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#1X01 Deep Throat - Il prototipo
#1X01 Deep Throat - Il prototipo
Un pilota collaudatore, che ha fatto volare un oggetto volante costruito con tecnologia aliena, scompare. Mulder e Scully devono sfidare il loro governo per arrivare alla verità.
 
Mulder e Scully indagano sulla strana sparizione del Tenente Colonnello Robert Budahas, un pilota collaudatore militare vittima di episodi psicotici sospetti a causa dei quali è stato ricoverato in ospedale. Mulder sospetta che Budahas possa aver incontrato lo stesso destino di altri sei piloti che scomparirono misteriosamente dalla Base Aerea di Ellens mentre erano coinvolti in voli di veicoli sperimentali. Mulder suggerisce a Scully che tale scomparsa possa essere collegata a fenomeni paranormali e quindi classificata come un "X-File".

Mulder viene avvicinato da un uomo misterioso --chiamato "Deep Throat"-- che gli suggerisce di interrompere le indagini. Ciò nonostante, Mulder e Scully ignorano l'avvertimento e riescono a parlare con la signora Budahas, la quale descrive loro uno strano comportamento del marito, strani segni sulla pelle e un'avversione a parlare dei progetti militari top-secret a cui lavorava. Gli agenti ipotizzano che i piloti possano essere coinvolti nel Progetto Aurora, nome in codice dato dal Pentagono per identificare un progetto di test di voli sub-orbitali. Aiutati dal reporter Paul Mossinger e da alcune persone del posto, gli agenti si recano in una zona al confine con la vicina base militare. Durante la notte, Mulder e Scully avvistano due oggetti luminosi che eseguono manovre in volo ad una velocità elevatissima. Mentre stanno per mettersi all'inseguimento delle due luci, due ragazzi, Emil e Zoe, arrivano correndo dall'altro lato della rete di recinzione e la attraversano passando da un buco presente nella rete. Presto i cacciatori diventano prede quando un elicottero arriva su di loro dalla base. I quattro scappano e si ritrovano in un ristorante dove Emil e Zoe raccontano la loro storia riguardante lo spettacolo delle luci.

Mulder cerca di convincere Scully che i militari potrebbero far volare aerei costruiti usando tecnologia aliena. La signora Budahas telefona ai due agenti al loro hotel per informarli che suo marito è improvvisamente ricomparso. Il Tenente Colonnello, non ricorda comunque alcun dettaglio del suo passato militare. Mulder confessa a Scully di credere che la memoria di Budahas sia stata in qualche modo cancellata, e che egli --come gli altri piloti scomparsi che collaudavano aerei misteriosi-- sia psicologicamente incapace di aver a che fare con lo stress causato durante questi voli.

Gli agenti vengono avvicinati da alcuni uomini che si impadroniscono con la forza delle loro prove e ordinano loro di lasciare subito la città. Mulder invece torna alla base, e con l'aiuto di Emil e Zoe, attraversa il buco nella rete. Solo, all'interno della base, Mulder è attirato da un apparente UFO e viene fatto prigioniero dagli agenti della sicurezza della base. Gli viene somministrato un sedativo e sottoposto ad un trattamento da misteriose figure che sembrano medici.

Nel frattempo Scully viene aggredita da Mossinger, e scopre che in realtà egli lavora per i militari. Scully prende il controllo della situazione, lo prende in ostaggio minacciandolo con la pistola. Usa Mossinger per trovare Mulder, e quando scopre che Mulder si trova sotto la custodia dei militari, offre Mossinger per uno scambio con Mulder. Una volta tornato da lei, Mulder non ricorda il suo incontro con l'UFO, né cosa sia accaduto nella base a causa del trattamento a cui è stato sottoposto.

Tornato a Washington, Mulder viene avvicinato di nuovo da Deep Throat mentre si sta allenando. Deep Throat avverte Mulder che i due agenti hanno scelto un percorso molto pericoloso e che lo loro vite sono in pericolo ora che sanno la verità riguardo l'esistenza di vita extraterrestre. 
Attori Protagonisti
DAVID DUCHOVNY - Agente speciale Fox Mulder
GILLIAN ANDERSON - Agente speciale Dana Scully

Attori Co-Protagonisti
JERRY HARDIN - Deep Throat
CHARLES CIOFFI - Capo Sezione Scott Blevins
MICHAEL BRYAN FRENCH - Paul Mossinger
ANDREW JOHNSTON - Col. Robert Budahas
SETH GREEN - Emil
LALAINIA LINDEJERG - Zoe
VINCE METCALFE - Kissell
GABRIELLE ROSE - Mrs. Anita Budahas
MONICA PARKER - Ladonna
DOC HARRIS - Mr. McLennen
SHEILA MOORE - Verla McLennen
JOHN CUTHBERT - Commanding Officer
BRIAN FURLONG - Lead Officer
MICHAEL PUTTONEN - Motel Manager 

Autori
CHRIS CARTER

Diretto da
DANIEL SACKHEIM

Trasmesso la prima volta in TV
USA 17/09/93
Italia 03/08/94
 

jokes 1013 – Il numero del file per questo caso è #DF101364

jokes L’articolo sulla Base Aerea di Ellens che Scully legge è stato scritto da ‘Chris Carter’.

jokes 11:21 – Il Colonnello Budahas dice a Mulder e Scully che la sua data di nascita è il 21/11/48

jokes 1013 – La patente che richiede Scully ha il numero CC1356. CC è nato il 13/10/56.

jokes Il furgone come il marchio “Abramowitz Plumbing” è realmente il furgone dell’addetto al mixer del suono Michael Williamson.

jokes La Ellens Air Force Base in Idaho è in realtà il Boundary Bay Airport di Ladner che normalmente offre ospitalità a qualche aereo leggero e qualche aliante.

jokes Andrew Johnston, che qui interpreta il ruolo del colonnello Robert Budahas, ritorna nell'episodio "#2X16 Colony -L'invasione dei cloni" nei panni dell'agente Barry Weiss.

[Mulder] Sono già qui vero?
[Gola Profonda] Signor Mulder sono già qui da molto molto tempo.
[Mulder] UFO: cioè oggetti volanti non identificati. Questo caso si adatta perfettamente alla definizione. Avanti, dimmi che sono pazzo.
[Scully] Mulder, sei completamente pazzo!
Ciao, sono Chris Carter. Questo è il secondo episodio di X-Files. Quello che state guardando risale al primo giorno di riprese del primo episodio dopo la puntata pilota. Dan Sackheim è alla regia ed ha prodotto l’episodio pilota di X-Files. Siamo tornati diversi mesi dopo con una nuova troupe ed un differente direttore della fotografia, John Bartley. Questa era la nostra prima scena . Dan possiede un entusiasmo meraviglioso e contagioso, e penso che quando ha diretto questa sequenza probabilmente ha fornito l’impronta per i cinque anni successivi dello show. Pen...

 
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Deep Throat Theme
scritto ed eseguito da Mark Snow

The Truth
scritto ed eseguito da Mark Snow
SCENA 1
VICINO ALLA BASE AEREA DI ELLENS,
IDAHO SUDOCCIDENTALE


(Diversi agenti della polizia militare circondano quella che sembra essere una normale abitazione)

UFFCIALE MILITARE #1: Via! Svelti!
COMANDATE: Appena in posizione pronti a intervenire, al cinque.

(Una donna si avvicina alle transenne)

ANITA BUDAHAS: Permesso, è casa mia!
UFFICIALE MILITARE #2: Va bene, passi pure.

(La donna corre dal comandante)

ANITA BUDAHAS: Ma cosa succede?
COMANDATE: Bene! Signora Budahas? Suo marito ha violato le misure di sicurezza, ha requisito un veicolo militare ed è armato.
VOCE ALLA RADIO: Squadra uno in posizione.
ANITA BUDAHAS: Oh mio Dio!

(La polizia militare copre l’entrata della casa, mentre altri due agenti sono pronti ad usare l’ariete per rompere la porta di fronte. Il Comandante segnala agli agenti il conto alla rovescia da cinque, contando con la sua mano. La porta viene buttata giù e la polizia militare entra, controllando ogni stanza)

UFFICIALE MILITARE #3: Presto! Ci siamo.
VOCE ALLA RADIO: Siamo dentro.
ANITA BUDAHAS: Mi faccia parlare con lui, la prego.

(Gli agenti controllano il piano di sopra, stanza per stanza. Alla fine, aprendo una porta, trovano il loro obiettivo)

UFFICIALE MILITARE #4: Cristo! (alla radio) L’abbiamo trovato. Ha bisogno di un dottore. O qualcosa del genere.

(Si vede un uomo, che indossa solo la biancheria intima, che siede tremante in un angolo della stanza. La sua pelle sembra bruciata e piena di vesciche)


SIGLA
SCENA 2
WASHINGTON, D.C.


(Scully, seduta in un bar, controlla il suo orologio prima di continuare a lavorare al suo fascicolo. Arriva Mulder)

SCULLY: Ciao, ho avuto il tuo messaggio.
MULDER: Scusa se ho fatto tardi, cosa prendi da bere?
SCULLY: Sono le due del pomeriggio, agente Mulder.
MULDER: Vedi qualcuno preoccupato dell’orario? Senti, devo mostrarti una cosa.
SCULLY: Che non hai potuto mostrarmi al lavoro?
MULDER: Aha (Mulder annuisce) Sediamoci a un tavolo.

(Mulder e Scully si fanno strada attraverso la folla del bar. Un uomo seduto al bancone sembra osservare Mulder e Scully. Scully consulta un fascicolo in cui si vede la foto di un uomo. Si tratta dello stesso uomo che nella scena precedente giaceva tremante sul pavimento, ma nella foto indossa un’uniforme militare).

MULDER: Questo è il colonnello Robert Budahas. Foto dell’anno scorso, quando era pilota collaudatore, d’istanza alla base aerea dl Ellens, nel sud ovest dell’Idaho. Quattro mesi fa, il colonnello Budahas, in preda a un fenomeno psicotico è fuggito e si è barricato dentro casa. E’ dovuta intervenire la polizia militare. Budahas è stato portato via e apparentemente ricoverato per curare quel disturbo.
SCULLY: Di che disturbo si tratta?
MULDER: Nemmeno un commento, né sulle cause, né sullo stato attuale del paziente. In effetti l’aeronautica ha fatto muro intorno al colonnello Budahas.
SCULLY: Sarebbe a dire?
MULDER: La signora Budahas non vede e non sente suo marito da quattro mesi ormai. Non ha avuto risposte ufficiali, e così, il mese scorso si è rivolta all’FBI denunciandolo come rapimento.
SCULLY: E che motivo avrebbe l’aeronautica di rapire uno dei suoi piloti?
MULDER: Domanda da cento milioni di dollari, agente Scully. (Mulder passa a Scully degli altri fascicoli) Dal 1963, sei piloti della base di Ellens sono stati dichiarati dispersi in azione. Unico commento ufficiale è che i piloti avevano il compito di collaudare velivoli sperimentali.
SCULLY: Già! Però girava voce che invece fossero stati abbattuti mentre cercavano di penetrare nello spazio aereo russo…
MULDER: Giravano anche altre voci. Me ne sono occupato da quando è arrivata la segnalazione dell’ufficio di zona di Boise, ma all’improvviso e senza alcun motivo, non ha più la priorità. Hanno chiuso il caso senza ulteriori indagini, punto e basta.
SCULLY: E allora?
MULDER: Allora tu e io andremo a farci un bel viaggetto per indagare sul rapimento.
SCULLY: Non ci arrivo, Mulder. Cosa ha a che fare questa storia con gli X-Files? Credevo ti interessassero i casi con componente paranormale. C’è qualcosa che mi sfugge?
MULDER: Direi che il mio olfatto avverte un odore molto preciso. Un certo… bouquet paranormale. Scusami.

(Mulder si alza e si dirige verso il bagno)


SCENA 3

(Mulder si sposta da un orinatoio al lavandino per lavarsi le mani. Un altro uomo lascia il bagno. Mulder si abbassa per sciacquarsi la faccia e poi si rialza per asciugarsi. Nello specchio, vede un uomo che sta dritto dietro di lui, lo stesso uomo che lo stava osservando dal bar. Mulder si gira per fronteggiarlo)

DEEP THROAT: Lasci stare questo caso, agente Mulder.
MULDER: Cosa?
DEEP THROAT: Vede, l’Esercito non può tollerare che l’FBI interferisca.
MULDER: Lei chi è?
DEEP THROAT: Io? Sono qui per aiutarla, mi sono interessato a lungo del suo lavoro.

(Qualcuno bussa alla porta del bagno che è stata chiusa dall’interno)
UOMO #1: Permesso!
MULDER: E cosa sa del mio lavoro?
DEEP THROAT: Beh… uno che è nella mia posizione ha il dovere di seguire un po’ tutto, tutto ciò che riguarda il nostro governo.
MULDER: Ma insomma chi è? Per chi lavora?
DEEP THROAT: Non è importante, piuttosto cerchi di ascoltarmi con attenzione. Lei sta esponendo sé stesso e l’agente Scully a degli inutili rischi, le ripeto, lasci perdere questo caso.
MULDER: Perché? Non ne vedo la ragione.
DEEP THROAT: Ci sono tanti altri casi di cui occuparsi, (l’uomo sblocca la porta) non metta a repentaglio il suo futuro ostinandosi in questo.

(L’uomo esce e mentre Mulder prova a seguirlo, viene ostacolato da un altro uomo che sta entrando nel bagno. Mulder oltrepassa quest’ultimo e rientra nel bar. Quando si guarda attorno non vede alcun segno dell’uomo con cui stava parlando. Scully nota lo sguardo di Mulder e gli si avvicina)


SCENA 4
SCULLY: Stai bene, Mulder?
MULDER: Sì, sto bene.


SCENA 5
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.


(Scully sta consultando dei documenti su microfilm, leggendo informazioni sulla base aerea di Ellens e le sue associazioni con gli avvistamenti di UFO. Una frase su cui Scully sembra concentrarsi dice “..la tecnologia Stealth delle armi...”)

(Si vede Mulder nella sua cucina quando squilla il telefono)

MULDER: Pronto?
SCULLY: Mulder?
MULDER: Sì.
SCULLY: Ho controllato quel file che mi hai dato.
MULDER: Aha.
SCULLY: Hai dimenticato di dirmi alcune cose.

(Mulder sente alcuni click provenire dal telefono e lo allontana dall’orecchio)

SCULLY: Non mi starai trascinando nell’ennesima disperata caccia agli UFO, vero? Ci sei, Mulder?
MULDER: Certo.

(Mulder si avvicina alla finestra e guarda attraverso le tende. Vede un furgone parcheggiato dall’altro lato della strada del suo appartamento)

SCULLY: Mi hai sentito? Siamo già nell’occhio del ciclone, vorrei evitare di fare la figura della stupida, se il mio rapporto suonasse come un articoletto da settimanale scandalistico.
MULDER: Sì… senti, non mi va di parlarne al telefono. Continuiamo il discorso domani in aereo, d’accordo?

(Mulder riaggancia)


SCENA 6
MARRIETTE FIELD
IDAHO SUDOCCIDENTALE


(Mulder bussa alla porta della casa della donna che si è vista all’inizio. Un velivolo passa nel cielo e Mulder e Scully si girano per provare a vederlo. Nel frattempo si apre la porta)

ANITA BUDAHAS: Che volete?

(Mulder e Scully si voltano verso la signora Budahas)

MULDER: Signora Budahas?
ANITA BUDAHAS: Sì.

(Mulder estrae il tesserino e lo mostra alla signora Budahas)

MULDER: Slamo dell’FBL.
ANITA BUDAHAS: Ah, grazie al cielo! Prego, accomodatevi. (Mulder e Scully entrano. Si vede una foto del colonnello Budahas appesa al muro) Ho cominciato ad accorgermene due anni fa, a Bob venne uno sfogo sotto le ascelle. Avevamo fatto dei lavori in casa, perciò pensammo fosse una reazione allergica ad un solvente, ma piano piano è degenerato tutto.
SCULLY: Cosa intende dire?
ANITA BUDAHAS: I comportamenti di Bob erano diventati imprevedibili. Cominciava... a fare strane cose.
MULDER: Che genere di cose?
ANITA BUDAHAS: Talvolta anche piuttosto imbarazzanti. Una sera avevamo a cena degli amici e lui ha versato del Tetra Meal D sul suo cibo.
SCULLY: Uh?
ANITA BUDAHAS: E’ un mangime per i pesci.
SCULLY: Ne ha mai parlato con lui?
ANITA BUDAHAS: Ci ho provato, ma era praticamente impossibile. Bob si infuriava e… e sgridava i ragazzi senza ragione… e iniziava a tremare, come se avesse delle convulsioni.
MULDER: Le parlava del suo lavoro?
ANITA BUDAHAS: Non mi ha mai detto niente, neppure prima di avere dei problemi. So solo che lavorava a progetti top secret. Sa, le voci girano, ma Bob era leale verso la sua patria, aveva giurato fedeltà incondizionata al suo paese e adesso ci trattano come estranei. Io voglio… mio marito a casa.
SCULLY: Neanche il governo può mettersi al di sopra della legge. Sono tenuti a darle informazioni.
ANITA BUDAHAS: Non dicono niente, e se lui fosse… come manterrei la mia famiglia?
MULDER: Lei… ha detto che le voci girano, per caso ha saputo se è successo qualcosa del genere a qualcun altro?
ANITA BUDAHAS: Beh sì, anche il marito di Veria McLennen ha dato i numeri, ma lui… lui è tornato a casa per lo meno.


SCENA 7
CASA DI VERIA McLENNEN


(Si vede l’apparecchio per la preparazione degli ami per la pesca con la mosca. Si vede poi un uomo che si tira via dei capelli dalla testa quasi calva, controlla il capello e lo usa per il suo amo)
SCULLY: Da quanto tempo è...
VERIA MCLENNEN: Da quasi due anni. La pesca con la mosca è un’idea di suo fratello. All’inizio non mi davo pace, ma quando sei la moglie di un pilota collaudatore, ringrazi Iddio tutti i giorni che sia ancora vivo.
MULDER: Signora McLennen, qualcuno le ha spiegato cosa è successo a suo marito?
VERIA MCLENNEN: Lo stress, credo. Con la vita che fanno! I militari affrontano le cose con grande veemenza, però è stato curato a lungo e non posso non essere grata al governo per questo, del resto sono stati generosi con noi. In fondo sono loro a offrirsi volontari per le missioni.

(La signora McLennen si avvicina ad Anita Budahas)

VERIA MCLENNEN: Che idea, Anita! Portare l’FBI dentro casa mia.
ANITA BUDAHAS: Ma non credevo che…

(Tornati fuori dalla casa della signora Budahas, quest’ultima consegna a Scully un pezzo di carta)

ANITA BUDAHAS: Ecco, ho chiamato e richiamato questi numeri almeno un migliaio di volte. Vi prego, fatemi sapere qualcosa.
SCULLY: Per ogni evenienza può trovarci al Beech Grove Motel.
ANITA BUDAHAS: Grazie. Andiamo, bambini.

(La signora Budahas rientra in casa mentre Mulder e Scully se ne vanno)

MULDER: Allora, che ne pensi del pescatore pazzo di prima?
SCULLY: E’ affetto da stereotipia. E’ una sindrome provocata da un enorme stress. Si riscontra nei prigionieri di guerra, e negli animali dello zoo di solito.
MULDER: Sì, ma questi non sono animali dello zoo, bensì piloti collaudatori super addestrati. Cosa può ridurli in questo modo?
SCULLY: Hai mai sentito parlare del Progetto Aurora?
MULDER: Sì… mi sembra che sia il nome in codice di un nuovo progetto del Dipartimento della Difesa, se non sbaglio.
SCULLY: Il Pentagono non ammetterà mai di collaudare in segreto velivoli suborbitali nei cieli degli Stati Uniti occidentali. Questi piloti potrebbero averci provato, e potrebbero non esserci riusciti.
MULDER: Hai visto le foto in quella casa? Il colonnello Budahas è stato addirittura decorato dal Presidente, non c’è nulla in cui non sia riuscito in vita sua.

(Mulder entra in macchina. Dopo una breve esitazione, Scully si sposta dall’altro lato)


SCENA 8
BEECH GROOVE MOTEL
STANZA DI SCULLY


(Scully riaggancia il telefono. Mulder arriva tenendo il suo cellulare in mano e si siede sul letto)

MULDER: Non mi passano nessuno alla base, sono in attesa da quarantacinque minuti. Tu hai novità?
SCULLY: Sì, un certo colonnello Kissel ha accettato di incontrarci. Tra due settimane.
MULDER: Non mi dire! (Mulder prende l’elenco del telefono) Kissel hai detto, eh?


SCENA 9

(Mulder e Scully sono seduti in una macchina parcheggiata a lato della strada, quando un’auto passa loro accanto e si ferma nel vialetto della casa di fronte a loro. Gli agenti escono dall’auto e vanno incontro all’uomo che è appena uscito dalla macchina)

MULDER: Colonnello Kissel?
COLONNELLO KISSEL: Sì?
MULDER: Le posso parlare? Agente speciale Mulder, FBI.
COLONNELLO KISSEL: Non ho dichiarazioni da fare. Questa è proprietà privata, per favore.
MULDER: Perché non vuole parlarci del colonnello Budahas?
COLONNELLO KISSEL: Basta! Andate via dal mio giardino.

(Il colonnello entra in casa e chiude la porta)
SCULLY: Menomale che non abbiamo annullato l’appuntamento.

(Mulder e Scully si voltano quando si sentono salutare da un uomo che sta andando loro incontro)

PAUL MOSSINGER: Salve! Siete agenti dell’FBI? Sono Paul Mossinger, io lavoro per il giornale locale, abito vicino a Verla McLennen. Mi ha detto che indagate sul colonnello Budahas, vero?
MULDER: Diamo solo un’occhiata in giro.

(Mulder e Scully si incamminano per tornare alla macchina e si allontanano dall’uomo)

PAUL MOSSINGER: Certo, come no. Molta gente qui dà un’occhiata in giro, appassionati di UFO soprattutto, ma è raro vedere addirittura l’FBI. (Sopra di loro passa un altro velivolo) Non fai in tempo a sentirli che sono già spariti. Allora su questo Budahas che avete scoperto?
MULDER: Mi spiace, ma non posso parlare.
PAUL MOSSINGER: Come vuole.
MULDER: Paul, giusto? Lei vive in questa zona da tanto, lo ha mai visto un UFO?
PAUL MOSSINGER: No, mai. Secondo me sono tutte sciocchezze. Si vede sempre quello che si vuole vedere.
MULDER: Se però io volessi parlare con uno di quegli appassionati di UFO, dove dovrei andare?


SCENA 10
TAVOLA CALDA “THE FLYING SAUCER”


(Passa un altro velivolo nel cielo e tutti i bicchieri sistemati sul mobile tremano)

ZOE: F-15 Eagle, virava a 4G. Quei ragazzi si sentono i padroni del cielo. Basta farli bere un po’ e toccano il settimo cielo senza bisogno di ali.

(Mulder ride)

MULDER: Quelle chi le ha fatte?

(Mulder indica alcune foto di UFO appese alla parete del mobile)

ZOE: Diverse persone. Questa l’ho scattata io stessa.

(La foto mostra un velivolo di forma triangolare sospeso nell’aria)

MULDER: Sta scherzando! E dove?
ZOE: Era qui, sul retro del bar. Stavo portando fuori la spazzatura quando l’ho visto. (Zoe prende la foto e la passa a Mulder) Ondeggiava piano, silenzioso come un colibrì. Mi sono detta “Oddio, vuoi vedere che atterrano nel parcheggio e mi chiedono di preparargli il pranzo.” (Scully prende la foto dalle mani di Mulder) Sto vendendo un numero limitato di copie, 20 dollari. Se le interessa, me ne sono rimaste solo cinque.
MULDER: La metta pure in conto.

(Scully si china verso Mulder)

SCULLY: Abbocchi a tutto!
MULDER: Qui intorno, dov’è più probabile che si veda un UFO?
SCULLY: Io aspetto fuori.

(All’esterno del locale, Scully sta consultando una mappa quando esce Mulder)

SCULLY: Sai una cosa strana, Mulder? La base aerea di Ellens non è segnalata su nessuna mappa.
MULDER: Lo so. Andiamo?
SCULLY: Lo sai? Dove andiamo?
MULDER: Hai una mappa falsa. Chi è che abbocca?

(Mulder passa a Scully un pezzo di carta sul quale è disegnata a mano una mappa)


SCENA 11
ESTERNO DELLA BASE AEREA DI ELLENS
6:04 PM


(Mulder e Scully sono in macchina, lasciano la strada principale e vanno su per una collina. Alla base della collina c’è un cartello con la scritta
ATTENZIONE. INSTALLAZIONE MILITARE ZONA RISERVATA
Il cartello indica il divieto di fare fotografie. Mulder ferma la macchina un po’ più avanti lungo la strada, di fianco ad un recinto metallico. Mulder esce, ed estrae dal bagagliaio un paio di binocoli)

SCULLY: Mi spieghi che cosa ti aspetti di vedere?
MULDER: Non lo so. Può darsi niente.
SCULLY: Per quale motivo siamo qui, Mulder? Per cercare qualche disco volante? (Mulder si incammina verso la cima della collina) Cosa diavolo ci scrivo stavolta nel mio rapporto!

(E’ notte e Scully sta dormendo in auto. All’improvviso l’auto inizia a tremare. Scully inizia a svegliarsi quando viene spaventata dal suono del vetro posteriore che va in frantumi)

SCULLY: AAAAH!

(Mulder arriva correndo dalla collina)

MULDER: Scully, sbrigati! Vieni a vedere.

(Mulder apre lo sportello della macchina e trascina Scully su per la collina)


9:13 PM

(Mulder e Scully vedono due piccole luci che volano nel cielo)

SCULLY: Che cosa sono?
MULDER: Non lo so, non so spiegarlo, però è affascinante.
SCULLY: E’ stranissimo. Non ho mai visto niente del genere.
MULDER: E’ quasi mezz’ora che vanno su e giù in questo modo.
SCULLY: Non possono essere aerei, non volano in quel modo.
MULDER: E allora che cosa sono?
SCULLY: Non so. Dei laser magari, che da terra si riflettono sulle nuvole. (Le due luci volano in alto attraverso le nuvole e scompaiono. Scully si volta verso Mulder molto stupita) Oh mio Dio!

(Appare un’altra luce)

MULDER: Ne arriva un altro.
SCULLY: Quello non è un aereo, è un elicottero.

(Mulder e Scully sentono dei rumori provenire dalla base della collina. Un ragazzo ed una ragazza attraversano il recinto e oltrepassano un cespuglio)

LADONNA: Dai! Quanto ci metti!
EMIL: Arrivo, un momento.
MULDER: Ehi!
EMIL: Scappa presto, scappa! (I due ragazzi fuggono, mentre Mulder e Scully li inseguono attraverso un campo. Mulder estrae la pistola, il ragazzo la vede e sia lui che la ragazza si fermano ed alzano le mani) D’accordo, non sparate!
MULDER: Fermi!
LADONNA: Non abbiamo fatto niente.

(Guardano tutti verso l’elicottero che si sta avvicinando)

MULDER: Via, via!

(Si nascondo tutti sotto le fronde di un albero)

EMIL: (ride) E’ stato uno sballo!
MULDER: Avanti! Venite con noi.
EMIL: Dove?


SCENA 12
5:02 AM


(In un’altra tavola calda, i due ragazzi stanno mangiando mentre Mulder e Scully siedono dall’altro lato del tavolo)

SCULLY: Che cosa facevate voi due là esattamente?
EMIL: Beh… stavamo…

(I ragazzi ridono entrambi)

LADONNA: Non c’è un posto in cui…
EMIL: In effetti quando andiamo lì, ci stendiamo ad ascoltare musica e ci godiamo lo spettacolo.
MULDER: Hanno mai cercato di cacciarvi?
EMIL: No, è stata la prima volta. Un anno fa un amico ci ha fatto vedere il buco nella rete.
LADONNA: Oh, una volta hanno sganciato delle bombe, wow!
EMIL: Ci siamo frizzati! (ride) Uhm, c’è un posto detto Yellow Base, mi pare, in cui dovrebbero tenere un bel po’ di armi. Il mio amico ha detto che tutto intorno è pieno di mine e robaccia del genere.

(All’esterno arriva una macchina e si ferma quando il guidatore, Paul Mossinger, vede Mulder e Scully. Parla alla radio)

PAUL MOSSINGER: Abbiamo un 20. Passo.
VOCE ALLA RADIO: Ricevuto, Avvoltoio. Resta in posizione d’attesa, apriamo la gabbia.
PAUL MOSSINGER: Ricevuto. Chiudo.

(Tornati all’interno, Emil sta mostrando come volano le luci usando un panino come esempio)
EMIL: A volte si avvicinano a bassa quota e cominciano a svolazzare facendo “uuuuuh” e di colpo restano immobili, senza fare neanche un rumore e tu ti chiedi “Cavolo! Chi è che ha abbassato il volume?”
MULDER: E cosa credi che siano?
EMIL: Senti, tutti dicono che sono degli UFO. Io penso che siano una specie di… guerre stellari, tecnologie cibernetiche sperimentali, magari in previsione di una tempesta nel deserto due o roba del genere. Un viaggetto sulla casa di Saddam, sai? Hai presente?

(Emil ride. Mulder tira fuori la foto che ha comprato nell’altro locale)
MULDER: Sono simili a questo?
EMIL: No. Sono esattamente come quello.

(Mulder tira fuori il motorino di Emil dal bagagliaio dell’auto e lo appoggia in terra)
EMIL: Grazie.
MULDER: E via col vento!

(I ragazzi ridono e si allontanano. Mulder rientra in auto ed estrae un nastro dalla tasca della sua camicia)


SCENA 13

SCULLY: E quella cos'è?
MULDER: Una prova. (Mulder inserisce il nastro nell’autoradio e si sente della musica heavy metal. Scully spegne l’autoradio) I giovani d’oggi eh?!
SCULLY: Non mi dire che gli hai creduto.
MULDER: Perché no?

(Scully fa un grande sorriso, e si trattiene dal ridere in faccia a Mulder)

SCULLY: Mulder, ma li hai guardati negli occhi? Erano fatti e strafatti.
MULDER: Uuuh! Davvero un’acuta osservazione.
SCULLY: Mulder, se gli avessi mostrato una foto di un hamburger volante lui ti avrebbe detto che era esattamente quello.
MULDER: Va bene, dà un’occhiata qui. (Mulder prende un fascicolo dal sedile posteriore dell’auto. Lo apre ed estrae una foto che dà a Scully) Questa è una foto di un UFO precipitato a Roswell nel New Mexico nel 1947. Lo so che la tua mente razionale si ribella, ma ascoltami lo stesso. Si da il caso che questa base, la base aerea di Ellens in cui siamo, la base aerea che per una strana ragione non è segnalata in nessuna mappa, era all’epoca uno dei sei luoghi in America dove inviavano i rottami.
SCULLY: Mulder, stai forse suggerendo che l’Aeronautica sta facendo volare degli UFO?
MULDER: No, aeroplani, ma basati sulla tecnologia degli UFO.

(Scully sorride ancora di fronte alla totale fede di Mulder negli UFO in cui lei non crede affatto. Mulder dà a Scully la foto comprata al locale)

SCULLY: Ma dai, andiamo! Hai solo due foto sfuocate. Una scattata più o meno una cinquantina di anni fa, e l’altra invece comprata ieri in uno squallido locale per camionisti. Le tue sono solo illazioni.
MULDER: Dimmi che non c’è un’incredibile somiglianza!
SCULLY: No, dimmi tu una sola buona ragione che faccia ritenere queste foto autentiche.
MULDER: Hai visto esattamente quello che ho visto io ieri notte, che cosa credi che fossero?
SCULLY: Senti, non sapere che cosa fossero, non mi porta automaticamente a credere negli UFO.
MULDER: UFO, cioè oggetti volanti non identificati. Questo caso si adatta perfettamente alla definizione. Avanti, dimmi che sono pazzo!
SCULLY: Mulder, sei completamente pazzo! (Mulder ride) E la tua teoria comunque non spiega affatto cosa è capitato al colonnello Budahas.


SCENA 14
BEECH GROVE MOTEL


(Scully è alla reception del motel)

SCULLY: Grazie.
DONNA: Di niente.

(Scully corre fuori dalla reception verso la stanza di Mulder. Lui la vede arrivare e le va incontro aprendole la porta)

MULDER: Non vorrai saccheggiare il mio mini-bar, vero?
SCULLY: (ride) Vuoi sapere l’ultima?
MULDER: Spara.
SCULLY: Un messaggio da parte della signora Budahas, il marito ieri sera è tornato a casa.


SCENA 15

(Mulder e Scully arrivano a casa della signora Budahas)

ANITA BUDAHAS: (piangendo) Salve.
SCULLY: Abbiamo ricevuto il messaggio.
MULDER: Signora Budahas, si sente bene?
ANITA BUDAHAS: Accomodatevi.
SCULLY: Che cosa c’è?
MULDER: Allora? Che succede?

(Si vede un uomo che sembra essere il colonnello Budahas mentre sta dipingendo il modellino di un aeroplano)

ANITA BUDAHAS: Quello non è mio marito.
COLONNELLO BUDAHAS: Tesoro, questi chi sarebbero?

(Mulder guarda la foto del colonnello appesa al muro)

ANITA BUDAHAS: Non è mio marito, non è più lui. Gli hanno fatto qualcosa.
COLONNELLO BUDAHAS: Che diavolo stai dicendo?
MULDER: Non è niente, non è niente, si rilassi. Sono l’agente speciale Mulder, dell’FBI. Eravamo qui per indagare sulla sua scomparsa, colonnello Budahas. Mi chiedevo se è in grado di spiegarci dove è stato negli ultimi quattro mesi.
COLONNELLO BUDAHAS: Ero in ospedale.
MULDER: Qui? Alla base?
COLONNELLO BUDAHAS: Credo di si.
MULDER: Colonnello Budahas, le dispiace se le chiedo la sua data di nascita?
COLONNELLO BUDAHAS: 21 novembre 1948

(Mulder guarda la signora Budahas e lei annuisce in conferma)

MULDER: E i nomi dei suoi figli?
COLONNELLO BUDAHAS: John e Leslie, eccoli lì (***in lingua originale si chiama Josh)
ANITA BUDAHAS: Sì.
MULDER: E’ tifoso del Green Bay!
COLONNELLO BUDAHAS: Sì, signore.
MULDER: Scommetto che ricorda il Superbowl del ’68, eh? Don Shandler…
COLONNELLO BUDAHAS: Sì, andò in meta quattro volte e Lombardi giocò la sua ultima partita. Ma perché devo rispondere a queste domande?
ANITA BUDAHAS: Non è lui vi dico.
MULDER: Scusi, colonnello Budahas, lei è un pilota, non è così?
COLONNELLO BUDAHAS: Sì, signore.
MULDER: Scommetto che è stato su qualsiasi cosa abbia due ali. L’altro giorno ho sentito che un pilota amico mio ha fatto un Immelman a 8G continui. E’ possibile secondo lei?
COLONNELLO BUDAHAS: (scuote la testa) Non lo so. Non ci riesco. Anita… non riesco a ricordare.

(Il colonnello si alza per andare verso la moglie che si ritrae)

ANITA BUDAHAS: (piangendo) No…

(Mulder e Scully escono dalla casa)


SCENA 16

SCULLY: Mulder, cosa sta succedendo, me lo dici?
MULDER: Purtroppo credo che gli abbiano riprogrammato il cervello, una cancellazione selettiva della memoria.
SCULLY: E’ impossibile entrare in un cervello cancellando una parte della memoria.
MULDER: Allora spiegami tu com’è andata.
SCULLY: Ci sono dei tipi di amnesia…
MULDER: Non si tratta di amnesia! Qui stiamo parlando di una cosa deliberata e insidiosa.
SCULLY: Senti, l’intervento medico a cui ti riferisci richiede una tecnologia avanzata che non esiste.
MULDER: Non esiste neanche una tecnologia in grado di far volare aerei come quelli che abbiamo visto. Possono farlo, credimi. Quell’uomo avrebbe dovuto sapere come rispondere, ma invece gliel’hanno cancellato dalla testa.

(Mulder e Scully stanno guidando lungo una strada)

SCULLY: Ammettiamo pure che possano farlo, il motivo?
MULDER: Evitare una fuga di notizie. A causa del fenomeno psicotico, il colonnello Budahas era diventato un rischio per la sicurezza.
SCULLY: Non potrebbe avere un semplice esaurimento nervoso con conseguente perdita di memoria?
MULDER: No, credo che uomini come il colonnello Budahas siano fisicamente incapaci di sopportare lo stress di pilotare i velivoli che abbiamo visto, di fare quelle manovre a quella velocità. Insomma, parliamo di una tecnologia che dev’essere talmente avanzata che hanno impiegato cinquant’anni per renderla operativa. Tecnologia UFO, Scully.

(Scully sorride. Due auto arrivano dalla direzione opposta occupando l’intera carreggiata)

SCULLY: Ma che fa!
MULDER: Reggiti!

(Mulder frena bruscamente. Le altre due macchine si fermano di lato bloccando la strada davanti e dietro a Mulder e Scully. Degli uomini che indossano dei completi escono da entrambe le macchine. Uno di questi si avvicina alla loro macchina e bussa al finestrino di Mulder)

UOMO: Per favore, fuori dalla macchina.
MULDER: Pensi che se facciamo finta di niente se ne andrà?

(Scully sorride)

UOMO: Per favore, uscite dalla macchina.
MULDER: Ostinato… (Mulder esce dall’auto) Agente Mulder, FBI.

(Mentre sta per mostrare il suo tesserino, un altro uomo lo spinge contro l’auto e lo perquisisce. Scully esce dall’auto)

SCULLY: Siamo agenti federali.

(Anche Scully viene perquisita, così come la macchina. Viene controllato il vano portaoggetti ed il fascicolo di Mulder sul caso. Vengono tolti i proiettili dalle pistole di Mulder e Scully. Uno degli uomini apre il bagagliaio e prende la macchina fotografica di Mulder ed espone la pellicola alla luce. La valigetta di Scully viene svuotata del suo contenuto)

MULDER: Si può sapere di che si tratta?

(Un uomo sferra un pugno a Mulder nelle costole)

UOMO: Sicurezza nazionale. Voi risalite in macchina, vi scorteremo fino al vostro motel. Farete i bagagli e partirete immediatamente se non volete pagare le conseguenze della vostra eccessiva indiscrezione.


SCENA 17

(Tornati al motel Scully cammina avanti e indietro nella sua stanza mentre è al telefono)

SCULLY: Nessuna targa dell’Idaho numero CC1356? Non risultano targhe che abbiano quel numero. Grazie, Gayle. No, no, no sono sicura che pure l’altra è falsa. Ciao. (Mulder è sdraiato sul letto) Chi cavolo erano quegli uomini?
MULDER: Non credo che l’altra sera alla base stessero inseguendo quei ragazzi. Credo volessero noi. Erano sicuri che saremo andati a ficcare il naso lì. Hanno restituito il colonnello Budahas per distrarci. C’è un particolare che non ti ho detto.
SCULLY: Ah, che strano!
MULDER: Mi si è avvicinato un uomo a Washington e mi ha avvertito di tenermi alla larga da questo caso. Non mi ha detto chi fosse, ma il mio telefono è sotto controllo.
SCULLY: Cosa?
MULDER: Perché tutte queste precauzioni? Per una questione di sicurezza? Sicurezza di che cosa? E’ un vero e proprio complotto, Scully. Qui hanno un UFO, ne sono sicuro, e farebbero qualsiasi cosa per mantenere il segreto, incluso sacrificare le vite e i cervelli di tutti quei piloti, perché se la notizia trapelasse…
SCULLY: Se… hai detto se. Se questo fosse vero, sarebbe uno scandalo nazionale.
MULDER: No, mettiamola così invece. Se questo fosse vero, sarebbe la conferma definitiva dell’esistenza di una vita extraterrestre.
SCULLY: Oddio! Hai provato un attimo a pensare che magari abbiamo visto un semplice velivolo sperimentale? Non so, un nuovo aereo invisibile o un prototipo per il progetto Aurora. Secondo te il Governo non ha il diritto e anche il dovere di proteggere i suoi segreti?
MULDER: Certo, ma a quale costo? Quando la vita umana diventa un prezzo troppo alto per nuove scoperte.
SCULLY: Non è nostro compito dare una risposta a questa domanda. Il presunto rapito è tornato a casa sano e salvo. Andiamo via da qui, Mulder, almeno fin che siamo ancora in tempo.

(Mulder prende la foto che ha comprato alla tavola calda e la mostra a Scully)

MULDER: Non sei nemmeno curiosa? (Scully prende la foto e si siede) Mi faccio una doccia, preparo le valigie e ce ne andiamo, uh?

(Mulder esce dalla stanza e Scully è contenta che lui abbia acconsentito con lei. Scully si alza e si dirige verso il bagno, dall’esterno sente il rumore di un’auto che viene messa in moto e quindi corre fuori)

SCULLY: Mulder! Ma dove vai?!

(Mulder corre via con la macchina)


SCENA 18

(Emil e Ladonna mostrano a Mulder il buco nella rete alla base)

EMIL: Noi passiamo da qui.

(Mulder passa attraverso il buco)

MULDER: Ehi! Voi non venite?
EMIL: No, entriamo soltanto di notte.
MULDER: Ah. Il posto in cui vi godete lo spettacolo dov’è? E’ molto lontano?
EMIL: Quarantacinque minuti.
MULDER: Lo troverò da solo?
LADONNA: Certo, segui il sentiero.
MULDER: E l’altro posto di cui mi avete parlato? La Yellow Base, come ci arrivo?
EMIL: Non farlo, è rischioso. E’ lontano. A dieci miglia. Nessuno si è mai… nessuno è arrivato così lontano!
LADONNA: Ehi, non andare al di là dell’erba alta!
EMIL: Oh cavolo! Gliel’abbiamo detto delle mine e del resto? Ehi!!

(Mulder raggiunge il limite dell’erba alta, controlla il suo orologio e si siede per aspettare la notte. A notte fonda, lascia l’erba alta e si incammina verso la Yellow Base. Mentre sta sul terreno ora ricoperto di cemento, nota una singola luce che si dirige verso di lui. E’ un velivolo dalla forma triangolare, con delle luci su ciascuna estremità, che si libra sopra di lui. Diverse luci, dalla superficie inferiore del velivolo, illuminano Mulder ad intermittenza e lui deve ripararsi con una mano sugli occhi quando le luci lo circondano completamente. Dopo pochi secondi, le luci attorno a Mulder scompaiono e il velivolo vola via ad alta velocità)


SCENA 19

(Da dietro, si avvicinano due veicoli. Mulder li vede ed inizia a correre lungo la strada. Un veicolo si ferma di fronte a Mulder e l’altro dietro. Escono diversi militari che bloccano Mulder sul terreno. Mulder viene poi sollevato su una barella, legato e fatto salire su uno dei veicoli)

VOCE: Attenti! Forza!
MULDER: No!
VOCE: A posto. Vai, vai, vai, vai!

(All’interno del furgone Mulder vede qualcuno tenere una siringa)

VOCE: Avanti, tenetelo fermo.
MULDER: NO!

(A Mulder viene iniettata la sostanza contenuta nella siringa)

VOCE: Ossigeno!

(Viene messa una maschera per l’ossigeno sul viso di Mulder)


SCENA 20
6:30 AM


(Scully sta parlando al telefono nella sua stanza al motel)

SCULLY: Sì, sto… sto cercando di fare una telefonata a Washington, ma non riesco a prendere la linea extraurbana. Pronto? Pronto? (Scully appoggia il telefono a fianco della fondina della sua pistola e corre alla reception del motel) Mi scusi, il mio telefono è isolato, posso fare un’interurbana dal suo, per favore?
DIRETTORE DEL MOTEL: Prego, si accomodi.
SCULLY: E’ isolato anche questo.
DIRETTORE DEL MOTEL: Eh… i telefoni qui non funzionano mai a dovere. Forse sono interferenze militari, sa com’è… Si dà sempre a loro la colpa di tutto.
SCULLY: Grazie.


SCENA 21

(Si aprono le porte di un hangar e si vede entrare a marcia indietro il furgone dove è tenuto Mulder. Il furgone si ferma e Mulder viene tirato fuori, ancora legato alla barella. Mulder è a malapena cosciente e vede delle luci sopra di lui. Mentre si guarda attorno, vede da un lato degli uomini con delle tute bianche, ed una specie di velivolo dietro una tenda di plastica dell’altro lato)


SCENA 22

(Scully sta tornando alla sua stanza quando vede Paul Mossinger uscire proprio da lì. Cerca la sua pistola dietro la schiena, ma è rimasta nella sua stanza)

PAUL MOSSINGER: Salve, sono venuto a trovarla. Ho bussato, ma la porta era aperta.
SCULLY: Cerco inutilmente di fare una telefonata.
PAUL MOSSINGER: Telefoni isolati di nuovo?
SCULLY: Già.
VOCE ALLA RADIO: Base ad Avvoltoio. Puoi darci la tua posizione, passo. (Scully sente la voce provenire da un walkie-talkie nella macchina di Mossinger, lo guarda e gli sorride prima di correre dentro l’auto e bloccare le portiere) Avvoltoio, sei in ascolto?
PAUL MOSSINGER: Cosa sta facendo? (Scully cerca inutilmente le chiavi per mettere in moto. Paul bussa al finestrino con le chiavi) Mi scusi, ma non c’è niente lì dentro.

(Scully apre il vano portaoggetti e trova un pistola ed un tesserino di Paul della Sicurezza della Base Aerea. Paul rompe il finestrino con un estintore e Scully perde la pistola mentre cerca di ripararsi dal vetro. Paul cerca di raggiungere Scully all’interno dell’auto, ma è costretto a desistere. Fa il giro dall’altro lato della macchina, ma Scully esce e gli punta la pistola in faccia)

SCULLY: Contro la macchina! Mani sulla macchina! Forza!
PAUL MOSSINGER: Se mette giù la pistola ne possiamo parlare.

(Emil e Ladonna arrivano sul loro motorino. Scully spinge Mossinger contro la macchina e punta la pistola alla sua schiena)

SCULLY: Ho detto mani sulla macchina! Chi è lei?
PAUL MOSSINGER: Vi siete spinti troppo in là, agente Scully. Non saremo mai ricorsi alla violenza.
SCULLY: (rivolta ai ragazzi) Dov’è Mulder?
EMIL: L’abbiamo accompagnato alla base.
LADONNA: Perché non è tornato?
SCULLY: (rivolta a Mossinger) Adesso lei prende quella maledetta radio e scopre che fine ha fatto Mulder!
PAUL MOSSINGER: Non credo di poterlo fare.
SCULLY: Io credo di si invece! Se non vuole che tutti i giornali d’America pubblichino la storia del vostro aereo sperimentale!

(Si accende una luce che illumina in modo intenso. Si vede un medico arrivare sotto la luce che guarda negli occhi di Mulder. Mulder è legato ad un tavolo operatorio adesso, si guarda attorno, ma senza muovere la testa. Un’altra maschera per l’ossigeno viene messa sul viso di Mulder e il medico versa delle gocce di un liquido nei suoi occhi.)

MEDICO: Polso?
VOCE: Regolare.
MEDICO: Ossigeno. Il generatore è attivato?
VOCE: Sì.
MEDICO: Bene.

(Paul Mossinger sta guidando la macchina, Scully lo tiene sotto tiro con la pistola seduta nel sedile posteriore)

PAUL MOSSINGER: Ci sono altri modi per risolvere la faccenda.
SCULLY: Sì, ma al momento questo mi sembra di gran lunga il più efficace.

(L’auto raggiunge il cancello della Yellow Base e si ferma. Paul spegne il motore. Una delle guardie al cancello sta ascoltando alla radio)

VOCE ALLA RADIO: Il pacchetto sta arrivando.
GUARDIA: Ricevuto.
SCULLY: Cosa facciamo adesso?
PAUL MOSSINGER: Aspettiamo.
SCULLY: Rimetta in moto la macchina. Le ho detto di mettere in moto! (Paul rimette in moto l’auto) Poggi le mani sul volante, in alto.
PAUL MOSSINGER: Se fa qualche stupidaggine la situazione può degenerare.
SCULLY: Lo dica più a sé stesso che a me.
VOCE ALLA RADIO: I due stanno arrivando.
GUARDIA: Ricevuto.

(Una jeep arriva al cancello dall’interno della base. Le guardie aprono il cancello e la jeep si ferma in prossimità. Mulder scende dalla jeep e cammina verso l’altra macchina)

SCULLY: Ora lasci il motore acceso e scenda lentamente. (Scully e Paul scendono entrambi dalla macchina. Scully tiene la pistola puntata su Paul mentre gira attorno all’auto dietro di lui) Sali in macchina, Mulder. Sali in macchina!

(Mulder cammina lentamente verso l’auto e Paul verso il cancello della base)

PAUL MOSSINGER: Voglio solo dire, che ciò che è nella base merita la massima protezione. Siete voi che avete violato un’area protetta.

(Entrambi gli uomini continuano a camminare verso i rispettivi veicoli. Scully entra in macchina, seguita da Mulder. Non appena lui entra, Scully muove l’auto e corre via, verso la città)

SCULLY: Tutto bene, Mulder?
MULDER: Credo di sì. Scully… io…
SCULLY: Cosa?
MULDER: Che ci faccio qui?


SCENA 23

(La signora Budahas apre la porta di casa, ma solo per lo spazio necessario per stare di fronte a Mulder e Scully)

MULDER: Buongiorno.
ANITA BUDAHAS: Buongiorno.
MULDER: Siamo passati a vedere come stava suo marito.
ANITA BUDAHAS: Oh, sta bene. Sta migliorando a vista d’occhio.
MULDER: Gli posso parlare un momento?
ANITA BUDAHAS: Beh, sta riposando adesso.
COLONNELLO BUDAHAS: (da dentro la casa) Anita! Chi diavolo è?
ANITA BUDAHAS: Grazie dell’interessamento.

(La signora Budahas chiude la porta)

MULDER: Ancora loro, Scully! Sono stati qui, devono averla minacciata, magari…
SCULLY: Stammi a sentire, Mulder! Non sappiamo niente di niente. Niente più di quando siamo arrivati. E’ esattamente quanto scriverò nel mio rapporto. Ora togliamo le tende da questo posto, più in fretta possibile.


SCENA 24
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.
UNA SETTIMANA DOPO


(Scully sta scrivendo il suo rapporto al computer. Si sente la sua voce leggere ciò che sta scrivendo)

VOCE DI SCULLY FUORI CAMPO: Il tenente colonnello Robert Budahas ha fatto ritorno a casa, ma non sa fornire spiegazioni sulla sua sparizione, né sul luogo dove è stato trattenuto. Anche l’ipotesi dell’agente speciale Mulder, secondo cui Budahas, impegnato in un progetto di massima segretezza che si basa sull’uso di tecnologia UFO, possa avere subìto un forte trauma pilotando un apparecchio sperimentale, non è stata provata. Anche se io stessa posso confermare di avere visto insieme all’agente Mulder due oggetti volanti non identificati nel cielo sovrastante la base aerea di Ellens, non è stato possibile determinare la vera natura di tali oggetti. In mancanza di ulteriori indagini, questo caso – file #DF1001364 – è chiuso.

(Scully prende in mano la foto che Mulder ha comprato alla tavola calda e la guarda)


SCENA 25

(Mulder sta correndo sulla pista di un campo sportivo. Si ferma per riposare prima di notare che Deep Throat lo sta raggiungendo. Mulder cammina verso di lui, incontrandolo in mezzo al campo)

DEEP THROAT: La sua vita può essere in pericolo.
MULDER: Perché?
DEEP THROAT: Lei ha visto cose che non andavano viste. Un’assoluta discrezione è fondamentale adesso.
MULDER: Ho visto qualcosa…
DEEP THROAT: Come ho detto, potrei pure darle delle informazioni, ma solo se riterrò che sia nel mio interesse farlo.
MULDER: Cosa vuole sapere?
DEEP THROAT: La verità.
MULDER: Qualcosa… l’ho vista. Ma non ricordo… è stata eliminata. Cancellata. E’ in grado di dirmi che cosa fosse?
DEEP THROAT: Un UFO militare? Signor Mulder, perché quelli come lei che credono nell’esistenza di una vita extraterrestre sulla Terra, non vengono dissuasi da tutte le prove a sostegno del contrario?
MULDER: Perché… ogni prova a sostegno del contrario, non risulta essere convincente del tutto.
DEEP THROAT: Precisamente.

(Deep Throat se ne va)

MULDER: Sono già qui, vero?

(Deep Throat si ferma e si volta di nuovo verso Mulder)

DEEP THROAT: Signor Mulder, sono già qui da molto, molto tempo.

(Deep Throat continua a camminare lasciando Mulder da solo)


Trascrizione effettuata da Scully

Marriette Field, South West Idaho
Mulder e Scully arrivano all'aeroporto Marriette Field


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