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#5X03 Redux II
#5X03 Redux II
Mentre Mulder continua la ricerca per la cura della malattia di Scully e per l'identità della talpa che agisce all'interno del Bureau, riceve un aiuto inaspettato.
 
Un Mulder affannato entra in ospedale in cerca di Scully, che ha avuto un improvviso malore durante l'audizione presso la commissione dell'FBI (vedi precedente episodio). Trova il suo corpo privo di sensi che giace in un letto, con in funzione la respirazione artificiale. Skinner spiega che Scully ha avuto uno shock ed è vicina alla morte. Quando Mulder si rifiuta di cooperare con Skinner, viene scortato al quartier generale dell'FBI, dove viene interrogato dal Capo Sezione Scott Blevins e da un Agente Anziano. Mulder rifiuta di cooperare con l'indagine e lascia la stanza.

L'Uomo che fuma si incontra con l'Anziano ed il membro del Consorzio Quiet Willy. L'Anziano punisce l'Uomo che fuma per aver permesso a Mulder di scappare dall'istituto di ricerca, rendendo così il loro progetto vulnerabile. Ma l'Uomo che fuma ribatte che Mulder è molto più prezioso vivo, e sta operando per assicurarsi la sua lealtà. Quando l'Uomo che fuma lascia la riunione, l'anziano dice a Quiet Willy che può "procedere". Scully riprende i sensi. Dice a Mulder che Skinner è la talpa che opera all'interno del Bureau. Ma Mulder ribatte che Skinner sta nascondendo le prove su Ostelhoff, mettendo in dubbio la teoria. La loro conversazione viene interrotta dalla Sig.ra Scully e dal fratello di Dana, Bill. Bill incolpa Mulder - e la sua folle causa - per le condizioni di sua sorella. Poco dopo, l'Uomo che fuma avvicina Mulder. Lo informa che la fiala metallica contiene un piccolo microchip che guarirà la malattia di Scully. Più tardi, Bill Jr. esprime gravi preoccupazioni circa il chip. Ma Scully dice al Dott. Zuckerman di dargli una possibilità. Nel frattempo, Kritschgau testimonia davanti alla commissione investigativa dell'FBI. Nega di conoscere l'assassino di Ostelhoff, asserendo che suo figlio è morto poco prima nello stesso giorno, e rivela che parte della sua retribuzione arriva da una ditta di una lobby congressuale chiamata Roush.

In un tentativo di cementare la fiducia di Mulder, l'Uomo che fuma combina un appuntamento tra Mulder e sua sorella, Samantha. Lei gli rivela che, un po' di tempo dopo essere stata rapita, è stata portata in una camera d'albergo dove le era stato detto che l'Uomo che fuma era suo padre. Mulder dice a Samantha che la loro madre è ancora viva e che le è stato mentito dall'Uomo che fuma. Piena di emozione, Samantha si dirige verso la macchina dell'Uomo che fuma e scompare nella notte. Più tardi, l'Uomo che fuma dice a Mulder che Kritschgau lo ha ingannato con una moltitudine di "belle menzogne". Gli chiede di lasciare l'FBI e di lavorare per lui, ma Mulder rifiuta.

Mentre guarda un'audizione del Congresso sulle biotecnologie, l'Anziano nota Skinner tra il pubblico. Ordina ad un subalterno di "sistemare" il problema. Blevins informa Mulder che un esame balistico ha provato che la pallottola nel corpo di Ostelhoff è partita dalla pistola di servizio di Mulder. Blevins afferma inoltre che Skinner ha lavorato all'interno del Bureau con un incarico segreto. Mulder rifiuta di credere alla storia e rifiuta di indicare Skinner quale talpa durante la sua testimonianza davanti alla commissione dell'FBI (anche se una tale testimonianza lo discolperebbe dalla vicenda).

Mulder prende posto davanti alla commissione dell'FBI. Nello stesso momento, Quiet Willy, fucile alla mano, si posiziona all'interno di un garage parcheggio di fronte all'appartamento dell'Uomo che fuma. Prima di rispondere alle domande riguardanti la sua colpevolezza nella morte di Ostelhoff, Mulder annuncia il nome della talpa che ha agito all'interno dell'FBI: il Capo Sezione Scott Blevins. Quasi nello stesso momento, Quiet Willy apre il fuoco, colpendo l'Uomo che fuma. Blevins ritorna nel suo ufficio. Lì incontra l'Agente Anziano, con una pistola in mano. Viene esploso un colpo e Blevins cade a terra. L'Agente Anziano quindi ripone l'arma nella mano di Blevins. Poco dopo, Skinner dice a Mulder che l'Uomo che fuma è morto. Sebbene non sia stato recuperato il corpo, la massiccia perdita di sangue trovato all'interno dell'appartamento non lascia altra conclusione. Durante la loro conversazione Mulder riferisce a Skinner che ha scoperto che Blevins era una talpa. Skinner conferma che Blevins aveva lavorato per quattro anni per una compagnia di biotecnologie chiamata Roush. Mulder quindi informa Skinner che il cancro di Scully è in fase di regressione. 
Attori Protagonisti
DAVID DUCHOVNY - Agente Speciale Fox Mulder
GILLIAN ANDERSON - Agente Speciale Dana Scully

Attori Co-Protagonisti
William B. Davis - Uomo che Fuma
Ken Camroux - Agente anziano
Charles Cioffi - Scott Blevins
Brent Sheppard - Dottore
Bruce Harwood - Byers
Don S. Williams - Anziano
Dean Haglund - Langly
Tom Braidwood - Frohike
Sheila Larken - Sig.ra Scully
Pat Skipper - Bill Scully Jr.
Robert Wright - Dott. Zuckerman
John Finn - Micheal Kritschgau
Megan Leitch - Samantha Mulder
Arnie Walters - Padre McCue 

Autori
CHRIS CARTER

Diretto da
KIM MANNERS

Trasmesso la prima volta in TV
USA 09/11/97
Italia 10/05/98
#5X03 Redux II

jokes Titolo - Questo è il primo episodio diviso in due parti che ha lo stesso titolo. Questo potrebbe essere dovuto al fatto che in "Redux I" è Mulder che torna dalla morte, mentre in "Redux II" è Scully che scampa alla morte.

jokes 1013 -  l'ora mostrata sull'orologio quando Mulder e Samantha stanno parlando nella tavola calda è le 10:13  (il compleanno di Carter è il 13/10)

jokes Il nome Roush è probabilmente un riferimento al giornalista statunitense Matt Roush, che a scritto molti begli articoli su X-Files. E' interessante notare che "Rache" in tedesco significa "vendetta" e "Rauch" in tedesco significa "fumare".

jokes Quando venne mandato in onda questo episodio per la prima volta, molti fan di X-Files provarono ad andare a visitare l'indirizzo web http://www.roush.com per vedere da dove Carter avesse preso questo nome. Il link portava alla homepage di Pillsbury, quindi un vicolo cieco. Pochi giorni dopo, la pagina principale di Pillsbury venne sostituita con una nuova -- con un font in stile X-Files che diceva "Believe the Pie" (una storpiatura della frase "Believe the lie")! La pagina tornò all'origine qualche tempo dopo.

[Mulder] Incolpare te vorrebbe dire vivere nella menzogna come gli uomini che ci hanno ingannato, che ti hanno fatto ammalare.
[Scully] Perché sei venuto qui se hai già preso le tue decisioni?
[Mulder] Solo perché ero sicuro che tu mi avresti impedito di commettere un errore.
[Mulder] Tutti noi crediamo in qualcosa e io credo nella verità.
Sam leaves Mulder
scritto da Mark Snow

Scully's Room
scritto da Mark Snow

Cancerman shuts his eyes
scritto da Mark Snow

Scully is fine
scritto da Mark Snow
SCENA 1
PRONTO SOCCORSO OSPEDALE TRINITY
WASHINGTON, D.C.
5:13 AM

(Mulder cammina lungo il corridoio con l’intento di trovare Scully. Si imbatte in un’infermiera.)

MULDER: Buongiorno. Senta, sto cercando una donna... (L’infermiera, che è occupata, se ne va. Mulder raggiunge un’altra infermiera) Mi scusi? (Anche questa è impegnata e non gli presta ascolto. Mulder raggiunge il box informazioni.) Mi scusi, sto cercando Dana Scully, è stata ricoverata...
INFERMIERA: Mi scusi.

(L’infermiera, al telefono, lo zittisce con un gesto della mano. Mulder si reca alla scrivania di un’altra infermiera)

MULDER: Mi scusi, sto cercando Dana Scully, è ricoverata qui? Dana Scully.(L’infermiera non gli presta alcuna attenzione. Lui continua a chiedere alzando la voce). Possibile che nessuno sappia rispondermi? (Nessuna risposta) Non c’è nessuno qui che possa darmi una risposta?? (Un interno va verso di lui.)
INTERNO: Si calmi, signore. Questo è un ospedale!
MULDER: Mi calmerò solo quando qualcuno si degnerà di rispondermi! Cerco una paziente che è stata ricoverata al pronto soccorso!
INTERNO: Si chiama Dana Scully?
MULDER: Sì!
INTERNO: Me ne sono occupato di persona.
MULDER: Allora dov’è?
INTERNO: L’ho trasferita in terapia intensiva.
MULDER: Voglio vederla!
INTERNO: Vorrei prima sapere chi è lei?
MULDER: Ho detto che voglio vederla!!
SKINNER: Agente Mulder.

(Mulder si gira e vede Skinner ed altri due uomini camminare dietro di lui lungo il corridoio. Mulder gli va incontro e lo oltrepassa. Skinner si gira e lo segue.)

SKINNER: Dove sta andando?
MULDER: In terapia intensiva.
SKINNER: Sta benone per essere morto!
MULDER: Ma mi lasci in pace!
SKINNER: Lei dovrà rispondere di molte cose, agente Mulder!

(Mulder varca una porta. Skinner si rivolge ai due agenti.)

SKINNER: Voi restate qui.
AGENTE: Sì signore.

(Anche Skinner varca la porta. Mulder cammina attraverso un corridoio dove si notano alcuni schermi ed un dottore che li sta esaminado. Attraverso un vetro nel muro si vede Scully giacere nel letto con diversi tubi inseriti nella gola. Mulder si ferma, la osserva e, sconvolto, si piega appoggiando le mani sulle ginocchia.)

MULDER: Che le è successo?
SKINNER: Ha avuto uno shock ipovolemico, ha perso molto sangue.
MULDER: Perché? Voglio la verità!
SKINNER: Sta morendo. Andiamo. (Skinner afferra il braccio di Mulder. Mulder si libera dalla presa)
MULDER: Non mi tocchi. (Lottano l’uno con l’altro)
SKINNER: Lei non può fare niente. (Mulder colpisce Skinner al petto.)
MULDER: Mi lasci stare!! (Skinner strattona Mulder per la giacca.)
SKINNER: Adesso basta!!! Non mi costringa a metterla agli arresti, si calmi!

(Skinner ed uno degli agenti trascinano Mulder fuori dal corridoio. Mulder guarda Scully addormentata nel letto d’ospedale.)


SIGLA
SCENA 2
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.
9:15 AM
UFFICIO DI BLEVINS

(Mulder è scortato all’interno dell’ufficio da Skinner. Blevins è seduto alla scrivania. L’agente anziano è in piedi accanto a lui. Mulder si siede. Skinner rimane in piedi alla sua destra.)

BLEVINS: Sono piuttosto confuso sulla procedura da adottare. La situazione in cui ci troviamo oggi ha avuto inaspettati risvolti, ma era partita con una semplice inchiesta sulla sua presunta morte, agente Mulder, e il fatto che lei oggi si trovi qui vivo e vegeto, ci mette di fronte alla necessità di rivedere la natura di quell’inchiesta in chiave a dir poco diversa. Dovremo stabilire innanzitutto la vera identità del corpo trovato nel suo appartamento e, infine, cercare di capire la dinamica dei fatti.

(L’agente anziano è seduto alla destra di Blevins.)

AGENTE ANZIANO: Possiamo contare sulla sua collaborazione?
MULDER: E’ un consiglio, per caso?
BLEVINS: Lo scopo di questo colloquio informale è quello di darle la possibilità di cavarsela.
MULDER: Cosa volete in cambio?
AGENTE ANZIANO: Che lei ci fornisca delle informazioni che ci consentirebbero di individuare quali strade percorrere in questa difficile inchiesta.
MULDER: E se non avessi quelle informazioni?
BLEVINS: Questa non è più una semplice inchiesta, qui siamo di fronte a un omicidio. E noi dobbiamo trovare il colpevole.
SKINNER: Vorremmo interrogare l’agente Scully, ma le sue condizioni sono a dir poco disperate.
BLEVINS: L’agente Scully ci ha mentito, perché?
AGENTE ANZIANO: Chi vuole proteggere, agente Mulder?
BLEVINS: Lei è libero di scegliere, ma il suo rifiuto a collaborare sarà messo agli atti, nel caso ci sia un’inchiesta formale.
MULDER: Abbiamo finito?

(Mulder si alza ed esce dall’ufficio.)


SCENA 3
CORRIDOIO

(Skinner segue Mulder fuori dall’ufficio e lungo il corridoio.)

SKINNER: Dia retta a un amico, continui per la sua strada.
MULDER: Grazie, amico.
SKINNER: Da solo non può farcela. Ha bisogno di qualcuno che l’aiuti.
MULDER: Allora mi dica perché all’ospedale mi ha obbligato ad andarmene!
SKINNER: Perché era il solo modo per salvarla, Mulder! Avevo in mano le prove che il cadavere trovato nell’appartamento non era il suo. Non l’ho detto a nessuno fino a quando non l’ho vista all’ospedale. A quel punto ho dovuto convocarla qui. L’agente Scully può confermarlo.
MULDER: La cosa è abbastanza improbabile viste le sue condizioni.
SKINNER: Vuole sapere come stanno veramente le cose? Su quel corpo gli esami hanno riscontrato due ferite d’arma da fuoco: un colpo sparato a bruciapelo alla tempia sinistra e l’altro in piena faccia per cancellarne l’identità post-mortem. Chissà cosa rivelerebbero i risultati balistici sul primo colpo...
MULDER: In che modo può aiutarmi?
SKINNER: Voglio sapere perché Scully ha mentito.

(Mulder si sposta vicino alla finestra. Skinner lo segue. Nessuno li sta ascoltando.)

MULDER: La sua malattia le è stata procurata da qualcuno, qualcuno collegato all’FBI attraverso una talpa che lavora qui.
SKINNER: Chi?
MULDER: Questo non l’ho ancora scoperto, signore.
SKINNER: Cerchi di non dimenticare chi le è amico, agente Mulder. E di chi può ancora fidarsi.


SCENA 4
IPPODROMO

(Sul canale WWN è in corso un dibattito al Senato sulla clonazione. L’Uomo Anziano sta guardando verso il piccolo televisore sistemato davanti a lui sugli spalti.)

UOMO ALLA TV: Signor Presidente, quali sono i limiti della conoscenza umana?
SENATORE HARKER: Io non credo possano esserci limiti ragionevoli finché la scienza verrà applicata apertamente. Ma secondo il principio del libero arbitrio non credo che ci sarà mai un limite.
SEN. KENNEDY: Dottor Vermont, lei ha affermato che la clonazione di esseri umani verrebbe accolta in modo negativo e sarebbe tecnicamente difficile da eseguire. Potrebbe spiegarci esattamente quali sono secondo lei questi gli ostacoli maggiori che si presenterebbero clonando un essere umano...

(Le parole di Kennedy vengono sfumate mentre la telecamera ritorna sull’Uomo Anziano seduto sugli spalti che sta guardando lo schermo. L’Uomo che Fuma si sta avvicinando a lui.)

UOMO CHE FUMA: Immagino che tu sappia.
UOMO ANZIANO: L’agente Mulder è vivo.
UOMO CHE FUMA: Che ti avevo detto? E’ meglio non sottovalutarlo.
UOMO ANZIANO: Sì. Avevi ragione. Mi hanno detto anche che deve ringraziare te se è ancora libero.
UOMO CHE FUMA: Con un lasciapassare rubato, Mulder è riuscito a penetrare nel reparto “Progetti e Ricerca Avanzata”.
UOMO ANZIANO: Ma sei stato tu che gli hai permesso di fuggire.
UOMO CHE FUMA: Sì.
UOMO ANZIANO: Siamo troppo vulnerabili. Il nostro uomo all’FBI corre dei rischi. Se Mulder ha visto qualcosa il nostro progetto è in pericolo.
UOMO CHE FUMA: Se Mulder ha visto qualcosa ci farà comodo. Servirà a portare a termine il nostro progetto. Adesso è nei guai, gli serve aiuto. E noi possiamo darglielo.
UOMO ANZIANO: Per avere in cambio che cosa?
UOMO CHE FUMA: La sua totale fedeltà verso di noi. Tu puoi testimoniare che io ho sempre sostenuto che è più prezioso da vivo.

(L’Uomo che Fuma se ne và. L’Uomo Anziano si gira e si rivolge all’uomo seduto qualche fila sopra di lui.)

UOMO ANZIANO: E’ il momento di procedere. (L’uomo, un killer, annuisce)


SCENA 5
STANZA DI SCULLY

(Mulder entra.)

SCULLY: Mulder, cosa ci fai qui?
MULDER: Se non sei più in terapia intensiva vuol dire che ti senti meglio.
SCULLY: Ma qualcuno potrebbe vederti.
MULDER: No, non preoccuparti.(Mulder le prende la mano e la bacia sulla guancia) Sono ufficialmente tornato tra i vivi.
SCULLY: Cos’è successo?
MULDER: No, non sono venuto per parlare di questo.
SCULLY: Non devi cercare di proteggermi. Io voglio sapere.
MULDER: Quel poco che ho scoperto andrò a raccontarlo davanti alla commissione dell’FBI che si riunirà in assemblea. La cospirazione, tutti i responsabili e il loro folle progetto.
SCULLY: Sai chi è coinvolto all’interno dell’FBI?
MULDER: No, ma non ha importanza.
SCULLY: Per me si.
MULDER: Piuttosto, gli Yankees che hanno fatto?
SCULLY: Mulder, Skinner ha delle prove contro di te. Sa che sei stato tu ad uccidere l’uomo che era nel tuo appartamento.
MULDER: Già, ma se l’è tenuto per se.
SCULLY: Però Skinner è sporco. Non è nostro amico. Sono quasi sicura che sia lui la persona che cerchiamo.
MULDER: No, io non lo credo.
SCULLY: Se testimonierai userà quello che dirai per rovinarti. (Mulder posa la sua mano sul viso di Scully.)
MULDER: No, non Skinner.
SCULLY: E’ l’unico che sia stato presente fin dall’inizio. Negli ultimi quattro anni ha sempre saputo anche la nostra più piccola mossa.
MULDER: Se non vado a testimoniare continueranno a insabbiare la verità.
SCULLY: Allora dì che sono io la colpevole. Dì a quella gente che sono stata io ad uccidere Ostelhoff.
MULDER: (sorride e scuote la testa) No, non puoi chiedermi questo.
SCULLY: Sì, invece. Salvati Mulder, permettimi di aiutarti. Ti prego. Fa che la mia morte posso almeno servire a qualcosa.

(La signora Scully e Bill entrano.)

SIGNORA SCULLY: Dana. Ciao, Fox.
MULDER: Signora Scully.
SIGNORA SCULLY: Scusate. Vi ho interrotto.
MULDER: No, no. Stavo per andare via. (Mulder bacia Scully sulla guancia. Si alza e si presenta a Bill) Ah, io sono Fox Mulder lei deve essere...
BILL: Sì, sono Bill Scully. (Si stringono la mano)
MULDER: Mi dispiace per sua sorella.
BILL: Signor Mulder?
MULDER: Sì?
BILL: Io so perfettamente quello che lei e Dana avete passato, ma ora non le parli più di lavoro, per favore. La lasci morire in pace.


SCENA 6
SCALE

(Il killer sale le scale con una valigia in mano. La posiziona su uno scalino e la apre. All’interno c’è un fucile.)


SCENA 7
CORRIDOIO

(Mulder esce dalla stanza di ospedale di Scully e camminando lungo il corridoio vede l’Uomo che Fuma)

MULDER: La prego, mi dica che è qui per un cancro ai polmoni!
UOMO CHE FUMA: Dovrebbe essere contento di vedermi, Mulder. Volevo complimentarmi.
MULDER: Bastardo.
UOMO CHE FUMA: Per la capacità che ha dimostrato nell’aiutare l’agente Scully.
MULDER: Di cosa sta parlando?
UOMO CHE FUMA: Di come è riuscito ad eludere la sorveglianza al Dipartimento della Difesa. E a trovare la cura per Scully.
MULDER: Quello che ho trovato non serve a niente.
UOMO CHE FUMA: Si sbaglia. E’ essenziale per guarirla. Se non ha niente in contrario preferirei uscire da qui per spiegarmi meglio. (Mulder esita) Sono venuto in veste amichevole, Mulder. (Mulder lo segue)


SCENA 8
UFFICIO DEI LONE GUNMEN

(Mulder e i Lone Gunmen sono riuniti intorno ad un tavolo.)

MULDER: Ha detto che l’avrei trovato qui.

(Mulder sbatte con piccoli colpetti il tubetto metallico, visto nell’episodio precedente, su un piattino di vetro. Ne escono alcuni schizzi di acqua deionizzata ed un piccolissimo oggetto metallico.)

BYERS: Accidenti, è incredibile! (Osservano l’oggetto attraverso il microscopio. E’ un microchip.) Non avrei mai pensato di usare dell’acqua deionizzata per questo.
LANGLEY: Dovevamo cercare un microchip!
FROHIKE: Questa sarebbe la cura per il cancro?
MULDER: Potrebbe curare quello di Scully.
BYERS: E come?
MULDER: Dopo essere stata rapita si accorse che le avevano inserito un microchip metallico sotto la cute del collo. Volle rimuoverlo e poco dopo il tumore incominciò a svilupparsi.
BYERS: E’ surreale!
FROHIKE: Miseriaccia ladra...
MULDER: Controlla il linguaggio Frohike e rimediami una pinzetta.


SCENA 9
QUARTIER GENERALE FBI

(Kritschgau è chiamato a partecipare ad un assemblea nella stessa stanza in cui si svolse quella a cui partecipò Scully. Skinner e Blevins sono presenti.)

BLEVINS: Signor Kritschgau, la ringrazio di essere venuto e di voler collaborare a questa inchiesta. Ci auguriamo che la sua testimonianza fornisca elementi utili a fare piena luce alle indagini sull’omicidio del funzionario della Difesa, Scott Ostlehoff. Signor Kritschgau, sappiamo che lei ha avuto dei contatti con gli agenti Mulder e Scully prima della morte di Ostlehoff.
KRITSCHGAU: Sì. Esatto.
BLEVINS: E che potrebbe aver fornito loro informazioni riservate.

(Krtischgau annuisce.)

BLEVINS: Perché lo ha fatto?
KRITSCHGAU: Perché so che il governo è implicato in una cospirazione ai danni del popolo americano.
BLEVINS: (rivolto all’agente anziano) Vuoi continuare tu?
AGENTE ANZIANO: Ora, prima di... prima di poter approfondire altri aspetti di questo argomento, vorrei farle una domanda più specifica. Lei sa chi ha ucciso Scott Ostlehoff?
KRITSCHGAU: No, non lo so.
BLEVINS: Sa per caso se esiste un legame fra questo omicidio e gli agenti Mulder e Scully?
KRITSCHGAU: No. Ma so che c’è un’altra morte legata a tutto questo. Quella di mio figlio, che è morto questa mattina. (Lunga pausa di silenzio attorno al tavolo.)
AGENTE ANZIANO: Signor Kritschgau, lei attualmente lavora per il Dipartimento della Difesa, è esatto?
KRITSCHGAU: Tecnicamente. Ma una parte del mio compenso proviene da un’altra fonte, una forte lobby del congresso, denominata “Roush”.
SKINNER: Roush? Ha idea di cosa sia?
KRITSCHGAU: No, signore. (Skinner scrive la parola “Roush” su un foglio e la sottolinea.)


SCENA 10
STANZA D’OSPEDALE DI SCULLY

(Mulder, Bill, la signora Scully e il dottore sono in piedi intorno al letto di Scully che sta tenendo in mano il tubetto metallico.)

BILL: No, è pazzesco. E’ una follia.
MULDER: Questa follia potrebbe essere in grado di guarire sua sorella.
BILL: Lei non è un medico. Come può venire qui a suggerire rimedi da fantascienza?
MULDER: Non è fantascienza.
BILL: Il dottore non sa cosa sia!
SIGNORA SCULLY: Bill.
BILL: (rivolto al medico) Glielo dica.
MEDICO: Non so cosa sia.
SIGNORA SCULLY: Mi sembra evidente che qui ci sono opinioni contrastanti.
SCULLY: Io credo... che abbiate parlato tutti seguendo la voce del cuore. Ma spetta soltanto a me decidere.
BILL: Dana...
SCULLY: Lo so che cerchi di proteggermi, Bill. Ma ci sono molte cose che tu non sai.
SIGNORA SCULLY: Forse dovresti dare ascolto al tuo medico.
SCULLY: Sì, finora l’ho fatto.
MULDER: Dovrà interrompere la terapia convenzionale?
MEDICO: In tutta onestà a questo punto non ci sono altri trattamenti per questo tipo di tumore nella medicina tradizionale.

(Pausa)

SCULLY: Io voglio provare.


SCENA 11
SCALE

(Il killer assembla i pezzi del fucile poi guarda l’orologio. Sono le 10:30)


SCENA 12
CORRIDOIO DELL’OSPEDALE

(Mulder è seduto su una sedia vicino alla stanza di Scully. Bill esce dalla stanza e si dirige verso Mulder.)

BILL: Crede davvero in questa idiozia?
MULDER: Sì, ci credo.
BILL: Scully l’ha sempre difesa, ma ora capisco che era solo per non contrariarla.
MULDER: A me interessa solo salvarla, il resto non conta.
BILL: Lei è una persona davvero indecifrabile, lo sa?
MULDER: Forse perché non la penso come lei. E non me ne sto buono, buono in un angolo ad aspettare che la tragedia si compia.
BILL: E’ lei la causa di tutto. Io ho già perso una sorella per la sua instancabile ricerca. Ora ne perderò un’altra. (Bill sembra combattere contro le lacrime). Ne è valsa la pena? Voglio sapere se ha trovato quello che cercava.
MULDER: No.
BILL: No. (Bill annuisce) Sa per me che significa?
MULDER: Sì, posso immaginarlo. Ho perso anch’io qualcuno della mia famiglia. Mia sorella, e anche mio padre. E tutto per quello che sto cercando.
BILL: Cosa cerca? Piccoli alieni verdi?
MULDER: Sì. Piccoli alieni verdi.
BILL: Lei è soltanto un figlio di puttana. Non ho altro da dirle, Mulder.

(Bill se ne va. Mulder rimane seduto. Il suo cellulare squilla e lui risponde.)

MULDER: Si. Agente Mulder, chi parla?
UOMO CHE FUMA: Come sta la nostra paziente? (Si trova all’interno di un appartamento. Forse il suo.) Ha trovato quel microchip, vero Mulder?
MULDER: Sì.
UOMO CHE FUMA: Ci saranno stati pareri discordi sulla sua validità medica.
MULDER: Ce ne sono ancora.
UOMO CHE FUMA: Ne deduco che malgrado il mio gesto non ho ancora la sua fiducia.
MULDER: Ha indovinato.
UOMO CHE FUMA: Se permette vorrei rilanciare. Ho organizzato un incontro al quale, sono sicuro, lei non vorrà mancare, Mulder.


SCENA 13
TAVOLA CALDA
9:33 PM

(Mulder è seduto al bancone. La cameriera posa su di esso alcuni condimenti tra cui il tabasco vicino a Mulder.)

CAMERIERA: Il tabasco. E’ un toccasana.
MULDER: Me lo ricorderò.

(La cameriera si allontana. Mulder guarda prima l’orologio sulla parete e poi il suo orologio al polso. Un’auto sopraggiunge fuori dal ristorante e le sue luci di posizione illuminano la figura di Mulder. Mulder si alza e si dirige verso la porta. Le luci dell’auto si spengono. L’Uomo che Fuma è al posto di guida. La cameriera ricompare dietro Mulder e osserva l’automobile.)

CAMERIERA: Chi sono? Li conosce?

(Mulder osserva la persona seduta al posto del passeggero. E’ Samantha. O il clone visto in Colony.)

MULDER: Penso che sia mia sorella! (Mulder esce dal locale. Samantha esce dall’auto.) Samantha.
SAMANTHA: Ero convinta che non ti avrei mai più rivisto. Mi ha sempre detto che quella notte ti era successo qualcosa.
MULDER: Chi? Chi te l’ha detto?
SAMANTHA: Mio padre.

(Si gira e indica l’Uomo che Fuma, ancora seduto al posto di guida mentre si accende una sigaretta. Mulder appare confuso e sconvolto.)


SCENA 14
TAVOLA CALDA

(Primo piano sull’orologio appeso alla parete all’interno del ristorante. Dall’ora si evince che sono passati 40 minuti dall’incontro tra Mulder e Samantha. Adesso sono entrambi seduti ad un tavolo.)

SAMANTHA: Esattamente non so che cosa accadde, so soltanto che da allora non sono mai più riuscita a ricordare. Ho tentato disperatamente, ma più cercavo di farlo, più volevo dimenticare.
MULDER: Perché?
SAMANTHA: Avevo solo otto anni, ed ero spaventata a morte. Mi dissero che ero rimasta orfana.
MULDER: Ma hai detto che quell’uomo è tuo padre. (Mulder indica l’Uomo che Fuma, ancora seduto al posto di guida nell’auto parcheggiata fuori dal locale.)
SAMANTHA: Qualche tempo dopo, non so quanto esattamente, i miei genitori adottivi mi portarono in un albergo e mi dissero che avrei rincontrato mio padre.
MULDER: Ma tu sapevi chi era il tuo vero padre.
SAMANTHA: Credevo di saperlo, ma lui mi disse che si trattava di un segreto. E che lui e la mamma non lo avevano detto a nessuno per proteggere la famiglia.
MULDER: E tu gli hai creduto?
SAMANTHA: Era così buono con me. E poi era anche l’unica persona di cui riuscissi a ricordarmi.
MULDER: E non ricordi proprio niente di quella notte?
SAMANTHA: Si, io mi ricordo di te, mi ricordo solo qualcosa... degli uomini... e poi nient’altro.
MULDER: Io posso aiutarti. Tu sei stata rapita, Samantha. Io posso aiutarti a ricordare.
SAMANTHA: Non voglio farlo, Fox. No, non voglio.
MULDER: Allora perché sei venuta?
SAMANTHA: Mio padre mi ha detto che ti aveva ritrovato. Che tu volevi vedermi più di ogni altra cosa al mondo. E che mi avevi cercata disperatamente in questi anni. E’ la verità? (Mulder comincia a piangere) Mi dispiace tanto, Fox. Credimi, vorrei tanto averti rincontrato prima.
MULDER: Quello che ti hanno raccontato... ora devi ascoltarmi, ok? Quell’uomo (indica l’Uomo che Fuma) forse ti ha detto solo... solo delle bugie.
SAMANTHA: Perché parli così?
MULDER: Perché l’uomo con cui sei venuta sapeva perfettamente dove potermi trovare, se voleva.
SAMANTHA: Aspetta un momento, non capisco. Pe... perchè nascondermelo?
MULDER: Questo non lo so! So solo che ti ha tenuta all’oscuro di molte cose.
SAMANTHA: No, non ti credo. E’ stato un buon padre per me. Si è occupato lui della mia vita quando... quando ormai ero rimasta sola al mondo.
MULDER: Voglio che tu venga con me! Vieni con me a trovare la mamma.
SAMANTHA: Perché? Nostra madre è ancora viva?
MULDER: Certo! E so che le farebbe un immenso piacere rivederti.
SAMANTHA: (Samantha inizia a piangere. Mulder le accarezza i capelli.) Non ci riesco...
MULDER: Perché no?
SAMANTHA: Non ci riesco... Stasera io non volevo venire, Fox. Avevo tanta paura di vederti. Ho la mia vita adesso. I miei bambini che mi aspettano... (Samantha si alza e Mulder l’afferra per la mano)
MULDER: Samantha, Samantha ti prego, non te ne andare...
SAMANTHA: Non posso rimanere, devo andare...
MULDER: Dimmi almeno come posso rintracciarti!
SAMANTHA: Ho bisogno di tempo!
MULDER: Ma se voglio ritrovarti, come faccio?
SAMANTHA: E’ troppo presto, Fox!
MULDER: Va bene, non voglio metterti fretta, però...
SAMANTHA: Per favore... per favore, lasciami andare. (Mulder le lascia a malincuore la mano) Te lo prometto, Fox. Ci rivedremo presto.

(Samantha esce dal ristorante ed entra in auto. L’Uomo che Fuma le accarezza i capelli. Mulder li osserva sbalordito mentre se ne vanno.)


SCENA 15
OSPEDALE

(Il medico sta facendo un’iniezione a Scully.)

MEDICO: Va tutto bene?
SCULLY: Mmm. E’ passato un secolo da quando andavo all’università, ma non ho idea di cosa mi stai iniettando.
MEDICO: E’ solo fluorodesossiglucosio.
SCULLY: Desossiglucosio...
MEDICO: Così individuerò eventuali miglioramenti con la scintigrafia.
SCULLY: Ma non hai molte speranze...
MEDICO: Sto combattendo questo tumore con tutte le mie forze, Dana. Se riesco a scuotere il tuo sistema immunitario, e se le tue cellule citolitiche impareranno a riconoscere il tumore come qualcosa che va attaccato, avremo una possibilità.
SCULLY: Hai mai assistito ad un miracolo, Dottor Zuckerman?
MEDICO: Non so se fossero miracoli, ma ho visto persone senza più alcuna speranza, guarire all’improvviso. E nessuno è riuscito a dare una spiegazione.
SCULLY: Che cos’erano allora?
MEDICO: Forse erano miracoli, ma io non oso chiamarli così.
SCULLY: Grazie.


SCENA 16
STRADA CITTADINA

(Mulder si incontra con l’Uomo che Fuma. Parlano camminando. All’inizio la scena è vista attraverso il mirino del killer che ha il suo fucile puntato verso di loro.)

UOMO CHE FUMA: Mi scusi se ieri sera me ne sono andato così in fretta.
MULDER: Cosa vuole da me?
UOMO CHE FUMA: In che senso?
MULDER: Lei mi ha dato le due cose che desideravo di più al mondo e ora penso che voglia qualcosa in cambio, o no?
UOMO CHE FUMA: Sì, ha ragione. Non era un gesto così disinteressato. Ma se sono qui oggi non è per chiederle qualcosa, bensì per offrirgliela. Offrirle quella verità che lei ha disperatamente cercato sul progetto e sugli uomini che hanno mantenuto il segreto.
MULDER: Io so già la verità.
UOMO CHE FUMA: Davvero?
MULDER: Ho parlato con uno dei suoi.
UOMO CHE FUMA: E come sa che era sincero?
MULDER: Da quanto ho visto so che diceva la verità.
UOMO CHE FUMA: Lei ha visto solo poche tessere del mosaico.
MULDER: Allora mi mostri lei le altre.
UOMO CHE FUMA: L’uomo con cui ha parlato è Michael Kritschgau? (Mulder annuisce) So bene cosa può averle detto. Che le sue conclusioni a proposito di forme di vita extraterrestre erano solo menzogne.
MULDER: Mi dica quello che sa.
UOMO CHE FUMA: Io le offro la possibilità di conoscere la verità.
MULDER: E che cosa vuole in cambio?
UOMO CHE FUMA: Che lasci l’FBI e venga a lavorare per me. Io posso risolvere tutti i suoi problemi.
MULDER: Impossibile.
UOMO CHE FUMA: Dopo quello che ho fatto per lei?
MULDER: Cosa ha fatto per me? Mi ha promesso una cura per Scully, è forse guarita? Mi ha fatto rivedere mia sorella per cinque minuti. Lei non ha fatto niente per me!
UOMO CHE FUMA: Intendo mantenere le mie promesse, ma ho bisogno che lei mi dia qualcosa.
MULDER: Lei ha assassinato mio padre.. e la sorella di Scully. E se ora Scully dovesse morire io la ucciderò. Non mi interessa di chi è il padre, perché io l’ammazzerò con le mie mani!
UOMO CHE FUMA: Non ho alcun dubbio che ne sia capace. Mi hanno messo in guardia. So che domani lei è stato convocato proprio per giustificare questi suoi istinti omicidi. (Si vedono di nuovo Mulder e l’Uomo che Fuma nel mirino del killer. Mulder se ne va.) Se ci ripensa l’offerta è sempre valida.


SCENA 17
STANZA D’OSPEDALE DI SCULLY

(La madre di Scully entra. Scully è sdraiata sul letto. Sta per piangere.)

SIGNORA SCULLY: Dana? (Scully si gira verso di lei) Il dottore mi ha fatto chiamare. Ha detto che volevi vedermi. Cosa c’è? (Maggie si siede sul letto di Scully. Si abbracciano. Scully piange.)
SCULLY: (piangendo) Mi dispiace tanto. Ho lottato, ho lottato con tutte le mie forze, ma sono stata proprio una stupida.
SIGNORA SCULLY: Tesoro, cosa c’è?
SCULLY: La fede è sempre stata una cosa che mi ha accompagnato nella vita. E ora che ne avrei più bisogno che cosa faccio? La rinnego. Mamma, perché? Dimmi perché porto questo? (Scully mostra la catenina che porta al collo) Dimmi perché lo porto, mamma. Ho creduto che se avessi messo questa cosa di cui non so niente, se l’avessi messa al collo, se avessi accettato di sottopormi a questi assurdi trattamenti sarei di sicuro migliorata, ma più passa il tempo più so che non accadrà!
SIGNORA SCULLY: Tu non hai perso la fede, Dana.
SCULLY: Sì che l’ho persa, da tanto tempo. Ricordi quella sera, quando invitasti a cena padre McCue perché mi aiutasse a ritrovare la fede? Mi rifiutai di ascoltarlo.
SIGNORA SCULLY: L’unica cosa che conta ora è che tu ritrovi le tue energie.
SCULLY: Non sto migliorando, mamma.
SIGNORA SCULLY: E’ ancora presto per dirlo.
SCULLY: La scintigrafia dice che non sto migliorando.

(Si abbracciano di nuovo e piangono entrambe.)

SIGNORA SCULLY: So che hai paura, so che hai paura di dirmelo. Ma devi dirlo a qualcuno.


SCENA 18
LUOGO IMPRECISATO

(L’Uomo Anziano sta guardando una conferenza sul canale WWN alla tv)

SEN. HARKER: Voglio fare una dichiarazione. La clonazione continuerà. La mente umana non smetterà di indagare in questa direzione. Ci vorranno forse molti anni perché questo progetto si realizzi. Ma quello che posso dirvi è che io mi auguro di poterlo vedere prima di lasciare questo mondo...

(Skinner compare alla conferenza passando davanti alla telecamera. L’Uomo Anziano lo nota e nervosamente afferra il telefono. Skinner si siede dietro allo speaker della conferenza e parla con un uomo seduto accanto a lui.)

UOMO ANZIANO: Accendi il televisore. Stai seguendo la conferenza? Hai visto chi c’è? Voglio sapere per chi sta raccogliendo informazioni. Se non sbaglio il nostro collega avrebbe già dovuto chiudere con quel problema all’FBI. Ora dovrai risolverlo tu, sono stato abbastanza chiaro? Poi sistemerò tutto io.


SCENA 19
STANZA DI SCULLY- NOTTE

(Mulder entra nella stanza buia. Scully sta dormendo. Lui si avvicina al lato del letto e le accarezza i capelli. Si inginocchia e piange disperato stringendo la mano di lei.)


SCENA 20
UFFICIO DI BLEVINS

(Mulder entra.)

BLEVINS: Si accomodi, agente Mulder. E’ successo qualcosa di molto grave nelle ultime ore. (Mulder obbedisce e si siede) Visto che domani verrà a dare la sua testimonianza la informo che ho ricevuto risultati sconcertanti che riguardano il corpo trovato nel suo appartamento. Il rapporto della balistica afferma che il delitto è stato compiuto con la sua arma di ordinanza, agente Mulder.
MULDER: Quando lo ha ricevuto?
BLEVINS: Non sono autorizzato a dirlo. A meno che lei non mi fornisca il nome di qualcun altro come possibile esecutore di quel delitto, tutti gli elementi indicano lei come colpevole. Ha prove sufficienti per dimostrare che non è stato lei a sparare quel colpo?
MULDER: Per ciò mi ha convocato?
BLEVINS: La vittima lavorava per il Dipartimento della Difesa.
MULDER: Quell’uomo mi stava spiando, signore.
BLEVINS: Sa per conto di chi? L’agente Scully, durante l’assemblea, stava per fare il nome della persona dell’FBI che secondo lei è coinvolta in un complotto contro di voi. Noi crediamo che quella persona sia il vicedirettore Skinner. Sappiamo che durante il servizio prestato nell’FBI ha sempre tenuto un’agenda segreta.
MULDER: Mi rifiuto di crederlo.
BLEVINS: Abbiamo raccolto prove che lo inchiodano, agente Mulder.
MULDER: Le posso vedere?
BLEVINS: Mi ascolti. Se domani ci farà quel nome durante la sua testimonianza procederemo contro di lui, e le garantisco che quelle imputazioni potranno scagionarla.
MULDER: Accusa Skinner e salvati la pelle.
BLEVINS: L’ho fatta venire per darle un consiglio. Un consiglio da amico.

(Lunga pausa)

MULDER: Ci vediamo all’udienza.

(Blevins annuisce. Mulder si alza e se ne va.)


SCENA 21
STANZA DI SCULLY

(Scully è sdraiata sul letto. Mulder entra e si siede su una sedia accanto a lei.)

MULDER: Buongiorno.
SCULLY: Buongiorno, ma non dovresti essere all’udienza?
MULDER: Già. Sono venuto qui stanotte, ma non me la sono sentita di svegliarti.
SCULLY: Sei venuto per cosa? Mulder, che succede?
MULDER: Mi sentivo perso stanotte. Ma mentre ero qui ho pensato di aver trovato la mia strada. Mi hanno proposto, mi hanno proposto un accordo. Un accordo che può salvarmi la vita. All’inizio ho rifiutato la proposta, ma dopo essere stato qui ero quasi pronto ad accettarla.
SCULLY: Quale proposta?
MULDER: Non importa. Perché ho deciso che non accetterò, Scully. Dopo quello che è successo stamattina.
SCULLY: Cos’è successo stamattina?
MULDER: Il Caposezione Blevins mi ha consigliato di accusare Skinner. Di dire che è lui l’uomo all’interno dell’FBI responsabile del complotto nei nostri confronti. Se lo farò in cambio mi proteggeranno.
SCULLY: E tu farai il suo nome?
MULDER: No.
SCULLY: Allora non hai scampo, Mulder.
MULDER: Eh, sì. Dalle prove risulta che ho ucciso io quell’uomo.
SCULLY: C’è ancora una possibilità, potrei sempre essere stata io a sparare.
MULDER: No. Sai perché non potrei farlo? Per tuo fratello, per tua madre. E perché non me lo perdonerei mai. Incolpare te vorrebbe dire vivere nella menzogna come gli uomini che ci hanno ingannato, che ti hanno fatto ammalare. Tutti noi crediamo in qualcosa, e io credo nella verità.
SCULLY: Perché sei venuto qui se hai già preso le tue decisioni?
MULDER: (Mulder ride mentre risponde alla domanda) Solo perché ero sicuro che tu mi avresti impedito di commettere un errore. (La porta si apre e il sorriso di Scully si trasforma in uno sguardo preoccupato. Afferra la mano di Mulder.)
SCULLY: Dirò una preghiera per te. (Mulder si alza e si sporge verso di lei.)
MULDER: Dì al prete di dirne un paio anche lui, una sola non basterà. (La bacia sulla guancia e se ne va. Lei lascia la sua mano con riluttanza e volge il suo sguardo verso Padre McCue.)


SCENA 22
QUARTIER GENERALE FBI
WASHINGTON, D.C.

(Ci troviamo nella stessa stanza dove si svolse l’udienza di Scully. E davanti alla stessa commissione.)

BLEVINS: Visto che non si è presentato chiederò un mandato di cattura.

(La porta si apre. Mulder entra e si siede. Skinner e Mulder si guardano negli occhi.)

MULDER: Scusate il ritardo.
BLEVINS: Agente Mulder, questa commissione d’inchiesta si era già riunita perché convinta di dover indagare sulla sua presunta morte. Le indagini hanno dimostrato che la notizia riportata era falsa poiché lei in realtà era vivo e vegeto. Il corpo trovato nel suo appartamento, che tutti credevano suo, apparteneva a qualcun altro. Ucciso con un’arma in dotazione dell’FBI e registrata a suo nome.
MULDER: Con tutto il rispetto signore, sono venuto qui oggi per fornire alcuni dati che vi permetteranno di chiudere questo processo e a assicurare alla giustizia i veri colpevoli.
SKINNER: Con tutto il rispetto signore, chiedo una breve pausa.
MULDER: Signore, sono pronto a procedere col suo permesso.
BLEVINS: Proceda Mulder. (Skinner appare preoccupato.)
MULDER: Quattro anni fa, durante una missione assegnatami al di fuori delle direttive dell’FBI mi affiancarono l’agente Scully che credetti avessero mandato per spiarmi, o meglio, per ridimensionare le mie indagini sul paranormale. Il fatto che l’agente Scully non abbia seguito le direttive testimonia la sua integrità come investigatore, come scienziato e come essere umano, ma ha pagato a caro prezzo la sua integrità.
BLEVINS: Integrità? L’agente Scully ha testimoniato il falso davanti a questa commissione dicendo che lei era morto!
MULDER: Ha mentito perché gliel’ho chiesto io! Perché volevo avere le prove dell’esistenza di un complotto. Un complotto contro il popolo americano!
AGENTE ANZIANO: Abbiamo già ascoltato una testimonianza su questo, agente Mulder!
MULDER: Un complotto mirato a distruggere la vita di coloro che potevano svelare qual era il suo vero obiettivo (Si vede il killer che da lontano tiene il fucile puntato sull’Uomo che Fuma) e cioè condurre esperimenti su vittime inconsapevoli per mettere in atto un piano segreto ideato da qualcuno che all’interno del governo aveva la possibilità di operare indisturbato e senza alcuno scrupolo morale. Qualcuno che ha carpito la nostra fiducia e poi ci ha ingannato. Il prezzo del tradimento è la vita e la reputazione di tutte le vittime del complotto. L’agente Scully giace in questo momento nel letto di un ospedale con un cancro in fase terminale (si vede Padre McCue che tiene tra le mani un rosario e Scully prega con lui) causato da quegli stessi esperimenti condotti su di lei, senza il suo consenso, da quel qualcuno che ora vorrebbe cancellare le sue tracce perseguitando proprio coloro che ha usato per portare a termine il suo piano criminale! Ma io so chi è!
AGENTE ANZIANO: Vogliamo sapere se è stato lei a sparare all’uomo trovato morto nel suo appartamento!
MULDER: Risponderò alla domanda, signore.

(Blevins lo interrompe bruscamente.)

BLEVINS: Ha ucciso lei Scott Ostlehoff, dipendente del Dipartimento della Difesa?
MULDER: Risponderò alla domanda, signore!
AGENTE ANZIANO: Risponda alla domanda agente Mulder!

(Si vede di nuovo Scully che prega e piange.)

MULDER: Risponderò solo dopo che avrò fatto il nome di quell’uomo!
AGENTE ANZIANO: Agente Mulder! (Si vede l’Uomo che Fuma mentre guarda la foto di Mulder e Samantha da piccoli)
MULDER: Risponderò solo dopo che avrò fatto il nome dell’uomo responsabile della malattia dell’agente Scully e di aver fatto sorvegliare il mio appartamento. Un uomo che intendo far perseguire per i suoi crimini e che si trova in questa stanza e mi sta ascoltando!!
AGENTE ANZIANO: Agente Mulder, il caposezione le ha fatto una domanda alla quale lei deve rispondere!
MULDER: Non posso farlo, signore!
AGENTE ANZIANO: Lei può e deve farlo!!
MULDER: Non posso farlo signore, perché l’uomo che intendo accusare è proprio il caposezione!

(L’Agente Anziano si gira attonito verso Blevins che appare scandalizzato. Gli altri membri della commissione sono stupiti e si guardano gli uni con gli altri. Skinner e Mulder si fissano.)


SCENA 23
APPARTAMENTO DELL’UOMO CHE FUMA

(L’Uomo che Fuma si alza da una poltrona tenendo in mano la foto di Mulder e Samantha da bambini. Improvvisamente si accorge di un puntino rosso puntato su di lui. Allarmato guarda verso la finestra. Parte uno sparo dalla strada di fronte.)


SCENA 24
UFFICIO DI BLEVINS

(Seduto alla scrivania c’è un uomo che sta parlando al telefono.)

UOMO ALLA SCRIVANIA: Bene, me ne occupo io.

(La porta si apre. Blevins entra trafelato e si dirige verso l’uomo con fare minaccioso. L’uomo alla scrivania lo affronta sparandogli un colpo di pistola al torace. Pulisce la pistola dalle sue impronte digitali con un fazzoletto, la lascia nella mano di Blevins riversato a terra ed esce.)


SCENA 25
APPARTAMENTO DELL’UOMO CHE FUMA

(L’Uomo che Fuma giace a terra sanguinante. Si porta a sé la foto incorniciata di Mulder e Samantha da bambini che adesso ha il vetro rotto. L’Uomo che Fuma chiude gli occhi.)


SCENA 26
OSPEDALE TRINITY
WASHINGTON, D.C.

12:00 AM

(Mulder è seduto fuori dalla stanza di Scully. Skinner appare dal corridoio e si siede accanto a lui.)

SKINNER: L’Uomo che Fuma è morto.
MULDER: Come?
SKINNER: Gli hanno sparato. (Skinner estrae dalla tasca della giacca la foto di Mulder e Samantha e la porge a Mulder). L’abbiamo trovata sul luogo del delitto e pensiamo che il sangue sia suo.
MULDER: Il corpo non c’era?
SKINNER: No, ma chiunque abbia perso tutto quel sangue non può essere certo sopravvissuto. (Mulder annuisce poco convinto) Lei oggi ha fatto il nome di Blevins. Come faceva a saperlo?
MULDER: Ho tirato ad indovinare.
SKINNER: Sì, però ha fatto centro. Blevins è stato per quattro anni sul libro paga di una società biotecnologia, la Roush, che in qualche modo è collegata a tutto questo.
MULDER: Qualunque legame ci fosse staranno cancellando ogni traccia, no?
SKINNER: Fanno un po’ di pulizia. Portano via tutto.
MULDER: Non tutto. (Mulder sorride) Il tumore di Scully ha cominciato a regredire.
SKINNER: E’ una notizia magnifica
MULDER: E’ la migliore che abbia mai ricevuto.
SKINNER: Com’è successo?
MULDER: Non lo so. E non lo sapremo mai.
SKINNER: Posso vederla?
MULDER: Certo! C’è la sua famiglia con lei. Vada! Sono sicuro che le farà piacere.

(Skinner si alza e si dirige nella stanza di Scully. La sua famiglia è riunita intorno al suo letto. Scully si accorge della presenza di Skinner. Gli sorride quasi a voler chiedere perdono e grazie allo stesso tempo. Anche Skinner le sorride. Nel corridoio, Mulder guarda la foto che tiene tra le mani e comincia a piangere.)


Trascrizione effettuata da arirossa


Trinity Hospital - Emergency Medical Unit - Washington, D.C.

FBI Headquarters - Washington, D.C.

Ufficio dei Lone Gunmen
Takoma Park, Maryland

Appartamento dell'Uomo che Fuma
900 West Georgia Street - Washington, D.C.

Trinity Hospital - Washington, D.C.


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