Su Sky arriva “Hunted” la spia che ci odiava

L’attesissima serie tv con Melissa George in onda da stasera su SkyUno

Hunted è il nome dell’attesissima serie tv/spy story con Melissa George (l’intensa Laura di In Treatment e la crudele moglie di Vaughn in Alias) che da stasera alle 21.10 SkyUno HD. Creata e diretta da Frank Spotnitz (una delle menti di X Files), Hunted vede la George nei panni di Sam Hunter, una spia che lavora per l’agenzia privata di intelligence «Bizanthium».

Dopo aver portato a termine con successo un’operazione sotto copertura in Marocco, subisce un’imboscata dove viene ferita gravemente: un anno dopo rientra a Londra dove tutti la credevano morta compreso il collega fidanzato.

La serie si sviluppa su due linee narrative: l’indagine che Sam svolge sotto copertura e l‘indagine privata per capire chi la vuole morta. La serie ha debuttato su BBC e su Cinemax negli Usa con buoni risultati e «la colpa» è tutta di Spotniz, un passato da giornalista presso l’Associated Press, United Press International, Entertainment Weekly. «Ma non ero tagliato per fare il giornalista - dice lui al telefono - e l’ho capito dopo sette anni in giro per il mondo. Ho lasciato l’Europa, sono andato alla Film School di Los Angeles e iscritto alle lezioni di sceneggiatura. Il primo lavoro è stato nel team di X Files. Sono stato fortunato anche perché ho amato così tanto quella serie da lavorarci giorno e notte. Dopo tre anni sono diventato executive producer e da lì sono cominciate le soddisfazioni vere».

Di X Files ha diretto tre episodi e ne ha scritti 40, vinto un Golden Globe come miglior serie drammatica, un Peabody Award e tre candidature all’Emmy. Il prossimo traguardo? «Uno spin off di Hunted a cui stiamo lavorando per il prossimo anno e un’altra cosa di cui non posso dir nulla».

Uno dei motivi per i quali Hunted ha avuto successo è legato all’attrice principale Melissa George. «Sono totalmente d’accordo - dice Spotniz -. Abbiamo fatto un cast che ci ha portato a visionare oltre duecento attrici prima di arrivare a scegliere Melissa. D’altra parte il suo ruolo non è facile. Deve essere fredda, lei è una donna che manipola le persone. Mente, uccide, rischia di essere uccisa. Insomma, non è proprio facile da interpretare. Tra l’altro quello che mi interessava era di far trasparire nelle espressioni di questa killer un’ombra di umanità, di buono, che solo gli occhi, lo sguardo riescono a far passare dal teleschermo. Melissa ha tutto questo».

 
 
FONTE: La Stampa (ITA)

 

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