Chris Carter al festival ''The Future is Here''

Chris Carter al festival ''The Future is Here''

È accaduto circa un anno fa. Chris Carter è stato ospite al festival "The Future is Here" organizzato dallo Smithsonian Magazine, ma come spesso accade, il materiale relativo a questi eventi tarda molto ad essere condiviso online. Questo è il motivo per cui, non appena siamo incappati nel video dell'intervento di Chris Carter al suddetto festival qualche giorno fa, oggi siamo qui a parlarne.

L'incontro si è svolto il 22 Aprile 2016 a Washington, D.C., la decima stagione era terminata da breve tempo ed è forse per questo motivo che gran parte della conversazione con Chris Carter ha a che fare proprio con gli ultimi episodi di X-Files che abbiamo visto in tv. Non solo dell'ultima stagione però si è parlato, ma anche della serie originale e di tutti quegli autori che hanno reso X-Files la serie che è diventata.

Di seguito potete trovare il video rilasciato dallo Smithsonian e la nostra traduzione dei passaggi più interessanti.
Buona visione... e buona lettura.



Brian Truitt intervista Chris Carter durante il festival "The Future is Here"

Considerando tutti i finali di stagione che hai realizzato per X-Files, quanto è stato difficile scrivere il finale della decima stagione, volendo far rimanere il pubblico in sospeso, ma ovviamente non troppo dato che non sapevi quando la serie sarebbe tornata?
Non so se ho mai messo prima i personaggi in una situazione difficile come quella in cui li ho lasciati in questa ultima stagione. In passato abbiamo lasciato Mulder quasi morto, abbiamo ucciso dei personaggi, abbiamo chiuso gli X-Files… abbiamo sempre terminato le stagioni con dei finali aperti, ma non credo che abbiamo mai finito con loro due che guardano verso una nave spaziale… nella situazione in cui sono rimasti.

È una cosa che hai sempre pensato di fare anche nella serie originale?
No, nella serie la Mitologia aveva preso una certa direzione e adesso avevamo bisogno di una sorta di nuovo percorso. Non potevo sapere dove mi sarei trovato in questa stagione, ma il fatto che stiamo raccontando storie in un panorama contemporaneo rappresenta un momento molto eccitante per tornare a fare X-Files.

Che mi dici dell’episodio “Mulder and Scully meet the Were-Monster”?
Quello è Darin Morgan. Prima di quello ha fatto solo quattro episodi di X-Files ed ognuno di questi è diventato un classico. I suoi episodi sono tutti divertenti, si prendono gioco della serie, rigirano il suo concetto e il genere televisivo su sé stessi, e in questo suo ultimo lavoro è la stessa cosa. In un certo senso, Mulder e Scully diventano quasi ridicoli, ci si prende gioco di loro e della serie. Quando il cellulare di Mulder squilla si sente il tema musicale di X-Files… questo è quello che la gente si aspetta dagli episodi di Darin. È stato il terzo episodio ad andare in onda ed ha permesso al pubblico di tirare un po’ il fiato prima di tornare agli altri in cui l'atmosfera era molto differente.

Quando hai creato la serie originale hai sempre pensato di alternare Mitologia e standalone?
No, abbiamo trovato la nostra strada man mano che siamo andati avanti. La Mitologia si è praticamente plasmata da sola… anche se David e Gillian sono degli ottimi attori di commedia e riescono ad essere molto divertenti, non abbiamo realizzato episodi simili finché non è arrivato Darin Morgan, nella seconda stagione, quando ha scritto “Humbug”. La Fox era terrorizzata. Ci hanno fatto provare l’episodio facendolo vedere in anteprima ad un gruppo ristretto di persone per vedere la reazione. La reazione fu ottima e l’episodio andò bene, quindi ce ne chiesero altri. Poi è arrivato Vince Gilligan, che possedeva una predisposizione per la commedia molto particolare. Abbiamo beneficiato del lavoro originale di Darin e poi Vince lo ha capitalizzato. Sono arrivate anche persone come Frank Spotnitz e John Shiban che hanno creato lo spin-off dei Lone Gunmen. Tutte queste sono persone che posseggono un ottimo senso della commedia ed hanno reso X-Files quello che è diventato.

Chris Carter al festival ''The Future is Here''

In questi sei episodi ti hanno dato carta bianca o hai ricevuto dei suggerimenti?
Ho ricevuto dei suggerimenti per tutti gli episodi. Ne ho ricevuto di grandi riguardo al casting, una cosa che non mi era mai capitata prima, ho sentito delle grandi influenze su questa fase del lavoro. Ma generalmente si è trattato di buoni suggerimenti.
In questo lavoro devi sempre ascoltare quello che la gente ha da dirti in qualsiasi fase del processo di produzione stai attraversando, perché comunque questi suggerimenti esprimono qualcosa di cui devi tenere conto. Così come ascolti i membri della troupe e cerchi di prendere informazioni da chiunque, tutto questo aiuta a rendere migliore il prodotto finale. Sei sotto una pressione tremenda, il tempo è poco, devi fidarti del tuo istinto in molte situazioni, ma proprio perché c’è molta pressione aiuta avere molti occhi puntati su di te.

In queste situazioni aiuta avere qualcuno con cui condividere le tue idee? So che lo fai con tua moglie.
Sì, lei è sempre stata una grande fan della serie, all’inizio vedeva gli episodi senza sapere nulla e rimaneva sempre sorpresa, ma in questa ultima stagione è stata coinvolta fin dall’inizio. In effetti le sue idee sono diventate parte del primo episodio. Avevo scritto una sorta di sceneggiatura per un film. Lei l’ha letta e le sono piaciute molte cose che mi ha suggerito di usare negli episodi della stagione. In seguito ha letto anche la sceneggiatura degli episodi e mi ha dato ottimi suggerimenti.

Quale episodio le è piaciuto di più?
Le sono piaciuti tutti. Penso che le sia piaciuto particolarmente l’episodio di Darin. Penso che… le siano piaciuti tutti i miei episodi. Almeno, così mi ha detto.
 

 



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