RomaFictionFest 2012 Premiere - Hunted

Ad inaugurare le moltissime premiere internazionali – fiori all’occhiello di questa VI edizione del Roma Fiction Fest 2012 – è stata, proprio oggi domenica 30 settembre, la serie Hunted, un misto tra action-thriller e spy story creata da Frank Spotnitz, che per otto dei suoi nove anni di messa in onda, è stato uno degli sceneggiatori del celeberrimo X-Files.

Lo show, prodotto dalla BBC, che andrà in onda su Sky Uno a dicembre di quest’anno, tratta la storia di Sam Hunter, interpetata da Melissa George (Dark City, Mulholland Drive, Grey’s Anatomy, In Treatment) esperta agente che lavora sotto copertura per una società di intelligence privata.
La prima stagione del programma, composta di otto episodi – la seconda serie è già stata ordinata e Spotnitz è al lavoro per scriverla – ricalca in parte la struttura narrativa di 24, ogni stagione tratterà infatti uno specifico caso, ma il filo conduttore che le unirà tutte, sarà la crescita personale della protagonista, nonché la sua sete di vendetta.

Allerta spoiler!

Sam, infatti, durante una difficile missione in Marocco – subito dopo aver scoperto di essere incinta del suo compagno di vita e di squadra, Aidan Marsh (Adam Rayner) – viene tradita da un membro della suo stesso gruppo operativo e quasi uccisa.
Decisa quindi a vendicare il tradimento subito e la perdita del suo bambino, Sam trascorre un anno in isolamento, combattendo strenuamente per riprendesi dalle ferite sia fisiche che morali che le sono state inflitte, lasciando credere a tutta la sua squadra di essere morta durante la sua ultima missione.
Senza fidarsi più di nessuno, del capo dell’agenzia per cui lavora, Rupert Keel (Stephen Dillane), dei suoi ex compagni di squadra o tantomento dell’uomo che pensava di amare, Sam torna al suo lavoro, accettando un incarico sotto copertura come baby sitter del nipote di un uomo d’affari violento e sanguinario, con il solo scopo di scoprire chi l’abbia tradita.

La prima serie di Hunted – girata a Londra – fin dalle prime immagini, si presenta come una spy story a tinte fosche, a tratti violenta, con un forte legame con la realtà. Persino i suoni, registrati dal vivo e non successivamente in studio, danno più l’idea di un prodotto cinematografico che per il piccolo schermo. La stessa Melissa ha dichiarato di essersi allenata per sette mesi, apprendendo l’arte marziale Kasi, per girare lei stessa le sue scene di azione.

L’attrice ha raccontato che quando il suo agente le ha proposto di interpretare Sam e dopo aver letto il copione, di aver compreso che questo sarebbe stato il ruolo della vita e di essersi sentita profondamente attaccata al personaggio, affrontando il provino – tra l’altro interpretando una delle scene più toccanti della premiere, in cui Sam ed Aidan hanno modo di parlare per la prima volta da quando lei è tornata a ricoprire il suo ruolo di agente – convinta che quella parte sarebbe stata sua.
Nonostante l’attesa di tre mesi per conoscere l’esito del provino, il suo istinto non l’ha tradita.
Durante la conferenza stampa l’attrice ha inoltre dichiarato che la cosa più importante per un attore oggi è esser visto e che è molto più bello mostrare al pubblico il proprio lavoro settimana dopo settimana, piuttosto che comparire sul grande schermo ogni due anni in occasione di un film, e che questo tipo di opportunità ti viene data solo dal mondo della televisione, che si sta sempre più ingrandendo.

Viste le esperienze della George in prodotti seriali americani come Lie to Me e Grey’s Anatomy, le è stato chiesto quale sia la differenza tra lavorare in con una produzione americana o una europea, e la donna ha risposto che per lei ormai non c’è davvero più differenza e che d’altra parte lo stesso Hunted è uno show creato da un produttore americano, ma con troupe europea.

Hunted è quindi uno dei molti programmi che quest’anno Sky manderà in onda che consigliamo di vedere, soprattutto se siete amanti del genere, nonostante a volte il ritmo sia un po’ lento, le premesse sono davvero intriganti ed, a mio avviso, sarà molto interessante vedere come il pubblico accoglierà un personaggio femminile così atipico per gli standard televisivi.
Normalmente infatti siamo più propensi ad accettare di vedere un uomo in un ruolo tanto deciso, soprattutto quando a muovere le sue azioni sia il desiderio di vendetta.

 
 
FONTE: Antonio Genna Blog (ITA)

 

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