X-Files 11, commento al terzo episodio: doppioni

Un tema classico, quello del doppio, per un episodio classico in puro stile X-Files: l'undicesima stagione ci porta indietro nel tempo. Senza dimenticare la propria storia...

Doppelganger: il sosia. Il doppio di una persona - o meglio di un personaggio - è un tema estremamente caro agli autori delle serie TV e della stessa X-Files. Da Buffy a The Vampire Diaries, da Supernatural a Fringe, True Blood e perfino How I Met Your Mother, il tema del doppio rappresenta una proiezione del proprio lato oscuro (spesso è malvagio), un cattivo presagio (di morte, proprio come nell'episodio di cui stiamo parlando) o un mezzo per rappresentare un qualche disturbo della personalità (anche questo citato da Scully nell'episodio).

Doppioni, il terzo episodio di questa undicesima stagione di X-Files, potrebbe essere un episodio di qualsiasi altra stagione precedente: è strutturato per riportare Mulder e Scully indietro nel tempo. Ai bei vecchi tempi. Ma - perché c'è sempre un ma - senza dimenticare la strada fatta finora.

Personalità dissociata vs. teoria del doppelganger

Mulder che cita i casi di diverse morti sospette in cui le vittime affermavano di aver visto i loro doppi, e Scully che si approccia ai casi in modo scettico. Mantenendo lo stesso atteggiamento durante l'interrogatorio ad Arkie Seavers: Chris Carter, ancora una volta, sembra aver previsto le reazioni di una parte del pubblico. Ovvero l'impressione di chi, dopo i primi due episodi, si era lamentato che Scully sembrava essere diventata una "credulona", e viene rimesso a posto da questo episodio classico.

La cui sceneggiatura è firmata dallo stesso Carter, e contiene le classiche osservazioni scientifico-mediche di Scully. E le relative classiche battute di Mulder a riguardo (camere o letti separati inclusi). La morte di Arkie ha una spiegazione scientifica come suicidio solo per l'agente Scully. A Mulder, all'avvocato di Arkie e naturalmente anche a noi, appare chiaramente come un omicidio.

Aggiungiamo al mix altri due classici ingredienti, la paziente psichiatrica Judith e il bizzarro signor Poundstone (gemelli interpretati entrambi dalla stessa attrice, Karin Konoval) e abbiamo il quadro completo di Doppioni.

Niente fa male come la verità

Le parole crudeli che Judith rivolge a Scully, in qualche modo fanno centro. Non perché Scully le creda o ne resti ferita, bensì per via del suo riferimento alla fertilità. L'attesa del ritorno di William è il punto nodale di questa stagione e bisogna fare in modo che nessuno lo dimentichi. Mai.

Il gioco dell'impiccato che unisce i gemelli Poundstone, decretando l'identità della prossima vittima, porta Scully a valutare la possibilità che le pillole di pane di Judith abbiano davvero il potere di tenere lontano i doppioni. Nell'ottica, naturalmente, di chi soffre dell'isteria di massa a cui crede Scully. Una spiegazione perfettamente plausibile.

Con la tematica della religione (gli studi cattolici di Scully), le riflessioni sul lato oscuro dell'uomo e la citazione di Sherlock Holmes, il quadro è completo. Senza contare le apparizioni notturne di Mulder per annunciare a Scully il ritrovamento di nuovi cadaveri.

Siamo davvero tornati indietro nel tempo.

Siamo davvero davanti a un episodio classico di X-Files.

Ma siamo anche davanti a una sceneggiatura che strizza l'occhio all'intera storia della serie. Ai molti anni di schermaglie amorose fra Mulder e Scully. Ai riferimenti precisi alla nascita miracolosa di William e all'attualità (di nuovo Donald Trump e i suoi problemi con l'FBI).

C'è la lettera L?

A sorpresa, però, nonostante il doppio di Scully sia il primo a comparire, la prossima vittima designata è Fox Mulder. Il quale, al contrario di Scully, va giustamente in panico. Stavolta, i due gemelli non sono d'accordo sul nome del gioco.

Se per tutte le precedenti vittime avevano usato il nome di battesimo, ora si gioca con i cognomi. Mulder e Scully hanno lo stesso numero di lettere. E la stessa successione di U e L. Le similitudini vengono sottolineate per evidenziare la diversità negli atteggiamenti: se Mulder è spaventato, Scully affronta il proprio doppione con frasi razionali. E un pizzico di paura che non guasta mai: nel dubbio meglio prenderla, una di quelle pillole di pane...

La conclusione non lascia spazio ai dubbi: Mulder e Scully sono gli unici a sopravvivere allo scontro con i loro doppi, mentre i due gemelli Poundstone si uccidono a vicenda tramite il gioco dell'impiccato.

Come da tradizione, il caso è chiuso. Ma non completamente risolto...

 
 
FONTE: FOX (ITA)

 

articolo visto 192 volte
Condividi 'X-Files 11, commento al terzo episodio: doppioni'