ sveglio e cosciente. Sopra di lui c’è un grande lampada, simile a quella delle sale operatorie. Un braccetto meccanico si avvicina al suo volto e gli penetra nelle narici. Lui apre la bocca e un altro braccio meccanico, con una luce laser, gli si avvicina al volto ed entra nella bocca come un trapano. Mulder grida di dolore.)


SCENA 5

(E’ notte. Skinner e i Lone Gunmen sono in un luogo dove ci sono un sacco di parabole giganti.)

FROHIKE: Abbiamo fatto i salti mortali...
LANGLY: Per violare la rete satellitare...
BYERS: Ma siamo stati premiati.
SKINNER: Queste che sarebbero?
BYERS: Immagini in tempo reale catturate e elaborate dal JPL di Topex Poseidon.
FROHIKE: Siamo agganciati direttamente al satellite.
BYERS: Isolare dati grezzi con tracce di attività ufologica è infattibile.
FROHIKE: Langly però si è intrufolato nell’archivio e ha trovato una serie di immagini da leccarsi i baffi.
BYERS: Sui cieli dell’Oregon, poco prima della scomparsa di Mulder, c’era una massiccia attività ufologica.
LANGLY: Le frecce evidenziano dove sono stati denunciati i rapimenti alieni. Sono come tanti punti di raccolta.
SKINNER: Quindi Mulder è stato rapito.
FROHIKE: In uno dei supermercati speciali dove si sono fermati per la spesa.
SKINNER: E poi? Dove si è concentrata l’attività dopo i rapimenti?
BYERS: Non lo sappiamo, i dati che tiriamo giù sono insufficienti.
SKINNER: Quell’astronave non può essere sparita nel nulla, dobbiamo scoprire dov’è finita, è l’unica via per ritrovare Mulder.


SCENA 6
UFFICIO DI KERSH

(Doggett arriva e bussa alla porta. Due agenti sono già dentro l’ufficio.)

DOGGETT: Si può?
KERSH: Si accomodi.

(Doggett entra e i due agenti escono. Kersh tiene tra le mani un quadro di un aereo militare.)

KERSH: Lei è pratico di volo?
DOGGETT: Preferisco lasciarlo a insetti e pennuti. Sono stato addestrato in marina.
KERSH: In Vietnam volavamo di notte a una decina di metri dalle cime degli alberi, senza infrarossi, senza i sofisticati strumenti di oggi. (nella foto, si vede lui da giovane sull’aereo) Sfrecciavamo a 900 all’ora guidati solo dall’istinto e dall’esperienza. Qualcuno diceva di intuire l’altitudine annusando il riso che cucinavano i gialli!
DOGGETT: Certo che ne ha fatta di strada.
KERSH: Seguendo sempre quell’istinto. A che devo la visita?
DOGGETT: La task force che ha istituito per cercare Mulder... la dirigo io giusto?
KERSH: Dietro mio incarico.
DOGGETT: Senza ingerenze di alcun tipo? Magari di qualcuno che dipende formalmente da un altro ufficio?
KERSH: Ne sarei a conoscenza, non crede? Cosa glielo fa pensare?
DOGGETT: Mi fido dell’istinto, dell’esperienza. (si volta e sta per andarsene.)
KERSH: Ha i riflettori puntati addosso John, è la sua occasione per fare strada. Dimostri a tutti il suo valore.

(Doggett annuisce e se ne va.)


SCENA 7
APPARTAMENTO DI MULDER

(Scully si è addormentata nel letto di Mulder. All’improvviso sente aprire la porta e si sveglia. Si alza piano, piano e si ritrova davanti Doggett.)

SCULLY: Lei che ci fa qui?
DOGGETT: Mi sorge lo stesso interrogativo.
SCULLY: Sono passata a dare da mangiare ai pesci.
DOGGETT: E colta dalla stanchezza s’è fatta un sonnellino.
SCULLY: Ne ho abbastanza del suo atteggiamento inquisitorio, da dipartimento di polizia di New York. Io sono un agente dell’FBI e quando si rivolge a me pretendo il massimo rispetto.
DOGGETT: Come quello che mi ha dimostrato al telefono? L’ho solo ripagata con la stessa moneta.
SCULLY: Vogliamo parlare di come ha cercato di ottenere informazioni su Mulder, del mio telefono messo sotto controllo?
DOGGETT: E’ una puttanata.
SCULLY: E di come mi ha seguita qui?
DOGGETT: Anch’io sono passato per nutrire i pesci.

(Scully esce dalla stanza di Mulder e va verso l’acquario.)

SCULLY: Cosa diavolo vuole da me, agente Doggett? Qual è il suo vero obiettivo? (Scully cerca il cibo per i pesci, ma non lo trova)
DOGGETT: Cerco solo di trovare Mulder.
SCULLY: Non sa neanche da dove iniziare.
DOGGETT: Guardi nella scrivania, cassetto centrale. (Scully si volta senza guardare Doggett, apre il cassetto, prende il barattolo e versa il mangime nell’acquario) Conosco già la risposta, agente Scully.
SCULLY: Peccato che non conosco la domanda.
DOGGETT: Che fine ha fatto Mulder? E so anche che cosa dirà e che cosa ometterà. Bisogna essere prudenti col lupo cattivo. Ne è convinta veramente?
SCULLY: Se pensa di incantarmi coi giri di parole, mi ascolti, risparmi il fiato. Le garantisco che non attacca!
DOGGETT: Crede che sia stato rapito dagli alieni?
SCULLY: L’ha detto lei. Se lo ricordi.
DOGGETT: Sinceramente trovo incomprensibile che una seria e acuta scienziata possa averla bevuta così. Lei ha mai visto un alieno, agente Scully?
SCULLY: A quanto pare è un tipo che non si arrende, ma temo che dovrà accontentarsi di questo. Ho visto cose che lei neanche riesce a immaginare. Ho osservato fenomeni inspiegabili che mi resteranno impressi per sempre, e come seria e acuta scienziata ritengo un delitto morale e un tradimento nei confronti dell’umanità dimenticarli solo perché qualcuno li ritiene puttanate.
DOGGETT: Quindi per lei l’hanno rapito. (Scully sospira esasperata) Cerco solo di ritrovarlo.
SCULLY: Allora cos’è venuto a fare qui?
DOGGETT: Sono a caccia di risposte (le mostra qualcosa) Queste erano in un cassetto. Ha noleggiato alcune macchine con addebito in carta di credito. Quattro week end consecutivi nel mese di maggio, più o meno con la stessa percorrenza. 370, 375 (le mostra le ricevute di un’agenzia di noleggi auto chiamata Lariat) Per lei dove andava?
SCULLY: (scuote la testa) Non ne ho idea.
DOGGETT: Visto che avevo ragione? La vita dei colleghi a volte è un mistero.

(Scully lo guarda arrabbiatissima e sta per dirgli qualcosa, ma il cellulare di Doggett suona e lui risponde.)

DOGGETT: John Doggett. L’agente Mulder è entrato all’FBI...

(Lui e Scully si scambiano uno sguardo.)


SCENA 8
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.

(Skinner cammina a passo svelto per i corridoi dell’FBI, arriva nella stanza dove lo hanno interrogato e c’è un sacco di gente. L’agente Crane va verso di lui.)

AGENTE CRANE: Buongiorno signore, l’aspettavamo.
SKINNER: (incrocia Scully e cerca di parlarle) Che succede? Scully?
AGENTE CRANE: Mi segua per cortesia, parlerà con l’agente Scully più tardi. (Skinner e Scully si guardano un attimo, poi lui segue Crane) Si accomodi. (Si siede. Alla sinistra di Crane c’è Kersh, e alla sua destra Doggett) Ieri sera qualcuno è entrato in questo ufficio e ha trafugato materiale riservato. Incartamenti. Stiamo ancora verificando quali.
SKINNER: (guarda Kersh e poi Doggett) Qualche sospetto?
AGENTE CRANE: E’ necessario un badge magnetico per accedere ai locali e chi si è introdotto qui ha utilizzato quello di Mulder.
SKINNER: Credete che Mulder sia venuto qui a rubare?
AGENTE CRANE: Ci serve un quadro completo del suo stato mentale. Leggo in una sua dichiarazione che pochi giorni prima della scomparsa, l’agente Mulder si sentiva minacciato dall’FBI.
SKINNER: (ride) No, no. Io ho detto un’altra cosa. Temeva che i tagli al budget potessero compromettere gli X-Files.
AGENTE CRANE: Ha tralasciato nulla circa il comportamento dell’agente Mulder negli ultimi tempi? Lo ritiene capace di azioni di rappresaglia contro l’FBI?
SKINNER: (scuote la testa) L’agente Mulder cercava solo la verità.
KERSH: Come tutti noi, vicedirettore. (Skinner lo guarda)
AGENTE CRANE: Dai tabulati telefonici risulta che l’agente Scully era a casa, come ha dichiarato, mentre lei era qui, almeno fino alle 22.

(Crane porge a Skinner i tabulati telefonici, si guardano un attimo senza dire niente. Skinner prende in mano i fogli. Doggett e Kersh lo guardano entrambi in attesa di una risposta.)

SKINNER: Sospettate che sia stato io? Usando il badge dell’agente Mulder?
AGENTE CRANE: L’ha visto per ultimo prima che sparisse, oltre all’agente Scully.

(Un agente si avvicina a Doggett e gli sussurra qualcosa all’orecchio.)

UOMO: (rivolto a Doggett) Signore, la cassa è arrivata.

(Due agenti portano dentro all’ufficio una cassa di legno. Doggett si avvicina a loro. Scully è di fianco. Gli uomini si adoperano per aprire la cassa.)

SCULLY: (avvicinandosi a Doggett) Skinner vi ha detto la verità.
DOGGET: Non lo metto in dubbio, ma questo non aiuta a capire chi ha usato il badge per entrare qui.
SCULLY: Secondo lei è stato Mulder?
DOGGET: Ricorda le ricevute che le ho fatto vedere? La stessa carta di credito è stata utilizzata due giorni fa a Raleigh nella Carolina del nord.
SCULLY: Due giorni fa? E’ pazzesco. Per cosa?
DOGGET: Un mazzo di fiori. Addebito automatico per un’impresa di pompe funebri.
SCULLY: La madre di Mulder è sepolta lì a Raleigh. Andava a trovarla appena saltava fuori un week end libero.

(us La parte finale della battuta di Scully in lingua originale è "That's the reason he was going every weekend" che significa "Questo è il motivo per cui andava ogni week end".)

DOGGETT: (voltandosi verso la cassa) Non era l’unico motivo.

(Gli uomini hanno finito di aprire la cassa di legno e tolgono il coperchio. All’interno c’è una lapide in pietra. C’è inciso in grande il cognome “MULDER” e sotto i rispettivi nomi.
William Mulder 1936-1995
Teena Mulder 1941-2000
Samantha Mulder 1964-1977
In fondo si vede una scritta chiaramente aggiunta di recente.
FOX MULDER 1961-2000
Scully la guarda scioccata.)

(Più tardi, all’interno del solito ufficio, Scully guarda attonita la lapide mentre è seduta di fronte ad una scrivania. Tiene una mano davanti alla bocca. E’ sconvolta. Doggett è al telefono dietro di lei. Skinner entra e le si avvicina, guardando anch’esso la lapide.)

SCULLY: Non so più che pensare.
SKINNER: Io non ci credo Dana, non è possibile, è tutta una montatura.
DOGGETT: Dunque. Schiarita all’orizzonte. Dia un’occhiata, lei ne capisce più di me. (porge a Scully dei fogli) Prego.
SCULLY: (sospira) Che roba è?
DOGGETT: Referti clinici di Mulder, datati nell’arco dell’ultimo anno. Si è sottoposto a molti accertamenti. Ne eravate al corrente?
SKINNER: No. (si siede)
DOGGETT: Un anno fa Mulder è stato ricoverato d’urgenza. Ve ne rammenterete. Lamentava disturbi al cervello.
SCULLY: (leggendo i fogli) Sì, al lobo temporale.
DOGGETT: Il referto dice “patologia non diagnosticabile”, attività celebrale irregolare.
SKINNER: Sì, ma poi si è ripreso. Quei sintomi sono scomparsi. (guarda Scully che è ancora intenta a leggere i referti.)
DOGGETT: Ne è sicuro?
SKINNER: (rivolto a Scully) Non ce l’avrebbe nascosto, ha fiducia in noi.

(us La battuta di Skinner in lingua originale è "You know Mulder; he would've told us if there was anything." che significa "Conosce Mulder, ce lo avrebbe detto se c'era qualcosa".)

DOGGETT: Ne è sicuro? (Scully è sempre più intenta a consultare i referti) Se si fida tanto di voi, perché non vi ha parlato della lapide?
SCULLY: Mulder stava morendo.
SKINNER: Cosa?
SCULLY: E’ tutto certificato, dal ricovero si è tenuto sotto stretto controllo, peggiorava di visita in visita.
DOGGETT: Quanto accesso vi ha dato ai suoi pensieri? (Scully sospira seccata) E quanto è sacrificabile per la sua ricerca?
SCULLY: Che significa, di che ricerca parla?
DOGGETT: Della verità, della sua verità. Quanto è forte la sua motivazione interiore? Il bisogno di dimostrare le sue teorie?
SCULLY: E’ il sogno che rincorre da una vita.
SKINNER: Cosa cerca di insinuare?
DOGGETT: L’agente Mulder s’è sentito abbandonato, s’è trovato con le spalle al muro. Era malato, l’FBI voleva ridimensionarlo, e non aveva dimostrato niente. Una vita gettata al vento, di quelle che non lasciano alcun segno. E come si è presentata l’occasione è saltato sull’ultimo treno in partenza.
SCULLY: Lei crede che Mulder sia entrato qui. Che li abbia rubati lui quei documenti.
DOGGETT: Come il portatile svanito dal suo appartamento e il desktop che aveva a casa, ha raccolto tutto.
SKINNER: Perché? Per fornire prove?
DOGGETT: O per eliminarle, per confondere le acque. In fondo lo capisco, sul serio, so cosa significa avere un’ossessione, ma quello che vi chiedo è fino a che punto può arrivare, è disposto a tirare la corda fino a fingere di sparire?

(Scully, ancora sconvolta, si volta verso Skinner.)

SKINNER: (irritato) Ero con lui, so cosa ho visto! Ne ho abbastanza di questa pagliacciata! E’ sparito davanti ai miei occhi!

(Flashback dell’episodio #7X22 Requiem. Skinner è nella foresta e sta cercando Mulder. Quando vede una forte luce sopra di lui, alza lo sguardo e sulla sua testa c’è una grande nave spaziale.)

SKINNER: Agente Mulder!

(Ritorno al presente. Skinner è davanti a Doggett. Doggett lo guarda. Scully allunga una mano verso la giacca di Skinner, come per dirgli di stare attento a ciò che dice, e poi si alza in piedi.)

SCULLY: (rivolta a Doggett) Se lo tenga per sé, sia gentile.
DOGGETT: E’ irrilevante come informazione, non mi aiuterebbe a trovare Mulder.

(Doggett si alza e se ne va. Scully guarda Skinner e gli mette una mano sulla spalla.)

SKINNER: Non è di conforto che ho bisogno.

(Scully rimane lì in piedi da sola e guarda Doggett che è di nuovo al telefono all’altro capo dell’ufficio.)


SCENA 9
APPARTAMENTO DI SCULLY

(Skinner, i Lone Gunmen e Scully stanno guardando una mappa.)

SKINNER: Sembrano errori di trasmissione dati, ma in realtà è attività ufologica successiva al rapimento di Mulder.
SCULLY: E’ solo una perdita di tempo.
SKINNER: No, tutt’altro, guardi meglio.
SCULLY: Anche se fosse davvero attività ufologica, è concentrata sugli stati di sud ovest.
SKINNER: Esatto!
SCULLY: Ma Mulder è sparito nella zona a nord ovest!
SKINNER: Se è ancora a bordo dell’astronave, ora sappiamo dove cercarlo!
SCULLY: Qui. Nel deserto dell’Arizona?
SKINNER: E’ tutto quello che abbiamo.
SCULLY: D’accordo. Se anche fosse, è un’area sconfinata, da che punto partiamo?

(C’è una lunga pausa. Skinner e Scully si guardano.)

LANGLY: Forse basta capire chi sarà il prossimo che rapiranno.
FROHIKE: Cerchiamo solo di renderci utili.
BYERS: Vogliamo ritrovarlo anche noi.
SCULLY: Ci sono. (Scully prende una mappa) Quadra tutto, certo!
SKINNER: In che senso?
SCULLY: Cosa ha visto. Perché hanno preso Mulder, perché sono andati in Arizona, ora è tutto chiaro. Secondo voi com’è possibile che il mondo si ostini a negare l’esistenza degli alieni dopo tanti avvistamenti e tante testimonianze dirette? Perché?

(Mentre Scully parla, vediamo Doggett nel suo ufficio che controlla dei fogli. Qualcuno passa una busta sotto la porta. Doggett si alza e va a prenderla.)

FROHIKE: Perché non esistono prove reali.
SCULLY: Bravissimo. E forse non esistono in quanto gli alieni stessi se ne vanno in giro per il pianeta, rimuovendo le tracce del loro passaggio prima che diventino prove! Altro che Mulder! Sono loro che cercano di confondere le acque!

(Doggett ha aperto la busta, al suo interno c’è il file numero 1013-113.)

SKINNER: E perché sono in Arizona?
SCULLY: Stanno seguendo una pista! Cercano qualcosa che non si trova nel mio portatile o nel computer di Mulder, o negli incartamenti trafugati all’FBI. Quelli non contano niente, si muovono soltanto per prove concrete e inconfutabili. E ce n’è una che non hanno ancora cancellato. Un bambino che si chiama Gibson Praise.

(Doggett ha tra le mani il file di Gibson Praise.)


SCENA 10
QUARTIER GENERALE FBI

(Doggett sfoglia il fascicolo di Gibson Praise. Si passa una mano tra i capelli e si alza. Più tardi è in una sala conferenze con altri agenti e sta dando loro istruzioni.)

DOGGETT: La foto risale a qualche anno fa, ma è l’unica che abbiamo, quindi osservatela attentamente e stampatevela nella memoria. (distribuisce copie della foto di Gibson) Il soggetto si chiama Gibson Andrew Praise, è un bambino prodigio. Pluricampione di scacchi, su cui gli agenti Mulder e Scully aprirono un file nel ‘97 in seguito a un attentato dal quale uscì fortunosamente illeso. L’inventario ha confermato che è proprio quel file ad essere sparito dall’ufficio. Nel corso della vecchia indagine, l’agente Mulder era giunto alla conclusione che il ragazzo manifestasse un’attività cerebrale fuori dalla norma, che avesse capacità uniche e inspiegabili. Nel rapporto sottolineava che Gibson Praise poteva, cito testualmente, leggere il pensiero della gente. (gli agenti si mettono tutti a ridere) E concludeva il rapporto finale dichiarando che a suo avviso il ragazzo possedeva alcuni geni di natura aliena. (le risate continuano) Forse Mulder lo sta cercando nell’ultimo posto dove è stato segnalato, in Arizona, quindi per trovare Mulder, dobbiamo sbrigarci a localizzare Gibson Praise.

(Doggett punta il dito verso l’agente Crane che si alza e inizia a dare istruzioni.)

AGENTE CRANE: Preparate i bagagli, partenza immediata. (gli agenti si alzano e vanno verso l’uscita. Crane va verso Doggett) Come ci comportiamo?
DOGGETT: Voglio quella foto su tutte le tv, in ogni ufficio postale e su ogni fax istituzionale dell’Arizona e degli stati del sud ovest. Stampiamolo negli occhi di tutti.


SCENA 11

(Mulder è ancora sull’astronave legato alla sedia. I ganci gli tirano ancora le guance e ha gambe e braccia intrappolate da ferri che gli penetrano nella pelle facendola sanguinare. E’ visibilmente terrorizzato, ma è cosciente. Una piccola sega circolare meccanica si aziona e viene direzionata verso di lui finché inizia a tagliargli il petto. Mulder grida dal dolore mentre il sangue inizia a scorrere.)

(Scully, che si era addormentata in auto con Skinner, fa un balzo nel risvegliarsi. Ha il respiro affannato. Skinner sta guidando un SUV nel deserto.)

SKINNER: Va meglio? Mi dia qualche indicazione.
SCULLY: (prende in mano una cartina) Da dove si può partire per cercare un dodicenne in mezzo al deserto dell’Arizona? Che fortuna! Di scelte non ce n’è un granché!
SKINNER: Fra cinque chilometri c’è un bivio, che faccio svolto o continuo dritto?
SCULLY: L’ultimo punto dove è stato visto è qui. In una centrale elettrica a un centinaio di chilometri da Phoenix. Ma l’attività evidenziata dal satellite è concentrata qui, 160 chilometri più a nord.
SKINNER: A cosa corrisponde?
SCULLY: Beh, a giudicare dalla mappa a chilometri di deserto.

(Il SUV di Scully e Skinner corre per la strada del deserto. Sopra di loro si vede l’ombra di un elicottero. Al suo interno c’è Doggett.)

AGENTE CRANE: Agente speciale Crane chiama comandante task force.
DOGGETT: Qui John Doggett, venga avanti.
AGENTE CRANE: E’ arrivata una segnalazione sul ragazzo. Si trova in una scuola per sordi in una località chiamata Flemingtown, un puntino sulla mappa a un’ottantina di chilometri da qui. Ho parlato al telefono col preside.
DOGGETT: Il ragazzo è nella scuola?
AGENTE CRANE: Sì, mi ha detto che ci vive.
DOGGETT: Richiama il preside, digli di allontanarlo dall’aula e di chiuderlo in un altro locale e tenerlo d’occhio fino al nostro arrivo.
AGENTE CRANE: Ricevuto, ma impiegheremo almeno mezz’ora per arrivare.
DOGGETT: Ok, cercate di sbrigarvi, io intanto vi precedo. (e indica al pilota un punto sulla mappa)

(Intanto Skinner e Scully sono fermi ad una pompa di benzina. Skinner entra per chiedere informazioni mentre Scully continua a consultare la mappa. Poi guarda verso il deserto e le sembra di vedere una specie di miraggio trasparente, come un disturbo visivo. In quel momento Skinner rientra in auto.)

SKINNER: C’è una scuola a venti minuti di macchina.

(Skinner si mette la cintura e ripartono. Scully guarda ancora quella specie di immagine offuscata all’orizzonte. Nel frattempo a scuola, un professore sta spiegando a due studenti non udenti. Il preside è al telefono e tiene tra le mani la foto di Gibson che Doggett ha fatto diramare.)

PRESIDE: (al telefono) Esatto, c’è lezione di scienze. Spero che abbia un buon motivo per allontanarlo dall’aula. D’accordo, me ne occupo subito.

(L’elicottero di Doggett atterra davanti alla scuola per sordi di Flemingtown. All’interno, il preside fa entrare Gibson in una classe. Gibson guarda una ragazza. Fuori, Doggett scende dall’elicottero proprio quando si sta avvicinando il SUV di Scully e Skinner. Gibson guarda dalla finestra e vede Doggett procedere verso la scuola. Doggett entra mostrando il distintivo al preside.)

DOGGETT: Dov’è il ragazzo?
PRESIDE: Ho seguito le vostre indicazioni alla lettera, ma gradirei una spiegazione.
DOGGETT: Da quella parte?
PRESIDE: Sì, nel mio ufficio.

(Doggett va verso la stanza, Scully e Skinner entrano in quel momento.)

SCULLY: (al preside) Buongiorno, cerchiamo un ragazzo, si chiama Gibson Praise.
PRESIDE: E voi chi sareste?
DOGGETT: E’ scappato dalla finestra! (poi vede Scully e Skinner) Che ci fate qui?
SCULLY: Lei che ci fa qui?!
DOGGETT: (uscendo dalla porta) Cerco di trovare Mulder.

(Doggett esce e in quel momento arrivano gli altri agenti della task force con i loro veicoli. Crane scende dall’auto.)

DOGGETT: (rivolto a Crane) E’ appena fuggito, cercate in giro!
AGENTE CRANE: Si è nascosto qui intorno, portate le foto con voi! Muoversi!

(Gli agenti scendono dalle loro auto e iniziano le ricerche. Scully e Skinner escono dalla scuola. Gibson sta tentando di nascondersi nel retro della scuola quando un uomo gli si para davanti. Il bambino è spaventato a morte. Doggett arriva nel punto dove si trovava Gibson e vede le impronte del bambino. Le segue e dietro l’angolo si accorge che le tracce diventano due, quelle del bambino e quelle di un adulto. Le segue nel deserto.)

(Più tardi, vediamo Gibson sull’orlo di un precipizio mentre viene trascinato da un uomo, del quale ancora non è stata rivelata l’identità.)

GIBSON: Dove mi porti?! Lasciami! Lasciami ho detto!
DOGGETT: Lo lasci andare!

(Arriva Doggett e punta la pistola verso l’uomo. L’uomo, che ora vediamo in volto, è Mulder.)

DOGGETT: Lo lasci andare agente Mulder!

CONTINUA


Trascrizione effettuata da DanaScully


Appartamento di Scully

FBI Headquarters - Washington, D.C.

Appartamento di Mulder
2630 Hegal Place - Appartamento num. 42 Alexandria, Virginia 23242

Flemington School for the Deaf - Arizona


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