Le fanfic di X-Files

Luna piena

Mulder e Scully alle prese con una leggenda..
Autore: Gillian Mulderson
Pubblicata il: 25/09/2009
Tradotta da: Angelita
Rating: PG-13, vietata ai minori di 13 anni
Genere: ANGST, MRS/RSM
Sommario: Mulder e Scully alle prese con una leggenda..
Note sulla fanfic: Se avete avuto li piacere di leggere" La noche boca arriba" di Julio Cortázar, questo è il mio umile omaggio alla sua maestria.

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"…e quando la luna si alzò piena di vento divenne
nera come la bestia e più pallida della croce"

IL DEMONIO INCARNATO, Dylan Thomas

La notte palpita intorno a me esplodendo in suoni cupi, fruscii, e l'ululare del gufo, il mio cuore che precipita.
Non posso vedere un sentiero chiaro tra i rovi e i rami bassi mi graffiano, mi colpiscono il viso e le mani mentre corro. Il suono del mio respiro fa eco a quello di Scully, appena dietro di me, che inciampa nei miei talloni quando mi fermo per orientarmi, mentre guarda come me l'immensa oscurità con gli occhi spalancati per cercare di scorgere qualsiasi sagoma che si nasconda nelle ombre.
E' notte in questo bosco pieno di pericoli; la bestia che noi inseguiamo è vicina, annusando il sangue delle mie mani e gambe. Il mio respiro affannoso passa oltre Scully, si alza in piccole nubi di fiato corto nella notte glaciale, pulsano selvaggiamente come il mio cuore e svaniscono nella neve appena caduta.
Il bosco è nero e sopporta a stento il peso della nostra corsa; si chiude su di noi mentre la luna enorme e gialla trasforma in argento le orme sulla neve. Scully si lamenta piano quando un ramo le graffia la guancia perfetta, ma non possiamo fermarci, non possiamo farci catturare.

****

Mulder si svegliò di soprassalto, bevendo l'oscurità della stanza. I suoni della notte in Pennsylvania riempivano i vuoti e gli spazi, e il freddo indicava che la neve caduta durante la sera congelava l'aria con calma impietosa. Flesse le dita che in sogno erano doloranti e sanguinanti; il calore della coperta a quadri l'abbracciò nel calore del morbido letto.
Solo un incubo, pensò con sollievo. Uno di quegl'incubi che lo tormentavano di notte, dove i mostri non si potevano mai vedere ma che lo inseguivano senza sosta fino a raggiungerlo. L'insonnia era un'eredità del passato e con esso aveva dimenticato gli incubi, ma ogni tanto tornavano, per fargli comprendere che nessuno scappava veramente da essi. Come fantasmi crudeli, lo avevano spiato nell'ombra ancora una volta.
Ma tutto stava bene dentro di lui: le vecchie ferite, le paure, gli inganni della mente, tutto ora stava nel posto che gli spettava. L'antico e piccolo paese di Faber, nel cuore della Pennsylvania, dove era arrivato giorni prima con Scully per indagare su un presunto caso di Uomini-lupo, avallato da fatti strani e anni d'avvenimenti straordinari, dormiva nella tacita pace di una luna piena senza bestie maligne. Tutto era in ordine lì fuori, e la pace silenziosa della notte gli cantò una ninna nanna all'orecchio fino ad abbandonarlo di nuovo nelle braccia del sonno.

******

-Shhhh-
-Lo senti?-sussurra Scully al mio orecchio, affannando nella pallida notte. Si asciuga il sangue dalla guancia, con gli occhi azzurri immersi nel bosco scuro che ci circonda. La cosa ci spia nell'oscurità respira pesantemente intorno a noi, come chiudendo un laccio invisibile. Lei fa scivolare la sua mano fredda nella mia, stringe forte le dita e mi segue in questo labirinto di rami.
-Mulder, hai portato i proiettili d'argento che quel vecchio ci ha dato all'arrivo?
-Li tengo qui, Scully. Ma non pensavo che credessi a queste cose.
-Un proiettile d'argento uccide come uno d'acciaio, Mulder. In realtà ti stavo domandando se avevi proiettili.
Come se fosse un mondo senza fine, gli arbusti sembrano moltiplicarsi davanti a noi. Sotto le mie costole mentre respiro, i miei polmoni scoppiano dal dolore, e le mie mani cercano tutte le spine dei rami per farsi strada; sanguinano, e fanno male, e palpitano.
Credo che si stia avvicinando.

****

Il lupo annusa il sangue, grugnendo e mostrando i denti gialli con il piacere del cacciatore. Le prede sono vicine, dissanguandosi nella notte. La luna piena sorride tremante tra i rami nudi del bosco gelato, e il lupo gigantesco, con gli artigli come le mani di un uomo, sapendo vicina la vittoria, ulula facendo tremare i suoni della notte. Le sue prede sono vicine.

****

Un ululato era suonato vicino, troppo vicino, più in là degli arbusti ingigantendosi nell'ombra, un oscuro peso sembrava concentrare tutta la notte. Mulder sapeva che stava sognando, che l'incubo continuava nella sua testa come se niente potesse fermarlo, ma non poteva scappare di suoi artigli. Doveva correre, doveva dare una mano a Scully e correre verso un posto sicuro, poteva sentire il lupo che si muoveva nell'ombra, spiandoli.

****

Mulder tornò a svegliarsi, sbuffando. L'aria della notte gli raffreddava la fronte sudata, e più in là delle tende, il vetro delle finestre dell'hotel rifletteva le stelle luminose come piccoli soli. Si alzò in silenzio, con pochi movimenti che si confondevano nella notte, e si affacciò alla finestra dove il bosco vicino sembrava che si potesse quasi toccare con la punta delle dita.
Più in là dei rami appena ornati dalla neve di un inverno precoce, la luna gigantesca e gialla girava lentamente nel cielo. Il silenzio del bosco era soprannaturale, come se il mondo stesse trattenendo il fiato.
Tutte le case del piccolo paese erano al buio, le finestre tappate per la notte speciale che si ripeteva mese dopo mese nel plenilunio; nemmeno l'inverno fermava il mostro che questa volta non aveva dato segni di vita. Mulder sapeva che sarebbero dovuti andar via il mattino seguente, poichè le prove acquisite non erano altro che graffi nelle porte e sui muri e qualche viaggiatore scomparso che non si era più trovato. Troppo poco per meritare una spesa eccessiva di un'indagine del FBI. Forse avrebbe dovuto fare un viaggio di fine settimana, nel suo tempo libero, ma non a carico del governo, per non dover render conto delle sue spese coscienziosamente come si pretendeva da lui.
Nudo davanti alla finestra gelata, la luna illuminò i suoi tratti mentre osservava la notte. Forse tra un paio d'ore sarebbe iniziato ad albeggiare, mettendo fine a quella notte di veglia, dove per la prima volta dopo molti mesi gli incubi sembravano aspettarlo ogni volta che chiudeva gli occhi.
Tante volte la mattina lo aveva trovato con gli occhi asciutti che osservava l'alba, tante volte la notte era stata l'amica odiata e desiderata, e ora tutto questo rituale sembrava improvvisamente nuovo; la notte e la luna e l'alba e i pensieri che vagavano erranti come i battiti del suo cuore, e un pensiero d'immensità dietro l'oscurità gelata. Il vetro restituì l'immagine di un uomo spettinato e dagli occhi intensi illuminato dalla luna; i morti amati dormivano nella luce delle stelle, ma lì dormiva anche tutto quello che non era neanche nato.
Un movimento dietro di lui lo fece trasalire; e mani calde e piccole gli scivolarono intorno alla vita fino ad abbracciarlo.
-Non puoi dormire- disse Scully
-No-sospirò lui- Tutto è troppo silenzioso
-Torna a letto; fa freddo
Lui si lasciò trascinare senza sforzo verso il nido di coperte, dove lei si accoccolò dolcemente sotto il suo mento e respirò in silenzio per alcuni minuti. Il mondo intero sembrava improvvisamente trovare il giusto posto per tutte le cose.
-Oggi il vecchio signor Finkerton mi ha raccontato la storia del primo Uomo-lupo di Faber- disse Mulder ad un tratto, e Scully, mezza addormentata, cercò di protestare come da rituale.
-Uomini-lupo, Mulder? Graffi di lupi normali in questi boschi e gente che va via senza disturbarsi a pagare la stanza dell'hotel…Questo non è un Uomo-lupo; per lo meno non uno di quelli che tu cerchi.
-Ce ne sono altri, Scully?-sorrise Mulder
-Molti altri- disse lei, e incominciò ad addormentarsi
-Dicono che si chiamava Johnny Flecher- incominciò lui, sapendo che stava perdendo il suo pubblico; il respiro lento e ritmico di Scully gli faceva il solletico sul petto- Era un ragazzo come qualsiasi altro in un piccolo paese, ma le sue ambizioni erano grandi. Sempre aveva voluto andar via da qui, cercare il suo posto nel mondo, trionfare dove gli altri non avrebbero mai immaginato, ma quando aveva vent'anni s'innamorò.
-Di chi?- chiese Scully mormorando appena.
-Della figlia dell'ufficiale comunale, non so come si chiamava; ma lei non gli corrispose e preferì un altro, e il ragazzo, Johnny, pazzo di gelosia, li spiò per vari giorni fino a che gli innamorati si avvicinarono all'altro lato di Grass Creek, un posto chiamato Taibhsear, una grotta nella quale sono soliti andare le coppie, da dove possono ammirare la luna e cose simili, e li inseguì con un fucile.
-Che romantico- rise Scully piano, e si accoccolò ancora di più sotto il suo mento.
-Dicono che quando l'inseguiva tra gli alberi, incontrò un brathair, un fratello della notte, che mangiò il suo cuore e lanciò il corpo nel fiume. Ma poiché Johnny aveva il cuore rotto a causa di quella donna, il brathair potè mangiare solo quello che rimaneva, e d'allora lo spirito di Johnny, trasformato in un enorme lupo gigante, spia nel bosco, per recuperare la parte del cuore rotto che gli manca. Bene, credo che qualcosa sia meglio di niente…
- Mulder, non dirmi che…
-Sì, ho controllato. Tutte le persone che sono scomparse in quel bosco, Scully, avevano appena sofferto per una delusione amorosa; tre degli otto erano divorziati, uno era vedovo e gli altri avevano avuto relazioni fallite in modo diverso.
-Quasi tutta l'umanità ha avuto relazioni fallite, e se arrivi ad una certa età senza avere il cuore per lo meno un poco rammendato, o sei un monaco del Tibet dall'infanzia o un naufrago su un'isola deserta…C'è molta mercanzia per un uomo-lupo che cerca cuori rotti, non credi? Inoltre…
-Inoltre cose?
- Perché ucciderli? Se queste persone avevano il cuore rotto come lui, allora avrebbe dovuto proteggerli o aiutarli, non ti sembra?
Forse li sta salvando da un destino come il suo- rispose Mulder dolcemente, guardando il bosco al di là della finestra- inoltre, chi ha detto che avrebbe dovuto essere un uomo-lupo, giusto?
Scully rimase così silenziosa che Mulder chiuse gli occhi, godendo del suo calore, pensando che dormiva.
-A volte penso…-disse lei improvvisamente, e gli occhi di Mulder tornarono a dirigersi verso la finestra nuda, mentre Scully riposava sul suo petto.
-Cosa?- l'incoraggiò lui dolcemente, quasi addormentato.
- Che ciò che cerchiamo, quello che hai cercato tu per tanti anni( tua sorella, le risposte a domande che nessuno si era posto, la verità) quello che cercavo io senza saperlo( la mia strada, la mia affermazione) non stavano lì dove lì cercavamo… che tutto quello che abbiamo trovato in tutti questi anni ufo, mostri, fatti quasi inesplicabili, non sono stati altro che segnali sul cammino, e che quello che abbiamo trovato alla fine è uno specchio. Quello che abbiamo trovato alla fine siamo noi stessi.
-Così saggia, agente Scully- sorrise dolcemente Mulder baciandole la fronte e pensando alle sue parole.
-Tanti labirinti, e alla fine, abbiamo sempre saputo dove stava l'uscita.
Mulder strinse il suo caldo corpo contro di lui, i suoi fantasmi vinti per il momento.
-Sì- convenne- L'abbiamo sempre saputo.

****

Il sogno continuò come se non si fosse mai fermato, schiacciandolo nelle ombre. Mulder quasi poteva assaporare la sua paura sulla lingua come un metallo scivoloso.
-Shhh, non aver paura. Presto farà giorno- disse , per lei e per se stesso.
La capanna in rovina per anni d' abbandono sembrava, invece, alzarsi solidamente nel mezzo del bosco spumoso di ombre. I respiri affannosi di Mulder e Scully fendevano l'oscurità come saette di fiato pallido, che cercavano le fredde stelle della notte. Tutto era al buio lì, tutto era freddo, ma Mulder fece entrare Scully quasi a forza prima di chiudere con violenza la porta.
Le finestre erano tappate, e quasi nessun riflesso di luce della luna poteva infiltrarsi lì.
Lui si accoccolò in un angolo e abbracciò Scully mentre lei cercava di coricare la sua arma con i proiettili d'argento al tatto, immersa nell'ombra. Il freddo mordeva le sue carni con forza e lì fuori, un ululato vicino e terribile li paralizzò all'istante.
-E' lì!
I passi della bestia sembrarono sentirsi con chiarezza spaventosa nel silenzio. Girò intorno alla casa, annusando l'aria, sentendo l'odore del sangue dei cuori rotti, annusando la paura. Grugnì con soddisfazione, perché sapeva che la preda era vicina.
-Non aver paura, non può farci male- disse Mulder, quasi senza voce, e la strinse a sé, guardando l'ombra del gigantesco lupo girare intorno alla casa. Arrivò fino a loro, separati da un muro di vecchio legno tarlato, si fermò. Mulder tolse l'arma dalle mani di Scully, pronto a sparare, e anche se attraverso la parete, potè quasi sentire l'alito fetido e rapace raggiungerlo e avvolgerlo. Improvvisamente, tutto apparve come sospeso nell'aria.
Il lupo, la donna, l'uomo, il bosco, tutti sembrarono adattare i battiti dei loro cuori per un istante…e poi questi galopparono separatamente, ancora una volta.
-Mulder, lo senti?
I passi oscuri del lupo si allontanarono verso il bosco, si persero nella notte e risuonarono in ogni tronco spogliato dall'inverno fino a spegnersi completamente
Quella notte, il lupo ritornò alla sua grotta di Taibhsear incompleto come sempre.
Nessuna preda avrebbe ingrossato le sue fauci questa volta.


****

Mulder si svegliò di soprassalto, e sentì la delicata mano di Scully accarezzare il suo braccio nudo nel sonno, cercando di dare pace ai demoni furiosi dei suoi incubi. Con il cuore che gli galoppava nel petto, stirò la schiena sul morbido cuscino, accomodando i suoi muscoli uno ad uno. La notte respirava fuori, e lui sapeva che non poteva riaddormentarsi.
L'Uomo-lupo in cerca di cuori rotti senza dubbio avrebbe avuto un terreno di caccia abbastanza ampio, è vero, ma in quella piccola stanza, accarezzato dalle mani dolci della sua compagna non sentiva niente di rotto dentro di sé. Gli incubi svanivano anche in questa fredda oscurità invernale, e solo per merito della piccola mano di una donna coraggiosa che lo aveva accompagnato dove nessuno aveva osato prima, dove lui stesso non avrebbe osato senza lei al suo fianco. Tanti sogni, tante ricerche…e tanto dolore ora svanito.
La guardò dormire in quella fredda mattina, e ricordò il vecchio racconto della bambina che vagava per il bosco sotto lo sguardo attento del lupo feroce." Per mangiarti meglio", avrebbe detto il lupo, e sotto i suoi capelli rossi come un cappuccio, Scully sembrava una bambina piccola e vulnerabile.
-Per mangiarti meglio- sussurrò appena, ed era così come si sentiva ogni volta che la guardava, perché anche se lui formava parte del suo corpo ogni volta che si univa a lei, anche questa donna indomabile e piccola si metteva dentro di lui, facendolo diventare parte di lei.
Prese la mano di Scully e seguì con il dito il morbido contorno delle lunga dita, delle unghie tonde e quasi trasparenti. La pelle traslucida, al brillare della luna piena che fatasmagoricamente sorrideva nella notte, sembrava brillare dolcemente, e Mulder si portò alle labbra quella mano che sanava. Baciò le nocche come fiocchi di cotone, il palmo morbido come seta e solcato dalle linee della vita; la sua lingua percorse il sentiero sottile della linea più lunga fino alla sua base.
-Spero che tu non stia facendo questo addormentato- sussurrò Scully in un assonnato mormorio d'oscurità. Contro la sua pallida pelle, la bocca di Mulder tracciò un lieve sorriso.
-Forse l'insonnia non è poi così brutta dopo tutto- disse lui docilmente e accarezzò la sua guancia ruvida per la barba notturna con la morbida mano di Scully. Il profumo umido e tiepido del corpo di lei entrò in tutti i pori della sua pelle quando l'abbraccio così strettamente che perfino l'aria era una distanza inaudita tra loro, e in una rete di baci pigri e carezze urgenti, respirarono l'aria della notte, e ancora una volta, la trasformarono in luce.

****

Il lupo in basso grugnì, con gli occhi brillanti nell'oscurità. La luna rotonda come la notte rese argentea la sua pelle e i suoi movimenti misurati e lenti. L'odore del sangue che lo aveva attratto fino alla finestra, la chiamata di due cuori rotti, svanì e lentamente l'aria tornò ad odorare di notte e silenzio.

I suoi occhi bruciarono lo spazio attraverso la finestra senza tende, dove un uomo e una donna dormivano abbracciati. Nessun cuore rotto, nessun cuore che aveva bisogno di essere salvato.
Lentamente, immergendo le sue zampe come mani umane nella neve, il lupo grugnì ancora una volta e ritornò nel bosco nero, protetto dalla luna.

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