X-Files, chiacchierata con Beyond the sea

La portata rivoluzionaria della serie, l´ipotesi terzo film, il parere dei fan e tanto altro ancora sono i protagonisti di questa piacevole intervista con la web master di Beyond the sea, il sito web punto di riferimento degli appassionati di X-Files.

FOX in America ieri ha festeggiato 25 anni di serie televisive. Nella lunga storia del canale della volpe c’è stata una grande serie che ha rivoluzionato il modo di concepire e realizzare un’opera ad episodi. Stiamo parlando ovviamente di X-Files che, come abbiamo già scritto da queste parti, potrebbe tornare col terzo film dopo le nove incredibili stagioni che si sono succedute dal 1993 al 2002. Per ricordare i grandi meriti della serie e parlare dell’eventuale terza pellicola abbiamo deciso di fare una chiacchierata con Francesca Marchini, la webmaster dell’impeccabile Beyond the sea, il sito che è diventato il vero grande punto di riferimento per i fan dello show con protagonisti gli agenti Mulder e Scully.

X-Files ha dato tanto alla tv. Ieri si sono festeggiati i 25 anni di serie tv FOX in America e non si può non pensare al successo che la serie ha dato alla rete. Qual è, secondo voi, la rivoluzione che ha portato avanti X-Files?

Sono tanti gli aspetti che hanno decretato il successo di X-Files. Nel corso di nove anni la serie ha trattato una varietà di temi molto ampia (leggende metropolitane, cospirazioni, alieni, serial killer, fantasmi, mostri di vario genere, etc) talmente ampia che fa di X-Files una serie impossibile da catalogare sotto un’unica etichetta di genere. Proprio questa vasta gamma di argomenti ha fatto sì che un folto numero di persone iniziasse a seguire la serie: tutti potevano trovarci quello che piaceva loro. Alle spalle di queste storie c’era ovviamente una troupe di alta qualità che, sotto la guida di Chris Carter, il creatore della serie, è cresciuta professionalmente ed ha saputo dare vita ad una realtà verosimile che affascinava gli spettatori. Molte delle persone che negli anni ’90 facevano parte della troupe di X-Files sono tutt’ora impegnati in televisione con serie tv di successo:  Vince Gilligan in Breaking Bad, Rob Bowman e Bill Roe in Castle, Alex Gansa e Howard Gordon in Homeland, James Wong in American Horror Story per citarne alcuni. Forse per la prima volta nella storia della tv, X-Files ha portato in una serie televisiva una produzione di più ampia scala in termini di ciò che era possibile fare sul piccolo schermo. Tra le produzioni più maestose realizzate possiamo ricordare la costruzione, all’interno di un teatro di posa, della torre di un sottomarino incagliata nei ghiacci dell’Artico e la ricostruzione, in una location esterna, della scena dello schianto di un aereo passeggeri. Proprio quest’ultima fu scambiata da un pilota di linea per il luogo di un reale disastro aereo. Tale pilota si presentò in seguito sul set per chiedere cosa fosse accaduto, incuriosito dal fatto che non fosse a conoscenza di un incidente di tali proporzioni.
Altro fattore molto importante che ha contribuito al successo della serie è sicuramente la costruzione dei personaggi e delle interazioni tra loro. I dialoghi tra Mulder e Scully, o tra gli altri personaggi della serie, sono quelli che inchiodano lo spettatore allo schermo, che lo lasciano affamato di altri episodi. Inoltre lo spettatore non è un elemento passivo, non può esserlo se vuole assaporare appieno X-Files. Chris Carter, per sua scelta, non fornisce mai una spiegazione chiara di quello che sta succedendo. Non lo fa nelle storie singole (i cosiddetti standalone) e non lo fa neppure nelle storie che fanno parte dell’arco mitologico della serie. Lo spettatore deve trovare la sua spiegazione a ciò che ha visto, è obbligato a ragionare e ad interpretare.

Perché X-Files, a distanza d’anni, ha ancora fascino?

Ha ancora fascino perché racconta in modo eccellente delle belle storie, e le belle storie sono senza tempo. L’eterna lotta del bene contro il male o lo scontro tra scienza e fede (aspetto questo ripreso anche da altre serie di successo come Lost) sono temi universali che però vengono trattati qui con uno stile unico fatto di una fotografia buia, ambientazioni cupe, musica composta su misura, personaggi e storie verosimili. Uno stile che è il marchio di fabbrica di X-Files.

Il fandom di X-Files è veramente affiatato. Qual è stata la stagione di svolta che ha fatto capire che la serie fosse veramente un cult?

Credo che la serie abbia raggiunto il suo massimo livello, sia di successo tra il pubblico, sia in termini di qualità degli episodi, nella quarta stagione, nel momento in cui gli autori decisero di far ammalare Scully di cancro. Ma la vera “presa di coscienza” che la serie fosse un cult credo sia avvenuta con l’arrivo nei cinema del primo film, nel 1998, quindi tra la quinta e la sesta stagione della serie. Ricordiamoci che in quegli anni, specialmente qui in Italia, Internet era ancora poco diffuso e i contatti tra fans erano quindi molto ridotti. Il film invece ha portato gli appassionati al cinema e si è potuto toccare con mano le dimensioni del “fenomeno X-Files” che fino a quel momento era rimasto confinato nei salotti delle case dove risiedeva la televisione.

La storia d’amore tra Mulder e Scully. Cosa ne pensano i fan? Quali sono le loro reazioni? Quanto l’hanno attesa?

Fin da quando Mulder e Scully sono apparsi nel primo episodio c’è stato chi si è schierato a favore di un rapporto che andasse oltre la semplice amicizia e chi invece era contrario. Proprio di recente, Chris Carter ha dichiarato che secondo lui il vero successo di X-Files era semplicemente questo: “Mulder ama Scully, Scully ama Mulder”. Personalmente credo che chi tutt’oggi si ostini a negare o criticare questo aspetto si perda una bella parte di ciò che è X-Files. I personaggi di Mulder e Scully crescono durante il corso delle stagioni, li vediamo avvicinarsi, rimanere soli contro tutti, li vediamo litigare, scherzare, salvarsi la vita a vicenda, scontrarsi praticamente in tutte le discussioni riguardo i casi che trattano, li vediamo però rispettarsi e fidarsi l’uno dell’altra in modo incondizionato. Non li vediamo innamorarsi, ma ad un certo punto sappiamo che c’è qualcosa che va “oltre”. Abbiamo atteso sette anni per vedere il primo bacio, ma è stato bello e giusto così. Carter non ci ha dato quasi nulla della loro storia d’amore, è una storia che noi non abbiamo mai visto, basata sul “non detto” e sul “non visto”, ma questo è stato il modo migliore per raccontarla ed è ciò che la rende unica ed inimitabile. Così facendo, ogni piccolo gesto, come lo sfiorarsi di due mani o un bacio sulla fronte, che in una qualsiasi altra serie sarebbe passato inosservato, in X-Files ha sempre un grande significato. È proprio il loro viaggio, l’evoluzione di Mulder e Scully, a costituire il vero successo di questa serie.

Che ne pensate dei due film su X-Files? Hanno deluso?

Personalmente, niente affatto. Mi sono piaciuti molto entrambi. Non credo però si possano paragonare in quanto molto differenti tra loro. Il primo film è uscito nel momento di massimo successo per la serie e raccontava una storia che aveva a che fare con la mitologia di X-Files. Debuttò nei cinema americani in estate, periodo di blockbuster, e come tale era stato costruito, con un grande dispendio di forze economiche, una post-produzione di un anno ed una promozione degna di tale nome. Il secondo film, uscito nel 2008, girato e prodotto in soli sette mesi, con una promozione praticamente nulla, è arrivato al cinema sei anni dopo la chiusura della serie e aveva l’ingrato compito di riprendere la storia interrotta alla fine della nona stagione. Per farlo, gli autori hanno deciso di ripartire da Mulder e Scully e di costruire una storia attorno a loro per far riconnettere il pubblico a questi personaggi. Io credo che abbiano fatto la scelta giusta. Si tratta di una storia più matura e profonda, con ritmi ben diversi rispetto al primo film, una storia che mette lo spettatore di fronte all’eterno dilemma tra scienza e fede. Quando qualcuno mi chiede di parlare di questi film faccio sempre il paragone seguente: prendi un pezzo rock degli Aerosmith ed una sonata di Bach. Non si possono paragonare, sono profondamente diversi, ma al tempo stesso ognuno ha il proprio fascino, le proprie caratteristiche che lo rendono unico. La stessa cosa vale per questi due film.

Come prendete l’idea di un eventuale terzo film?

Benissimo! Speriamo davvero che la FOX si decida a farlo al più presto. C’è una storia che “deve” essere raccontata e sarebbe un vero peccato se questo non avvenisse. La mitologia, la storia trasversale che la serie ha portato avanti per nove stagioni, che termina con la scoperta di una futura colonizzazione aliena della Terra, deve avere una fine. I fan vogliono vedere questa storia, vogliono vedere Mulder e Scully, fianco a fianco, come ai vecchi tempi, per l’ultima grande avventura. X-Files viene celebrato in questa ricorrenza speciale come una delle serie che ha reso la FOX quello che è oggi. Credo che in un certo senso sia doveroso che la FOX realizzi un film per chiudere questa storia iniziata molti anni fa. Sarebbe uno sbaglio non farlo.

Ci sono eredi di X-Files in giro o rimane qualcosa di inimitabile?

X-Files è inimitabile. Credo sia impossibile ricreare quella combinazione di fattori che hanno portato alla creazione di questa serie e al suo successo. Molti hanno provato a riportare in tv due personaggi come Mulder e Scully, penso a Bones o a Castle ad esempio, ma il risultato, per quanto buono, rimane ben lontano dagli originali. Oltre alla scrittura brillante delle storie caratteristica di X-Files, una delle cose che gioca a sfavore di tutte queste serie è che nessuna di loro ha David Duchovny e Gillian Anderson. I personaggi di Mulder e Scully sono stati costruiti da Chris Carter e dagli altri autori in modo praticamente perfetto, ma l’incredibile intesa che i due attori avevano, ed hanno tutt’ora, sul set è quella che ha dato a Mulder e Scully quel qualcosa in più che sfugge a tutti gli altri.

 
 
FONTE: Ed è subito Serial (ITA)

 

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