Le fanfic di X-Files

Cioccolato e Crepes

Mulder, Scully e la colazione a base di crepes
Autore: Irati
Pubblicata il: 22/09/2009
Tradotta da: Angelita
Rating: PG, da leggere con i genitori
Genere: MRS/RSM, MRS/RSM
Sommario: Mulder, Scully e la colazione a base di crepes
Note sulla fanfic: Mini fic zuccherata.

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Le gocce di pioggia cadono ad intervalli ritmici. I vetri del ristorante sono pieni di polvere e le gocce disegnano piccole sentieri di fango sul lato esterno alla vetrina di Denny's.
E' giovedì, così che dobbiamo stare nel…Wisconsin.
La cameriera si avvicina con un piatto di crepes- un enorme piatto di crepes- sciroppo di cioccolato, gofres belga e tutta una serie di fantasie di grasso e zucchero. Incluso una caraffa di panna liquida.
Prima che il cibo stia sul tavolo le ghiandole salivari di Mulder si mettono in funzione. Lo so perché gli brillano gli occhi e giurerei che ha le pupille dilatate. Dagli zucchero e un nuovo caso da investigare e ridurrai un supposto genio del FBI in un bambino con gli occhi brillanti che può appena contenere la voglia di buttarsi sul piatto della colazione.
Io ho il mio piatto davanti. Fette biscottate di pane integrale( due), caffè senza latte e con zucchero. E' presto e si mangio troppo tutto il sangue abbandona il mio cervello per fare la digestione. Riduce la capacità di concentrazione.
Mulder lo sa ma la sua mente iperattiva ha bisogno di zucchero prima d'incominciare in caso. C'è stato un tempo in cui ho criticato la sua eccessiva passione per i dolciumi. Finchè non mi sono resa conto che mangiava dolce solo quando era contento. La scoperta mi ha appassionato tanto a vedergli mangiare crepes che basta che le ordini perché mi contagi il suo entusiasmo. Naturalmente faccio il possibile per nasconderlo. Mi limito a sollevare uno scettico sopracciglio e vederlo mangiare.
Mulder ha un suo rituale per mangiare le crepes e vedere come lo mette in pratica non rassomiglia a niente a questo mondo. Per prima ne mette una nel piatto. Prende il tubo dello sciroppo con una mano, lo agita con energia e sparge una quantità esageratamente oscena di cioccolato che fa sì che la crepe praticamente scompaia. Allora ne prende un'altra e la mette sulla prima. Ci sparge sopra quasi mezzo litro di panna e la chiude con la terza crepe. Se il caso che dobbiamo investigare gli risulta veramente attraente( leggasi: luci nel cielo o trasmigrazione delle anime) chiede marmellata di lamponi e mette due cucchiaiate enormi sulla montagna di cibo.
Fa fare vari giri al piatto per valutare il miglior modo d'iniziare a mangiare e godere del sapore che lo aspetta.
Prende la torre di crepes facendo attenzione a non spargere la panna e in un solo morso enorme divora la metà del piatto. Chiude gli occhi quando le sue labbra sfiorano per la prima volta il cibo e emette un "mmmmm" che potrebbe sciogliere il ghiaccio nell'Antartico quando ingoia.
Un rivolo di cioccolato nero, caldo e pesante gli scivola tra le labbra e la panna cade su entrambi i lati del piatto. Dolce, liquida, morbida. I colori si mescolano quando scendono giù per il mento. Prima che le prime gocce cadano nel piatto, si lecca le labbra per catturare il miscuglio di sapori. Il liquido marrone brilla sulla punta della lingua per un millesimo di secondo prima che lo ingoi. Un ingoiare unico, rumoroso e decisamente ghiottone che lui riceve con un secondo gemito soffocato.
Non abbasseranno il riscaldamento in questo posto?
La cameriera si avvicina con una brocca di caffè e riempie le nostre tazze. Mulder sta per finire la sua prima razione. I rimasugli del cioccolato delle sue guance distoglie l'attenzione della cameriera che mi serve più caffè di quello che potrei bere senza farlo uscire dalla tazza. Mulder è passato alla fase di autopulitura e fa passare la lingua per le labbra e le guance cercando i resti del cioccolato come se fosse un gatto con un piatto di latte.
Il mio "grazie" poco cordiale sveglia la cameriera dal suo sogno. Sorride per cortesia e va via verso il bancone.
Mulder, naturalmente, è completamente estraneo a tutto tranne che alla sua successiva razione.
Sarà che si sta abituando agli sguardi brillanti delle donne che s'incrociano con lui? O sarà che è veramente ottuso?
Tutte e due le cose, probabilmente.

- Sicuro che non ne vuoi un poco?
 
Quando mi parla alza la vista per la prima volta dall'arrivo del cibo. Felice, Fox Mulder è felice. Vedere per credere.
- Sai quello che questo cibo fa per le tue vene, Mulder?
E' evidente che non sa quello che fa al mio ritmo cardiaco.

- Le mie vene non sopravvivranno senza crepes con panna e cioccolato, Scully. Sono vene d'acqua dolce.

- Come le trote?

Sorride, sia lodato il Signore, è la mia versione preferita, il sorriso improvviso. Un flash sincero che illumina dentro e fa sì che mi si rizzino i peli sul collo.
Prende la successiva torre e si prepara per mordere.

- Sapevi che le trote si accoppiano una sola volta nella vita e possono fare mille uova?
Un morso fa sì che il cioccolato esca dal lato opposto e scorra per le sue dita.
Incomincio a pensare che le trote ed io abbiamo una vita sessuale molto simile quando Mulder si porta la mano alla bocca per leccarla. Ferma il rivolo di cioccolato con la lingua e percorre le linee del suo palmo come un accenno di bacio.
E improvvisamente ho smesso di pensare alle trote.

-Sapevi tu che i testicoli della balena australiana pesano tre tonnellate e il suo pene misura un terzo della lunghezza del suo corpo?

Si andiamo a giocare al National Geographic, cerca di superare questo, Mulder.
C'è uno scintillio di meraviglia nella sua espressione. Non so se è l'accenno ai genitali che è uscito dalla mia bocca. Credo che questo sia la cosa più simile al parlar sporco che ho praticato in anni. Chiacchiere sulle balene, questo sono io. Credo che Mulder non sia cosciente delle connessioni mentali che queste crepes stanno provocando in me.

-Tre tonnellate?

Mi guarda negli occhi mentre lo domanda. Le particelle d'aria tra lui e me hanno odore di cioccolato e sono vive.

- Dovrò incominciare a vedere Discovery Channel- Finisce la frase succhiando le gocce di cioccolato che gli restano sul pollice, che ora e immerso tra le sue labbra.

Forse è il calore ma credo che posso sentire questa suzione dentro di me. Una scarica di corrente impercettibile che mi colpisce. Come se mi pettinassero la peluria di tutto il corpo con un cavo d'alta tensione.
Dio, Mulder, fino a quanto ci tortureremo così?

- Vuoi dire che tutti questi video che non sono tuoi non sono documentari sulla vita selvaggia?

C'è un ombra di sfida nel mio tono e incomincio a domandarmi chi diavolo sono io e dove sta Dana Scully.

-Bene, sono selvaggi se ti riferisci a questo…

Mi sta guardando fissamente. C'è un tavolo tra lui e me ma anche così la sua voce mi accarezza il contorno delle orecchie con un sospiro di velluto caldo.
Non so perché. So solo che Mulder ha la capacità di diluire la mia mente razionale per quello che si riferisce ai sentimenti. Ci sono giorni che stare con lui è una tortura squisita. In quelli che tutto ha più significato di quello che dice, in quelli in cui voglio solo sorridere abbassando lo sguardo, inumidendomi le labbra, fare battute allusive e arrossire quando risponde ad esse. Voglio essere leggera e superficiale, impulsiva e pericolosa. E' il sentimento più intenso e liberatore che ho mai sperimentato. Forse per questo mi spaventa tanto.
Dopo una carriera, un dottorato e un addestramento federale, in giorni come questi, mi sento trasportata ad un aspetto di me stessa che cerco sempre di contenere. Sono un'altra volta la Dana Scully che pomiciò con Buch "motociclista" Robinson nel seminterrato della sua casa saltando la lezione di chimica e facendo arrabbiare suo padre fino sull'orlo dell'ira, la Dana Scully che si ribella per il puro piacere di farlo, che si tatua un serpente sulla schiena, che si sentiva attratta per un genere sbagliato di ragazzi per motivi sbagliati e finiva per recitare quattro Ave Maria dopo la confessione domenicale.
Tutti questi argomenti sulle ragazze cattoliche e i ragazzi cattivi passano per la mia mente in raffiche improvvise mentre Mulder finisce di raccogliere i residui il suo piatto.
Una un pezzo di crepe che è avanzato per unire il cioccolato e la panna che sono caduti nel piatto. Quando questo resta vuoto, succhia le dita uno ad uno, aprendo gli occhi solo quando non rimane altro cioccolato da leccare.
Sto respirando leggermente ma più in fretta del normale. E credo che sono più rossa di quello che sarebbe ragionevole a causa del riscaldamento di Denny's.
L'ultima fase della colazione di Mulder consiste sempre nel servirsi di un enorme bicchiere di succo d'arancia e bere senza fermarsi a respirare. A base di grandi sordi che risuonano nella sua gola come colpi di martello. Non so perché possa fare sì che bere in questo modo sia sexy e credo di preferire di non saperlo.
Quando ha finito emette un grugnito soddisfatto e il suo alito arriva fino a me. Odora di cioccolato e arance, panna dolce e calore.

-Scully non hai mangiato niente.

Mulder osserva il mio piatto e la sua voce rivela preoccupazione? Può essere. Il suo istinto di iper protezione è completamente inopportuno quando sto avendo terribili pensieri sui suoi grugniti e tutti questi rumorini così suoi da cui sono dipendente.

-Non ho fame- Non è strettamente vero ma la verità è che non ho voglia di fare colazione. Nemmeno voglio confessare che mi ero distratta a guardarlo e ho dimenticato il mio piatto di cibo.- Inoltre, già hai mangiato per due.

La mia spiegazione non arriva a convincerlo. E quella ruga di preoccupazione continua a stare lì. Ostinatamente sistemata tra le sue sopracciglia. So a cosa sta pensando, sta pensando che non mangio abbastanza, che dovrei alimentarmi di più, che devo preoccuparmi della mia salute, che bla, bla, bla. La cosa certa è che mangio esattamente quello di cui ho bisogno ma questo non ha mai incluso enormi piatti che sfidano le leggi della gravità.

-La colazione è il mangiare più importante del giorno.

Signore. Gli piace giocare al medico.

- Il medico sono io, Mulder e non ho fame.

Lo guardo con fermezza. Parlo seriamente. Non cercare di proteggermi. Per la mia salute mentale non è conveniente che tu passi così rapidamente dalla casella" cattivo ragazzo" alla casella" figura paterna". E' troppo freudiano.
Lui mi guarda senza esserne convinto e dopo un silenzio mi dice," dovresti provare le crepes"
E allora, come se fosse una bambina di tre anni, mi serve una crepe nel piatto e prima che io possa ottenere un'espressione che riassumi la mia meraviglia, mi ha servito cioccolato e ha tagliato un pezzo che mi offre con la sua forchetta.
Credo che la sua intenzione sia che A) io mi arrabbi e possiamo avere una di quelle discussioni tra compagni che tanto lo divertono o B) che io prenda la forchetta e mangi questo maledetto impasto di farina e cioccolato.
Così che faccio qualcosa di insperato, qualcosa che indica che deve esserci un allineamento cosmico pericoloso in Urano. Cerco il suo sguardo giocoso e gliene restituisco uno impassibile mentre mangio dalla sua forchetta.
Il cioccolato è scuro e zuccherato e quando riesco a mordere l'impasto della torta, scoppia nella mia bocca, Mi avvicino alla forchetta per leccare le ultime gocce di cioccolato. La sua forchetta. La trattengo tra le labbra un secondo in più del normale perché so che alcuni secondi fa erano le sue labbra che mangiavano da essa, la sua lingua che batteva contro le punte di metallo.

-Bene- affermo-Soddisfatto?

E lo guardo.
E non posso respirare.
Dio mio, non-posso-respirare.
Mulder mi ha guardato molte volte. Intimo, preoccupato, affettuoso, sorridente, ironico, cinico, irato, impaziente, ansioso, nervoso, moribondo, ammalato e contento. Un milione di sguardi diversi, tutti mi hanno attraversato il cuore, hanno sfidato le mie convinzioni, mi hanno trasformata in una dipendente al solo piacere di stare con lui.
Ma mai una cosa simile. Nemmeno in quel corridoio dal quale non siamo mai riusciti a venir fuori. Mulder non mi ha mai guardato senza niente tra il desiderio e me. Ciò che c'è nei suoi occhi che sembrano più verdi del normale, è fame. E niente che la nasconde. Non c'è cameratismo, né fiducia, né complicità. Solo fame.
Di me.
Non riesco a trovare lo stomaco. E credo che quello che sento rassomiglia troppo al terrore.
Mulder smettila di guardarmi così. Per il bene di tutti e due, per favore. Nessuno mi ha mai guardato così. Non si guarda così senza essere accusati di tortura alle Nazioni Unite.
L'ho visto leccare, raccogliere le briciole, succhiare, sorbire e mordere fino a due secondi fa. Per favore, Mulder, abbi pietà. Non guardarmi come se fossi crepes con cioccolato e volessi mangiarmi su questo tavolo di quest' orribile Denny's del Wisconsin.
Forse mi sente pensare. Perché viene fuori dalla sua fantasia- qualunque essa fosse, credo che sia meglio che non sappia i dettagli anche se so che mi torturerò pensandoci- e abbassa lo sguardo.

-Ed io che ho pensato che non sarei vissuto abbastanza per vederlo.
Che cosa?

Quando tornò ad osservarmi, è riuscito a nascondere ciò che alcuni secondi fa era nudo e carnale con qualcosa di più amichevole, più scintillante, molto meno pericoloso.

- Dana Scully che mangia dalla mia mano- ironizza- Vedere per credere- afferma, lasciandomi senza una possibile replica.

Bastardo.

- Continua a sognare, Mulder.

Scosto il piatto e per me è finita la colazione, mentre la cameriera si avvicina con il conto, senza togliere gli occhi da dosso a Mulder. Lui, sia benedetto, continua a non rendersene conto.

- Tu mi conosci- la sua mano mi brucia sulla schiena, quando mi guida verso la porta- non smetto mai di sognare, Scully.

Non mi rendo quasi conto che sta piovendo.

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