La storia di X-Files nasce nel 1992, quando Peter Roth si trasferisce alla Twentieth Century Fox con la carica di presidente
delle produzioni televisive. Scopo della consorella della Fox Broadcasting di Rupert Murdoch, era quello di sviluppare nuovi
programmi per battere la concorrenza. Peter Roth inizia quindi ad assumere nuovi e pressochè sconosciuti produttori,
tra cui un certo Chris Carter.
Chris Carter, nato il 13 ottobre del 1956 e cresciuto a Bellfleur, quartiere suburbano di Los Angeles, aveva già
lavorato per la televisione e si era occupato di commedie e serie disneyane per la famiglia. Nonostante i suoi lavori precedenti
però, Carter pensava da anni di dare vita ad un nuovo progetto basato su concetti più oscuri, che traeva
origine dal suo amore di ragazzino per programmi come “Kolchak: The Night Stalker”
(serie trasmessa dalla ABC nella stagione 1974-75).
“
Ho spiegato il progetto una volta e loro hanno detto: 'No, grazie'. L'ho spiegato un'altra volta
e finalmente loro hanno detto: 'D'accordo, lo facciamo, ma ci lasci in pace'.
Chris Carter
”
Carl Kolchak, il protagonista della serie citata, era un reporter che in ogni puntata della serie si ritrovava tra le mani,
sempre casualmente, un caso su vampiri, zombi o lupi mannari. Nonostante il ricordo ancora vivo della sua passione per questo
telefilm, Carter non poteva non rendersi conto dei difetti che aveva. In particolare il tema centrato su entità, per così
dire, ordinarie e, soprattutto il fatto che Kolchak se li trovasse davanti sempre "casualmente" e spesso in situazioni assurde,
destava un'eccessiva incredulità nel pubblico.
Carter parlò del suo progetto con Peter Roth, che trovò l'idea interessante e lo spinse a stendere la sceneggiatura
per l'episodio pilota.
Chris Carter
Era appena uscito nelle sale cinematografiche Il Silenzio degli Innocenti e Carter trovò geniale l'idea dell'agente dell'FBI.
Decise quindi di creare due agenti: uno disposto a credere e l'altro scettico. Avrebbero indagato su casi misteriosi, non perché
gli capitavano per caso, ma perché li andavano a cercare, perché era loro dovere trovare la soluzione dei casi irrisolti:
gli X-Files.
Carter iniziò così a stendere la sceneggiatura, divertendosi a inserirci dei dati della sua vita personale. Per il protagonista che
accettava il paranormale usò il cognome da nubile di sua madre, Mulder, ed il nome di un ragazzino che aveva conosciuto quando
andava a scuola, Fox; per il coprotagonista scettico, da appassionato di baseball, decise di usare il cognome del radiocronista dei
Los Angeles Dodgers, Vincent Scully. Inoltre trovò interessante far comparire una ipotesi che trovava probabile:
il governo sa dell'esistenza degli UFO, ma la tiene nascosta. In particolare, l'agente Scully sarebbe stata affiancata a Mulder proprio per
smontare razionalmente le sue ipotesi.
La sceneggiatura fu stesa e, Carter e Roth, la presentarono a Bob Greeblatt, il vicepresidente della Fox per lo sviluppo delle serie drammatiche.
Nonostante l'idea gli sembrasse "nata vecchia", esaminò ugualmente il lavoro di Carter. Greenblatt ricorda di essere rimasto
colpito dal talento e dalla passione di Carter per il progetto. Dopo aver letto la bozza della sceneggiatura dell’episodio
pilota, Greenblatt decise di metterne al corrente il suo superiore, Sandy Grushow. Grushow la lesse e pensò di aver trovato ciò
di cui avevano bisogno.
Gillian Anderson e David Duchovny in un'immagine promozionale della prima serie
Scegliere gli attori per girare l'episodio pilota di “The X-Files” non fu per niente facile. Nonostante Chris Carter li avesse
individuati alla prima occhiata, i dirigenti della Fox rimasero dubbiosi fino alla fine. Come al solito i candidati per i provini furono
tantissimi ma, dopo varie audizioni, il cerchio si strinse ad un esiguo numero di Fox Mulder e
Dana Scully.
Per quanto riguarda il primo ruolo, si arrivò all'indecisione tra due attori, di cui uno si chiamava
David Duchovny.
Entrambi erano in grado di interpretare l'agente Mulder: Duchovny dandone un’immagine ironica e appassionata, il secondo attore
fredda e tormentata. Carter dovette fare molte pressioni perché i dirigenti scegliessero Duchovny, ma molto dipese dall'umorismo di
quest'attore, che saltò fuori sia durante le audizioni che al colloquio e che colpì la commissione. David non era però
entusiasta di lavorare per la televisione, soprattutto dopo aver fatto parte, con Brad Pitt, del cast del film Kalifornia. Comunque, dopo aver
letto la sceneggiatura, la trovò molto buona, nonostante pensasse che dopo le prime tre o quattro puntate, il pubblico si sarebbe stancato
degli UFO. Male che fosse andata avrebbe girato le prime puntate, avrebbe intascato i soldi e si sarebbe messo a cercare un altro ingaggio.
Molto più difficile fu, per Chris Carter, avere l'attrice giusta per la parte di Dana Scully. I dirigenti della Fox volevano, infatti,
qualcosa di prorompente, sullo stile Pamela Anderson. Carter voleva invece qualcosa di diverso e, vedendo la praticamente sconosciuta
Gillian Anderson pensò
"Quella è Dana Scully". Questa non piaceva però agli altri membri della commissione; prima di tutto
perché avrebbero potuto giudicare solo una sua comparsa nel film Class of' 96, e poi erano del parere che non sarebbe
piaciuta al pubblico, sia fisicamente sia per una sua certa freddezza durante la recitazione. Dovettero però arrendersi alla
determinazione di Carter, che sostenne Gillian Anderson, anche a rischio di giocarsi la carriera.
Tuttavia, l'episodio pilota con Gillian Anderson e David Duchovny viene girato con successo a Vancouver, British Columbia,
Canada nei primi mesi del '93, e lo show viene posizionato nel palinsesto americano il venerdì sera alle 21. Carter fondò
una compagnia di produzione, la Ten Thirteen Productions, prendendo il nome dalla sua data di compleanno,
per supervisionare X-Files.
L'idea di Carter era di presentare gli agenti dell'FBI che indagavano sugli extraterrestri e su fenomeni paranormali, ma Carter voleva
anche trattare le convinzioni di ciascun personaggio. Dana Scully, oltre ad essere la scientifica "scettica" e un medico, è
aperta alla fede Cattolica che coltiva; mentre Fox Mulder, oltre ad essere laureato ad Oxford in psicologia ed un rinomato analista di
profili criminali, è quello che crede negli alieni, derisoriamente chiamato "Spooky" ("spettrale") dai suoi colleghi.
“
Il punto di vista di Scully è il punto di vista dello show.
E così lo show è stato costruito su una solida base scientifica, facendo in modo che Mulder possa partire da quel punto...
Se la scienza è veramente buona, Scully ha un valido punto di vista... e Mulder la deve convincere a liberarsi dei suoi argomenti,
deve accettare l'inaccettabile. E c'è un conflitto.
Chris Carter
”
Inoltre, Carter è convinto che il ruolo di Scully come la parte più razionale, e la dipendenza di Mulder dalle congetture
e le intuizioni, abbiano sovvertito i ruoli che si vedono abitualmente in televisione.
Nell'episodio pilota, Scully viene assegnata agli X-Files come partner di Mulder, per dare un freno dal punto di vista scientifico alle
credenze di Mulder nel paranormale. Negli episodi successivi, diventa chiaro che le è stato assegnato quell'incarico per fare in
modo che i cospiratori del governo possano tenere sotto controllo il lavoro di Mulder, che essi vedono come un pericolo per i loro piani deviati.
In particolare, il potente capo del governo ombra conosciuto solo come
l'Uomo che Fuma (“Cigarette Smoking Man” o
“Cancer Man”) appare senza parlare nella prima e nell'ultima scena dell'episodio pilota - sebbene a questo punto la sua
importanza nella serie non sia ancora nota.
La "unresolved sexual tension" (U.R.S.T.) tra Mulder e Scully costituisce un tema centrale e basilare fin dall'inizio,
sebbene entrambi siano protagonisti di alcuni affari romantici nei futuri episodi. Carter pensava che lo show sarebbe stato guidato dalla trama
e disse "Non volevo che la relazione venisse prima dei casi". Per esempio, durante la serie, Mulder e Scully, con rare
eccezioni, si riferiscono l'uno verso l'altra in modo professionale utilizzando i loro cognomi, piuttosto che chiamarsi con i loro nomi.
Gli episodi iniziali di X-Files avevano come argomento i rapimenti alieni. Peter Roth, portò nello staff diverse persone di esperienza,
alcune delle quali avevano precedentemente lavorato con lui nella compagnia di produzione di Stephen J. Cannell. Due di loro erano gli
scrittori Glen Morgan e James Wong. I loro contributi alle prime due stagioni, come l'episodio
Beyond the sea, sono popolari tra i fan, la critica tv,
gli attori dello show, e Carter stesso. Morgan e Wong ritornarono dopo la prima metà della quarta stagione. Prima del loro lavoro
su X-Files, Morgan e Wong avevano lavorato con David Nutter, Rob Bowman e Kim Manners su alcuni polizieschi come "The Commish"
e "21 Jump street". Nutter, Bowman e Manners diventarono tutti registi abituali di X-Files, con Nutter che ha
lavorato in maggioranza sugli episodi più oscuri delle prime tre stagioni. Il duo di Morgan e Wong ha avuto un ruolo importante
anche nel portare diverso personale a supporto per lo show, come John Bartley, il direttore della fotografia che ha dato ad X-Files la sua prima
ambientazione cupa ed oscura, per la quale ha vinto un Emmy Award nel 1996. Bartley ha lasciato lo show dopo la terza stagione ed è
stato sostituito da direttori della fotografia come
Ron Stannett,
Jon Joffin e per ultimo Joel Ransom fino alla fine della quinta stagione.
Lo show, le cui riprese saranno spostate in California per la sesta stagione, avrebbe dovuto essere girato in quel luogo fin dall'inizio.
“
Volevamo girare l'episodio pilota a Los Angeles. Quando ci siamo trovati di fronte al problema di dover trovare una
foresta adatta, abbiamo deciso velocemente di andare a Vancouver. Come dimostrato, dovevano essere tre settimane che si sono trasformate
in cinque anni. I vantaggi di essere a Vancouver erano straordinari.
Chris Carter
”
Lo stesso clima moderato e piovoso di Vancouver è stato cruciale per X-Files, permettendo ai registi di creare un'aura di mistero,
vista in qualcosa di simile nel precedente Twin Peaks.