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Fight the future - X-Files: il film
Fight the future - X-Files: il film
Mulder e Scully cercano di contrastare i piani del Consorzio e di smascherare la cospirazione segreta messa in atto per facilitare l'invasione aliena.
 
Il film si apre con una sequenza senza parole, ambientata 35.000 anni fa, nel futuro territorio del Texas. Un uomo primitivo si trova di fronte a quello che sembra essere un grande essere alieno all'interno di una caverna di ghiaccio. I due combattono e l'alieno viene ucciso. Ciò nonostante, quello che i fans della serie conoscono come "cancro nero", fuoriesce dalle ferite sul corpo dell'alieno ed aggredisce l'uomo primitivo.
Tornati al presente, in una piccola cittadina del Texas, un ragazzo di nome Stevie cade in una buca nel terreno e trova un teschio. Mentre tiene in mano il teschio, il cancro nero sembra fuoriuscire da esso ed entrare nel corpo del ragazzo. Allo stesso modo vengono infettati anche i pompieri che tentano di salvarlo.

Durante l'estate del 1998, alla fine della quinta stagione della serie, gli X-Files sono stati chiusi, e Fox Mulder e Dana Scully assegnati ad altri incarichi. Il loro primo incarico consiste nell'assistere l'Agente Speciale in Capo Darius Michaud e la sua squadra nell'indagare su una minaccia di attentato terroristico all'ufficio dell'FBI di Dallas, Texas. Quando Mulder si separa dalla squadra per controllare l'edificio dall'altro lato della strada, trova la bomba. Lui e Scully fanno evacuare l'edificio ed evitano centinaia di vittime causate dall'espolsione.

Mulder e Scully tornano a Washington D.C., ma invece che essere elogiati per aver evitato centinaia di morti, vengono ritenuti responsabili della morte di quattro vittime che si trovavano ancora all'interno dell'edificio: tre vigili del fuoco e un bambino. Vengono ascoltati separatamente per valutare il loro lavoro.

Quella sera, Mulder incontra un medico paranoico, il dott. Alvin Kurtzweil (Martin Landau), che gli riferisce che le quattro vittime erano già morte, e che la bomba è stata fatta esplodere per distruggere le prove della causa della loro morte. Mulder convince Scully a recarsi con lui all'obitorio per esaminare i corpi. Scoprono che i corpi hanno subito una grave disgregazione cellulare, non causata dalla deflagrazione della bomba. Mulder lascia Scully all'obitorio e torna a Dallas per indagare sulle prove rinvenute dopo l'esplosione. Chiede a Scully di unirsi a lui, e Scully condivide la tesi che i corpi siano stati infettati da un virus alieno. Si recano alla casa del bambino, ma trovano un parco giochi nuovo di zecca al posto della buca. Insicuri sul da farsi, seguono delle autocisterne fino a giungere ad un enorme campo di granturco che circonda due luminose e tondeggianti installazioni. Quando entrano all'interno, trovano solo un grande spazio vuoto. Improvvisamente, le grate sul pavimento e sul tetto si aprono, ed un enorme sciame di migliaia di api circonda gli agenti finchè questi non riescono ad uscire. Una volta fuori, alcuni elicotteri danno loro la caccia nel campo di granturco, ma Mulder e Scully riescono a fuggire incolumi e a tornare a Washington.

Dopo il loro ritorno, Mulder scopre qualcuno sta eliminando le prove, così cerca invano aiuto dal dott. Kurtzweil, mentre Scully si presenta all'udienza alla presenza della commissione dell'FBI, dove apprende che sarà trasferita a Salt Lake City, nello Utah. Informa Mulder di aver consegnato le sue dimissioni dall'FBI. Mulder è sconvolto e il pensiero di non avere Scully come partner lo aiuta a scoprire la verità, quando le dice "Non so se me la sento di andare avanti da solo. Non so neanche se ci riuscirei. E se mollo adesso gliela dò vinta". I due hanno un momento intimo (si avvicinano l'uno all'altra, come per baciarsi), finchè Scully viene punta da un'ape che era rimasta nascosta sotto il colletto della sua giacca. Si sente male e Mulder chiama il pronto intervento. Quando arriva l'ambulanza per soccorrere Scully, il guidatore spara a Mulder in testa, e porta Scully in una località sconosciuta. Mulder si sveglia all'ospedale e, con l'aiuto dei Guerrieri Solitari, riesce ad uscire senza essere visto. Viene avvicinato dall'Uomo Distinto, che gli consegna l'esatta ubicazione di Scully in Antartide e un vaccino per combattere il virus con il quale è stata infettata. L'Uomo Distinto si uccide prima che il suo comportamento venga scoperto dal Consorzio.

Mulder si reca in Antartide per salvare Scully, e scopre così un laboratorio segreto condotto dall'Uomo che Fuma e dal suo collega Strughold. Il laboratorio viene distrutto poco dopo che i due agenti sono usciti in superficie, quando la nave aliena dormiente torna alla vita e lascia il suo porto terreno per volare via nel cielo. Solo Mulder riesce a vederla, perchè Scully è ancora in stato di incoscienza.

Più tardi, Mulder e Scully presenziano davanti alla commissione dell'FBI dove le loro testimonianze vengono di nuovo ignorate e le prove vengono fatte sparire. La sola prova che rimane loro è l'ape che ha punto Scully, raccolta dai Guerrieri Solitari. Scully la tiene e mentre la consegna alla commissione dice loro "Tendo a escludere che sulla base delle prove che ha in mano, l'FBI al momento disponga di un nucleo investigativo in grado di condurre un'inchiesta".

In un altro campo di granturco, in Tunisia, Strughold apprende che gli X-Files sono stati riaperti... 
Attori Protagonisti
David Duchovny - Agente Speciale Fox Mulder
Gillian Anderson - Agente Speciale Dana Scully

Attori Co-Protagonisti
Mitch Pileggi - Vicedirettore Walter Skinner
Dean Haglund - Langly
Tom Braidwood - Frohike
Bruce Harwood - Byers 
William B. Davis - Uomo che Fuma
John Neville - Uomo distinto 
Martin Landau - Dott. Alvin Kurtzweil
Armin Mueller-Stahl - Conrad Strughold
Blythe Danner - Vicedirettore Jana Cassidy
Jeffrey DeMunn - Dott. Ben Bronschweig
Terry O'Quinn - Darius Michaud
Glenne Headly - Barmaid
Lucas Black - Stevie
Gary Grubbs - Capo pompiere 

Autori
Chris Carter e Frank Spotnitz

Diretto da
Rob Bowman

Uscito nei cinema
USA 19/06/98
Italia 30/10/98
Fight the future - X-Files: il film

jokes L'articolo che Mulder legge alla fine del film (dal titolo "Fatal Hanta Virus Outbreak in Northern Texas Reported Contained") è stato scritto da Howard Dimsdale. Il vero Howard Dimsdale era stato l'insegnante di Frank Spotnitz e John Shiban all'American Film Institute, ed era nella "lista nera" durante l'era McCarthy.

jokes L'auto dell'Uomo Distinto ha la targa "LA365" -- che molti hanno interpretato come un riferimento al fatto che la squadra per le riprese del film si fosse spostata da Vancouver a LA per girare tutto l'anno (365 giorni).

jokes Quando Mulder trova il bagno occupato, esce fuori in un vicolo per fare pipì davanti al poster del film "Indipendence Day". Nello stesso film, viene citata la serie televisiva di X-Files.

jokes Al termine del film, l'Uomo che Fuma e Strughold continuano a piantare granturco a Foum Tataouine, Tunisia. Fouh Tataouine è una località reale della Tunisia, quindi questo potrebbe essere un riferimento al film Guerre Stellari (Tatooine era la casa di Luke Skywalker).

jokes Nella scena in cui Scully sviene nel corridoio di Mulder a causa dell'ape, fa un pisolino su un pavimento di linoleum decorato con forme di favo di miele.

jokes Sempre in tema di api, è bene ricordare che Scully sta per essere trasferita a Salt Lake City, Utah -- e lo Utah è conosciuto come "Bee-Hive" State (lo stato "alveare").

jokes Conrad Strughold porta il nome del vero Strughold, uno scienziato nazista che condusse esperimenti sui prigionieri durante la Seconda Guerra Mondiale. Il governo degli USA portò Strughold negli Stati Uniti dopo la guerra per farlo lavorare sul programma spaziale. E' bene ricordare che nell'episodio #3X02 Il file da non aprire (3/3) - Paper Clip, Mulder e Scully trovano "tanti fascicoli" alla Strughold Mining Company.

jokes Stevie porta il nome di uno degli amici di infanzia di Carter. Carter ha dichiarato che lui ed il vero Stevie amavano scavare molte buche, proprio come nel film.

jokes Anche il Dott. Alvin Kurtzweil è ispirato ad una persona realmente esistita, un medico che si suppone sia morto in circostanze misteriose.

jokes Le teorie di Kurtzweil possono prendere spunto da Milton William Cooper, un vero teorico delle cospirazioni che scrisse libri simili a quelli che si vedono nell'appartamento di Kurtzweil. Uno dei suoi libri è intitolato "Il governo segreto", ed egli è stato il primo a suggerire che la FEMA (Federal Emergency Management Agency) potrebbe prendere il posto del governo degli USA, dicendo cose come "succederà in un giorno festivo, mentre la gente è fuori casa". Anche la frase "armi silenziose per guerre silenziose" appare nel suo lavoro. E' bene notare che il nome "Cooper" si trova nel retro dell'ambulanza che porta via Scully.

jokes 619 - Questo numero appare sulla porta dell'Ufficio della Commissione di Controllo (dove Scully viene interrogata dai vicedirettori). Il 19/06 è la data in cui uscì il film negli USA. 0619 è anche il numero di una delle cupole in Antartide.

jokes 11:21 - E' l'ora in cui Mulder si reca all'ufficio di Dallas dove Scully lo raggiunge per analizzare i fossili. Il 21/11 è la data di nascita della moglie di Chris Carter. 1121 è anche il numero di una delle cupole in Antartide.

jokes 1013 - quando Mulder prova a convincere Scully che è bloccato insieme alla bomba, il primo numero del conto alla rovescia che dice Mulder è 13:56 (il compleanno di Chris Carter -- 13/10/56).
La "hidden track" della colonna sonora del film è contenuta in 10 minuti e 13 secondi della traccia finale. La "hidden track" è recitata dalla voce di Chris Carter, e spiega la storia e le motivazioni del Consorzio.

jokes A causa del desiderio di segretezza di Chris Carter, il film venne girato sotto un nome in codice. Invece che chiamarlo "The X-Files - the Movie", veniva chiamato "Blackwood". Ma da dove viene il nome "Blackwood"?

• Blackwood è il nome della città texana dove il virus si manifesta -- dove Stevie e i 4 pompieri vengono infettati.

• Blackwood potrebbe essere un riferimento ad un giornale del 1800 chiamato "Blackwood's Magazine" o "Blackwood's Edinburgh Magazine". Era conosciuto per stampare storie strane e dell'orrore, la maggior parte delle quali erano scritte come fossero vere. Edgar Allan Poe scrisse alcune brevi storie riferendosi a quel giornale, una chiamata "How to Write a Blackwood Article" e "Loss of Breath -- A Tale Neither In Nor Out of 'Blackwood'" (fece anche una lista di autori immaginari di questa storia come Mr. Blackwood).

• Blackwood è anche un termine usato nel bridge. A quanto pare, è un metodo usato per capire quanti assi o quanti re ha l'avversario.

[Scully] Devi smettere di cercare quello che non c'è. Hanno chiuso gli X-Files. D'ora in poi si seguono le procedure, il protocollo.
[Mulder] Forse dovremmo annunciare una bomba a Houston. Stasera c'è una finalissima allo stadio.
[Mulder] Hai meno di 14 minuti per far evacuare l'edificio. 13:56, 13:54… 13:52… 13:50… statisticamente che ti suggerisce?
[Scully] Sta tranquillo Mulder, ti faccio uscire di lì.
[Scully] Fate evacuare subito il palazzo. Lo voglio sgombro entro 10 minuti. Chiami i vigili del fuoco e faccia bloccare il centro città per un raggio di almeno un chilometro intorno a questa strada.
[Guardia] In 10 minuti?
[Scully] Non deve pensare, deve alzare il telefono e fare in modo che succeda!
[Mulder] Non so cosa hai detto, ma non sei tenuta a proteggermi.
[Scully] Non ho detto altro che la verità.
[Mulder] Vogliono dividerci, guai se glielo consentiamo.
[Scully] Purtroppo ci hanno già divisi, le nostre vite si separano.
[Mulder] Il mio numero è uno, il più solo di tutti i numeri.
[Scully] Ma sei ubriaco?
[Mulder] Si… si… fino a mezz'ora fa ero ubriaco… si.
[Scully] Cioè prima o dopo di aver deciso di venire qui?
[Mulder] E' una domanda un po' impegnativa…
[Dott. Kurtzweil] Quella gente ha negoziato in tutta segretezza un'apocalisse preordinata.
[Mulder] E con chi l'avrebbe negoziata?
[Dott. Kurtzweil] Ci può arrivare anche da solo.
[Mulder] Cinque anni insieme e quante volte mi sono sbagliato Scully? Mai. Almeno riguardo alle strade.
[Scully] Si trasporta benzina con le autocisterne, si trasporta gas con le autocisterne, non si trasportano virus con le autocisterne.
[Mulder] Potrebbero trasportare virus con queste autocisterne.
[Scully] Come sarebbe a dire? Mulder, mi nascondi qualcosa?
[Mulder] Il virus potrebbe essere extra-terrestre.
[Scully] Lo sapevo…
[Scully] Non ti viene in mente di chi può essere la trovata di coltivare granturco in mezzo al deserto?
[Mulder] Mah… quelle potrebbero essere confezioni giganti di pop-corn apri e cuoci.
[Scully] Sento un ronzio. Tipo elettricità. Alta tensione forse.
[Mulder] Forse. O forse no… Scully?
[Scully] Si?
[Mulder] Scappa!
[Mulder] Non puoi mollare proprio adesso Scully. Ho bisogno di te.
[Scully] Di me non hai alcun bisogno. Anzi, semmai il contrario, sono stata una palla al piede.
[Mulder] Sei stata la mia salvezza. Il tuo insopportabile razionalismo mi ha evitato di prendere migliaia di cantonate. L'onestà l'ho imparata da te. Mi hai fatto diventare adulto. Io ti devo tutto quello che sono. Invece tu a me non devi niente. Non so se me la sento di andare avanti da solo. Non so neanche se ci riuscirei. E se mollo adesso gliela dò vinta.
[Uomo Distinto] Questo organismo camminava sulla Terra ancor prima dei dinosauri.
[Mulder] Camminava, addirittura!
[Uomo Distinto] I suoi alieni agente Mulder, i suoi omini verdi, sono giunti qui milioni di anni fa.
[Scully] Tendo a escludere che sulla base delle prove che ha in mano, l'FBI al momento disponga di un nucleo investigativo in grado di condurre un'inchiesta.
[Langly] Ti possiamo aiutare?
[Mulder] Fate spogliare Byers.
[Byers] Scusa?
[Mulder] Mi servono i tuoi vestiti.
[Mulder] Avevi ragione a voler mollare. Vattene, non voglio vederti morire in nome di una folle causa che è soltanto mia. Torna a fare il medico.
[Scully] Non riesco. Non voglio. Tornerò a fare il medico, ma il mio posto adesso è accanto a te, io non ti lascio. Se io mollo adesso, gliela dò vinta.
[Strughold] Un uomo solo non può sfidare il futuro.
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CAPITOLO 1 - LA CAVERNA DI GHIACCIO TEXAS DEL NORD 35000 BC (Appaiono due figure minuscole, corrono nella neve verso una caverna) Chris Carter Quando si è presentata l’idea per un film di X-Files, Frank Spotnitz ed io ci siamo trovati alle Hawaii per pensare a cosa avremmo dovuto fare per rendere questo progetto più grande della serie stessa, una storia che potesse essere degna di un film e che spiegasse alcune cose che non erano ancora state spiegate. Avevamo bisogno di questa grande idea che doveva iniziare e finire in un posto estremo. Abbiamo fatto alcune ric...

 
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Dal film sono stati tratti due album: The X-Files: Original Motion Picture Score con le musiche originali scritte da Mark Snow per il film e Fight The Future Original Soundtrack con i brani inseriti nel lungometraggio.

The X-Files: Original Motion Picture Score

1. Threnody In X
2. B.C. Blood
3. Goop
4. Soda Pop
5. Already Dead
6. Cave Base
7. Remnants
8. Fossil Swings
9. Plague
10. Goodbye Bronschweig
11. A Call To Arms
12. Crossroads
13. Corn Hives
14. Corn Copters
15. Out Of Luck
16. Stung Kissing/Cargo Hold
17. Come And Gone
18. Trust No One
19. Ice Base
20. Mind Games
21. Nightmare
22. Pod Monster Suite
23. Facts
24. Crater Hug

Fight The Future Original Soundtrack

1. Tubular X di Mike Oldfield
2. One dei Filter
3. Flower Man dei Tonic
4. Walking After You dei Foo Fighters
5. Beacon Light di Ween
6. Invisible Sun di Sting / Aswad
7. Deuce dei The Cardigans
8. One More Murder dei Better Than Ezra
9. More Than This dei The Cure
10. Hunter di Bjork
11. 16 Horses dei Soul Coughing
12. The Crystal Ship di X
13. Black di Sarah McLachlan
14. Teotihuacan di Noel Gallagher
15. The X-Files Theme dei The Dust Brothers
16. Ghost Track di Chris Carter
SCENA 1
TEXAS DEL NORD
35.000 B.C.


(Due uomini primitivi corrono in una tempesta di neve. Seguono delle tracce che arrivano fino ad una caverna. Entrano e accendono due torce per farsi luce nel buio. Una volta all’interno, i due si dividono. Poco dopo uno di loro sente uno strano rumore, si gira di scatto e decide di seguire la fonte del rumore. Proseguendo negli stretti cunicoli, arriva in un’ampia stanza della caverna. Con l’aiuto della torcia, vede un cadavere di un suo simile intrappolato in una lastra di giaccio. Mentre lo osserva sbigottito, viene attaccato alle spalle da una strana creatura. Durante la lotta, la creatura lo ferisce in modo grave. L’uomo primitivo viene scaraventato a terra con violenza. Dopo alcuni istanti il secondo uomo primitivo sbuca da dietro e pugnala la creatura alle spalle, ma è tutto inutile. La creatura si alza e scaglia anche lui a terra. Il secondo uomo si rialza impaurito, raccoglie la torcia e il pugnale, ma si accorge che la creatura è sparita. Va verso il suo amico e capisce che ormai è privo di vita. L’uomo si inoltra quindi nella caverna. Vede la creatura stesa a terra, come se fosse morta, ma è solo un’illusione. La creatura si rialza e tra i due comincia una lotta efferata. Alla fine, l’uomo riesce a pugnalare più volte la creatura in pieno petto, uccidendola. Si accorge che da essa non fuoriesce sangue, ma bensì una sostanza scura e densa. Non è una semplice creatura, ma un alieno: il virus fuoriuscito va verso il primitivo e lo avvolge. L’uomo comincia a gridare e a lamentarsi, ma ormai è stato infettato. L’inquadratura si alza e sfuma nel buio.)


SCENA 2
TEXAS DEL NORD
AL GIORNO D’OGGI


(Il buio svanisce e vediamo un bambino, Stevie, che cade dall’alto finendo all’interno di una caverna. Si alza molta polvere, il bimbo è intontito e dolorante. I suoi amici lo chiamano per vedere se sta bene.)

BAMBINO #1: Stevie! Ti sei fatto male?

(Stevie tossisce e geme di dolore mentre cerca di rialzarsi.)

STEVIE: Che botta... Mi manca il respiro...
BAMBINO #2: Ha l’aria di una grotta o di una caverna!

(Stevie si guarda intorno contento e sputa per via della polvere. Inizia ad esplorare la caverna mentre i suoi amici lo chiamano a squarciagola.)

BAMBINO #1: Stevie! Ma dove vai?
BAMBINO #2: Stevie!

(Stevie torna nel punto in cui i suoi amici riescono di nuovo a vederlo, mostrando loro una cosa.)

STEVIE: Ho trovato un teschio!
BAMBINO #2: Lancia! Faccelo vedere!
STEVIE: No bello, stai fresco, questo è mio! E’ forte questo posto, ci sono ossa dappertutto!

(Stevie guarda con orgoglio la sua scoperta fra le mani e si accorge che è in parte fracassato. Ha una strana sensazione, guarda verso il basso e si rende conto che dalla terra esce della sostanza nera.)

STEVIE: Ma che roba è?!

(Stevie guarda verso i suoi amici. Il teschio gli cade dalle mani. Si tocca lo stomaco mentre il virus gli entra dentro, sottopelle, dalle gambe fino alla testa.)

BAMBINO #1: Stevie!
BAMBINO #2
: Ehi Stevie!
BAMBINO #1: Che cos’hai?

(Stevie guarda i suoi amici con gli occhi neri, offuscati dal virus.)

BAMBINO #2: Sapete che vi dico? Sarà meglio squagliarsela!!

(I ragazzini scappano via impauriti.)

BAMBINO #2: (In lontananza) Dai corri!!! Veloce!!
BAMBINO #1: Bisognerà chiamare qualcuno!!

(Si sentono le sirene dei Vigili Del Fuoco mentre arrivano sul posto e corrono verso il buco nel terreno.)

CAPO DEI VIGILI DEL FUOCO: (rivolgendosi ai pompieri) Datemi una cinque metri!!

(Viene calata giù la scala.)

CAPO DEI VIGILI DEL FUOCO: (parlando alla radio) Qui è il capitano Miles Cooles, avviata operazione di soccorso.
RISPOSTA RADIO: Dove siete?
CAPO DEI VIGILI DEL FUOCO: Nei pressi di Wholetown Road. (rivolto ai pompieri) Calare le funi, due uomini giù! Muoversi!

(Due pompieri scendono nella caverna legati ad una fune e vanno immediatamente a soccorrere il piccolo Stevie.)

CAPO DEI VIGILI DEL FUOCO: (parlando alla radio) Ted, trovato niente? Passo. (aspetta qualche secondo) Localizzato il bambino? Passo. (nessuna risposta) Vieni avanti, Ted, hai visto il bambino? Danny! Verifica la radio di Ted!
DANNY: E’ a posto.
CAPO DEI VIGILI DEL FUOCO: Ma che c’è.... Glenn! Sal! Andate giù!

(Si vede arrivare un elicottero, a bordo ci sono uomini in tute bianche ermetiche anticontagio. Scendono e con loro hanno una barella, anch’essa ermetica. Si avviano verso la voragine. Il capo dei pompieri va verso l’elicottero.)

BRONSHWEIG: (rivolgendosi al capo dei pompieri, indica la folla incuriosita) Li faccia allontanare! Porti via tutti!
CAPO DEI VIGILI DEL FUOCO: (rivolto a un poliziotto) Falli sloggiare!
POLIZZIOTTO: Capito?! Indietro! Qui non potete stare!
CAPO DEI VIGILI DEL FUOCO: Ho mandato giù quattro uomini a cercare il bambino. Riferiscono che ha gli occhi completamente neri. Al momento, tra me e loro, si è interrotto ogni contatto!

(Gli uomini in tuta ermetica portano via il bambino nella barella-container sull’elicottero.)

CAPO DEI VIGILI DEL FUOCO: Dove sono i miei uomini?! I miei uomini, dove sono??!!

(L’elicottero si alza da terra. Si vedono arrivare dei tir di grosse dimensioni, tutti bianchi. Fra questi ci sono anche delle autocisterne.)

CAPO DEI VIGILI DEL FUOCO: Che cazzo sta succedendo?

(Bronshweig si allontana.)

BRONSHWEIG: (al cellulare) Qui è Bronshweig. Signore, quell’evento impossibile non previsto dai protocolli... è opportuno elaborare un piano.


SCENA 3
UFFICI FEDERALI
DALLAS, TEXAS
UNA SETTIMANA DOPO


(Un elicottero sorvola gli edifici e atterra sul tetto di su uno di essi dove ci sono degli agenti federali. Dal velivolo scende Darius Michaud.)

AGENTE FBI: (parlando alla radio) Sì, d’accordo, restate lì! (rivolto a Michaud) L’edificio è stato evacuato e ispezionato da cima a fondo, signore. Non c’è traccia di ordigni esplosivi, né di altri oggetti sospetti.
MICHAUD: Nell’ispezione avete impiegato i cani?
AGENTE FBI: Sì, signore.
MICHAUD: Mandateceli di nuovo.
AGENTE FBI: (richiamando i suoi uomini) Forza e coraggio! Si ricomincia!

(Michaud si avvicina al bordo del tetto e vede che c’è una persona sul tetto del palazzo di fronte: è l’agente Scully.)

SCULLY: (al cellulare) Pronto, Mulder sono io.
MULDER: Dove sei?
SCULLY: Sul tetto del palazzo.
MULDER: Trovato qualcosa?
SCULLY: No, macché... niente.
MULDER: Che cos’hai?
SCULLY: Non lo so! Mi sono fatta dodici piani a piedi, sono accaldata, sto crepando di sete e in tutta sincerità mi domando cosa ci faccio quassù!
MULDER: Stai cercando una bomba!
SCULLY: Ah, grazie, questo lo so, ma la telefonata parlava degli uffici federali all’altro lato della strada.
MULDER: Sono già coperti.
SCULLY: Mulder, quando viene annunciata per telefono una bomba terrorista, lo scopo razionale che si prefigge l’anonimo informatore, è metterci in condizioni di trovare la bomba. La ragion d’essere del terrorismo è appunto quella di propagare il terrore. Se studiassi le statistiche individueresti un modello comportamentale standard applicabile a tutti i casi in cui alla minaccia è seguito l’attentato. E se non si opera tenendo conto di questa costante, se ci si ostina a ignorarla come facciamo noi, abbiamo buone probabilità, nel caso la bomba ci sia, di non trovarla, col rischio che muoia della gente. Mulder? Pronto?!
MULDER: (sbucando da dietro) Boom!!!
SCULLY: (girandosi di scatto) Accidenti, Mulder!
MULDER: Non è più di moda rompere gli schemi?

(Scully sospira.)

MULDER: Il fattore sorpresa, l’agire a casaccio dell’inopinabilità... Se non impariamo ad anticipare l’imprevedibile o ad aspettarci l’inaspettato in un universo di infinite possibilità, ci ritroveremo alla mercè di qualsiasi persona o cosa che non possa essere programmata, catalogata o facilmente codificata.

(Mulder prende dalla tasca semi di girasole e comincia a sgranocchiarli.)

MULDER: Che cosa ci facciamo quassù, Scully? Fa un caldo infernale...

(La scena si sposta su loro due che salgono una breve scalinata sul tetto.)

SCULLY: So benissimo che questo incarico ti annoia, ma in un momento simile pensare a ruota libera, può solo costarti caro.
MULDER: Perché mi annoierei?
SCULLY: Devi smettere di cercare quello che non c’è. Hanno chiuso gli X-Files. D’ora in poi si seguono le procedure, il protocollo.
MULDER: Forse dovremmo annunciare una bomba a Houston, stasera c’è una finalissima allo stadio.

(Scully lo guarda perplessa. Si volta per aprire la porta, ma sembra essere bloccata.)

SCULLY: E adesso?!
MULDER: E’ chiusa?
SCULLY: Altro che anticipare l’imprevedibile...

(Mulder va verso la porta, afferra la maniglia, e la porta si apre.)

SCULLY: (con un sorriso ironico) C’eri cascato!
MULDER: Ma figurati!
SCULLY: Altrochè! C’eri cascato eccome!
MULDER: Ma fammi il favore! Ho visto che fingevi di tirarla!

(Rientrano nell’edificio, escono dall’ascensore e si ritrovano al piano terra. C’è una scolaresca in gita, seguita dall’insegnante e da un poliziotto.)

POLIZIOTTO: (rivolgendosi ai bambini che stanno entrando nell’ascensore) E mi raccomando, senza spingere!
MAESTRA: Forza, nell’ascensore. Entrate due alla volta.
SCULLY: Te lo si leggeva in faccia. Hai avuto un momento di panico totale.
MULDER: Tu non mi hai mai visto nel panico. Quando sono nel panico la mia faccia è questa.

(Mulder mostra a Scully la sua faccia da panico.)

SCULLY: E infatti era questa!
MULDER: Non era questa!
SCULLY: E’ la faccia che hai fatto, invece!

(Mulder sorride.)

SCULLY: Da bere, offri tu!
MULDER: Cosa vuoi? Coca? Pepsi? Una flebo di salina?
SCULLY: Qualcosa di dolce...

(Mulder si avvia verso la stanza del palazzo dove ci sono i distributori automatici di bibite. Prima di entrare, vede uscire un uomo, sembra un tecnico, un riparatore di macchinette. Mulder entra, si avvicina al distributore di bibite, inserisce due monete e preme il pulsante. La lattina non esce, perciò prova a premere altri pulsanti. Niente. Scuote con forza la macchinetta. Guarda dietro e si accorge che la spina è staccata. Qualcosa non va. Vuole uscire dalla stanza per avvertire Scully, ma la porta è chiusa. Prende il cellulare e la chiama immediatamente. Scully, che si trova nella hall del palazzo, risponde.)

SCULLY: Pronto?
MULDER: Scully? Ho trovato la bomba.
SCULLY: Molto spiritoso. Dove sei Mulder?
MULDER: Nel locale ristoro.

(Mulder batte violentemente contro la porta mentre Scully lo sta raggiungendo.)

SCULLY: Sei tu che batti?
MULDER: Sì! Trova qualcuno che venga ad aprirmi!
SCULLY: E dovrei cascarci?
MULDER: (osserva la bomba all’interno del distributore) Hai meno di quattordici minuti per evacuare l’edificio.

(Scully guarda perplessa l’orologio.)

SCULLY: E piantala Mulder!
MULDER: 13 e 56, 13 e 54... 13 e 52... 13 e 50. Statisticamente che ti suggerisce? (il suo sguardo si posa sulla tanica piena di esplosivo)

(Scully si accorge che la maniglia della porta è stata manomessa.)

SCULLY: Sta tranquillo, Mulder. Ti faccio uscire di lì!

(Scully ritorna nella hall del palazzo.)

SCULLY: (rivolta alle guardie) Fate evacuare subito il palazzo! Lo voglio sgombro entro dieci minuti! Chiami i Vigili del Fuoco e faccia bloccare il centro città per un raggio di almeno un chilometro intorno a questa strada!!!
GUARDIA: In dieci minuti?
SCULLY: Non deve pensare, deve alzare il telefono e fare in modo che succeda!!
GUARDIA: (prende il telefono) E’ la vigilanza. Attuare procedura di allarme incendio.
SCULLY: (al cellulare) Qui agente speciale Scully, è urgente, voglio l’agente speciale in capo Michaud! E’ andato nel palazzo sbagliato!

(All’esterno del palazzo arrivano camion dei pompieri e macchine della polizia. Da una di queste esce Michaud mentre un gran numero di agenti entra all’interno.)

MICHAUD: Dov’è?
SCULLY: L’ha trovata in un distributore automatico e lui è bloccato nel locale.

(All’interno del locale ristoro Mulder sta fissando il congegno esplosivo in completo silenzio. Il cellulare suona e lui salta dalla paura.)

MULDER: Scully, hai presente la faccia che ti ho fatto vedere? Beh, adesso ce l’ho.
SCULLY: (dal cellulare) Allontanati dalla porta, veniamo a prenderti.

(Michaud apre e sfonda la porta grazie ad un cannello da taglio.)

AGENTE FBI: Attenzione!
MULDER: (rivolgendosi agli agenti) Ditemi che c’è dell’innocua gazzosa in quelle taniche.
MICHAUD: (scrutando attentamente) E’ di costruzione artigianale, ma devastante. Trenta litri di astrolite.

(Mulder sospira.)

MICHAUD: Ok. Tutti fuori, sgombrare la zona.
AGENTE FBI: Forza, muoversi!
MULDER: Sarà il caso che qualcuno resti con lei.
MICHAUD: Vi ho dato un ordine, levatevi di torno e evacuate l’edificio.
SCULLY: E’ in grado di disinnescarlo?
MICHAUD: Dovrei riuscirci.
MULDER: Restano meno di quattro minuti per sapere se è vero.
MICHAUD: (si alza velocemente verso Mulder) Ha sentito cosa ho detto? Fuori!
SCULLY: Andiamo, Mulder.

(All’esterno i vigili del fuoco e i poliziotti si stanno organizzando. La gente si allontana dal palazzo correndo. Nel frattempo Michaud sta osservando la bomba senza tentare il disinnesco. Mancano quaranta secondi all’esplosione. Mulder e Scully escono correndo dall’edificio. Mulder ad un tratto si ferma, come se volesse rientrare.)

SCULLY: Mulder, cosa fai??!
MULDER: C’è qualcosa che non quadra!
SCULLY: (torna indietro verso di lui) Mulder!!
MULDER: Non mi tornano i conti.
SCULLY: Sali in macchina (urla per convincerlo) Non c’è più tempo!!!
POLIZIOTTO: (facendo loro segno di salire in macchina) Avanti, sbrigatevi!!!

(Mulder e Scully si dirigono verso l’auto. Mancano quattordici secondi all’esplosione. Michaud è davanti alla bomba impassibile. Mulder e Scully salgono in macchina.)

POLIZIOTTO: Forza, forza!!!

(La macchina parte a gran velocità. I due agenti si voltano indietro e guardano il palazzo. La bomba esplode. Michaud viene spazzato via, le vetrate dell’entrata vanno in frantumi. La macchina sobbalza per via della deflagrazione, Mulder tiene giù la testa di Scully per evitare che si faccia male. Il poliziotto perde il controllo del veicolo e tamponano un’altra auto a lato della strada. Il palazzo collassa e crolla lacerato dalle fiamme. Le sirene suonano all’impazzata, c’è del fumo. Mulder e Scully escono doloranti dalla macchina e osservano il palazzo ormai distrutto.)

MULDER: (rivolto a Scully) Un’altra volta offri tu...


SCENA 4
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.
COMMISSIONE DI INDAGINE DISCIPLINARE


(Scully si trova davanti ad una commissione per dare la sua versione dell’esplosione avvenuta a Dallas. Il vicedirettore Jana Cassidy le sta parlando. Dietro la scrivania della commissione c’è anche il vicedirettore Walter Skinner.)

CASSIDY: In seguito ai fatti di Waco e Ruby Ridge, e alle polemiche sull’uso della forza nella repressione delle organizzazioni eversive, al Ministero della Giustizia si avverte la necessità di individuare al più presto i responsabili dei catastrofici danni arrecati alla Cosa Pubblica con attentati terroristici, nonché del pesante tributo di sangue che ne è conseguito. Restano ancora da chiarire molti dettagli, tuttavia il Ministro in persona ci sollecita a un’esauriente relazione sull’accaduto, in modo da poter rilasciare una dichiarazione ufficiale. Risulta che cinque persone hanno perso la vita nell’esplosione: l’agente specia... (il vice direttore si blocca quando vede entrare Mulder. Scully si volta verso la porta. Il vice direttore riprende a parlare) ... l’agente speciale in capo Darius Michaud, che stava tentando il disinnesco della bomba, tre vigili del fuoco di Dallas e un bambino. Vorrei dare inizio all’udienza...
MULDER: Domando scusa. I vigili del fuoco e il bambino si trovavano nell’edificio?
CASSIDY: Agente Mulder, visto il ritardo con cui si presenta all’udienza, la pregherei di aspettare fuori, così l’Agente Scully ci potrà esporre la sua versione dei fatti senza che le venga inflitta la stessa mancanza di riguardo.
MULDER: Il palazzo era sgombro, a quanto ne so.
CASSIDY: Aspetti il suo turno, Agente Mulder, è pregato di uscire.

(Mulder è in procinto di uscire, Skinner gli fa un cenno. Guarda Scully ed esce. Alcuni istanti dopo, fuori dall’ufficio, Mulder è seduto e sgranocchia dei semi di girasole. Si alza di scatto quando vede uscire Skinner.)

SKINNER: Si sieda, stanno ancora interrogando l’agente Scully.
MULDER: Riguardo a cosa?
SKINNER: Alla sua presenza in un edificio diverso dal presunto obiettivo.
MULDER: Scully era con me.
SKINNER: Lei non si rende conto di cosa c’è in ballo. Danni materiali per quarantacinque milioni di dollari, cinque vittime e neanche un’ipotesi sui colpevoli. La versione che sta prendendo forma è che si poteva evitare.
MULDER: Vogliono dare la colpa a noi?
SKINNER: (si siede) Agente Mulder, sappiamo entrambi che se si mette male, si mette male per l’FBI. Un capro espiatorio bisogna trovarlo.
MULDER: Se è questo che vogliono, diano pure la colpa a me, Scully non c’entra.
SKINNER: In questo istante, sta dicendo la stessa cosa di lei.
MULDER: No, ho violato io il protocollo, ho lasciato l’agente in capo a disinnescare da solo la bomba, ignorando una fondamentale regola tattica.
SKINNER: L’agente Scully sostiene di averla costretta ad uscire, contro la sua volontà.
MULDER: No. No.

(Si apre la porta dell’ufficio e Scully esce. Mulder e Skinner si alzano.)

SCULLY: (si avvicina ai due) Vogliono lei, signore.
SKINNER: Grazie.

(Skinner rientra. Fra i due agenti c’è una forte tensione.)

MULDER: Non so cosa hai detto, ma non sei tenuta a proteggermi.
SCULLY: Non ho detto altro che la verità.
MULDER: Vogliono dividerci, guai se glielo consentiamo.
SCULLY: Purtroppo ci hanno già divisi. Le nostre vite si separano.
MULDER: (incredulo) Cosa? Come sarebbe a dire?
SCULLY: Dopodomani ho un altro incontro con la commissione per l’assegnazione a un nuovo incarico.
MULDER: Ma se ci hanno messi insieme loro...
SCULLY: Semplicemente perché volevano che io invalidassi le tue indagini sul paranormale però... (sospira) credo che stavolta la posta in gioco sia più grossa.
MULDER: Non è con te che ce l’hanno, vogliono colpire me!
SCULLY: Loro non c’entrano. (Scully sospira) Mulder, io ho rinunciato a una carriera in medicina perché ero intimamente convinta di poter dare il meglio di me stessa nell’FBI. Ma le cose hanno preso un’altra piega, e adesso, se, se per caso avessero intenzione di trasferirmi a Omaha, o a Cleveland, o in qualche altra sede periferica è chiaro che il mio interesse per l’FBI non potrebbe più essere più lo stesso, non dopo le cose che ho visto e fatto.
MULDER: Ti dimetti...
SCULLY: Forse faresti bene a chiederti se anche in te qualcosa è cambiato.

(Skinner apre la porta dell’ufficio.)

SKINNER: Agente Mulder, tocca a lei.

(Mulder è scioccato, Scully abbassa lo sguardo.)

SCULLY: Ti chiedo perdono. (Mulder si avvia verso l’ufficio) Mulder. (gli porge la giacca) In bocca al lupo.


SCENA 5

(Mulder si trova in un bar, sul bancone si vedono molti bicchierini vuoti, è ubriaco. La barista parla con lui.)

BARISTA: (mentre gli versa un altro drink) Mi sa che con questo il fabbisogno minimo giornaliero l’hai superato!

(Mulder beve tutto d’un fiato, posa il bicchierino e goffamente fa cadere gli altri bicchieri sul bancone.)

BARISTA: Oh! Ci vuole allenamento per il sollevamento pesi... Giornata loffia?

(Mulder le fa un cenno di approvazione con le braccia, poi punta il dito sul bancone per chiedere ancora da bere.)

BARISTA: Racconta. Che fai nella vita?

(Prima di rispondere, Mulder fissa un uomo seduto non lontano da lui.)

MULDER: Ti interessa?
BARISTA: Mmh (conferma e pulisce il bancone)
MULDER: (beve un sorso) Sono la figura chiave di un’intricata trama governativa, un complotto teso a occultare la verità sull’esistenza degli extraterrestri, è una congiura internazionale per dirla tutta. Ha i suoi uomini di punta ai più alti livelli della politica e tocca da vicino la vita di ogni uomo, donna o bambino del pianeta. (Ride) E nessuno ci crede, naturalmente! Io sono la spina nel fianco dei miei superiori e lo zimbello dei colleghi, mi chiamano Spettrale. Lo Spettrale Mulder la cui sorella venne rapita dagli alieni quando era ancora bambino e ora dà la caccia agli omini verdi con pistola e distintivo, e grida ai quattro venti o a chiunque gli dia ascolto che è scoccata l’ora e il cielo sta crollando, e quando succederà, perché succederà, sarà la madre di tutte le catastrofi.
BARISTA: (Sbigottita) Ho capito. Complimenti, hai fatto tredici, spettrale Mulder!
MULDER: Scusa, cosa ho fatto?
BARISTA: Beh, hai fatto tredici. Tredici tequile tutte d’un fiato.
MULDER: Uh!

(La barista gli fa capire che non gli servirà più da bere, Mulder prende i soldi.)

MULDER: Il mio numero è uno, il più solo di tutti i numeri.

(Mulder si gira e nota che l’uomo non c’è più. Si alza per andare in bagno, ma quello degli uomini è guasto quindi prova in quello delle donne.)

MULDER: Permesso?
DONNA: Occupato!
MULDER: Scusi.

(Mulder esce dal retro del bar e trova sollievo dietro ad un cassonetto, davanti a lui c’è un poster del film Indipendence Day.)

KURTZWEIL: Poi dicono che l’FBI la fa fuori dal vaso...
MULDER: (voltandosi) Cosa?
KURTZWEIL: Scommetto che è la stessa cosa che l’accusano di aver fatto a Dallas. Starsene lì con l’uccello in mano mentre intorno esplodevano le bombe.
MULDER: Scusi, ci conosciamo?
KURTZWEIL: No, ma è già un bel pezzo che seguo da vicino la sua carriera, fin da quando era una giovane e promettente recluta. Da prima, anzi.
MULDER: E’ qui per una ragione precisa? (si chiude la zip dei pantaloni)
KURTZWEIL: Certo. E’ evidente.

(Kurtzweil si apre la zip dei pantaloni, Mulder lo guarda perplesso.)

KURTZWEIL: Mi chiamo Kurtzweil, Dottor Alvin Kurtzweil.
MULDER: Mai sentito (si avvia verso la porta d’entrata del bar)
KURTZWEIL: Suo padre era un mio caro amico. Lavoravamo al Dipartimento di Stato. Eravamo amici per la pelle, davvero. Poi la sua disillusione superò la mia.
MULDER: Ah già...

(Mulder rientra, Kurtzweil si chiude la zip e lo segue.)

MULDER: Come mi ha scovato? (indossa l’impermeabile)
KURTZWEIL: So che ogni tanto viene in questo bar e ho immaginato che stasera le ci volesse un goccetto.
MULDER: E’ un giornalista?
KURTZWEIL: Sono un medico. Mi sembra di averglielo detto, un ginecologo.
MULDER: Se deve parlarmi, ha a disposizione il tempo che mi serve per fermare un taxi.

(Proseguono la loro chiacchierata all’esterno del bar.)

KURTZWEIL: C’è qualcosa che non sa sull’attentato di Dallas.
MULDER: E cioè? (alza il braccio per richiamare l’attenzione dei tassisti)
KURTZWEIL: L’agente speciale in capo Darius Michaud non ha neppure mosso un dito per disinnescare la bomba.
MULDER: Sì, certo. Ha lasciato che gli esplodesse in faccia!
KURTZWEIL: C’è una domanda che non si è posto nessuno. Perché quel palazzo e non gli uffici federali?
MULDER: Gli uffici federali sono troppo sorvegliati.
KURTZWEIL: No. Hanno piazzato la bomba nel palazzo di fronte perché c’erano anche lì degli uffici federali. Il Nucleo Federale Gestione Emergenze aveva allestito con discrezione un centro quarantena, dove sono stati trovati i corpi. Ma qui viene il bello. La cosa che lei non sa, e non sarebbe mai andato a verificare, è che il bambino e i pompieri erano già cadaveri.
MULDER: (si gira sorpreso) Prima dell’esplosione?
KURTZWEIL: Sì, precisamente.
MULDER: Darius Michaud aveva ventitre anni di servizio.
KURTZWEIL: Michaud era un patriota. Quelli a cui aveva giurato fedeltà sanno come muoversi a Dallas. Hanno fatto saltare in aria quel palazzo per nascondere qualcosa, forse qualcosa a cui non erano preparati.
MULDER: Avrebbero messo in piedi quell’inferno solo per far sparire i corpi di tre pompieri?
KURTZWEIL: Non dimentichi il bambino.
MULDER: Lei dice un sacco di cazzate...
KURTZWEIL: (ride compiaciuto) Ne è sicuro?!

(Mulder sale su un taxi)

MULDER: (dà la destinazione al tassista) Arlington, per favore. (dopo qualche istante si rivolge nuovamente al tassista) Anzi, guardi, no, voglio andare a Georgetown... a Georgetown, sì.

(La scena si sposta a casa di Scully. Lei è nel letto e non riesce a dormire. Ad un certo punto sente bussare con insistenza alla porta. Si alza e va ad aprire.)

MULDER: Ah, ti ho svegliata. Ti ho svegliata?
SCULLY: No...
MULDER: Come no? Sono le tre!
SCULLY: Ma sei ubriaco?
MULDER: Ehm, sì, sì, fino a mezz’ora fa ero ubriaco, sì.
SCULLY: Cioè prima o dopo di avere deciso di venire qui?
MULDER: E’ una domanda un po’ impegnativa...
SCULLY: Vattene a casa.
MULDER: No, vestiti invece.
SCULLY: E’ tardi.
MULDER: Vestiti.
SCULLY: Per andare dove?
MULDER: Vestiti. Strada facendo ti spiegherò.


SCENA 6
TEXAS DEL NORD


(E’ notte. Si vedono due elicotteri spuntare da dietro la collina. Si dirigono verso quello che sembra un campo base di ricerche scientifiche. Ci sono autotreni, autocisterne, grossi tendoni bianchi e antenne satellitari. Da uno dei velivoli scende l’Uomo che Fuma. All’interno di uno degli allestimenti, ci sono uomini che conducono ricerche su macchinari scientifici, tutti vestiti di bianco. Al centro dell’impianto, c’è un largo buco con una scaletta che porta alla caverna sotterranea. Dal buco sale un uomo in tuta ermetica, è Bronshweig. In un tubo si vede passare un fluido nero, molto probabilmente è il virus alieno.)

UOMO CHE FUMA: Ha qualcosa da mostrarmi?

(I due scendono nella caverna.)

BRONSHWEIG: Abbiamo riportato l’atmosfera sotto zero allo scopo di controllarne lo sviluppo. Mai visto niente di simile finora.
UOMO CHE FUMA: Cosa l’ha attivato?
BRONSHWEIG: Il calore, presumo.

(I due uomini vanno verso un’enorme incubatrice.)

BRONSHWEIG: L’immissione nell’organismo ospite, cioè il pompiere, in concomitanza con un ambiente che ne ha innalzato la temperatura oltre i trentasei gradi.

(Entrano nella cupola. Bronshweig apre una tenda e si vede il corpo di un uomo, consumato dal virus alieno. Sembra sia fatto di gelatina. Respira ancora. Ha dei tubicini nel naso per l’ossigeno.)

UOMO CHE FUMA: Ma quest’uomo è ancora vivo...
BRONSHWEIG: Tecnicamente... e biologicamente. Comunque, ormai è condannato.
UOMO CHE FUMA: Come è possibile?
BRONSHWEIG: L’organismo in via di sviluppo si serve dell’energia vitale dell’ospite digerendone ossa e tessuti. Noi non abbiamo fatto che rallentare il processo. Avete intenzione di eliminare anche questo prima che termini l’incubazione?
UOMO CHE FUMA: No, no. Sperimenteremo il vaccino.
BRONSHWEIG: E se l’esperimento fallisse?
UOMO CHE FUMA: Bruciatelo. Come gli altri.


SCENA 7
CONTEA DI MONTGOMERY, MARYLAND
OSPEDALE NAVALE DI BETHESDA
4:04 AM


(Mulder e Scully arrivano all’ospedale dove sono stati portati i cadaveri delle vittime dell’esplosione. Un soldato all’entrata li ferma.)

SOLDATO: Documenti e nome del paziente.
MULDER: Andiamo giù all’obitorio.

(I due agenti mostrano il loro badge dell’FBI)

SOLDATO: E’ zona interdetta al momento, salvo che per i sanitari autorizzati.
MULDER: Su ordine di chi?
SOLDATO: Del Generale McAddie.
MULDER: Ha richiesto lui la nostra presenza, siamo stati svegliati alle tre. Ci è stato detto di venire subito qui. (firma il registro)
SOLDATO: A me non risulta niente.
MULDER: Beh, chiama il Generale.
SOLDATO: Ma non ho il numero.
MULDER: Chiama il centralino e fattelo passare.

(Il soldato sfoglia una rubrica telefonica.)

MULDER: Gesù, non sai neanche il numero del centralino?
SOLDATO: (alza la cornetta del telefono) Cerco l’ufficiale di servizio.
MULDER: (mette il dito sul ricevitore del telefono, bloccando la telefonata) Giovanotto, non abbiamo il tempo di cazzeggiare mentre tu fai sfoggio della tua ignoranza in materia di gerarchia. E’ un ordine del Generale McAddie, chiamalo. Mentre ti fai confermare l’autorizzazione, noi ci mettiamo al lavoro.
SOLDATO: Va bene, magari cominciate a scendere, io intanto chiedo conferma al Generale.

(Mulder e Scully si avviano verso l’obitorio.)

MULDER: Grazie. (rivolto a Scully) Da quando in qua i generali interdicono l’accesso agli obitori?

(Nell’obitorio ci sono dei cadaveri ricoperti da lenzuola legate con lo spago, disposti su tavoli d’acciaio. La stanza è quasi completamente buia.)

SCULLY: Questo è uno dei pompieri che sono morti a Dallas?

(I due si avvicinano al cadavere.)

MULDER: Stando alla targhetta.

(Mulder comincia a slegare lo spago e ad aprire il lenzuolo.)

SCULLY: E tu cosa vorresti scoprire?
MULDER: La causa del decesso.
SCULLY: Te la posso dire io senza neanche guardarlo. (prende il referto medico che si trova vicino al corpo e legge ad alta voce) Lesioni multiple degli organi interni imputabili a deflagrazione a distanza ravvicinata. Mulder, gliel’hanno già fatta l’autopsia, si vede benissimo da come è stato impacchettato.

(Mulder scopre il cadavere. E’ tutto gelatinoso, non ha più pelle ed è quasi trasparente.)

MULDER: Corrisponde alla descrizione che hai letto?

(Scully si avvicina per vedere le condizioni del cadavere, mentre Mulder tiene aperto un lembo del lenzuolo.)

SCULLY: Oh mio Dio! Questo poveraccio ha i tessuti ridotti...
MULDER: ...a gelatina.
SCULLY: Si direbbe una disgregazione cellulare. (indossa un guanto di lattice e, con una mano, tocca il torace del cadavere) Ah, ma è completamente edematoso... Qui non è stata eseguita nessuna autopsia, non c’è incisione a Y. È chiaro che non l’hanno aperto.
MULDER: In altre parole, quello che dice il referto, è falso? Non è morto per una deflagrazione a distanza ravvicinata.
SCULLY: Io non ti so dire che cosa ha ucciso quest’uomo, ma penso che nessuno te lo saprebbe dire.

(I due si guardano. Spostano il lettino del cadavere nella stanza delle autopsie, dove Scully ne può eseguire una.)

SCULLY: Mulder, tu sapevi già da prima che non è morto sul luogo dell’attentato.
MULDER: Così mi è stato detto. (accende una lampada)
SCULLY: Quindi secondo te è una copertura? Ma di che cosa?
MULDER: Non ne ho idea, ma ho il sospetto che quello che scoprirai si presti poco a essere catalogato o facilmente codificato. (si avvia ad uscire)
SCULLY: Mulder, aspetta! Un’autopsia richiede tempo e prima o poi qualcuno si accorgerà che qui dentro non ci dovremmo stare in teoria.
MULDER: Ci accusano della morte di quest’uomo, io gradirei sapere di cosa è morto. A te non interessa?

(Mulder esce e lascia Scully al suo lavoro.)

DUPONT CIRCLE
WASHINGTON, D.C.
4:50 AM


(Mulder raggiunge in taxi l’appartamento di Kurtzweil e davanti al palazzo trova alcune volanti della Polizia.)

MULDER: (rivolto al tassista) Dovrebbe essere lì.

(Entra nell’appartamento. I poliziotti sono al lavoro e lo stanno perquisendo.)

DETECTIVE: (rivolto ad uno dei suoi uomini) Controlla bene. Vuoi scommettere che quel porco aveva nascosto la sua riserva speciale in qualche doppio fondo? Smontate armadi, cassettiere, librerie. Non tralasciate niente.

(Mulder trova su un tavolino alcuni saggi sulla Ginecologia e Ostetricia, scritti appunto da Kurtzweil.)

DETECTIVE: (rivolto a Mulder) Scusi, lei, desidera?
MULDER: Abita qui il Dottor Kurtzweil?
DETECTIVE: Se vuole saperlo, ci sarà un motivo.
MULDER: Sì, lo sto cercando.
DETECTIVE: Se lo cerca, ci sarà un motivo.

(Mulder tira fuori il badge dell’FBI dal taschino interno della giacca e lo mostra al detective.)

POLIZIOTTO: Anche qui è pieno di cassette!
DETECTIVE: Lo stanno cercando anche i federali! Bel commercio ha messo su, eh?
MULDER: (mentre rovista fra i libri) Cioè?
DETECTIVE: Vendeva porno foto di bambini via internet. Lo cerca per qualche altra ragione?

(Mulder prende due libri, scritti sempre dal dottore. Non parlano di medicina, ma di cospirazioni. Uno si intitola “The four Horsemen of the Global Domination Cospiracy” e l’altro “Countdown to the Apocalypse”.)

MULDER: Sì... sì, avevo un appuntamento per un’ecografia dell’utero.

(Mulder fa un sorrisetto ironico e il detective capisce che era una battuta, intanto rimette a posto i libri.)

DETECTIVE: Le faccio un colpo, se prendiamo Kurtzweil?
MULDER: No, non si disturbi. (gli dà una pacca sulla spalla e va via)

(Mulder esce dal palazzo. Ci sono due poliziotti e due volanti. Si ferma sul marciapiede, guarda alla sua sinistra e vede Kurtzweil che fa capolino da un vicolo. Mulder va verso di lui senza farsi notare dagli poliziotti.)

KURTZWEIL: Ha visto che commedia? Qualcuno sa che ho parlato con lei!
MULDER: No, almeno a sentire la polizia.
KURTZWEIL: Cos’è stavolta? Ancora pedofilia? Molestie sessuali a una paziente?
MULDER: La vogliono screditare, perché?
KURTZWEIL: Perché sono pericoloso, perché io conosco troppo bene la verità!
MULDER: (sorride con ironia) Ah, sì! Quella spazzatura millenaristica che si diverte a scrivere!
KURTZWEIL: Conosce i miei saggi?

(Mulder continua a sorridergli sarcasticamente, sta per andare via, ma Kurtzweil continua a parlare.)

KURTZWEIL: Su Dallas avevo ragione, però!
MULDER: (si gira di scatto) Come faceva a saperlo?
KURTZWEIL: Sa dell’esistenza di un virus chiamato Hanta?
MULDER: Sì. E’ un virus mortale diffuso parecchi anni fa dai topi selvatici negli Stati Uniti Sud-Occidentali
KURTZWEIL: Secondo i giornali, il compito di impedire il diffondersi di una epidemia, venne affidato all’NFGE, Nucleo Federale Gestione Emergenze. Lei ha idea di quali sono i suoi effettivi poteri? In caso di emergenza nazionale l’NFGE autorizza la Casa Bianca a sospendere le garanzie costituzionali, rifletta! Perché un organismo dotato di un potere pressoché assoluto si mobilita per combattere una modesta epidemia nelle campagne texane?
MULDER: L’epidemia in realtà non era così modesta?
KURTZWEIL: No! Non si trattava di un’epidemia di virus Hanta.
MULDER: Di che si trattava?

(Nei pressi del vicolo, si sente la sirena di una volante, Kurtzweil si blocca e indietreggia per non farsi vedere. Mulder lo segue.)

MULDER: Di che si trattava?
KURTZWEIL: In gioventù, quando eravamo ancora militari, io e suo padre venimmo reclutati per un progetto, “finalizzato alla guerra biologica” ci dissero, “un virus”!
MULDER: Che cosa ha ucciso quegli uomini?
KURTZWEIL: Qualcosa a cui non crederebbero neanche i miei lettori, qualcosa che sfugge a ogni umana comprensione, qualcosa che, quando si scatenerà, avrà conseguenze oggi inimmaginabili!
MULDER: Una pestilenza?
KURTZWEIL: La pestilenza che porrà fine a tutte le pestilenze. L’arma silenziosa di una guerra silenziosa. La sistematica inoculazione di un organismo incontrollabile, che non lascia scampo agli uomini che ne sono i portatori. Ci hanno lavorato sopra per cinquant’anni! Mentre il resto del mondo combatteva asiatici e comunisti, quella gente ha negoziato in tutta segretezza un’Apocalisse preordinata!
MULDER: E con chi l’avrebbe negoziata?
KURTZWEIL: Ci può arrivare anche da solo, no? (attende qualche secondo) La data è già stabilita. Un giorno festivo. La popolazione sarà lontana dalle proprie case, il Presidente dichiarerà lo stato di emergenza e da quel momento tutti i ministeri e gli enti governativi passeranno sotto il controllo del Nucleo Federale Gestione Emergenze. Si insedierà il Governo Ombra.
MULDER: E poi danno a me del paranoico... (con sarcasmo)
KURTZWEIL: Torni subito a Dallas, agente Mulder e indaghi, o scopriremo la verità insieme al resto degli Americani... quando sarà tardi.

(Scully è ancora all’obitorio e sta eseguendo l’autopsia sul cadavere di uno dei pompieri. Sta prelevando con una grossa pinza un pezzo di costola. Mette l’osso vicino alla lampada per osservarlo meglio e si accorge che è trasparente, come se fosse vetro. Ad un tratto, sente un rumore. Vede delle ombre dietro le porte. Il soldato di guardia apre ma non c’è nessuno. Il cadavere è coperto, ma la luce della lampada è ancora accesa. Con lui ci sono due poliziotti. Scully si chiude nella cella frigorifera. Il cellulare suona. Lei apre la chiamata, ma non risponde subito.)

MULDER: (da una cabina telefonica) Scully? Sono io.
SCULLY: (sottovoce) Sì?
MULDER: Perché bisbigli?
SCULLY: Mulder, adesso non posso parlare!
MULDER: Cos’hai trovato?
SCULLY: Tracce evidenti di una massiccia infezione.
MULDER: Che tipo di infezione?
SCULLY: Non lo so.
MULDER: Ok, sta a sentire, ora vado a casa e prenoto un posto sul volo per Dallas. Prendo un biglietto anche per te.
SCULLY: Mulder, non...
MULDER: Ti prego, ho bisogno di te. Mi serve la tua consulenza.
SCULLY: Domattina ho un’altra udienza a Washington!
MULDER: Ti ci porterò in tempo, stà tranquilla! E forse con delle prove che faranno scalpore.
SCULLY: Non posso, non insistere! Mi sono già spinta molto al di là del ragionevole.
MULDER: In questa storia, di ragionevole c’è ben poco... Scully? Sei ancora lì? Scully!

(Scully sente rumori dietro la porta e interrompe la chiamata per nascondersi.)

MULDER: Scully!

(Mulder riaggancia ed esce dalla cabina. Il soldato entra nella cella, sperando di trovare qualcuno. Scully si è nascosta sotto uno dei lettini d’acciaio e il soldato non la vede.)


SCENA 8
UFFICI FBI
DALLAS, TEXAS
11:21 AM


AGENTE FBI: Temo che lei stia cercando il classico ago nel pagliaio. L’esplosione è stata talmente violenta che finora non siamo riusciti a mettere insieme granché.
MULDER: Mi interessa qualsiasi cosa esuli dalla normalità, magari proveniente dai locali dell’NFGE, dove c’erano i corpi.
AGENTE FBI: Beh, non ci aspettavamo di trovare cadaveri tra le macerie, ora sono a Washington.
MULDER: C’è altro rinvenuto in quei locali che Washington sta ancora aspettando?
AGENTE FBI: Dei frammenti ossei. Sono usciti dal setaccio stamattina. Abbiamo pensato a un’altra vittima, ma poi si è saputo che provenivano da un sito archeologico nei dintorni.
MULDER: Li avete esaminati?
AGENTE FBI: No, sono solo fossili a quanto ci risulta.

(In quel momento Scully entra nel laboratorio.)

MULDER: ( indicando Scully) Vorrei che li vedesse quella collega, se non le dispiace.
AGENTE FBI: Se sono a portata di mano l’accontento volentieri.

(L’agente va a prendere i frammenti ossei. Scully si avvicina a Mulder.)

MULDER: Hai detto che non saresti venuta.
SCULLY: Non era previsto. Oltretutto stanotte ho passato più di mezz’ora in una cella frigorifera, ma ho studiato i campioni di sangue e di tessuto prelevati dal corpo del pompiere.
MULDER: Cos’hai scoperto?
SCULLY: Qualcosa che non potrei mostrare a nessuno. Non senza suscitare quel genere di attenzione che, al momento, tendo a evitare. (Scully rivolge lo sguardo all’agente dell’FBI che la indica ad un collega) Comunque ciò che ha infettato le vittime è rivestito di uno strato proteinico che finora non avevo mai visto. La sua azione su di loro è stata estremamente rapida.
MULDER: Come è avvenuta l’infezione?
SCULLY: Questo non lo so. Ma, a meno che non risponda ai trattamenti convenzionali, potrebbe costituire una seria minaccia.

(L’agente porta loro i fossili racchiusi in alcuni porta-campioni.)

AGENTE FBI: Sono solo fossili, come le ho detto. Erano lontani dall’epicentro dell’esplosione, non ne ricaverete granché.
MULDER: La ringrazio. (rivolto a Scully) Ti dispiacerebbe dare un’occhiata a questo reperto?

(Mulder porge uno dei reperti a Scully. Lei lo prende e si avvicina al microscopio. Appoggia un frammento sul vetrino e lo osserva ingrandito dalle lenti. Quando si accorge di cosa si tratta, il suo volto cambia. Mulder capisce subito che i frammenti hanno la stessa infezione.)

MULDER: (rivolto all’agente) Da quale località ha detto che provengono?
AGENTE FBI: Glielo faccio vedere sulla carta.

(Vicini al luogo della caverna intanto, dei bambini giocano in un cortile. Uno di loro si arrampica in cima ad uno scivolo e vede l’insediamento. All’interno di una delle tende, un tubo grigio viene spostato via dall’entrata della caverna. Fuori c’è un’altra grossa barella-incubatrice, agganciata ad un muletto. Ci sono alcuni uomini, fra cui Bronshweig.)

BRONSHWEIG: (osserva la barella, poi si rivolge agli uomini) Voglio che tutte le regolazioni siano verificate e ricalibrate. Voglio una temperatura costante di due gradi sotto zero, quando trasferiremo il soggetto dopo la somministrazione del vaccino.

(Bronshweig scende nella caverna con addosso una tuta ermetica. Entra nella stanza montata appositamente per il corpo infettato del pompiere. Gli si avvicina e vede che l’organismo ospite non c’è. Il petto del pompiere è completamente squarciato. Bronshweig è sconvolto e si guarda intorno. Si avvicina alla scaletta per risalire.)

BRONSHWEIG: E’ uscito!
UOMO: Come?!
BRONSHWEIG: Ha abbandonato l’ospite! (sale la scala) L’incubazione è terminata.

(Si ferma a metà, si volta e vede l’alieno nascosto nell’ombra della caverna.)

UOMO: Cosa c’è?
BRONSHWEIG: Aspetti! Lo vedo. (scende di nuovo) Oh! Bontà divina!
UOMO: Lo vede ancora?
BRONSHWEIG: Sì! (tira fuori il vaccino da un piccolo marsupio) Altro che piccoli omini verdi! Ho bisogno di voi quaggiù!

(Prepara la siringa, riempiendola col vaccino. Quando guarda di nuovo nell’angolo però, l’alieno non c’è più. La creatura si è avvicinata a all’uomo. Nella penombra si riesce a vedere il profilo dell’extra-terrestre. I suoi occhi sono grandi, gli artigli piano, piano escono fuori dalle dita. Con una velocità ed una violenza inaudite, la creatura si scaglia furiosamente contro Bronshweig. L’uomo che guarda dall’alto impallidisce. Una lotta feroce si consuma nella caverna. Bronshweig è a terra, ormai la sua pelle è lacerata dagli artigli dell’alieno. Trova la forza di inoculare il vaccino. L’alieno strilla e fugge via. Alcuni uomini osservano dall’alto, uno di loro si era preparato a scendere. Con le ultime forze Bronshweig si aggrappa alla scala per risalire. E’ ricoperto di sangue e ha ferite profonde sul volto.)

BRONSHWEIG: Presto! Ho bisogno di aiuto!!

(Gli uomini sopra di lui tolgono la scaletta, chiudono ermeticamente l’entrata della caverna e cominciano a ricoprirla di sabbia.)

BRONSHWEIG: Ma cosa fate? Cosa fate??!! (Urlando) Oh mio Dio!

(Nella caverna ritorna il buio, Bronshweig piange e si lamenta per la paura. Viene di nuovo attaccato dall’alieno. Per lui è la fine.)


SCENA 9
CONTEA DI SOMERSET
INGHILTERRA


(Alcuni bambini giocano nel giardino di una villa. L’Uomo Distinto li sta osservando dal patio mentre sorseggia una tazza di tè.)

DOMESTICO: Il signore è desiderato al telefono.

(L’Uomo Distino rientra in casa per rispondere alla chiamata.)

UOMO DISTINTO: Sì?
UOMO CHE FUMA: Siamo in allerta, il gruppo si riunisce.
UOMO DISTINTO: E’ in atto un’emergenza?
UOMO CHE FUMA: Sì, l’appuntamento è per stasera, a Londra. Si studierà una strategia.
UOMO DISTINTO: Chi ha convocato la riunione?
UOMO CHE FUMA: Strughold. Era a Tunisi, è partito poco fa.

(Si sentono delle urla provenire dal giardino. L’Uomo Distinto mette giù il telefono, guarda fuori dalla finestra e vede che il nipote, giocando, ha avuto un infortunio.)

LONDRA, INGHILTERRA
6:47 PM


(L’Uomo Distino scende da una macchina nera davanti ad un palazzo. C’è un uomo che lo aspetta.)

UOMO DISTINTO: E’ arrivato Strughold?
UOMO: (chiude lo sportello della macchina) Sì, signore. La attendono in biblioteca.

(Entra nella biblioteca. Tutti i membri del Consorzio stanno guardando un video di sorveglianza, quello di Mulder e Scully nell’obitorio.)

STRUGHOLD: Eravamo in apprensione. Alcuni di noi hanno fatto un lungo viaggio, eppure lei arriva per ultimo.
UOMO DISTINTO: Domando scusa. Mio nipote è caduto e si è rotto una gamba.
STRUGHOLD: Per ingannare la noia dell’attesa, abbiamo guardato dei video che ci preoccupano ulteriormente.
UOMO DISTINTO: Ulteriormente rispetto a cosa?
STRUGHOLD: Siamo costretti a rivedere la nostra posizione e il nostro piano per alcuni eventi biologici che si impongono all’attenzione.
ANZIANO #1: Il virus ha subito una mutazione.
UOMO DISTINTO: Dando luogo a cosa?
STRUGHOLD: A una nuova entità biologica extraterrestre.
UOMO DISTINTO: Misericordia divina!
STRUGHOLD: La configurazione dell’infezione di massa deve indurci a riconsiderare la filosofia stessa del nostro apporto alla loro operazione.
UOMO DISTINTO: Qui non si tratta più di colonizzazione, stiamo parlando di ripopolamento incontrollato! Tutto il lavoro di questi decenni! Se fosse vero, vorrebbe dire che ci hanno strumentalizzati, che siamo vittime di un inganno!
ANZIANO #2: Potrebbe sempre essere un caso isolato.
UOMO CHE FUMA: E chi ce lo assicura?
STRUGHOLD: Comunicheremo loro cosa abbiamo scoperto e le nostre conclusioni, mettendo a disposizione uno dei corpi infettati dall’organismo in incubazione.
UOMO DISTINTO: E con quali speranze? Per sentirci dire che è vero? Che non siamo altro che materia digeribile finalizzata alla nascita di nuove stirpi aliene? Collaborando non faremo che elemosinare il nostro annientamento.
STRUGHOLD: Collaborare è la nostra ultima e unica possibilità di salvezza.
UOMO CHE FUMA: Hanno bisogno di noi per ultimare i preparativi.
STRUGHOLD: Continueremo ad usarli come loro stanno usando noi. Guadagneremo il tempo necessario per mettere a punto... il nostro vaccino.
UOMO DISTINTO: A quanto vedo il mio ritardo ha sortito gli effetti di un’assenza. E’ già stata elaborata una strategia.
UOMO CHE FUMA: C’è un’altra complicazione. Mulder ha visto il cadavere di una delle presunte vittime dell’attentato.

(L’attenzione dei presenti si sposta sul video di sorveglianza.)

UOMO CHE FUMA: E ora è tornato a Dallas. Qualcuno gli ha dato un’imbeccata.
UOMO DISTINTO: Di chi si tratta?
UOMO CHE FUMA: Di Kurtzweil, pensiamo.
UOMO DISTINTO: Nessuno è disposto a credere a Kurtzweil. O ai suoi libercoli. E’ un eccentrico farneticante.
ANZIANO #1: Mulder però gli crede.
UOMO CHE FUMA: Allora Kurtzweil va eliminato.
STRUGHOLD: La stessa cosa vale per Mulder.
UOMO DISTINTO: Uccidete Mulder e le ossessioni di un singolo si trasformeranno come per incanto in una crociata.
STRUGHOLD: E allora non ci rimane che privarlo di quanto ha di più caro. Qualcosa che ami più della sua stessa vita.


SCENA 10

(In Texas, Mulder e Scully sono nei pressi della caverna.)

SCULLY: Non so che dire, Mulder. Io qui non vedo segni di scavi archeologici o di sondaggi di altra natura.
MULDER: Eppure il posto è questo. E’ qui che i fossili sono stati dissotterrati. Tu sei sicura che sono stati infettati dal medesimo virus che hai visto all’obitorio?
SCULLY: La porosità del tessuto osseo era la stessa, come se il virus, o l’agente microbico, lo stesse decomponendo.
MULDER: E tu quel virus non l’hai mai visto prima.
SCULLY: No.
MULDER: Ok. Guarda là, dà un’occhiata.

(La loro attenzione si sposta verso alcuni giochi per bambini, scivoli e altalene.)

MULDER: Quel prato non ti sembra appena fatto?
SCULLY: È un po’ troppo verde per questo clima.
MULDER: Mmh (annuisce e si china per toccare il prato) La terra è secca per almeno due dita. E’ stato impiantato di recente.
SCULLY: Sono nuove di fabbrica anche le attrezzature.
MULDER: E non c’è impianto di irrigazione. Qualcuno sta coprendo le proprie tracce.

(Si avvicinano i tre amici di Stevie, in sella alle loro biciclette.)

MULDER: Ragazzi! Scusate!
SCULLY: Abitate nei paraggi?
BAMBINO #1: Sì.
MULDER: Avete visto fare degli scavi laggiù?
BAMBINO #1: Di questo non possiamo parlare.
SCULLY: Di questo non potete parlare? Chi ve l’ha detto?
BAMBINO #2: Nessuno.
MULDER: Nessuno? Lo stesso nessuno che ha costruito il campo giochi? E che vi ha regalato le biciclette nuove?
SCULLY: Fareste bene a rispondere.
BAMBINO #1: Non sappiamo neanche chi siete.
SCULLY: Siamo Agenti dell’FBI.
BAMBINO #1: Non siete dell’FBI, non ci credo.
MULDER: Come fai a dirlo?
BAMBINO #1: Avete l’aria tutti e due di venditori a domicilio.

(Mulder e Scully ridono, divertiti. Mulder estrae il tesserino dalla tasca.)

MULDER: Interessa un tesserino?

(I bambini si guardano.)

BAMBINO #2: Sono andati via un’ora fa.
BAMBINO #1: Sì.
BAMBINO #3: In quella direzione.

(Tutti e tre indicano la propria destra. Mulder e Scully si mettono in viaggio nella direzione indicata dai ragazzini, a bordo della loro auto. La strada è dritta ed attraversa una zona arida e secca.)

MULDER: Autocisterne senza scritte, da quando in qua gli archeologi girano con le autocisterne?
SCULLY: Non lo so, Mulder. (mentre studia la cartina stradale)
MULDER: E poi per andare dove?
SCULLY: E’ la prima domanda a cui rispondere, se vogliamo trovarli.

(Si fermano ad un incrocio.)

MULDER: Che opzioni abbiamo, Scully?
SCULLY: Cento chilometri di niente nelle due direzioni.
MULDER: Per te da che parte sono andati?
SCULLY: Hai due possibilità, di cui una sbagliata.
MULDER: Io dico a sinistra.
SCULLY: Non so perché, io dico a destra, invece.

(Mulder guarda le strade che si incrociano, batte nervosamente la mano sul volante. Alla fine, tira dritto verso una strada non asfaltata che si apre di fronte a loro. Scully lo guarda dubbiosa.)

MULDER: Cinque anni insieme e quante volte mi sono sbagliato, Scully? (Scully ripiega la cartina e lo guarda con un sorriso ironico) Mai. Almeno riguardo alle strade!

(Continuano a percorrere la strada desolata. Scende la notte e proseguono fin quando arrivano a dei binari. Scendono dalla macchina, Scully è alquanto infastidita.)

MULDER: Però sulla bomba avevo ragione io.
SCULLY: Perfetto! E’ il massimo!
MULDER: Cosa?
SCULLY: Teoricamente tra undici ore dovrei essere a Washington per un’udienza, dal cui esito potrebbe dipendere una delle più grandi decisioni della mia vita. E dove mi ritrovo? Nel centro di Nientopoli, Texas, a caccia di autocisterne fantasma!
MULDER: (con l’aiuto dei fari dell’auto, osserva la cartina stradale) Non a caccia di autocisterne, a caccia di prove.
SCULLY: Ma prove di cosa?
MULDER: La bomba di Dallas è scoppiata per nascondere qualcosa, corpi infettati da un virus che tu stessa hai individuato.
SCULLY: Si trasporta benzina con le autocisterne, si trasporta gas con le autocisterne, non si trasportano virus con le autocisterne!
MULDER: Potrebbero trasportare virus con queste autocisterne.
SCULLY: Come sarebbe a dire? Mulder? Mi nascondi qualcosa? Mulder?
MULDER: (cerca di chiudere la cartina) Il virus potrebbe essere extraterrestre...
SCULLY: Lo sapevo! Mulder, io...

(In quel momento si accende il semaforo e l’annesso segnale acustico che annunciano l’arrivo di un treno. Mulder lo vede arrivare sulla sinistra.)

SCULLY: Che c’è?

(Mulder si avvicina ai binari.)

SCULLY: Che c’è? Mi rispondi?

(Ci sono un sacco di vagoni adibiti al trasporto di merci. Alla fine della lunga coda, ci sono le autocisterne senza scritte. Mulder e Scully si guardano sbalorditi, rientrano in macchina e seguono il treno percorrendo una strada laterale.)


SCENA 11

(Si fermano e scendono dalla macchina.)

SCULLY: Secondo te cosa sono?
MULDER: Non ne ho la più pallida idea.

(Cominciano a scendere dalla collina. Davanti a loro si vede il treno che sta per arrivare a destinazione: due enormi cupole bianche circondate da una vasta coltivazione di granturco. I due agenti si preparano ad attraversare il campo.)

SCULLY: Mi piace poco, Mulder.
MULDER: A me pochissimo.
SCULLY: Non ti viene in mente di chi può essere la trovata di coltivare granturco in pieno deserto?
MULDER: Mah... quelle potrebbero essere confezioni giganti di pop-corn apri e cuoci!

(Una volta giunti al termine del campo, davanti a loro si ergono imponenti le due cupole. Entrano in una di esse. Vengono spaventati da una raffica d’aria causata da alcune ventole posizionate sopra di loro. Davanti si trovano una sorta di griglie quadrate. Strutture simili sono disposte anche in alto.)

SCULLY: Fa freddo qui dentro. C’è un impianto di condizionamento.
MULDER: E a cosa servirebbe?
SCULLY: Ho l’impressione che ci troviamo al di sopra di una struttura più grande, sembra un sistema di ventilazione.

(Mulder improvvisamente si ferma.)

MULDER: Aspetta, aspetta un momento, hai sentito?

(Vanno verso le griglie.)

SCULLY: Sento un ronzio.
MULDER: Mmh.
SCULLY: Tipo elettricità. Alta tensione, forse.

(Mulder si piega e appoggia l’orecchio ad una delle griglie. Scully guarda in alto.)

MULDER: Forse. O forse no.

(All’improvviso le griglie sulle loro teste si aprono.)

MULDER: Scully?
SCULLY: Sì?
MULDER: Scappa!

(Anche le griglie a terra si aprono ed escono migliaia e migliaia di api. Mulder cerca di proteggersi con la giacca, si gira per assicurarsi che Scully lo stia seguendo verso l’uscita.)

MULDER: Scully!
SCULLY: Non vedo niente!

(Mulder torna indietro e la afferra per il polso.)

MULDER: Di qua, di qua!

(Escono fuori.)

MULDER: Ti hanno punta?
SCULLY: Credo di no.

(La loro attenzione si sposta subito su alcuni rumori e luci che provengono dal campo di granturco. Sono due elicotteri neri che puntano dritti verso di loro. Mulder e Scully iniziano a correre affannosamente nel campo di granturco. Ad un certo punto i due si dividono l’uno dall’altra.)

MULDER: Scully dove sei? Scully!!! Scully!! Rispondi!

(Il rumore degli elicotteri è troppo assordante.)

MULDER: Scully! Scully!!! Dove sei? Scully!
SCULLY: Mulder!
MULDER: Scully!!!
SCULLY: Mulder!
MULDER: Scully, mi senti?!
SCULLY: Mulder!
MULDER: Scully!

(Mulder esce dal campo e continua a chiamare Scully.)

MULDER: Scully! Scully!!
SCULLY: (segue il suono della sua voce) Mulder!
MULDER: Scully!!! Rispondi!
SCULLY: (sbuca alle sue spalle) Mulder!

(Gli elicotteri sono andati via. Mentre tornano verso la macchina, Scully si volta indietro.)

SCULLY: Dove sono andati?
MULDER: Dai!


SCENA 12
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.
COMMISSIONE DI INDAGINE DISCIPLINARE


(Il vicedirettore Jana Cassidy guarda nervosamente l’orologio. Fuori dall’ufficio, Skinner aspetta Scully che è in ritardo per l’udienza. Finalmente arriva, in tutta fretta. Skinner rientra e lei prima di seguirlo, cerca di sistemarsi capelli e vestiti.)

SKINNER: (rivolgendosi al resto dei suoi colleghi) E’ arrivata.

(Skinner tiene la porta aperta e Scully entra. Si avvia verso la sedia portando con sé una valigetta.)

CASSIDY: Agente speciale Scully.
SCULLY: Domando scusa per il ritardo. Ho acquisito nuove prove.
CASSIDY: Nuove prove di cosa?

(Dalla ventiquattrore tira fuori in una bustina, uno dei frammenti ossei.)

SCULLY: Questi sono frammenti ossei fossilizzati, che ho avuto modo di analizzare e che sono stati rinvenuti sul luogo dell’esplosione a Dallas.
CASSIDY: Si è recata di nuovo a Dallas?
SCULLY: Infatti.

(Nel frattempo, Mulder è con Kurtzweil nel bar dove i due si erano precedentemente incontrati.)

KURTZWEIL: Trovato qualcosa?
MULDER: Sì. E’ un centro di ricerca in apparenza. Una sostanza che hanno estratto dal sottosuolo è stata portata là con delle cisterne.
KURTZWEIL: Che sostanza?
MULDER: Non potrei giurarlo, ma è un virus. Ne sono convinto.

(Intanto Scully prosegue il suo incontro con la commissione.)

SCULLY: Inoltre, ho fondati motivi per ritenere che... che fosse coinvolto in una certa misura l’agente speciale in capo Darius Michaud.
CASSIDY: Queste sono affermazioni di particolare gravità, agente Scully.
SCULLY: Ne sono cosciente.

(Mulder e Kurtzweil continuano la loro conversazione.)

KURTZWEIL: Siete riusciti a entrare?
MULDER: Qualche istante, finché non siamo stati scoperti.
KURTZWEIL: Ma qualcosa avrete visto?
MULDER: Api, soprattutto. E campi di granturco.

(Udienza)

CASSIDY: E ha prove esaurienti di quanto afferma, tali da porre in relazione con l’attentato i fatti descritti?
SCULLY: Non completamente esaurienti, almeno per ora...

(Dal colletto della giacca di Scully si vede spuntare un’ape.)

SCULLY: ... però siamo... siamo vicini... siamo entrambi impegnati nell’acquisizione di queste prove.
CASSIDY: Entrambi?
SCULLY: Io e l’agente Mulder.

(Di nuovo nel bar)

MULDER: Che ruolo hanno?
KURTZWEIL: La sua opinione qual è?
MULDER: Le api sono il veicolo, e il granturco è geneticamente manipolato in modo che nel polline si annidi il virus.
KURTZWEIL: E’ un’ipotesi che regge...

(Il Dottore si pulisce la bocca col tovagliolo e si alza dal tavolo.)

MULDER: (mentre si alza) Ipotesi? Come sarebbe a dire ipotesi? Ehi! Lei non era quello che sa tutto? (Lo afferra per la giacca)
KURTZWEIL: Sì... cioè, quasi tutto.
MULDER: Non conosceva mio padre?
KURTZWEIL: Come le ho detto, eravamo grandissimi amici.
MULDER: (gridando) Lei mi sta usando e basta!
KURTZWEIL: Ma come usando?
MULDER: Mi sta usando per ottenere informazioni per i suoi libri del cazzo!!
KURTZWEIL: Abbassi la voce, la prego!

(Kurtzweil esce dalla porta di servizio e Mulder lo segue.)

MULDER: Kurtzweil! Si fermi!
KURTZWEIL: Lei sarebbe nella merda fino al collo se non fosse per me! Se ha visto quello che ha visto, è me che deve ringraziare! Io qui sto rischiando il culo, se lo vuol proprio sapere!
MULDER: Il culo di chi? Sono io quello che stanotte veniva braccato da due elicotteri!
KURTZWEIL: Non si chiede come mai, nonostante tutto, è qui a raccontarmelo? Non commette mai errori quella gente!

(Kurtzweil va via, Mulder resta immobile quando ad un tratto sente un rumore. Vede un uomo aggirarsi sulle scale antincendio del palazzo accanto. Sicuramente ha ascoltato tutta la loro conversazione. L’uomo, in men che non si dica, scompare nel palazzo. Mulder corre via per andare dritto a casa sua. Entra nel suo appartamento, lancia il giubbotto di pelle sul divano, si siede dietro la scrivania e da uno dei cassetti, tira fuori un vecchio album di fotografie. Lo sfoglia e si accorge che in una foto c’è Kurtzweil da giovane con la sua famiglia. Sente bussare alla porta, rimasta socchiusa. E’ Scully.)

MULDER: Che cos’hai?
SCULLY: Salt Lake City, Utah. Trasferita con effetto immediato. Ho già dato a Skinner la mia lettera di dimissioni.
MULDER: Non puoi mollare proprio adesso, Scully.
SCULLY: Sì che posso mollare. Sono stata un po’ incerta se dirtelo o no personalmente...
MULDER: (alzando un po’ la voce) Scully, siamo a un passo dalla verità, l’abbiamo in pugno!
SCULLY: No, tu sei a un passo dalla verità. Ti prego, è già così difficile.
MULDER: (si alza e va verso di lei) Dopo tutto quello che hai visto stanotte? Dopo tutte le cose che hai scoperto, prendi e te ne vai?
SCULLY: L’ho già fatto, e indietro non si torna.
MULDER: Scully, ragiona, ho bisogno di te.
SCULLY: Di me non hai alcun bisogno. Anzi, semmai è il contrario. Sono stata una palla al piede. Ciao.

(Scully esce, Mulder esita qualche istante, poi la segue e si fermano a parlare nel corridoio.)

MULDER: Se vuoi raccontartela così per andar via con la coscienza pulita, padronissima però ti sbagli!
SCULLY: Per quale altro scopo anni fa mi avrebbero assegnato a te? Se non per invalidare il tuo lavoro, per metterti un freno, per imbrigliarti.
MULDER: Sei stata la mia salvezza. Per quanto odioso e frustrante mi apparisse talvolta, il tuo insopportabile razionalismo mi ha evitato di prendere migliaia di cantonate. L’onestà l’ho imparata da te. Mi hai fatto diventare adulto. Io ti devo tutto quello che sono, invece tu a me non devi niente. Non so se me la sento di andare avanti da solo. Non so neanche se ci riuscirei. E se mollo adesso gliela do vinta.

(Scully si commuove mentre ascolta Mulder. Dopo un breve istante di silenzio i due si abbracciano e rimangono stretti l’uno all’altro per alcuni momenti. Scully interrompe l’abbraccio per baciare Mulder sulla fronte e posare poi la sua fronte su quella di Mulder. Mulder prende il viso di Scully tra le sue mani per guardarla nuovamente negli occhi. Dopo alcuni interminabili momenti in cui i due si osservano senza dire una parola, Mulder china il suo viso verso di quello di lei per baciarla. Le loro labbra stanno per sfiorarsi quando...)

SCULLY: (toccandosi dietro al collo) Ahi! Gesù!
MULDER: Perdonami.
SCULLY: No, mi ha punto qualcosa.

(Dalla camicia, tira fuori l’ape.)

MULDER: (controlla che non ci siano altre api nel colletto poi la massaggia delicatamente sulla parte punta e la abbraccia di nuovo) Si era nascosta sotto il colletto.
SCULLY: Mulder... sto male, mi sento strana.
MULDER: Cos’hai?
SCULLY: (con voce flebile) Mi è venuto un dolore lancinante... in mezzo... al torace...
MULDER: Cosa? Scully! (la regge mentre lei si accascia)
SCULLY: Ho le funzioni motorie alterate...
MULDER: (la sdraia sul pavimento) Scully, appoggiati a me!
SCULLY: Il.. il.. polso è filiforme... e sento... sento uno strano sapore in fondo alla gola.
MULDER: Stai andando in shock anafilattico.
SCULLY: No, escluso, non ho allergie.
MULDER: Torno subito.

(Mulder corre nel suo appartamento e chiama immediatamente il pronto intervento.)

VOCE AL TELEFONO: Polizia. Dica pure.
MULDER: (al telefono) Sono l’agente speciale Mulder, ho un’emergenza, una collega in condizioni gravissime!

(I paramedici mettono Scully sulla barella e la portano, incosciente, sull’ambulanza.)

PARAMEDICO: Mi sente? Può dirmi come si chiama? Contrazione di gola e laringe, via aeree libere, sbrighiamoci a portarla giù, forza. Fammi posto, attenzione!
MULDER: Diceva di sentire uno strano sapore in gola, non ha mai manifestato allergie alle api, ma quella che l’ha punta potrebbe essere portatrice di un virus!
PARAMEDICO: Un virus?
MULDER: Ditelo al medico che la visiterà, ditegli che potrebbe averla infettata un virus. A proposito, in che ospedale la portate? Dove la portate?

(I paramedici portano Scully dentro l’ambulanza e chiudono il portellone mentre parlano fra di loro, ignorando Mulder. Mulder va dal paramedico alla guida.)

MULDER: (spazientito) Mi dite in che ospedale la state portando?

(Il paramedico non risponde e osserva Mulder in modo insistente. All’improvviso estrae la pistola e spara a Mulder, che si accascia a terra. L’ambulanza parte lasciando Mulder sulla strada, mentre in lontananza si sente la sirena di un’altra ambulanza che sta arrivando. L’immagine sfuma sull’aeroporto. C’è un aereo che sta facendo manovra. Davanti al velivolo, c’è un camion in cui si trova Scully sistemata all’interno di una barella-incubatrice. Scully viene caricata sull’aereo da alcuni uomini dove la aspetta l’Uomo che Fuma.)


SCENA 13
OSPEDALE


(Si sentono le voci dei Lone Gunmen)

BYERS: Ma cosa fai?
LANGLY: Voglio vedere come è fatto dentro!
BYERS: Rimettilo dove’era!
LANGLY: E chi glielo tocca, figurati!
FROHIKE: Si sta svegliando!
LANGLY: E’ uscito dal letargo?

(Mulder apre leggermente gli occhi. Ha delle bende intorno alla testa.)

LANGLY: Ciao, Mulder.
FROHIKE: Come va?
MULDER: Oddio... Leone Codardo, Spaventapasseri e Toto.

(I tre si guardano perplessi mentre Mulder ridacchia.)

MULDER: Perché sono qui?
BYERS: Un proiettile ti ha colpito di striscio all’osso temporale.
LANGLY: Tre centimetri più a sinistra e suonavi l’arpa su una nuvola.
FROHIKE: Sei arrivato che eri già in stato di incoscienza.
MULDER: (si alza di scatto) Dov’è Scully?
BYERS: Risulta che tu hai fatto una telefonata alla polizia, ma evidentemente, è stata intercettata.
FROHIKE: Scully ha avuto una grave reazione a un’ape africanizzata che abbiamo trovato sul tuo pianerottolo.

(Mulder si alza dal letto, barcollante. Nella stanza d’ospedale arriva il vicedirettore Skinner.)

MULDER: Devo andare a cercarla!
SKINNER: Mulder, cosa crede di fare?! Lei di qui non si muove!
MULDER: Ma non capisce... che c’è una relazione con l’attentato!
SKINNER: Mi dica dov’è, la troverò io.
MULDER: Io non lo so dov’è, ma ho in mente qualcuno che potrebbe saperlo.
SKINNER: Da solo, senza protezione? Quanta strada può fare? Perché le saranno addosso nel preciso istante che lascerà questa stanza!
LANGLY: Ti possiamo aiutare?
MULDER: Fate spogliare Byers.
BYERS: Scusa??
MULDER: Mi servono i tuoi vestiti.

(Mulder si toglie la benda. Fuori dalla stanza, a pochi metri dalla porta, c’è un uomo non identificato. Legge un quotidiano, all’orecchio porta un auricolare. Dalla stanza escono Frohike e Langly. Coprono la visuale della porta e dopo pochi secondi esce Mulder, camuffato con i vestiti di Byers. L’uomo si avvicina alla stanza per dare un’occhiata dentro. Nel letto con la benda alla testa c’è Byers, Skinner fa avanti e indietro mentre parla al cellulare. Mulder riesce ad uscire, fa una chiamata dal cellulare. Frohike e Langly restano in ospedale.)

MULDER: (al telefono) Sono Mulder.

(Una volta fuori, Mulder corre da una parte all’altra della strada in mezzo al traffico. Si libera della giacca, lasciandola sul marciapiede. Nel frattempo Kurtzweil arriva nel vicolo dietro al bar, il luogo d’incontro con Mulder. Si guarda alle spalle, in modo quasi paranoico. Apre la porta secondaria e davanti a lui compare l’Uomo Distinto.)

UOMO DISTINTO: Il Dottor Kurtzweil, suppongo. Il Dottor Alvin Kurtzweil.

(Kurtzweil arretra, cerca di fuggire, ma il vicolo viene bloccato da una limousine. Dall’altra parte del locale entra Mulder, sudato e disfatto, tutti lo guardano. Si inoltra nel bar, dà un’occhiata in giro, ma di Kurtzweil nemmeno l’ombra, così esce dalla porta secondaria. Vede l’Uomo Distinto ed il suo autista che chiudono il bagagliaio della macchina.)

UOMO DISTINTO: Signor Mulder.
MULDER: E il Dottor Kurtzweil?
UOMO DISTINTO: Come è venuto, se ne è andato.
MULDER: Voglio sapere dov’è Scully!
UOMO DISTINTO: Le istruzioni per salvare Scully e quanto occorre per salvarle la vita.

(L’Uomo Distinto tiene in mano un sacchettino contenente il vaccino. Fa segno a Mulder di salire in macchina.)

UOMO DISTINTO: Si accomodi.

(L’autista apre lo sportello. Mulder è insospettito. Va verso la macchina. I due si guardano con circospezione. L’auto esce dal vicolo e sullo sfondo si vede il monumento di Capitol Hill. L’Uomo Distinto porge a Mulder il sacchettino che tiene in mano fin da prima.)

MULDER: Cosa contiene?
UOMO DISTINTO: Un vaccino contro il virus che ha infettato l’agente Scully. E’ un composto ancora instabile, va somministrato entro novantasei ore. Non le resta molto tempo. Quelle sono le coordinate.
MULDER: E’ un tranello.
UOMO DISTINTO: No. Quantunque non abbia il modo di provarlo. Il virus è di origine extraterrestre. Non ne sappiamo quasi nulla, salvo che è stata la prima forma di vita ad abitare questo pianeta.
MULDER: Un virus?
UOMO DISTINTO: Cos’è un virus? Se non una forza colonizzatrice che non può essere sconfitta, nascosta nell’oscurità di una caverna, ha atteso la mutazione e sferrato l’attacco.
MULDER: Questo il vostro complotto mirava a occultare? Una malattia?
UOMO DISTINTO: Ma no, per amor del cielo! Capovolga la prospettiva. In realtà il virus Ebola e l’AIDS, in termini evolutivi, sono gli ultimi arrivati. Questo organismo, invece, camminava sulla Terra ancora prima dei dinosauri.
MULDER: (ride ironicamente) Camminava, addirittura!
UOMO DISTINTO: I suoi alieni, agente Mulder. I suoi omini verdi. Sono giunti qui milioni di anni fa. Durante l’ultima glaciazione alcuni ripartirono, altri rimasero in stato di latenza sotto forma di agenti patogeni evoluti, aspettando di essere riportati alla vita dai progenitori alieni, e sarebbero tornati a colonizzare il Pianeta servendosi di noi come ospiti. E contro questo non abbiamo difese, a parte un vaccino instabile. Capisce perché tanta segretezza? Perché uomini di valore, uomini come suo padre, occultarono la verità. Prima di Dallas ci illudevamo che il virus ci avrebbe solo dominati, che l’infezione di massa ci avrebbe ridotti in schiavitù. Immagini il nostro sgomento quando avvenne la mutazione. La mia organizzazione ha dovuto cooperare con gli alieni dando vita a programmi come quello a cui ha assistito, per mettere le mani sul virus, con la speranza di poter sviluppare in segreto una cura.
MULDER: Una cura per salvarvi il culo!
UOMO DISTINTO: Sopravvivere. E’ la nostra unica parola d’ordine. Suo padre fu il solo a dimostrarsi scettico.
MULDER: Mio padre sacrificò Samantha, la consegnò nelle loro mani.
UOMO DISTINTO: Senza l’ausilio del vaccino, gli unici che supereranno indenni l’olocausto virale, saranno gli individui immuni, gli ibridi generati dalla clonazione. Sua sorella fu consegnata agli alieni e inserita nel programma di replicazione per un unico motivo.
MULDER: Per renderla un ibrido... e consentirle di sopravvivere.
UOMO DISTINTO: Suo padre rifiutò l’egoismo e scelse la speranza. E voi due eravate il suo ponte verso il futuro. Si augurava che lei riuscisse a scoprire la verità sul progetto, che riuscisse a fermarlo, che riuscisse a sfidare il futuro.

(L’Uomo Distinto ha un’espressione impassibile sul suo volto, Mulder, invece, è incredulo.)

MULDER: Perché mi racconta queste cose?
UOMO DISTINTO: Per amore dei miei nipotini. Quando ciò che le ho detto verrà divulgato, io non sarò più tra i vivi.

(L’auto continua la sua marcia nelle strade buie di Washington.)

MULDER: Dov’è il Dottor Kurtzweil? Vorrei scendere se non le secca. (rivolgendosi all’autista) Si fermi, voglio scendere!
UOMO DISTINTO: (incrocia la sguardo dell’autista nello specchietto retrovisore) Procediamo.

(La macchina ora procede per una traversa isolata. L’autista si ferma e spegne il motore. Mulder cerca di aprire lo sportello, ma la porta è bloccata.)

UOMO DISTINTO: Le persone con cui lavora non si fermeranno dinanzi a nulla pur di accaparrarsi la loro parte nell’inevitabile futuro.

(L’Uomo Distinto ha in mano una pistola.)

UOMO DISTINTO: Ho avuto l’ordine di uccidere Kurtzweil... e di uccidere anche lei.

(L’uomo spara inaspettatamente all’autista direttamente alla testa. Schizzi di sangue arrivano anche sul viso di Mulder.)

UOMO DISTINTO: Non si fidi di nessuno, Mulder.

(L’uomo scende dalla vettura.)

UOMO DISTINTO: Scenda, per favore.
MULDER: (ancora scioccato) Perché? Ormai la tappezzeria è rovinata...
UOMO DISTINTO: Le ho chiesto di scendere.

(Mulder scende dall’auto.)

UOMO DISTINTO: Ogni minuto può esserle prezioso. Di ciò che le ho consegnato gli alieni ignorano ancora l’esistenza. Il vaccino è in suo possesso e a tutt’oggi è l’unica difesa contro il virus. Introdurlo in ambiente alieno potrebbe comportare l’immediato fallimento del piano di colonizzazione su cui per cinquant’anni abbiamo steso un manto di assoluta segretezza.
MULDER: Come sarebbe a dire “potrebbe”?
UOMO DISTINTO: Pensi a trovare l’agente Scully. Solo allora si renderà conto della portata e della vastità del progetto. Vada.

(Punta la pistola contro Mulder.)

UOMO DISTINTO: Non perda tempo!

(Mulder si allontana dall’auto e dall’uomo. L’Uomo Distinto si accerta che Mulder si sia allontanato abbastanza e rientra nella macchina. Appena chiude lo sportello, il veicolo esplode, la deflagrazione è talmente potente che scaraventa Mulder a terra. Mulder controlla che la boccetta con il vaccino sia ancora integra, si rialza e corre via.)


SCENA 15
TERRA DI WILKES, ANTARDIDE
48 ORE DOPO


(Nel mezzo di un’infinita distesa di neve, si vede avanzare in lontananza un gatto delle nevi. All’interno c’è Mulder. Batte un colpo sull’indicatore del livello del carburante e l’ago scende giù di colpo. La benzina è quasi finita. Fermo in mezzo al nulla,controlla le coordinate: Base 1, 83.00° Sud Latitudine, 63.00° Est Longitudine, 326 piedi. E’ nel punto giusto. Davanti a lui c’è una duna bianca da cui spuntano delle rocce. Mulder si arrampica e una volta in cima, mentre prende il binocolo si accorge che nella pianura sottostante c’è un’installazione umana. Si stende a terra per non essere visto. Dal binocolo vede che ci sono delle strutture simili a degli igloo e quattro gatti delle nevi. Due uomini se ne vanno a bordo di uno di questi veicoli. Mulder ripone il binocolo nel piumino e si avvia verso l’installazione. Mentre corre affannosamente nella neve alta, ad un tratto lo strato di neve e ghiaccio cede e lui cade all’interno di un lungo tunnel. Mulder si rialza mezzo intontito e dolorante. Ai suoi piedi trova un’altra imboccatura che si dirige verso il basso. Mulder si sdraia in avanti, si inoltra all’interno e percorre un cunicolo metallico ricoperto di ghiaccio e neve. Al termine del tubo, per non cadere nel vuoto, Mulder si gira per atterrare in piedi sul terreno sottostante. Accende la torcia e vede una sorta di crio-incubatrici poste verticalmente lungo il corridoio dove si trova. Cammina guardandosi intorno. Si ferma ad osservarne una, spazza via la neve che ricopre il vetro esterno e all’interno scorge il volto di un alieno completamente ghiacciato.)

(Nel frattempo in superficie, l’Uomo che Fuma ed uno dei suoi uomini si fermano con il gatto delle nevi dietro a quello di Mulder. L’Uomo che Fuma lo guarda assorto mentre continua a fumare.)

(Mulder continua la sua perlustrazione. Attraversa un piccolo cunicolo e si ritrova su una sorta di terrazzino dal quale riesce a vedere tutte le crio-incubatrici dall’alto. Uno strano movimento colpisce la sua attenzione: decine e decine di crio-incubatrici vengono dislocate attraverso un nastro trasportatore. Osserva con il binocolo e vede una barella-container aperta sistemata a terra. Potrebbe essere quella usata per Scully. Per scendere dal terrazzino utilizza una parete sulla quale sono intagliate delle fessure che usa come gradini. Mentre sta scendendo all’improvviso scivola con un piede e perde la presa.)

MULDER: Cazzo!

(Scivola giù molto velocemente. Un gradino al termine della parete lo frena, facendolo saltare fuori verso il vuoto, ma Mulder riesce fortunatamente ad aggrapparsi con una mano. Con molta cautela si sposta pian, piano in una zona sicura, dove può posare i piedi a terra. Si ferma un momento a prendere fiato. Accende la torcia e cammina sopra di un tubo grandissimo e, scivolando lungo il lato, arriva finalmente vicino alla barella. Dentro ci sono i vestiti di Scully, compresa la sua catenina con la Croce. Percorre un altro corridoio alla ricerca di Scully, con la torcia fa luce su ogni crio-incubatrice. Tutti gli uomini intrappolati all’interno hanno gli occhi sgranati, in stato di shock. Finalmente la torcia illumina Scully. Mulder cerca di rompere lo spesso strato di vetro con la torcia, ma senza successo.)

(Intanto l’Uomo che Fuma torna alla base per allertare tutti della presenza di qualcuno. C’è un gran movimento di persone all’interno.)

UOMO CHE FUMA: Procedura di protezione! Voglio tutto il resto del personale giù! Se non siete armati, provvedete subito, probabile intrusione!

(Mulder torna alla crio-incubatrice vuota usata per trasportare Scully e prende una delle bombole di ossigeno. Torna da Scully e comincia con impeto a battere la bombola contro il vetro.)

(Nel frattempo gli uomini guidati dall’Uomo che Fuma sono in allerta e cominciano a scendere in tutta fretta.)

UOMO #1: Muoversi, muoversi! Anche voi, forza!!!

(Mulder manda il vetro in frantumi. L’acqua fuoriesce dall’incubatrice. Scully è immobile ed ha un tubicino in gola. Mulder le inietta il vaccino sotto pelle. Dopo alcuni istanti Scully fa un leggero movimento. Una sostanza, probabilmente il virus, esce dal corpo di Scully e percorre il tubo verso l’alto. Il tubo si atrofizza.)

MULDER: Scully!

(Prima che Mulder riesca a sfilarle il tubo dalla gola, una potente scossa lo fa cadere all’indietro. Nella sala di controllo, il personale si rende conto che tutto il sistema sta crollando. Uno di loro fa vedere i grafici del computer all’Uomo che Fuma.)

UOMO #2: C’è un contaminante nel sistema!
UOMO CHE FUMA: Mulder ha il vaccino, è chiaro.

(Mulder toglie il tubo dalla gola di Scully.)

MULDER: Respira. Scully, ce la fai a respirare?

(Scully tossisce e cerca di parlare.)

SCULLY: Ho freddo... ho freddo...
MULDER: Ora ti faccio uscire.

(Mulder prende la bombola e comincia spaccare il resto dell’incubatrice. In superficie, i computer impazziscono, partono scintille da tutto il sistema elettrico e tutti scappano.)

UOMO #1: Ma cosa succede?
UOMO CHE FUMA: Sta andando tutto a puttane!
UOMO #1: Che ne facciamo di Mulder?
UOMO CHE FUMA: Non ne uscirà mai vivo!

(Mulder tira fuori Scully dall’incubatrice. La stende a terra, sul suo piumino e la copre. La prende in braccio e comincia a cercare la strada per l’uscita. Raggiunge quello che sembra il fondo di un condotto da cui arriva la luce del sole. La scala è molto ripida, Scully si appoggia a lui e cominciano a salire. Fuori, tutti corrono verso i gatti delle nevi, incluso l’Uomo che Fuma. All’interno della struttura il ghiaccio comincia a sciogliersi. Qualcosa si muove nelle incubatrici. Mulder e Scully finalmente terminano la faticosa scalata. Scully ha un momento di debolezza e tossisce.)

MULDER: Non ci possiamo fermare, tieni duro.
SCULLY: Non ce la faccio...
MULDER: Sì che ce la fai!

(Mulder si carica Scully sulle spalle e ricomincia a camminare. Ritorna nel lungo corridoio e si ferma sotto il condotto dal quale era entrato.)

MULDER: Scully, prova a aggrapparti a quel condotto!

(Davanti a lui, all’interno di un’incubatrice che si sta squagliando, Mulder vede un alieno agitarsi.)

MULDER: Scully, aggrappati a quel condotto!! Scully!

(Scully ha perso i sensi. Mulder la posa a terra, le controlla il battito e cerca di farla riprendere con la rianimazione cardio-polmonare. Intorno a lui, gli alieni cercano di uscire dalle loro incubatrici.)

MULDER: Ti prego, respira! Respira! Scully, respira!!

(Scully ritorna in sé e tossisce. Mulder le mette una mano dietro la nuca.)

MULDER: Brava, ora inspira. Inspira, inspira...

(Mulder le si avvicina e Scully gli sussurra nell’orecchio.)

SCULLY: Ci sei cascato di nuovo.

(Si sorridono entrambi. Mulder solleva Scully mentre gli alieni si stanno liberando.)

MULDER: Nel condotto! Vai, forza!!! Fa presto, Scully! Presto!!!!

(Le creature sono quasi fuori, Mulder è terrorizzato. Scully si è arrampicata nel condotto.)

SCULLY: Mulder!

(Mentre si aggrappa al condotto, Mulder viene trattenuto da un alieno per un piede, ma riesce a liberarsi dalla presa e salire.)

MULDER: Va avanti, non ti fermare! Vai, vai!! Non mollare!!!

(Camminano entrambi a carponi verso l’uscita.)

MULDER: Su, ancora uno sforzo, ci siamo quasi!

(Mulder e Scully escono dal condotto, ma dietro di loro c’è un alieno. Mulder si affaccia sul condotto lo vede sbucare, ma questo non fa in tempo ad uscire che viene risucchiato all’interno. Finalmente i due riescono a tornare in superficie, Mulder sente dei crepitii. Il ghiaccio sotto di loro sta cedendo. Afferra Scully e si allontana dal buco dal quale sono usciti. Si gira e vede le strutture a forma di igloo sprofondare nel terreno mentre si sta formando un’enorme voragine nel terreno. Mulder e Scully corrono, cercando di fuggire, ma vengono risucchiati anche loro verso il basso. Dopo un breve istante i due vengono sollevati verso l’alto e poi ricadono violentemente verso il terreno Mulder si trascina sui gomiti verso Scully che non è del tutto cosciente. Una volta al suo fianco, Mulder sposta lo sguardo verso l’alto e vede un’astronave enorme che sta decollando. La guarda con uno sguardo pieno di stupore e meraviglia. Scully è stesa a terra con il volto sulla neve.)

MULDER: (rivolto a Scully) Guarda! Voglio che tu la veda, Scully, guarda!

(Scully è troppo debole, riesce a malapena ad aprire gli occhi. L’astronave intanto è all’orizzonte e lentamente si dilegua fra le nuvole. Mulder sorride, rivolge uno sguardo a Scully e lei ricambia con un cenno. Completamente esausto, Mulder chiude gli occhi e si lascia andare. Scully trova la forza di mettersi seduta e porta Mulder nel suo grembo. Lo abbraccia, poggia il viso sulla sua testa e lo tiene stretto a sé.)


SCENA 16
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.
COMMISSIONE DI INDAGINE DISCIPLINARE


(Scully si trova di nuovo davanti alla commissione dell’FBI. Sul volto porta ancora i segni del congelamento.)

CASSIDY: Alla luce del rapporto che ho sotto gli occhi e del resoconto che ho poc’anzi sentito, la mia relazione conclusiva appare incompleta, se si tiene conto dei fatti nuovi che mi è stato chiesto di acquisire.

(Mentre parla, si vede un uomo entrare nell’ufficio dove sono conservati i resti fossili. Aiutandosi con la luce di una torcia, prende i campioni e li porta via.)

CASSIDY: Agente Scully, sebbene ora questa commissione disponga di prove dirette del coinvolgimento di un agente federale nell’attentato, gli altri eventi da lei qui riferiti sono troppo poco credibili di per sé stessi, e poco plausibilmente connessi tra loro.
SCULLY: Cosa c’è di poco credibile?
CASSIDY: Mi dica lei da dove cominciare.

(Da qualche parte, le famose cisterne usate per trasportare il virus, vengono modificate. Ora sui loro fianchi compare la scritta “Nature’s best corn oil”. Alcuni soldati bruciano con i lanciafiamme un campo di granturco, molto probabilmente quello attraversato da Mulder e Scully.)

CASSIDY: Sono molti i fatti da lei descritti che superano ogni immaginazione. L’Antartide è molto lontana da Dallas, agente Scully. Non.. non può pretendere che io presenti al Ministro una relazione in cui si adombrano le connivenze da lei ipotizzate. Api e campi di granturco non fanno parte del campionario tipico del terrorismo di casa nostra.
SCULLY: Senza alcun dubbio.
CASSIDY: In ciò che ho letto, manca soprattutto la rappresentazione coerente di un’organizzazione cui si possano attribuire precise finalità. Mi rendo conto che le dure esperienze di questi giorni l’hanno seriamente provata. Tuttavia, la lacunosità della sua testimonianza non lascia a questa commissione altra scelta che di stralciare tali riferimenti dalla relazione conclusiva, fintanto che non saranno acquisite prove materiali tali da indurre la commissione stessa ad aprire un’inchiesta.

(Scully si alza e va verso il tavolo della commissione. Skinner la osserva attentamente. Scully appoggia sul tavolo un contenitore con all’interno l’ape che l’ha punta.)

SCULLY: Tendo a escludere che sulla base delle prove che ha in mano, l’FBI al momento disponga di un nucleo investigativo in grado di condurre un’inchiesta.

(Scully esce. Skinner e Cassidy si guardano.)


SCENA 17

(Mulder è seduto su una panchina, vicino ad una grossa fontana, e sta leggendo il giornale. Sul quotidiano c’è un brevissimo articolo che parla dell’accaduto. Scully si avvicina e lui le porge il giornale.)

MULDER: C’è un interessante esempio di realtà romanzesca a pagina ventiquattro. Stranamente i nostri nomi sono stati omessi. Tra poco tutto sarà insabbiato, non faranno che scavare l’ennesima buca e ricoprirla.
SCULLY: Ho detto alla commissione tutto quello che so. Ciò che ho vissuto in prima persona, il virus, la sua diffusione tramite le api e il granturco transgenico.

(Mulder si alza dalla panchina e comincia a camminare, Scully lo segue.)

MULDER: Perdi il tuo tempo Scully, non ti crederanno mai! A meno che la tua storia non possa essere programmata, catalogata o facilmente codificata.
SCULLY: Ci rivolgeremo più in alto, allora.

(Lui si ferma e si volta verso Scully.)

MULDER: No, no. Quante volte ci siamo trovati a questo punto, Scully? Così vicini, tanto vicini alla verità da sfiorarla! E per l’ennesima volta, nonostante quello che sappiamo, ci ritroviamo al punto di partenza!
SCULLY: E’ diverso stavolta.
MULDER: E’ tutto uguale! Avevi ragione a voler mollare! Dovresti tenerti alla larga da me più che puoi! Vattene! Non voglio vederti morire Scully, in nome di una folle causa che è soltanto mia! Torna a fare il medico. Finché sei in tempo, approfittane.
SCULLY: Non riesco. Non voglio. Tornerò a fare il medico, ma il mio posto adesso è accanto a te, io non ti lascio. Per il virus che mi ha infettata, di qualunque natura esso sia, c’è una cura efficace. Mulder, l’hai avuto tra le mani il vaccino! Immagina quante vite si possono salvare.

(Scully gli prende la mano.)

SCULLY: Se io mollo adesso, gliela do vinta.

(Mulder le sorride e i due si allontano insieme.)


SCENA 18
FOUM TATAOUINE
TUNISIA


(Un elicottero sorvola le dune del deserto. L’Uomo che Fuma è lì, vicino ad un campo di granturco. Un tunisino grida qualcosa nella sua lingua, mentre Strughold esce dal campo.)

STRUGHOLD: Il caldo l’ha messa a dura prova. Perché ha affrontato un viaggio così faticoso?
UOMO CHE FUMA: Per parlare di una certa questione.
STRUGHOLD: Ci sono anche i canali ordinari, volendo.
UOMO CHE FUMA: Si tratta dell’agente Mulder.
STRUGHOLD: Dio, ancora Mulder! E’ un’ossessione.
UOMO CHE FUMA: Ha visto più di quanto doveva.
STRUGHOLD: Cosa ha visto, in realtà? Poche tessere di un immenso mosaico.
UOMO CHE FUMA: Ha ripreso a indagare... e con che ostinazione.
STRUGHOLD: E’ pur sempre isolato... e un uomo solo non può sfidare il futuro.

(L’Uomo che Fuma tira fuori un foglio dal taschino della camicia e lo porge a Strughold.)

UOMO CHE FUMA: Ieri, ho ricevuto questo.

(Strughold legge il foglio e poi lo lascia cadere sulla sabbia. E’ un telegramma su cui c’è scritto: “X-FILES RE-OPENED. STOP. PLEASE ADVICE. STOP.” (“RIAPERTI GLI X-FILES. STOP. PER FAVORE, AVVISATE. STOP.”) Mentre i due uomini si allontanano si vede un campo enorme di granturco e in lontananza ci sono molte altre cupole bianche per le api.)


Trascrizione effettuata da MariAnto86


North Texas

Federal Building - Dallas, Texas

FBI Headquarters - Washington, D.C. - Office of Professional Review

Appartamento di Scully

Montgomery County, Maryland

Bethesda Naval Hospital - Bethesda, Maryland

Dupont Circle - Washington, D.C.

Dallas, Texas

FBI Field Office

County of Somerset - England

London, England

Appartamento di Mulder
2630 Hegal Place - Appartamento num. 42 Alexandria, Virginia 23242

Wilkes Land - Antarctica

Foum Tataouine - Tunisia


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